mercoledì 18 ottobre 2017

CROSTATA DI MELE


Non cerco più giustificazioni per queste lunghe pause dal blog, diciamo che me la sto prendendo comoda, del resto anche THE RECIPE-TIONIST è un giochino tra blogger "slow" senza stress ed impegni..e siccome questo piccolo spazio tutto mio nell'immenso universo del web per me è solo un piccolo e piacevole hobby, prendetemi per come sono!!
Da qualche giorno proprio per passione e allegria è nato un gruppo su Facebook dove si parla e si scherza solo di pie, tarte e crostate e delle caccavelle a queste dedicate, ovviamente il gruppo non poteva che chiamarsi PIE DONNE.. & pies! Se siete curiosi o amanti allo stato puro del genere siamo !

https://www.facebook.com/groups/1963565583886614/

Di dolci di mele ne abbiamo fatti e ne continueremo a fare in varietà e quantità infinite, se piace il genere; e così vedendo una crostata di Simonetta de I Sapori di casa ho deciso che dovevo provare, con mie modifiche personali per via dei miei gusti, e posso dirlo?? E' venuta fuori una signora ricetta da far fare proprio bella figura quando si porta un dolcino a casa di amici, che è il destino di questa che vedete nelle foto, pessime come sempre, ma era sera e una cena tra amici mi aspettava.

Concentratevi sulla ricetta e sui profumi che inonderanno la vostra cucina!!


CROSTATA DI MELE “easy” (liberamente tratta da Simonetta )

Per la frolla

300 g Farina 00
2 Uova
100 g  di burro
100 g di zucchero
1 cucchiaino di estratto puro di vaniglia
Scorza grattugiata di un limone
3 g di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Per il ripieno

5 mele Golden
50 g di burro freddo tagliato a cubetti
50 g di zucchero di canna
Suco di mezzo limone
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaio di maizena

2-3 cucchiai di confettura di mirtilli
Gelatina di mele (fatta in casa con le bucce delle mele!!!)



Nella ciotola del KitchenAid lavorate, utilizzando il gancio “K” o “foglia”, la farina con il burro, unite le uova, lo zucchero, l’estratto di vaniglia, la scorza del limone e un pizzico di sale.
Fate amalgamare bene gli ingredienti e avvolgete l’impasto a cui avrete dato la forma di una in pellicola trasparente per alimenti e lasciate per almeno un’ora in frigorifero.

Ovviamente questa frolla velocissima da fare si può lavorare anche a mano, senza alcun problema, lavorate dentro una ciotola con la punta delle mani e appena tutti gli ingredienti saranno uniti, procedete al riposo in frigo.
Preparate il ripieno, sbucciate le mele e tagliatele a tocchetti. Versate in una casseruola Metti con il burro, lo zucchero di canna, la cannella in polvere e il succo di limone.  Mescolate il tutto ed aggiungete la maizena e cuocete fino a quando le mele non saranno morbide. Prelevate due cucchiai di mele cotte e mettete da parte. Mentre il resto frullatelo con un frullatore ad immersione.
Preriscaldate il forno a 180*C.
 Imburrate ed infarinate una tortiera (se usate una tonda sui 22 cm di diametro).
Infarinate leggermente il piano da lavoro e stendete la frolla ad uno spessore di 3-4 mm, arrotolatela sul mattarello e riapritela sullo stampo. Sistemate bene sui bordi e bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta.
Versate e stendete sul fondo della frolla la confettura di mirtilli. Mescolate i due cucchiai di mele messi da parte con la purea di mele e riempite il guscio di frolla. Livellate e con i ritagli di pasta avanzati decorate la superficie della crostata con strisce intrecciate.
Infornate per 30-40 minuti, fino a che la vostra crostata non avrà preso un bel colore dorato.
Scaldate la gelatina di mele e una volta che la crostata sarà raffreddata spennellate la superficie per renderla lucida e ancora più gustosa.

ENJOY!

lunedì 16 ottobre 2017

SEMPLICEMENTE PANE, senza impasto- SETTE ANNI DI BLOG


                          Scroll down for English version recipe

Un mese e cinque giorni., e non è il titolo di un film o di un libro, ma solo il tempo che ci ho messo a rimettere mano al blog ( a parte sistemare i link delle belle ricette che stanno arrivando a THE RECIPE-TIONIST). Ma oggi è un giorno speciale, Cuocicucidici  oggi compie 7 anni e questa giornata corrisponde con la giornata internazionale del pane e ci tenevo troppo a non mancare all'appuntamento!!!
Pur di non mancare ho scelto una ricetta semplice semplice, ma del resto il pane cos'è??? Semplicità in cui però c'è rappresentata l'essenza di tutto, perchè un tozzo di pane ha sfamato tante persone nei secoli... nell'offertorio portiamo il pane, e per restare terra terra quando andiamo dal fornaio a comprare il pane si rientra a casa che un pezzo di pane è stato già iniziato, non si riesce a resistere.. e poi se il pane lo sforniamo noi, pur di assaggiarlo troviamo la scusa che va tagliato!
La ricetta l'ho presa al volo dal qui , di Lahey, come questa che già ho fatto tantissime volte con la pancetta ed è davvero la ricetta più facile in assoluto!!!
Con questa ricetta festeggio Cuocicucidici e la WORLD BREAD DAY  2017



PANE SEMPLICE SENZA IMPASTO ( liberamente tratto da Lahey)



250 g di farina Manitoba o 0 (e calcolatene un po' di più per spolverare il piano da lavoro)
125 g di farina 00
300 ml di acqua
1 g di lievito di birra disidratato ( 1/4 di cucchiaino)
8 g di sale ( 1 cucchiaino e 1/4)

Farina di mais Fioretto per spolverate finali

1.In una ciotola capiente mescolate le farine, il lievito e il sale con una forchetta. Aggiungete l'acqua ed amalgamate tutti gli ingredienti, sempre utilizzando una forchetta. Otterrete un impasto molto appiccicoso e grumoso. Con una spatola pulite i bordi della ciotola e coprite bene con pellicola per alimenti e lasciate a lievitare per minimo 12 ore, ma meglio 18 ore (io così ho fatto!) a temperatura ambiente (io in cucina in questi giorni ho 22°C).




2.L'impasto sarà pronto quando la superficie sarà piena di tante bollicine di aria .
Spolverate di farina il piano di lavoro e versateci sopra l'impasto. Con l'aiuto di una spatola ripiegate i lati dell'impasto su se stesso verso il centro con movimenti veloci, perchè è un impasto molto molto appicccioso. spolverate un velo di farina sopra e coprite con pellicola trasparente e lasciate riposare 15 minuti.


3.Spolverate un telo di cotone con farina di mais fioretto.Togliete la pellicola e infarinate la spatola e raccogliete l'impasto in una palla e poi con l'aiuto della spatola portate sul panno di cotone, spolverate leggermente di farina di mai e spostate il tutto su un cestino tondo. Coprite con i lembi del panno e lasciate lievitare fino al raddoppio circa un paio d'ore.


Mezz'ora prima che l'impasto sia pronto ( ve ne accorgerete perchè quando farete una "ditata" sopra non vi tornerà indietro) preriscaldate il forno a 230°C  ( io uso la funzione pizza che emana calore dal basso con forno ventilato) ed inserite  una casseruola in ghisa col suo coperchio (io uso la mia fidata Staub, ma potete anche utilizzare una teglia tonda alta con coperchio in pyrex, o ceramica o sui 25-26 cm di diametro).
4.Passata la mezz'ora in cui il forno avrà raggiunto la temperatura e così anche la casseruola, con tantissima attenzione estraete la pentola dal forno (sarà estremamente bollente quindi usate guanti da forno e appoggiatela su superfici adatte o con un buon sotto pentola), togliete il coperchio, sempre con estrema cautela, prelevate il "fagotto" dal cestino e ribaltate nella casseruola, non vi deprimete se vi sembrerà un disastro, perchè non lo sarà a risultato finito!
Mettete nuovamente il coperchio ed infornate per 30 minuti. Passata mezz'ora togliete il coperchio e continuate a far cuocere il vostro pane per 15-30 minuti, questo dipende dal forno , dovrete ottenere un pane di un bel dorato bronzo.


Quando è cotto, estraetelo dalla casseruola e richiudetelo dentro al panno di cotone, questa operazione si discosta dalla ricetta di Lahey che dice di far raffreddare il pane su una griglia. Io uso questo metodo del panno perchè il pane uscirà abbastanza duretto, ma vi assicuro che dopo 10-15 minuti osì avrete un pane favoloso dalla crosta croccante ma dal gusto veramente ottimo.

Note mie:
-ho iniziato l'impasto alle 21.00
-ho ripreso l'impasto alle 15.00 del giorno seguente
-alle 19.00 dello stesso giorno ho assaggiato questo meraviglioso pane con un filo d'olio extra vergine d'oliva e lo rifarò, molto spesso.
-Considerando che la mia cassuerola Staub è grande, 26 cm di diametro, la prossima volta aggiungerò mezza dose in più; per questa dose vedo più adatta una cassuerola di 22-24 cm di diametro.

ENJOYYYYYY.


English version

With this recipe I join to the WORLD BREAD DAY 2017 and even toast my blog birthday (7 years old!!)


EASIEST NO KNEAD BREAD (by Lahey)


3 cups all-purpose or bread flour, more for dusting
1/4 tsp instant yeast
1 1/4 tsp salt
1 + 5/8 cup of water

Cornmeal or wheat bran as needed

1.In a large bowl combine flour, yeast and salt. Add 1 5/8 cups water, and stir until blended; dough will be shaggy and sticky. Cover bowl with plastic wrap. Let dough rest at least 12 hours, preferably about 18, at warm room temperature, about 70 degrees.

2.Dough is ready when its surface is dotted with bubbles. Lightly flour a work surface and place dough on it; sprinkle it with a little more flour and fold it over on itself once or twice. Cover loosely with plastic wrap and let rest about 15 minutes.

3.Using just enough flour to keep dough from sticking to work surface or to your fingers, gently and quickly shape dough into a ball. Generously coat a cotton towel (not terry cloth) with flour, wheat bran or cornmeal; put dough seam side down on towel and dust with more flour, bran or cornmeal. Cover with another cotton towel and let rise for about 2 hours. When it is ready, dough will be more than double in size and will not readily spring back when poked with a finger.

4.At least a half-hour before dough is ready, heat oven to 450 degrees. Put a 6- to 8-quart heavy covered pot (cast iron, enamel, Pyrex or ceramic) in oven as it heats. When dough is ready, carefully remove pot from oven. Slide your hand under towel and turn dough over into pot, seam side up; it may look like a mess, but that is O.K. Shake pan once or twice if dough is unevenly distributed; it will straighten out as it bakes. Cover with lid and bake 30 minutes, then remove lid and bake another 15 to 30 minutes, until loaf is beautifully browned. Cool on a rack.

giovedì 31 agosto 2017

THE RECIPE-TIONIST di SETTEMBRE-OTTOBRE 2017 è:



Si riprende dalla fine di Agosto, domani è Settembre e anche se in Luglio Agosto per via delle vacanze selvagge, del caldo disarmante e della poca voglia di stare sul web, le adesioni al THE RECIPE-TIONIST sono state poche, ma come diciamo noi??Meglio pochi ma buoni…e sono state bravissime le care amiche che questo mese ci hanno deliziato con le ricette scelte dal blog di Francesca, 121 Gradi!!! E le ringrazio con una standing ovation per aver acceso forni e girato e rigirato risotti!!!
Un immenso ringraziamento però lo devo fare a Francesca, che nonostante il “femore Totti”  ha comunque trovato il tempo di dedicare tempo e parole a chi si è impegnato al THE RECIPE-TIONIST.
Queste sono le sue scelte e le sue parole:

"Ecco le finaliste in ordine di assoluta casualità:

2.Sgombri al sale di Cucino io di  Antonella: é stata veramente carina a trovare il tempo di passare da me e l'ho scelta tra i finalisti perché é l'unica che abbia scelto un piatto a base di pesce, che è un alimento del quale non saprei e non potrei mai fare a meno. Antonella mi ha fatto un immenso piacere scegliendo nel mio piccolo blog una ricetta che amo molto e trovo speciale nonostante la sua semplicità.

1.Cheesecake al cocco e fondente di Chicche di  Kika: Soltanto una vera amica poteva capire quanto sono legata a questa ricetta che in qualche modo riassume il pensiero che c'é dietro ai miei dolci e soltanto una vera amica poteva sobbarcarsi il peso di una ricetta lunga come questa. La sua variante a guscio mi ha conquistata.

4.Pasta del combattente sempre di Chicche di Kika: In un'estate calda e intensa Kika ha trasformato una semplice pasta fredda in una pasta gourmet. Bellissima anche da vedere.

6.Torta pere e ricotta di La gallina vintage di Giuliana: é una donna straordinaria e una cuoca eccelsa, le parole usate per me nel suo post mi hanno emozionato. La sua scelta, di fare la mia torta per la sua famiglia e per sui nipote mi ha fatto ancor più comprendere la sua grande sensibilità: ha compreso il mio mondo culinario che negli affetti trova la sua linfa vitale.

5.Tortellini con funghi- di Profumi e colori di Manuela: Aver trovato la mia ricetta dei tortellini significa aver spulciato nel mio blog, essere davvero entrati in casa mia e averla guardata bene. Questa ricetta é un classico che si rinnova ogni Natale, mi é stata tramandata da mia suocera ed é una delle ricette del cuore; Manuela mi conosce, tra me e lei c'é stata un'affinità immediata, ed infatti con la sua interpretazione ha colpito nel segno. Il condimento a base di funghi completa perfettamente i tortellini e li arricchisce con qualcosa che appartiene a lei. Non ha prezzo l'emozione che si prova nel vedere la trasformazione di un piatto che da tuo diventa di qualcun'altro.”

E rullo di tamburi il nuovo THE RECIPE-TIONIST DI Settembre-Ottobre è:





Ora come diciamo noi a Settembre è un po’ come il Capodanno d’Estate, perciò anno nuovo vita nuova e  vi aspettiamo insieme a Giuliana con tante buone ricette, dal 15 Settembre al 15 Ottobre.

QUI trovate le ricette de La Gallina Vintage

QUI il regolamento del THE RECIPE-TONIST

martedì 29 agosto 2017

GAZPACHO di POMODORI



Più di vent’anni fa facemmo un viaggio “on the road” con mio marito, allora fidanzato, decidemmo di andare a Parigi e poi da lì attraversando Versailles e la Loira, di arrivare sull’Oceano Atlantico, esattamente a Biarritz, ma non avendo prenotato nulla in Estate sul mare è praticamente impossibile pensare di trovare alloggio e così varcammo il confine con la Spagna fino ad arrivare a Bilbao prima e Pamplona in seguito, rientrando in Francia dalla Costa Azzurra. Tutto questo per dire che fu a Bilbao e per caso che scoprii il Gazpacho, fresco, estivo e gustoso che ancora ricordo con piacere.
In Estate quello che faccio senza peperoni è ormai un altro “must” della mia tavola, soprattutto fatto la sera prima e messo in frigo, vi assicuro che al ritorno dal mare ha un suo notevole “perché”.
La ricetta è liberamente ispirata a quello del famoso Ferran Adrià, dal suo libro “Pranzo in famiglia”, la mia zuppetta fredda si discosta dalla sua perché non ho messo il peperone e come aceto uso quello “pebleo” di vino bianco anziché quello di Sherry, ma vi assicuro che la bontà è garantita!!
Ovviamente riproporrò anche quello fedele alla tradizione Iberica!!


GAZPACHO di POMODORI
Per 4 porzioni

1 spicchio d’aglio
1 cipolla rossa media (80 grammi circa)
100 g di cetriolo verde
600 g di pomodori Piccadilly maturi
45 g di pane raffermo integrale
4 cucchiai di acqua
5 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
2 cucchiai di aceto bianco di vino
Sale e pepe nero


Sbucciate lo spicchio d’aglio, tagliatelo a metà ed eliminate l’eventuale “anima”. Mettete in un pentolino un po’ di acqua fredda e aggiungete l’aglio, portate ad ebollizione, prelevate l’aglio ed immergetelo in acqua ghiacciata per raffreddarlo. Ripetete questa operazione per altre due volte dall’inizio.
Sbucciate la cipolla e tagliatela a pezzettini.
Pelate il cetriolo e tagliatelo a pezzetti.
Lavate e tagliate a pezzi i pomodori e metteteli in un recipiente insieme all’aglio, alla cipolla e al cetriolo.
Versate i 4 cucchiai di acqua e il pane raffermo a tocchetti. Frullate benissimo il tutto (io uso il Bimby). Filtrate tutto in un colino a maglie fini.

Mettete in frigo fino al momento di servire, perché i Gazpacho va gustato freddo!
A vostro gusto aggiungete crostini di pane.


venerdì 25 agosto 2017

GELATO AL FIOR DI LATTE



Nonostante per me l'Estate e le vacanze non siano finite, ho deciso di essere un pochino più attiva sul blog e così un altro grande "must" di questa stagione a casa mia è stato il gelato al fior di latte,cercato e ricercato da una vita, ad inizio Giugno la " folgorazione": proviamo a farlo nella maniera più elementare e semplice possibile.... con latte, panna, zucchero e un pizzico di estratto di vaniglia, e con l'aiuto della gelatiera del KitchenAid ecco qua che  ho ritrovato il gusto delle mie vacanze da bambina, uno dei gelati che mia madre amava di più e che ho il cruccio di non aver avuto il tempo di farle assaggiare, sono arrivata tardi, vorrei solo che con la sua doppia gelatiera ci provasse almeno mio papà, prima che l'Autunno sui suoi monti si impossessi dei colori e soprattutto delle temperature! 
Una piccola premessa, nella maniera più semplice ovvio che una gelatiera aiuta molto, ma sono certa che questo gelato utilizzando a pause di tre quattro ore un buon frullatore ad immersione tra una passaggio in freezer e l'altro regali comunque ottimi risultati per chi non ha gelatiera o simili.
Spero che la stagione da voi sia ancora come qua da noi, con temperature  più dolci, ma che non impediscono il desiderio di un buon gelato da gustarsi in giardino, sotto il fresco di un albero (io o una magnifica magnolia) o sul terrazzo, dopo un tuffo al mare. Enjoyyyyy! 


GELATO AL FIOR DI LATTE ( dose perfetta per la ciotola della gelatiera KitchenAid) 

500 ml di panna fresca
500 ml di latte intero fresco
300 g di zucchero
2 cucchiaini di estratto puro di vaniglia 

Fondamentale aver messo la ciotola della gelatiera KitchenAid in freezer da almeno 12 ore ( di più è anche meglio) 


In una casseruola capiente portate quasi a bollore il latte, la panna e lo zucchero, mescolando bene. Spegnete il fuoco e portate a temperatura ambiente, aggiungete l'estratto puro di vaniglia e mescolate (io di solito riempio il lavello con acqua fresca, immergo la casseruola e accelero i tempi di raffreddamento).
Versate il composto nella ciotola della gelatiera e azionate a velocità 1, per 25-30 minuti. Riponete il gelato in una vaschetta e fate riposare in freezer almeno un paio d'ore, ma state certi che anche dopo un paio di giorni, la cremosità del gelato non cambierà. 

N.B. Con del purè di fragole o pesche fresche, o un colata di ganache al cioccolato, o affogato in un buon caffè espresso potreste arrivare a toccare il Paradiso con un dito!

BUON GELATO! 


lunedì 21 agosto 2017

POLPETTONE DI TONNO




Premessa: è tutta colpa dell'Estate!
La pigrizia di mettersi a scrivere sul blog, la necessità di spalmarsi su un lettino in riva al mare, il bisogno di relax assoluto, quindi non vogliatemene, ma non è stata colpa mia! 
Ma qualcosa l'ho preparata e cucinata, a cominciare dal Polpettone di Tonno di Chiara, la nostra Kika delle Chicche (ora mi ammazza che le ho storpiato il nome del blog), THE RECIPE-TIONIST  di due mesi fa. Infatti è stato proprio grazie a questo che ho scoperto la ricetta che mi ha dato una svolta agli aperitivi e "porta party" di questa sonnacchiosa, afosa e lunga Estate 2017. Non solo semplice da fare, ma servito freddo è favoloso... ho quadruplicato anche le dosi della ricetta originale perchè ogni volta non ne rimaneva nemmeno una fettina... e comunque non ho risolto nemmeno quadruplicando .... sempre piatti  vuoti mi son rimasti. 
Come da tradizione iniziata a Gennaio, in cui mi sono ripromessa di fare almeno una ricetta dei vari THE RECIPE-TIONIST, ecco qui il mio tributo a Kika, che ci ha messo sempre entusiasmo col mio giochino tra blogger e che ringrazio infinitamente.



POLPETTONE DI TONNO (di Chicche di Kika)

Ingredienti per 4 persone:


500 g di tonno sottolio di ottima qualità
2 uova
80 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
8 cucchiai di pangrattato
8 filetti di acciuga sottolio
2 cucchiai di capperi di Pantelleria sotto sale
scorza grattugiata di 1 1/2 limoni

Mettete i capperi in una tazzina con acqua per eliminare il sale. Nel frattempo frullate il tonno,le acciughe,i capperi , la scorza grattugiata del limone, il pangrattato, il Parmigiano, le uova, fino ad ottenere un composto omogeneo. 
Con il composto ottenuto formate un polpettone e avvolgetelo in un foglio di carta forno bagnata e strizzata, chiudete le estremità con dello spago da cucina, e poi riavvolgetelo in carta stagnola che chiuderete bene bene, in modo da evitare che entri l'acqua di cottura.
Cuocete in acqua bollente salata per 25 minuti, scolate e fate raffreddare.
A questo punto mettete in frigo anche un giorno o una notte. ne guadagnerà in sapore.
Scartate il polpettone, tagliatelo a fette e adagiatelo su un piatto da portata, liberi poi di accompagnarlo con un pesto di rucola come propone Kika, o una salsa a vostro gusto.


Visto che l'Estate non è ancora finita, GODETEVELA TUTTA!!


mercoledì 5 luglio 2017

THE RECIPE-TIONIST luglio-agosto 2017 è:



Siamo a Luglio già iniziato, ma il mio calendario ha ancora la pagina di Giugno, sarà l’Estate, sarà il mare, saranno le amiche che mi sono venute a trovare da lontano, ma il tempo corre e io non gli sto più dietro e così mi ritrovo oggi a scrivere finalmente il post sul nuovo THE RECIPE-TIONIST, quello che ho decretato tra i finalisti che la carissima Kika ha scelto tra  tutte le ricette arrivate nel mese in cui lei ci ha ospitato con entusiasmo!!!
Lasciatemi dire a questa magnifica ospite del mese scorso un grande grande ggrazie, per la pazienza a sopportare la mia pigrizia di questo periodo, per aver sostenuto tutti coloro che hanno trovato il tempo di fare una sua ricetta e soprattutto per le magnifiche ricette che ci ha regalato attraverso il suo blog.
Quello che ognuno di voi fa quando gioca a THE RECIPE-TIONIST, non è eseguire semplicemente una ricetta, ma è molto di più, attraverso un semplice piatto date soddisfazione a chi ci ha regalato  il suo post, è un condividere qualcosa che va oltre dei semplici ingredienti…e quindi grazie sempre a tutti voi che ci credete in questo gioco e che date il vostro tempo a noi!
Ecco qui i finalisti attraverso le parole di Kika:
“Partecipo a questo gioco solo da un paio di mesi: la prima volta è stato con Patty, la seconda volta con Cristiana, due donne che stimo profondamente per il loro approccio scanzonato alla vita.
Ringrazio Flavia per avermi fatto gustare il sapore della vittoria per la prima volta in assoluto e ringrazio tutti coloro che hanno voluto fare un giretto sul mio blog e che hanno partecipato. Ringrazio anche coloro che il giretto se lo sono fatto, che hanno anche cucinato, ma per svariate ragioni non sono riuscite a pubblicare.
Sono legata a tutte le ricette che avete proposto, il caso ha voluto che la maggior parte di esse mi riportino con i ricordi ad una persona a me molto cara che non c'è più, è stato bello rivivere certe emozioni attraverso il cibo.

Ecco i miei 5 finalisti:

1. Pixelicious di SaraSguerri con la crostata di ciliegie: Perché ha aperto le danze e perché ha reso bellissima una torta che proprio non lo era. Erano i tempi in cui nel mio blog spopolavano i rotoli di paste già pronte all’uso, che fossero di sfoglia o di brisée, ma lei ha saputo rendere onore a questa torta semplicissima facendo la base da sé.

4. Eat Parade Blog diAnna Laura Mattesini con la vellutata di coste agli agrumi: Una ricetta semplice che ho apprezzato moltissimo quando l’ho fatta io e ancora di più quando l’ha fatta lei. Le ha dato un aspetto elegante e raffinato pur non modificandone l’essenza

10. Sweet cake byLalla di Alessandra Molla con il polpettone di tonno: Questa ricetta ha spopolato, è un piatto estivo, saporito e facilissimo da fare. Scelgo la versione di Alessandra a discapito di quella di Mai perché la foto mi piace moltissimo e perché mi intriga parecchio il pesto di ciuffi di carote. Lo proverò sicuramente.

11. 121 Gradi di FrancescaGeloso con i conchiglioni di ricotta con vongole e bottarga: Qui mi abbandono al pianto, non per l’amica che Francesca è per me, ma per la scelta che ha fatto, per quella ricetta che per me ha significato un netto cambio di rotta nella consapevolezza che ho di me stessa e di quello che cucino. Francesca ha ascoltato, letto, capito la persona che sono e lo ha sapientemente descritto attraverso un piatto, il mio piatto.

12. Beuf à la mode di CristianaDi Paola con le triglie in foglie di romice e cialde alle nocciole con purè: Cristiana descrive bene, nelle due ricette che ha presentato, il senso della sua scelta: una ricetta degli albori del blog e una della fine in cui si denota un percorso fatto, un’evoluzione.
Premio assolutamente il coraggio di una scelta poco scontata (da Cristiana effettivamente non potevo aspettarmi altro), una ricetta su cui avevo bisogno di ricevere un riscontro, che è arrivato.”


THE RECIPE-TIONIST di Luglio-Agosto 2017 è





So perfettamente che il mese prossimo sarete tutti in ferie, ma non vorrete farci credere che non cucinerete, vero?????
Vi aspettiamo e soprattutto ricordate che è Francesca che vi ospita e a cui farà un gran piacere vedere le sue ricette testate, provate, riprodotte e gustate!!!


Le ricette di 121 Gradi le trovate QUI
Le regole del THE RECIPE-TIONIST le trovate QUI.


martedì 13 giugno 2017

MINESTRA CON I TENERUMI



Giuseppe Coria (1930-2003), giornalista di Vittoria in provincia di Ragusa, grande conoscitore e appassionato della sua Sicilia tanto da dedicarsi per anni allo studio del folklore, degli usi e costumi popolari e in particolare della gastronomia siciliana (che lui vedeva come cultura e ritualità), attraverso il suo esauriente libro “Profumi di Sicilia” (ed. Cavallotto), un equivalente dell’Artusi della cucina e delle tradizioni culinarie siciliane, ci parla della “Pasta che Tinnirùma” – la minestra di Tenerumi – in questo modo:
“Non esiste in italiano l’equivalente di Tinnirùma, i quali altro non sono che le cime tenerissime, i tralci, delle piantine di zucchine lunghe (zucchine lunghe estive); attenti, non si tratta dei fiori di zucca, ma proprio della sola parte tenera verde in cima che comprende gambo e foglioline.


È evidente, ora, il significato del termine: “tenerezze”.
Questa verdura – di facile digeribilità per la sua sottile consistenza- è ritenuta molto rinfrescante e leggera: la si consuma proprio per far riposare lo stomaco, e nel gergo, con “mangiare pasta che tinnirùma, si vuole proprio indicare un mangiare fatto di niente!
La ricetta è del Ragusano; mentre, con le solite varianti, nel Palermitano diventa più ricca.”
Oggi è la giornata nazionale della minestra di tenerumi, e se non fosse stato per il Calendario del cibo Italiano, probabilmente non mi sarei mai cimentata in questa ricetta così “popolare” qui in Sicilia, ma anche così “casalinga” o forse troppo semplice, da non averla mai assaggiata.
L’ho trovata “sana”, facile da eseguire e, seguendo la variante più “ricca”, più “palermitana”, così come anche Giuseppe Coria ci scrive, devo riconoscere anche molto buona.
Adesso in questo periodo in Sicilia è veramente facile trovare sulle bancarelle al mercato, o dai fruttivendoli, mazzi mazzi e mazzi di tenerumi, perché inizia la stagione delle zucchine lunghe, ma lunghe tanto da superare abbondantemente il metro di lunghezza.
Il nome scientifico è “Lagenaria longissima” e in dialetto siciliano la si conosce come “Cucuzza longa”, è una pianta rampicante appartenente alle Cucurbitacee.
Da Giugno a settembre produce le zucchine, di forma particolare, poiché sono larghe solo qualche centimetro di diametro, ma si sviluppano in lunghezza come dicevo sopra.
Questo tipo di zucchina ha una crescita velocissima, infatti si sviluppa nel giro di pochissimi giorni.
Se la coltivazione avviene su dei pergolati, in modo che le zucchine possano pendere verso il basso, la loro forma è lineare, mentre se crescono spontaneamente sul terreno prendono una forma quasi a spirale.
Famosissima in estate è la zuppa di zucchine lunghe servita tiepida. E come potete vedere dalla ricetta che segue, vengono utilizzate anche le cime e le foglie tenere per ottenere la minestra di Tenerumi che celebriamo oggi.
Ma ci sono già famosi chef “stellati” che utilizzano i “tenerumi” per creare delle salse come base per piatti coreografici nei loro ristoranti.
La ricetta della minestra che ci tramanda Coria, è  del Ragusano e si fa così:
“Nettare 2 kg di tenerumi e tuffarli in una pentola con sufficiente acqua bollente e sale; a metà cottura versare 500 grammi di pasta.
Servire la minestra brodosetta condendo con solo olio.”
Io ho invece eseguito un’altra ricetta, liberamente tratta dal libro “La cucina siciliana“ di Alba Allotta.



MINESTRA DI TENERUMI
(PER 4 PERSONE)

1 kg  di tenerumi (2 mazzi)
200 g di polpa di pomodoro fresco
1 spicchio grande di aglio
mezza cipolla rossa di Tropea
7-8 foglie di basilico
150 g di spaghetti spezzati
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
Sale e pepe
Mondate con cura le foglie e le cimette dei tenerumi, eliminando le foglie più dure; lavatele molto bene, prima in un recipiente pieno di acqua fresca e poi risciacquando spesso, in modo da eliminare bene residui di terreno e sabbia.
Una volta puliti bene, sgocciolateli ed asciugateli su un panno di cotone.
In una pentola capiente, portate ad ebollizione abbondante acqua salata, versate i tenerumi e portate a cottura, ci vorranno circa 15 minuti.
Nel frattempo preparate il soffritto.
In una padella fate appassire la cipolla finemente affettata nell’olio e lo spicchio d’aglio. Aggiungete la polpa di pomodoro, aggiustate di sale, pepate e profumate con le foglioline di basilico e fate cuocere un quarto d’ora.
Appena le verdure saranno cotte, versate il soffritto di polpa d pomodoro e appena riprende a bollire versate la pasta e proseguite la cottura.
Fate riposare la minestra qualche minuto e servite.


Fonti:
“Profumi di Sicilia “ di Giuseppe Coria ed. Vito Cavallotto
“ La cucina Siciliana- in 1000 ricette” di Alba Allotta ed. Newton Compton

Articolo proposto nel maggio 2016 per AIFB 

sabato 10 giugno 2017

CRÊPE IS THE NEW BLACK

Nonostante la pigrizia che imperversa in questi ultimi mesi sul mio blog non potevo non pubblicare la novità di oggi.... che dico oggi?! Dell'anno: oggi esce il sesto libro dell' MTChallenge edito da Gribaudo- Feltrinelli.


Come sempre la mente di tutto è Alessandra Gennaro, la grafica è frutto della fantasia "oltre" di Mai Estevez e le foto sempre di Paolo Picciotto!
Il libro è già su Amazon, e sul sito Feltrinelli, inutile dire che io ho già prenotato le mie copie.

 
Si parla di crêpes, si impara " di crêpes", si fa il giro del mondo sulle " crêpes ", si sogna " di crêpes ".
Più andiamo avanti e più le copertine si fanno più belle, questa dell'ultimo libro trovo sia la più bella di tutte, e se il buongiorno si vede dal mattino, allora da una bella copertina si vede un bel libro?! E allora da questa copertina io vedo un libro magnifico, che non vedo l'ora di poter sfogliare ed usare! 

 

Come sempre una parte dei ricavati dalla vendita di questo libro andranno nelle borse di studio per una delle più belle realtà a cui io abbia avuto la fortuna di vedere, La piazza dei mestieri di Torino e Catania...quindi forza amici non può mancare anche questo libro magnifico nelle vostre cucine!