giovedì 14 novembre 2019

GOLDEN SYRUP STEAMED PUDDING- PUDDING AL VAPORE




I Pudding sono ormai una mia passione da tre anni, da quando cioè li ho praticamente scoperti!!! Mi sono rifornita degli stampi appositi che sono anche belli da vedere e sono partita in quarta prima con quello al cioccolato, perchè volevo appunto prenderci confidenza e poi provando ben due versioni diverse per quello di Natale, facendo diventare quella di Nigel Slater la mia versione ormai tradizionale per eccellenza.
Non contenta quest'anno ho voluto provare a farne una nuova ricetta, grazie a chi nel gruppo delle Pie Donne & Pies, per prepararsi allo Stir-Up Sunday (che quest'anno cade il 24 Novembre), dopo aver acquistato lo stampo apposito della Mason Cash, lo "Steamed Syrup Pudding", da una ricetta della Mason Cash appunto Chi mi ha preceduta aveva avuto solo un problema, la ricetta parlava dello stampo da 900 ml (S36, che c'è di ogni colore e decorazione) ma le era avanzato un bel po' di composto,  e quindi ho voluto farlo anche io proprio per capire se la ricetta era "troppo". Ebbene si, a me oltre allo stampo S36 (da 900 ml) è venuto anche un mini pudding fatto in emergenza dentro una citolina in ceramica (adatte alle cotture) di Ikea, cosache mi ha anche dato la fortunata possibilità di assaggiare il mio nuovo pudding appena cotto.
Quindi la ricetta originale che nasce in pratica come una 4/4 nel mio caso è stata "ridimensionata" per lo stampo apposito, perciò le dose che leggerete sotto sono "private" di 1/4 degli ingredienti rispetto all'originale. (quindi se usate 4 uova, ricordate di aumentare tutto a 250 grammi).



STEAMED SYRUP PUDDING


190 g di burro a temperatura ambiente
190 g di zucchero di canna Muscovado
190 g di farina auto lievitante
3 uova
1 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di allspice (facoltativo)
4 cucchiai di Golden Syrup (che non è la melassa)



Imburrate molto bene lo stampo da pudding (capienza 900 ml), sul fondo mettete un cerchio di carta forno (del diametro esatto del fondo stesso).
Nella ciotola della planetaria (io uso KitchenAid, ma vanno benissimo anche le fruste elettriche, tranquilli) con la frusta a filo montate il burro un paio di minuti, aggiungete lo zucchero e lavorate altri due minuti fino a che il composto non sarà spumoso e liscio. A seguire versate le uova e la farina, fino a che il composto non risulterà ben amalgamato. Versate due cucchiai di gloden syrup nel composto insieme allo zenzero e all' allspice e mescolate bene, mentre gli altri due cucchiai versateli sul fondo dello stampo.
Versate a cucchiaiate il composto nello stampo livellate bene la superficie (ATTENZIONE: il composto deve lasciare un paio di cm di bordo, perchè lieviterà) e chiudete prima con un foglio di carta forno e poi con un foglio di carta stagnola, ma lasciando una sorta di cunetta al centro (sempre perchè lieviterà un po') e chiudete bene con dello spago da cucina attorno al bordo esterno dello stampo. Ricordate di fare con lo spago un "manico" per recuperare lo stampo quando il pudding sarà cotto per non ustionarvi).
Mettete in una pentola capiente con acqua che arrivi a metà dello stampo, coprite con un coperchio e cuocete a vapore per due ore da quando inizia il bollore, abbassando la fiamma al minimo.

Togliete lo stampo dalla pentola, fate intiepidire e sformate, servite con qualche cucchiaio di golden syrup sopra.



NOTE: i pudding hanno una magnifica cosa, che potete prepararli con qualche giorno di anticipo, conservarli nello stampo (avendo cura però di cambiare la copertura di carta forno e carta stagnola) in modo che quando desiderate servirli, un'oretta prima li potete rimettere al vapore a scaldare.



lunedì 11 novembre 2019

PASTA E LENTICCHIE



Finalmente a Novembre inoltrato posso dire che è Autunno. Diciamo che stiamo sui 20°C e che non c'è più il caldo torrido, umido e fastidioso che ancora ci tormentava fino a qualche settimana, poi abbiamo avuto un ottobre con quei magnifici 25°C che io amo, tanto che davvero fino alla settimana scorsa giravo ancora con le infradito e mi passavo i pomeriggi in giardini a guardare il mare...  ma finalmente è tornato l'Autunno, e lo dico con la consapevolezza che in realtà io le stagioni le amo tutte e quattro, e che vorrei fossero ben distinte e separate ogni anno che passa.
Quindi ora posso essere felice di preparare zuppe e zuppette e piatti caldi, cosa che non mi ispirava assolutamente fino a due settimane fa.
Ho iniziato anche a cuocere i legumi e una bella pasta con le lenticchie uno dei primi giorni di pioggia con le temperature leggermente più basse non ce l'ha tolta nessuno. Il profumo che sprigiona questa zuppa di legumi mi riporta a quando ero davvero piccola e capitava nel menu all'asilo, ricordo che amavo il profumo così quanto odiavo doverla mangiare, ora invece mi piace tantissimo e forse proprio perchè mi riporta indietro a quel periodo della mia vita senza pensieri.
Buon Autunno a tutti!!!


PASTA E LENTICCHIE

400 g di lenticchie secche
160 g di pasta piccola (tubetti)
1/2 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1/2 carota
1/2 cipolla piccola
1 spicchio d'aglio
1 costa piccola di sedano
2 cucchiai di olio extra vergine d oliva
1 foglia di alloro
sale
pepe nero
acqua

La sera prima mettete in ammollo in acqua le lenticchie.
Il giorno seguente in una pentola versate l'olio e o spicchio d'aglio, accendete il fuoco e dopo un minuti aggiungete la carota, il sedano e la cipolla tritate finemente, la foglia di alloro e una macinata di pepe nero. Fate rosolare, e poi versate le lenticchie ed aggiungete acqua fino a coprirle, mescolate, mettete il concentrato di pomodoro e fate cuocere per un'oretta abbondante, controllate la cottura, versate il sale, e dopo 5/10 minuti versate un po' d'acqua bollente e la pasta, che cuocerete al dente.
Servite subito.


Enjoyyy!

sabato 2 novembre 2019

FRUTTA MARTORANA



Chi arriva in Sicilia ed entra in un bar o in una pasticceria s troverà sempre, e ribadisco sempre, vetrinette dove i fruttini colorati di Pasta Reale, chiamata Frutta Martorana, fanno bella mostra di sè. 
Un tempo erano tipici solo del periodo dei Defunti, quindi a cavallo tra la fine di Ottobre e Novembre, ma ormai è un prodotto così tipico, identificativo e territoriale da trovarlo tutto l'anno, sono buonissimi e creano allegria.
La storia del nome deriva dal Monastero della Martorana di Palermo, dove nacquero questi fruttini a forma di agrumi, per decorare ed arricchire gli alberi di limoni e arance, privi dei loro frutti quando vi fece visita  un vescovo o re che rimase sorpreso dal trovare gli alberi ricchi di mandarini e limoni fuori stagione, scenograficamente facevano la loro bella figura, ma quando raccolse un frutto sentì profumo di mandorle e miele e scoprì che trattavasi di dolci, buonissimi e fu lui stesso ad esclamare "ma questa dolcetti sono proprio degni di un Re" e fu così che nacque la Pasta Reale. 


Oggi è la commemorazione dei Defunti ed è usanza nella notte tra il primo e il due Novembre portare in dono ai bambini giocattoli e dolci tipici tra cui questi frutti, che hanno anche una buona conservazione se conservati in scatole ermetiche o chiuse in pellicola alimentare.
Avevo comprato anni fa gli stampi di gessi in via del Calderai a Palermo, ma a parte l'agnello Pasquale  con la pasta di mandorle non avevo ancora osato provare a preparare la frutta, ma finalmente mi sono decisa e sono davvero soddisfatta per essere  la mia prima volta.
Buona Commemorazione dei Morti!!!
 

FRUTTA MARTORANA

500 g di  farina di mandorle 
500 g di  zucchero a velo 
75  g di glucosio ( o miele)
55 ml di acqua 
2 mandorle amare
Semi di mezzo baccello di vaniglia  

Colori in polvere alimentari 
Alcol alimentare 

Gomma arabica o lucidante alimentare spray

Pestate al mortaio le due mandorle amare ed unitele in una ciotola capiente alla farina di mandorle e mescolate. Aggiungete lo zucchero a velo e mescolate bene tutto, versate l'acqua e il glucosio. i semini di vaniglia  e cominciate ad amalgamare usando un cucchiaio.
Poi lavorate con le mani fino a che il composto non si sarà amalgamato molto bene. Conservare ben chiusa con pellicola trasparente per alimenti altrimenti si secca.
Per fare la frutta se avete gli stampi di gesso, spennellate bene la maizena così sarà più semplice staccare la pasta reale. Basterà che pressiate una pallina di impasto nello stampo e che livelliate, e con dei colpetti fate uscire il fruttino e procedete.



Lasciatelo un giorno ad asciugare su un vassoio di cartone e poi potrete procedere a colorare. Io ho usato prevalentemente i colori in polvere alimentari, perchè sono perfetti per creare sfumature, ma per le rifiniture, o per le fragole ho diluito i colori con alcol alimentare.

Lucidate i fruttini o con gomma arabica alimentare o più comodamente con uno spray (io ne uso uno a base di lecitina alimentare con alcol alimentare ).



Enjoyyy!


venerdì 1 novembre 2019

TETÚ



In questi giorni nelle pasticcerie, nei bar e nei panifici Siciliani è una gara a chi fa più dolci per le feste di Ognissanti e dei Defunti ...in ogni città dell'isola ci sono tradizioni da rispettare  e dolcetti da gustare.
È un " epidemia" di Frutta Martorana, Rame di Napoli, Pupi cu Zuccaru, Ossa dei Morti, 'Nzuddi, Totò e Tetù, che nonostante l'assonanza del nome, non sono la stessa cosa.
A Catania si fanno i Totò, biscotti al cioccolato, che nella forma potrebbero assomigliare ai Tetù di Palermo, che in realtà nascono bianchi, con glassa bianca o al cioccolato, la variante al cioccolato diciamo che è una liberissima interpretazione e a differenza dei dolcetti di Catania contengono anche farina di mandorle.
So che ora sto per fare una rivelazione assurda, ma io non ho mai assaggiato i Totò... e nemmeno i Tetù, ma ho iniziato a rimediare facendo i Tetù con anche la variante al cioccolato. Per il prossimo anno chissà che io non faccia i Totò. Per ora sappiate che i Tetù (Uno a te ed uno a me, a volerne fare una "traduzione")  ci sono piaciuti tantissimo.
Ho seguito "liberamente" la ricetta di Alba Allotta  modificando le quantità dei vari ingredienti rispetto a 500 grammi di farina, eliminando la vanillina, che proprio non amo, e appunto facendo una versione al cacao, che nella tradizione a quanto ho capito non è prevista, e mettendo l'ammoniaca per dolci, cosa trovata in tantissime ricette al posto del bicarbonato, l'unica cosa che si avvicina al cacao o cioccolato è che una parte dei Tetù si può glassare con una glassa a cacao appunto.


TETÚ 
(per 50 biscotti circa)

500 g di farina 00
100 g di farina di mandorle
100 g di strutto
150 g di zucchero
2 uova
15 g di ammoniaca per dolci
1  cucchiaino di estratto naturale di vaniglia

Per la versione al cacao ( da utilizzare in metà del totale dell' impasto sopra)

20 g di cacao amaro in polvere

Per le glasse:
Zucchero a velo
acqua bollente
cacao in polvere amaro

Setacciate la farina con l'ammoniaca per dolci nella ciotola della planetaria (potete lavorare agevolmente anche a mano), e poi aggiungete lo strutto, lo zucchero e la farina di mandorle, a seguire le ova ed il pizzico di sale con l'estratto di vaniglia. Fate lavorare bene con il gancio a "K" o foglia e quando il tutto sarà ben amalgamato e l'impasto risulterà morbido sarà pronto. A questo punto se vorrete anche la versione al cioccolato, dividete l'impasto a età e una parte mescolatela col cacao.
Preriscaldate il forno a 170°C.
Adagiate della carta forno sulle leccarde e cominciate a formare i biscotti.
Fate dei rotolini, dai quali ricavare delle palline poco più grandi di una noce e sistemarle man mano sulle leccarde.
Infornate per circa 30 minuti.

Fate raffreddare e nel frattempo fate le glasse. Mescolate lo zucchero a velo con qualche cucchiaio di acqua bollente, fino ad ottenere una consistenza liscia, lucida e bianca, questa sarà la glassa da colare sui biscotti bianchi, mentre aggiungendo un cucchiaio di cacao amaro (dosate l'acqua sempre bollente se risultasse troppo denso) otterrete quella al cacao.

Glassate i biscotti e lasciate asciugare.
I Tetù si conservano molto bene per alcuni giorni in una scatola di latta.

ENJOYYY!!!


mercoledì 30 ottobre 2019

"FRITTATA"al forno con BROCCOLI e RICOTTA


Questa che segue è una ricetta banale, ma intanto è light, perchè non prevede la cottura in padella e olio come la più classica della frittata, è veloce, perchè si mescolano gli ingredienti velocemente, ed è comoda, perchè la si può preparare prima essendo ottima anche a temperatura ambiente, anzi in verità è anche più buona!
Diciamo che equivale alla scoperta dell'acqua calda, ma tant'è che una volta a settimana, magari cambiando ortaggio la preparo.
Quindi quando cuocete i broccoli fatene in più e non ve ne pentirete.

FRITTATA AL FORNO con BROCCOLI e RICOTTA
(per una teglia da 22-24 cm di diametro)

5 uova
250 g di ricotta
70 g di Parmigiano Reggiano
broccoli lessati
1 cucchiaio di olio
sale
pepe nero

Pre riscaldate il forno a 1790°C:
In una ciotola sbattete le uova con una frusta, aggiungete la ricotta, l'olio, il sale, il pepe, il parmigiano e mescolare bene, versate i broccoli e amalgamate sempre con la frusta.
Bagnate e strizzate un foglio di carta forno e sistematelo dentro alla teglia, versate il composto ed infornate per una trentina di minuti, a fino a che vedrete che la superficie della vostra frittata non sarà dorato e cotto.
Servite tiepida o a temperatura ambiente.


Enjoyyy!!!

giovedì 24 ottobre 2019

LIMONCELLO- ultima versione



Avevo già proposto una ricetta di Limoncello, ma io cerco sempre di migliorarmi e per farlo devo provare altre soluzioni, e così è stato anche per il Limoncello. In realtà confrontando la vecchia ricetta e quella che vi propongo oggi c'è una differenza non da poco, perchè stessa quantità d'acqua, ma oltre il doppio di alcol e zucchero e limoni e vi devo dire che la differenza c'è e si vede...cioè si sente!!! Quindi al momento questa è la ricetta che seguirò per le prossime bottiglie di liquore al Limone che servirò ai miei ospiti dopo un pranzo o una cena.
Ovviamente il Lemoncello si presta benissimo anche se diluito con uno sciroppo di zucchero lo si usa come bagna per dolci profumati al limone, ma anche per qualche aperitivo, provate a farci un Limoncello Martini... eh eh eh ...!!!

LIMONCELLO (di Arone Dalessandria)

1 kg di limoni (ovviamente non trattati, ed ITALIANI)
1 lt alcol alimentare 95°
1 lt di acqua naturale
800 g di zucchero

Lavate ed asciugate i limoni. Con un pela patate (se lo avete è consigliatissimo) o un coltello ricavate la scorza dei limoni, evitando l'albedo (la parte bianca del limone), e immergetela in una ciotola (se di vetro e con coperchio è perfetto!) con l'alcol, chiudete bene (se il contenitore non ha coperchio potete sigillare con la pellicola trasparente per alimenti e un elastico) e mettete in dispensa 5-6 giorni, scuotendo ogni tanto il contenitore.
Trascorsi questi giorni, in una pentolina portate a bollore il litro di acqua, versate lo zucchero, mescolate e fate sciogliere bene. Spegnete il fuoco e fate raffreddare. Quando lo sciroppo sarà a temperatura ambiente, aggiungete l'alcol filtrato. Mescolate bene e mettete dentro a delle bottiglie di vetro (escono circa 2 litri e mezzo di liquore).
Ponete le bottiglie al buio per minimo un mese prima di metterlo in freezer per poterlo servire bello freddo.


Enjoyyy!!!





martedì 22 ottobre 2019

REGINELLE, BISCOTTI AL SESAMO "NCIMINATI"



"Nciminati", biscotti ricoperti col "cimino", semini di sesamo, a Palermo chiamati "Reginelle". Li ho sempre visti, e parlo qui nel Catanese, a fine pasto, ad accompagnare Passito, Malvasia, Limoncello, Marsala o Vin Santo, insomma vini e liquori da dessert. I semini si sesamo  si chiamano anche  Giggiulena o Ciciulena, quindi in maniera più generale li si può chiamare anche Biscotti con la Giggiulena.
Spesso si comprano nei panifici, ma desideravo da tempo farli in casa, ma tra che rimandavo e tra che non riuscivo a scegliere tra le tantissime ricette in circolazione, non mi decidevo mai.
Poi ho letto una ricetta che usava una parte di farina di semola di grano duro e sono andata " a simpatia", nel senso che che per me ci poteva proprio stare la semola e così ho preso la ricetta della signora Maria Grazia Di Maria, e ho fatto solo due piccole modifiche, ho tolto la vanillina, che non riesco proprio a farmi piacere e l'ho sostituita con dell'estratto puro di vaniglia,  insieme al profumo della scorza di limone e ho aggiunto un uovo, che non era previsto dalla ricetta.
Non sono biscotti dolcissimi, ma per me sono perfetti così, proprio in previsione di accompagnarli ad un buon Passito Siciliano, o ad una Malvasia.
L'origine del nome non la si conosce, forse per la presenza del sesamo che ha reso dei semplici biscotti in qualcosa di più "prezioso", non si sa, e non c'è modo di saperlo.


REGINELLE o " 'nciminati" (di Maria Grazia Di Maria in rosso le mie aggiunte)

350 g di farina di semola di grano duro
150 g di farina 00
150 g di zucchero
130 g di latte
140 g di strutto
9 g di ammoniaca per dolci 
1 uovo medio
scorza grattugiata di mezzo limone
1/2 cucchiaino di estratto puro di vaniglia 
un pizzico di sale 
Sesamo (quello che serve)


Mescolate le farine con lo zucchero, l'ammoniaca per dolci ed aggiungete lo strutto, lavorate e poi aggiungete il pizzico di sale , la scorza di limone e l'estratto di vaniglia ed infine l'uovo. Otterrete una bella frolla.
Pre riscaldate il forno a 220°C.
Su un piano di lavoro, io ho lavorato su marmo e non ho avuto assolutamente bisogno di infarinarlo, formate dei bastoncini di impasto del diametro di 2 cm circa, e tagliate dei tozzetti di circa 4 cm. e ripassateli bene nei semini di Sesamo, pressateli leggermente e posizionateli sulla leccarda del forno rivestita di carta forno.




Infornate a 220°C per 10 minuti e poi abbassate la temperatura a 150°C e cuocete per altri 10/15 minuti, fino a completa doratura ( a me sono bastati 10 minuti).

Lasciateli raffreddare e poi conservateli in una scatola di latta o contenitore tipo Tupperware. Hanno una buona durata e accompagnano bene anche la colazione o una tazza di tè nel pomeriggio.



Enjoyyy!!!








venerdì 18 ottobre 2019

PASTA AL PESTO DI ZUCCHINE A CRUDO



Sempre per il discorso che a pranzo stiamo cercando di fare piatto unico con un primo, oggi vi parlo di un pesto, ma lo chiamerei più salsa a crudo, di zucchine verdi, che lo so non sono più di stagione, ma in verità questo piatto l'ho preparato a Settembre e so anche che potevo tenerla sospesa fino alla stagione giusta, ma avrebbe significato farla finire nel dimenticatoio e sinceramente è una cosa così veloce e buona che mi dispiacerebbe non ritrovarmela più nel blog e quindi la pubblico, ma voi ricordatevi poi quando in Primavera inoltrata le zucchine torneranno a  fare bella mostra sui banchi del mercato, di questa ricettina, che vi risolverebbe un pranzo in pochissimi minuti, il tempo di cuocere la pasta e via!!!



PASTA AL PESTO DI ZUCCHINE CRUDE

(per 4 porzioni)

280 g di Spaccatelle (ma anche Fusilli, Strozzapreti, o Caserecce vanno bene)
2 zucchine verdi medie
30 g di mandorle spellate
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero
1/2 spicchio di aglio piccolo

Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua e portate a bollore.
Nel frattempo lavate e mondate le zucchine, tagliatele a tocchetti e mettetele in un boccale o contenitore alto e stretto, aggiungete le mandorle, possibilmente già tritate un po', l'olio, il sale, il pepe e l'aglio e frullate tutto molto molto bene. Assaggiate di sale e se serve aggiustate il sapore.
Quando l'acqua bolle  aggiungete il sale grosso e versate la pasta e cuocetela al dente.
Prelevate 2-3 cucchiai di acqua della pasta e mescolatela bene con la salsa di zucchine aiutandovi col frullatore ad immersione.
Scolate la pasta, conditela e servite calda, aggiungendo del buon Parmigiano Reggiano grattugiato.

Enjoyyy!


mercoledì 16 ottobre 2019

PANE di SEMOLA e farina con lievito di birra



Oggi, di nove anni fa, mi lanciavo in questa avventura di Cuocicucidici, e come ho già detto negli anni passati, il mio blog è nato nel giorno Internazionale del Pane, World Bread Day 2019, che è anche il simbolo di cibo per eccellenza. Così, da quando ho scoperto questa bellissima coincidenza cerco ogni anno di pubblicare un pane per festeggiare l'anniversario di Cuocicucidici.
Inutile dire che se fossi stata costante a quest'ora pubblicherei un pane fatto con lievito madre, ma ne ho ammazzati così tanti, che ecco sono votata ormai al lievito di birra e ancora di più a quello disidratato che acquisto al Lidl e che non manca mai nella mia dispensa.
Ciò però non significa che dal mio forno non escano comunque ottimi pani e profumati.
Oggi vi regalo una semplicissima pagnotta di pane mista con la farina di semola, che però è davvero tanto buona, profumata ed è come un tubino nero: sta bene con tutto, che sia salame o formaggio, bruschetta con pomodorini e origano, burro e marmellata ... o anche con un semplicissimo filo di olio extra vergine di oliva, o una barretta di cioccolato.




World Bread Day 2019 


                                  #wbd2019 #worldbreadday #worldbreadday2019

PANE DI SEMOLA E FARINA

350 g di farina di semola di grano duro
150 g di farina 0
450 g di acqua minerale naturale
4 g di lievito di birra secco
14 g di sale


Nella ciotola della planetaria con il gancio "K" o foglia, mescolate le farine con il lievito, ed aggiungete a velocità 1 (io uso il KitchenAid, quindi la velocità è intesa bassa) l'acqua, dopo un paio di minuti passate a velocità 2 e fate lavorare l'impasto per 4-5 minuti, l'impasto deve incordare, cioè deve aggrapparsi tutto al gancio, lasciando le pareti della ciotola pulite. e deve risultare bello liscio. Aggiungete il sale e fate lavorare la planetaria a velocità sostenuta altri 4-5 minuti.


Cambiate il gancio e passate a quello ad uncino e lavorate per 2-3 minuti.
Coprite la ciotola con pellicola trasparente e lasciate così per un'oretta.
Infarinate con la semola il piano di lavoro e fate un giro di pieghe del tipo 1 e coprite a campana, ripetete altre 2 volte ogni 20 minuti circa.




Infarinate molto bene un cestino da lievitazione e mettete la palla di impasto che avrete formato con la chiusura verso l'alto.



Coprite a campana (io uso un Tapperware che si incastra perfettemente con il diametro del cestino che utilizzo, fate puntare un'ora e poi mettete in frigo, per circa 8-9 ore.
Accendete il forno a 250°C in funzione statica, ricordando di mettere la pietra refrattaria nell'ultima tacca in bassa del forno (se non avete la pietra potete anche usare la placca del forno girata) e un pentolino di acqua sul fondo.


Prendete il cestino e date una spolverata generosa di farina di semola* sulla superficie  e girate il pane su una pala ben infarinata, fate dei tagli sulla superficie del pane ed infornate direttamente. Abbassate la temperatura del forno a 220°C per 20 minuti, poi abbassate la temperatura a 190°C, e cuocete per altri 25 minuti, ma ricordate di aprire il forno a fessura negli ultimi 5 minuti di cottura per fare uscire il vapore.

Spegnete il forno, mettete la pagnotta di pane in verticale e lasciate raffreddare.


*NOTE MOLTO IMPORTANTI:

-L'impasto ha un'altissima idratazione, quindi ricordate che inizialmente al primo giro di pieghe non sarà facilissimo lavorarlo, quindi aiutatevi con un tarocco, ma vedrete che con il passare del tempo e delle pieghe otterrete un impasto straordinario.
-Proprio per l'alta idratazione l'impasto resterà morbido, quindi quando fate il passaggio dal cestino alla pala, ricordate di infarinare molto bene.
-Per il motivo di cui sopra, far scivolare la pagnotta dalla pala alla pietra refrattaria, deve essere veloce, ma fatto con cautela, poichè se si è troppo "grezzi" potreste rovinare un po' il risultato finale, al taglio, come è accaduto a me, il sapore resta buonissimo, ma la prossima volta userò molta più farina sulla base dell'impasto direttamente dal cestino.
-Come vedete dalle foto delle pagnotte l'ho già fatto tre volte, perchè il sapore è davvero buonissimo e si conserva anche bene per qualche giorno.


ENJOYYY!!!



lunedì 14 ottobre 2019

PASTA AI PEPERONI (buonissima)


Spesso quando mi capita di mangiare pasta condita con i peperoni, 'è l'aggiunta della panna, che per carità ammetto sia tanto buona, ma in realtà ho anche scoperto che con la ricetta giusta è possibile ottenere una salsa di peperoni che risulti cremosa e saporita senza aggiunta di altri grassi se non un paio di cucchiai di ottimo olio extra vergine di oliva.
Ultimamente stiamo cercando qui in casa di seguire un'alimentazione più "equilibrata" e questa comprende un piatto di pasta o riso per pranzo, come piatto unico e devo dire che ci stiamo trovando bene, soprattutto perchè sto scoprendo che con le verdure o ortaggi è una cosa che fa variare i condimenti e ci regalano gusto senza dover fare troppe rinunce.
Tutto è partito dai peperoni arrostiti che ho fatto qui, ma da noi spesso dai fruttivendoli o nei panifici si trovano in vendita insieme alle melanzane e alle cipolle, in modo che tornati a casa si deve solo sbucciare e condire a piacere.




PASTA AI PEPERONI (buonissima e volendo light)
(per 4 porzioni)

280 g di pennette lisce (ma vanno bene anche maccheroncini rigati, fusilli, quello che preferite)
3 peperoni arrostiti
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero
prezzemolo fresco

Per i peperoni seguite la ricetta che ho pubblicato qui , che potete preparare anche il giorno prima, omettendo ovviamente i capperi, che magari se piacciono li aggiungete dopo a decorazione del piatto.
Una volta che avrete i vostri filetti di peperoni, puliti e conditi, metteteli in una boccale o contenitore alto e stretto e frullate bene con un frullatore ad immersione fino ad ottenere una salsa cremosa e densa. Coprite e mettete da parte, in frigo se la preparate qualche ora prima di cuocere la pasta.
Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua, quando bolle aggiungete il sale grosso e versate la pasta, che cuocerete al dente.
Scolate la pasta e condite con la salsa di peperoni e servite subito accompagnata con dell'ottimo Parmigiano Reggiano grattugiato se vi piace.


Enjoyyy!!!

venerdì 11 ottobre 2019

BISCOTTI AL LIMONE



Capita spesso che io pubblichi pochi dolci, quando siamo in periodi lontani da feste e festività, ma poi me ne ricordo e qualcosina ce la faccio sempre uscire.
Cercavo qualcosa di facile e veloce, ma che soprattutto si potesse fare con gli ingredienti "base" che non mancano mai in una cucina e così cercando cercando ho trovato questa ricetta pubblicata in un commento in un gruppo dalla Signora Francesca Ferrante e mi sono subito messa al lavoro!!!
Cosa aggiungere??? Beh ecco raddoppierò la dose la prossima volta in modo da avere un buona scorta per l'ora del tè o da regalare se capita!!!


BISCOTTI AL LIMONE (di Francesca Ferrante)

260 g di farina 00
110 g di zucchero
100 g di burro a temperatura ambiente
1 uovo
succo e scorza grattugiata di UN limone
1/2 bustina di lievito per dolci

zucchero semolato e zucchero a velo


In una terrina mescolate lo zucchero con il  burro e la scorza del limone grattugiata, aggiungete la farina con il lievito, otterrete un composto di grumi e briciole, aggiungete l'uovo, mescolate ed  amalgamate anche il succo di limone.
Formate una palla, richiudetela in pellicola trasparente e fate riposare in frigo un paio d'ore.


Con l'impasto ottenuto formate delle palline grandi come noci (circa 18 grammi cadauna), passatele prima nello zucchero semolato e poi nello zucchero a velo.



Preriscaldate il forno a 180°C. E mettete la teglia in freezer il tempo che il forno arrivi a temperatura.
Posizionatele distanti tra loro su una placca da forno rivestita di carta forno e cuocete per 8-10 minuti. I biscotti devono restare chiari e morbidi.




martedì 8 ottobre 2019

PEPERONI ARROSTITI o al FORNO


In casa nostra non esiste un secondo che sia di carne, o pesce, anche solo di salumi e formaggi che non sia accompagnato da un contorno di verdure o ortaggi.
I peperoni arrostiti, sono una delle cose che adoro di più in assoluto, anche perchè ho imparato il metodo che mi si addice di più per prepararli.
Sembra una cosa lunga ma vi assicuro che non lo è, io poi preferisco farli il giorno prima proprio perchè così si amalgamano bene i sapori e soprattutto, perchè in questo modo è già pronto!!!
Spesso nei buffet degli antipasti delle trattorie locali non mancano mai insieme alla Caponata Siciliana, alla Parmigiana, a formaggi e frittate, ma già da soli con una fetta di pane fresco sono un piatto "gourmet della semplicità"!!!
P.S. Digerendoli e dosando bene l'olio di condimento vi assicuro che sono anche un contorno molto light.



PEPERONI ARROSTITI

3 peperoni rossi grandi
olio d'oliva extra vergine
prezzemolo
sale
1 spicchio d'aglio
capperi (facoltativo)

Lavate i peperoni e metteteli così interi sulla placca del forno con carta forno.
Infornate, accendete il forno a 190°C e cuocete un'ora; girate i peperoni e continuate la cottura per altri 30 minuti e poi spegnete il forno e dimenticate i peperoni lì dentro almeno 4-5 ore (Se vi dovesse servire il forno, invece, prendete i peperoni bollenti e chiudeteli in un sacchetto di carta, tipo quello del pane, e anche in quel caso lasciateli raffreddare).


Prendete i peperoni, ben freddi e vedrete come la pellicina verrà via velocemente, senza alcuna resistenza, levate il picciolo, apriteli ed eliminate tutti i semini e anche le coste interne (che con la cottura sembreranno quasi scomparse). Pulite bene i filettini di peperone, adagiateli su un piatto, aggiungete l'aglio tagliato in due tre pezzetti, versate l'olio extra vergine di oliva, il sale, il prezzemolo e mescolate bene. Coprite e mettete in frigo fino al momento di servire.
Se vi piacciono aggiungete qualche cappero.

Enjoyyy!!!

giovedì 3 ottobre 2019

ORECCHIETTE ALLA NORMA RIVISITATA


Qua da noi a Catania la Pasta alla Norma è un MUST, tanto che esiste anche a pizza alla Norma! Di conseguenza, so a qualcuno verrà da storcere il naso, ma le melanzane le si trova tutto l'anno, ma va considerato anche che qua da noi il clima è mite e il periodo delle coltivazioni in serra è praticamente inesistente.
Quindi non ho nessuna remora a proporvi una Norma "rivisitata" in Ottobre, anche se da noi appunto siamo ancora in Estate, con temperature più gradevoli, rispetto a quelle afose di un mese fa, ma un bagno al mare lo si può ancora tranquillamente fare.
Una ricetta dal gusto armonioso che  noi è piaciuta tantissimo e che ben si adatta a tanti tipi di pasta fatta in casa, tipo i Busiati  se si preferisce la pasta lunga.




ORECCHIETTE alla NORMA "RIVISITATA"
per 4 persone

320 grammi di orecchiette  (io me le faccio in casa)
1 melanzana
300 g di pomodorini datterini
olio extra vergine di oliva
sale
pepe

Ricotta salata

olio di mais o arachidi per friggere la melanzana

Per fare i pomodorini confit:

timo fresco
sale
olio extra vergine d'oliva
zucchero
pepe nero


Tagliate la melanzana a tocchetti piccoli, eliminando il picciolo e metteteli in un contenitore con acqua e sale grosso e lasciateli lì per un'oretta, nel frattempo lavate e mondate i pomodorini e procedete a farli confit (clickate sul link e vedete il semplice procedimento).
Strizzate i tocchetti di melanzane e poggiateli su un panno, in una paella mettete abbondante olio di mais o di arachidi e quando l'olio è a temperatura versate i tocchetti e lasciate dorare molto bene. Fate scolare e mettete da parte.

In una pentola molto capiente portate l'acqua a bollore, salate e versate le orecchiette e fatele cuocere, al dente. Scolate la pasta, mettetela in una zuppiera e conditela con i pomodorini confit, un giro d'olio e coprite con la melanzana e una bella grattugiata di ricotta salate e servite subito.


NOTE: sia le melanzane fritte che i pomodorini confit potete prepararli anche mezza giornata prima, così dovrete solo cuocere la pasta.

Enjoyyy!!!