mercoledì 30 maggio 2018

STRAWBERRY SKILLET PIE - Crostata di fragole nella padella di ghisa


Le Pie Donne & Pies si sono date un altro appuntamento per oggi 30 Maggio con la "Cast Iron Pie Night", che tradotto sta per: troviamo un modo per giustificare l'acquisto di quelle magnifiche padelle in ghisa pesantissime, che non potevamo stare senza! 
Quindi un paio di mesi fa, subito dopo la Easter Pie Night, abbiamo lanciato la Pie Night dedicata alla cottura di una pie, dolce o salata, dentro una padella di ghisa. 



Ora la mia adorata LODGE, che ho trasportato nel bagaglio a mano dal viaggio in West Canada, con Seattle come ultima tappa, è sempre in bella mostra nella mia cucina, perchè trovo sia un oggetto così di design che va tenuta esposta e non chiusa in un mobile. E la uso, sia chiaro, sui fornelli e anche spesso, ma come teglia per un dolce in forno non ci avevo ancora provato ...e me lo dico da sola: male feci!!!
Cercavo una ricetta che mi desse proprio l'idea di "American Pie" e gira che ti rigira, quella che volevo io l'ho trovata proprio sul sito della LODGE, e, lo ammetto, sono entrata nel trip che mi piacerebbe avere anche quella con i due manici piccoli!!!
Siamo nella stagione di tanta favolosa frutta, quindi ritengo che l'ottimo risultato lo si possa ottenere anche con pesche e ciliegie, io ho iniziato con le fragole, e proverò anche a farci la mia Maine Blueberry Pie .



Considerando comunque il peso notevole di queste mitiche padelle, il consiglio è di prenderla si con il classico manico lungo, ma anche con quello piccolo dalla parte opposta per poter afferrare con due mani e ricordate sempre di usare delle presine adatte e spessissime, se non avete quelle in silicone della LODGE, perchè il calore che si forma sulla ghisa è da ustione terrificante!!



STRABERRY SKILLET PIE 
(per una padella da 26 cm di diametro)

Pie crust*



310 g di farina 00
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
220 g di burro freddissimo a tocchetti
170-190 ml di acqua gelata 

In un mixer con le lame in acciaio mescolate la farina con il sale e lo zucchero, aggiungete il burro e date 4-5 giri, aggiungete con le lame alla media velocità l'acqua, quella che serve ad unire l'impasto. Formate una palla e chiudetela in pellicola trasparente per alimenti  e riponete in frigo minimo 6 ore. 
*Questo è il motivo per cui è consigliabile preparare la pie crust anche con 2-3 giorni di anticipo. La si può anche congelare fino a tre mesi.  

Per la Skillet Pie alle fragole, stendete l'impasto su un piano leggermente infarinato (io uso un piano di marmo che è bello fresco) ad uno spessore di 3 mm circa e rivestite la padella in ghisa (che deve essere sempre ben conservata e unta) fuoriuscendo dal bordo. Rifilate e rimettete in frigo. 



Con gli avanzi di impasto ritagliate le strisce per decorare la superficie della pie. 


Poggiate le strisce su un tagliere rivestito di carta forno e riponete in frigo anche queste.



Per il ripieno 

1,5 Kg di fragole fresche  
300 g di zucchero (potete metterne meno, ma valutate l'acidità delle fragole)
1 cucchiaio di suco di limone
30 g di maizena
1 cucchiaino di estratto puro di vaniglia 

Per rifinire

zucchero di canna
1 tuorlo 
2 cucchiai di latte o panna 

Lavate e pulite le fragole, levando il picciolo. Passatele su un pezzo di carta da cucina per eliminare l'acqua della pulitura.
Tagliatele a metà o in quattro e mettetele a macerare con lo zucchero in una ciotola, per circa un'oretta.
Scolatele (recuperate il succo per farci una bibita rinfrescante o per decorare un gelato alla crema, o per fare la bagna di qualche torta, io l'ho congelato) e mescolate con il succo di limone, la vaniglia e la maizena.
Versate le fragole nel guscio di impasto e rifinite la superficie della vostra pie con le strisce di impasto. Riponete 10 minuti in frigo, giusto il tempo di portare il forno
a temperatura.
Periscaldate il forno a 200°C.

Sbattete il tuorlo d'uovo con il latte o la panna e pennellate la superficie della pie e spargete dello zucchero di canna sopra.
Infornate la padella di ghisa nell'ultimo ripiano in basso del forno per 50 minuti circa, comunque fino a quando l'impasto non sarà ben dorato e il ripieno al centro non farà delle bollicine.

Lasciate raffreddare su una griglia, per un paio d'ore prima di affettarla e servirla. Se la frutta e i suoi succhi sono fuoriusciti e sono entrati a contatto con la padella, rifilate i borsi con un coltellino, tagliare e prelevare la fetta sarà di una semplicità incredibile.


Accompagnate la Pie con panna montata o ancora meglio con dell'ottimo gelato al Fior di latte, o Vaniglia.

ENJOY!!!


                   




lunedì 28 maggio 2018

RAVIOLI CINESI con FUMETTO DI PESCE e GAMBERETTI- SIU MAI



Ammetto che non sono una grandissima estimatrice della cucina Cinese, e non è che la mia idea sia cambiata di molto dopo il nostro viaggio in Cina due anni fa, però devo ammettere che qualche ottimo piatto l'ho gustato.
Poi complice Valentina qualche settimana fa che si diletta fare cose strabilianti tra cui i Xiao Mai e il ricordo di una cena orientale preparata dopo i mie viaggi in Asia, eccomi al post di oggi.



Xi'an, la città famosa per l'esercito di Terracotta, è anche nota In tutta la Cina  proprio per i ravioli, ne fanno di ogni forma e sapore, salati, dolci, a forma di panda, tondi, quadrati, rossi, verdi, arancioni, insomma io ne sono arrivata a mangiare una ventina di tipi diversi durante una sola cena in un ristorante dove un esercito di persone nella cucina a vista continuava a prepararne senza sosta.





Tornata a casa, sfogliando il bellissimo libro di ricette comprato a Pechino, ho trovato uno degli impasti per fare i dumplings, ma ovviamente non c'era nemmeno uno dei ripieni assaggiati a Xi'an, anche perchè ogni città e regione ha le sue ricette e così ho provato a crearne uno a memoria.
Quello che mi aveva colpito di questo raviolo con un gamberetto dentro, fu che c'era del liquido dentro, e così ho dato libero sfogo alla mia fantasia, perchè insomma non è che viene subito in mente l'idea di come inserire del liquido in un raviolo, eppure riflettendoci serenamente non è un concetto così difficile e alla fine il successo è assicurato.
Ho scelto questa ricetta poichè è fatta con acqua bollente ed è quella considerata adattissima per la cottura al vapore.
Il consiglio è di preparare la gelatina di fumetto il giorno prima, in modo che quando l'impasto dei ravioli sarà pronto riempirli sarà semplice, veloce ed indolore.



RAVIOLI CINESI con FUMETTO DI PESCE e GAMBERETTI

20 quadratini di di pasta per ravioli di circa 8 cm per lato
20 gamberetti sbollentati pochissimi secondi
20 cubetti di gelatina di fumetto di pesce

Da fare il giorno o la sera prima

Per il fumetto*
Lische e carcasse di
Pesce Luna
Triglie
Gallinella
Cipolla
Gusci di gamberi
150 g tra carote, cipolle e sedano tritati a coltello
2 litri di acqua
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva

Rosolate nell'olio extravergine di oliva i gusci dei gamberi e le carcasse dei pesci ben sciacquate e private delle branchie e di tutte le parti sanguinolente, finché sentite profumo di pesce cotto, mescolando spesso per evitare che si attacchi.
Coprite con 2 litri d'acqua fredda e portate a ebollizione schiumando spesso.
Quando giunge al bollore abbassare la fiamma e unire le verdure tritate, quindi far sobbollire per mezz'ora, schiumando di tanto in tanto.

* ovviamente vanno bene anche altri tipi di pesci, io avevo questi a disposizione e questi ho utilizzato.

Gelatina di fumetto di pesce

1 dado di gelatina
1/2 litro di fumetto di pesce

Fate sciogliere il dado di gelatina nel fumetto di pesce bollente e quando sarà sciolto mescolate bene.
Versate il tutto in una pirofila piccola, in modo da riempire il fondo del contenitore per 1 cm di altezza. Lasciate raffreddare dopo di che coprite con pellicola trasparente e mettete in frigo a solidificare.


Impasto per i ravioli   

280 g di farina 00
175 ml di acqua bollente**
maizena per spolverare il piano di lavoro

**Poichè l'acqua è caldissima io per impastare gli ingredienti uso la planetaria.
Versate nella ciotola della planetaria con il gancio K la farina e poi aggiungente lentamente l'acqua.
Lavorate il tempo che l'acqua sia stata assorbita dalla farina, dovete ottenere un impasto morbido ma tenace, quindi eventualmente valutate se va aggiunto un cucchiaio di acqua o di farina. Impastate qualche secondo, giusto il tempo che l'impasto sia ben amalgamato e non sovra lavorate l'impasto. Deve risultare liscio, ma elastico. pressate l'impasto con un dito, deve ritornare inddietrro, ma lasciare una lieve impronta.
Formate una palla ed inseritela in un sacchetto per alimenti, eliminando l'aria prima di chiuderlo bene, in alternativa avvolgete in pellicola trasparente.
Mettete da parte a temperatura ambiente a riposare minimo 20 minuti massimo due ore.
Dopo questo riposo potete fare i ravioli, oppure metterla in frigo tutta la notte, ricordandovi però prima di lavorala di riportarla a temperatura ambiente.

Spolverate della maizena sul piano di lavoro e stendete l'impasto con il mattarello ad uno spessore di 2 mm circa.
Tagliate dei quadrati di 8 cm per lato e per tenerli freschi teneteli coperti con un panno umido.

Fate i ravioli

Riempite ogni quadrato di impasto con un cubetto di gelatine e poggiate sopra un gamberetto. Inumidite i bordi dell'impasto e unite prima due punte opposte del quadrato e successivamente le altre due punte, pressando bene al centro e sui bordi.



Nel frattempo rivestite il fondo delle vaporiere di bambù con un disco di carta forno e poggiateci sopra i ravioli. (Se non avete la vaporiera in bambù potete usare anche i classici cestelli per le cotture al vapore in acciaio, ma ricordate sempre di mettere la carta forno sul fondo).
In una pentola che abbia lo stesso diametro della vaporiera, e anche lata tanto quanti vaporiere avete (io ne ho due cestelli con coperchio) in modo tale che la vaporiera cinese possa essere incastrata alla perfezione al suo interno. 
Riempite la pentola con circa 1-2 cm di acqua. Accendete il fuoco e fate bollire.
Posizionate il cestello di bambù dentro alla pentola dove l’acqua bolle e spegnete il fuoco. Coprite il cestello con il coperchio e lasciate cuocere dolcemente i vostri ravioli.

Noi li abbiamo mangiati così semplici, ma una ciotolina con qualche goccina di salsa di soya se vi piace potete tenerla in considerazione.

venerdì 25 maggio 2018

PIZZETTE DA TAVOLA CALDA CATANESE



Con lo stesso impasto delle Cartocciate catanesi si possono fare anche delle favolose pizzette da servire per un aperitivo in giardino, oppure volendo si possono fare di un diametro più grande (12-14 cm) e si ottengono delle belle pizzette da bar o rosticceria, per quelle merende che facevamo quando da bambini ci vedevamo la tv dei ragazzi, o dopo una giornata  al mare si "spezzavano" i giochi pomeridiani in giardino!
Si possono congelare anche precotte, cioè dopo i primi 8 minuti di cottura, e una volta scongelate ripassare in forno caldissimo con aggiunta di mozzarella per un paio di minuti ( si possono mettere in forno direttamente congelate, ma a questo punto aggiungete la mozzarella  dopo 4 minuti circa e concludete con i due minuti di cottura giusto per far ammorbidire il formaggio)  ecco insomma potete farne davvero in quantità industriali e quando servono in pochi minuti avrete sempre qualcosa da offrire anche al volo.



PIZZETTE DA TAVOLA CALDA CATANESE

Per  l’impasto

300 g di farina Manitoba
220 g farina 00
250 g acqua
2 g di lievito di birra secco (o 5 g di lievito di birra fresco)
1 cucchiaino  colmo di sale
40 g di zucchero
2 cucchiai di strutto


Salsa di pomodoro
Mozzarella
sale, pepe
origano



Sciogliete il lievito in un pochino di acqua (presa dal totale). Unite le farine, il lievito  in una ciotola e formate una fontana.Nella ciotola della planetaria e con il gancio ad uncino iniziate a mescolare, versate lentamente lo strutto sciolto ed intiepidito , cominciate a mescolare bene e mano mano aggiungete l’acqua (potrebbe anche non essere necessario usarla tutta , oppure, forse ve ne servirà un goccio in più, questo dipende sempre dalla marca e dall’umidità contenuta nelle farine stesse). 
Lasciate andare la macchina per 5 minuti ribaltando l'impasto ogni tanto. 
Rovesciate il composto su un piano di lavoro e formate  una palla morbida liscia ed elastica.
Mettete l’impasto a lievitare fino al raddoppio in una ciotola chiudendo con pellicola trasparente.  Circa un’ora e mezza .
Una volta che l’impasto ha raddoppiato il volume, infarinate leggermente il piano di lavoro e stendetelo con delicatezza utilizzando un mattarello allo spessore di poco meno di 1 cm ; con una ciotola o un coppa pasta (diametro 8 cm circa) ritagliate tanti cerchi.
Condite la polpa di pomodoro con olio, sale, origano e pepe e mescolate . Farcite ogni cerchio di impasto 

Preriscaldate il forno a 200°.
Infornate , abbassate la temperatura a 180° e cuocete per 8 minuti circa, tirate fuori dal forno e aggiungete i tocchetti di mozzarella e rimettete in forno per altri 2-3 minuti. Servite calde.



Enjoy!!!

mercoledì 23 maggio 2018

SFORMATO DI RISO




Tra la fine Aprile e i primi di Giugno i ponti di vacanza non mancano, e nemmeno le belle giornate per fare una scampagnata tra amici. Spesso mi chiedono di portare dolci, ma l'ultima volta non vi nego che ricevere la "richiesta" per un primo mi ha fatto piacere. Ora però non volevo fare troppa fatica a preparare lasagne, e nemmeno essere troppo "semplice" portando un'insalata di pasta, così ho avuto il lampo di genio di fare uno sformato di riso e oltre che a risolvermi il dilemma, ha fatto felici tutti, me per prima, per la comodità del trasporto, la possibilità di preparare tutto il giorno prima e poi per la bontà.



SFORMATO DI RISO


Per il risotto

500 g di riso Carnaroli
1 litro di brodo di carne di manzo
30 g di burro acido
1/2 cipolla
30 g di burro
2 cucchiai di olio extra vergine di olova
pepe
sale
100 g di Pecorino Siciliano grattugiato


1 litro besciamella
250 g di formaggio Primo sale, o Tuma fresca
400 g di piselli lessati
sale e pepe
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva

4 uova sode

100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
burro
pangrattato


Portate il brodo di carne a bollore.
In una casseruola fate stufare la cipolla finemente tritata con il burro e l'olio extra vergine di oliva  e il pepe. Appena diventa morbida versate il riso e fatelo tostare mescolando per un minuto circa. Aggiungete il brodo man mano che il riso lo assorbe e mescolate spesso. Assaggiate di sale e ad un paio di minuti di cottura del riso, aggiungete il burro acido e il Pecorino grattugiato e mantecate. Aggiungete un paio di cucchiai di besciamella.

Preriscaldate il forno a 200°C.

In una ciotolina condite i piselli con sale, pepe e olio extra vergine di oliva.
Imburrate una teglia e rivestite con il pangrattato. Versate metà del risotto, livellate con il dorso di un cucchiaio, coprite con le fette di formaggio Primo sale o Tuma fresca, coprite con i piselli, e versate metà della besciamella e fate uno strato con le uova sode affettate. Coprite tutto con il resto del risotto, versate la besciamella restate e spolverate con Parmigiano Reggiano grattugiato e qualche fiocchetto di burro.

Le strade ora sono due, se avete preriscaldato il forno infornate e cuocete fino a doratura della superficie dello sformato, oppure, coprite con carta stagnola e riponete in frigo una notte, il giorno seguente procedete alla cottura in forno.

Se desiderate portarlo ad una scampagnata, una volta pronto lo togliete dal forno e lo chiudete con carta stagnola, e fate uno strato con un paio di fogli di giornale "quotidiano" e rivestite ancora con la carta stagnola. Lo sigillate bene e poi avvolgete la teglia in un panno, vi assicuro che il vostro sformato arriverà a destinazione pronto e alla temperatura giusta per essere gustato al meglio.


Enjoy!!!

lunedì 21 maggio 2018

MONDEGHILI- polpette di carne Meneghine



Un giorno, di qualche anno fa, esattamente tre, vai a Milano e ovviamente pretendi di mangiare SOLO Milanese, e così vai in tanti, ottimi ristoranti meneghini e in ognuno come benvenuto, o antipastino non sono mai mancate i Mondeghili, polpettine di carne lessa fritte; è stato amore al primo morso ma non avevo mai pensato di rifarli.
Un giorno complice un brodo da preparare per dei tortellini, ho pensato di utilizzare il pezzo di carne cotto per farci più che un antipasto proprio un secondo da accompagnare col purè.
Va però detto che i Mondeghili sono buonissimi soprattutto freddi quindi sono perfetti davvero come appetizer per un aperitivo in piedi, o da portare ad un porta-party per esempio.
Facilissimi da fare ancora più veloci da mangiare!!



MONDEGHILI 

300 g di carne cotta avanzata e tritata di manzo (io uso la carne lessa del bollito, il manzo)
70 g di mortadella 
1 uovo
mollica di pane (io ho usato avanzi di pane in cassetta)
latte
burro
prezzemolo
noce moscata
Grana Padano 
pangrattato
sale
pepe

In una ciotola colma di latte lasciate ammorbidire tre-quattro cucchiai di mollica di pane raffermo. In una terrina raccogliete la carne tritata con la mortadella, aggiungete la mollica di pane strizzata, l’uovo, un ciuffo di

prezzemolo tritato, un pizzico di noce moscata, un cucchiaio abbondante di formaggio grattugiato, regolate sale e pepe e amalgamate bene il tutto con molta cura. Prendendo un po’ di composto alla volta formate delle polpette rotonde e passatele nel pangrattato. In un tegame lasciate fondere abbondante burro e friggetevi, a fuoco moderato, le polpette da entrambe le parti per pochi minuti. Sgocciolatele su carta assorbente da cucina e servitele ben calde con contorno di spinaci al burro o purè di patate o anche una semplice insalata mista.



Enjoy!!!

venerdì 18 maggio 2018

PANNA COTTA




Io adoro in maniera smodata gli stampi da cucina in particolare quelli della Nordic Ware, e direi che un paio di esempi ve li ho dati con torte, bundt cake e ciambelle, quindi immaginate bene la mia reazione quando Maria Pia  mi ha regalato uno stampo per mini cake, pasticcini di questa incredibile fabbrica Americana.
Come dicevo ho trovato il modo di utilizzare questo prezioso regalo in un modo diverso dal dolce infornato, avendo amiche a casa per un tè ho deciso di servire delle mini panne cotte dalle forme così carine e diverse dal solito mono dose usa e getta e come vedete il risultato è stato delizioso.
La panna cotta che faccio io resta molto morbida, ecco perchè non amo quelle cose gommose cariche di gelatina che spesso servono in alcuni ristorante, lo so e capisco che si tratta anche di conservare al meglio il dolce, ma preferisco davvero avere la sensazione di assaggiare panna e non gelatine, quindi ricordate di sformare le panne cotte proprio pochi minuti prima di servirli, perchè se fa caldo tenderanno a sciogliersi un pochino, ma non fatevi problemi pensate a quanto sono buone!!!



PANNACOTTA

6 porzioni (mono dose)
(o nel caso usiate lo stampo da mini porzioni Nordic Ware, 24 pezzi)

500 ml di panna fresca
250 ml di latte intero fresco quindi immaginate bene la mia reazione quando Maria Pia 
150 g di zucchero
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
12 g di fogli di colla di pesce

Mettete i fogli di gelatina ad ammollare in acqua fredda e nel frattempo in una casseruola versate la panna, il latte, lo zucchero e l'estratto di vaniglia e portate ad un principio di bollore. Spegnete il fuoco, strizzate bene i fogli di gelatina e aggiungeteli al composto ancora caldissimo. Mescolate bene in modo che la gelatina si sciolga in maniera omogenea.
Fate raffreddare e intanto ungete leggermente gli stampini con del burro.
Versate il composto negli stampini e ponete in frigo anche tutta la notte.
Prima di servirli sformateli e servite con salse di fragola, di cioccolato, caramello, quello che preferite. 


ENJOY!!!

mercoledì 16 maggio 2018

GRISSINI ALLA PAPRIKA DOLCE di Carlo Cracco prima e Lucia dopo!!!



Ormai è usanza anche per me fare almeno una ricetta del THE RECIPE-TIONIST in corso e da Lucia  ho davvero avuto l'imbarazzo della scelta, ma leggi e rileggi mi sono fermata ai grissini alla paprika e niente li ho dovuti fare immediatamente e dopo due giorni li ho rifatti. Oltre che veramente semplici e veloci da fare sono "ripetibili" all'infinito e di conseguenza portano di diritto dritti dritti nel girone dell'Inferno dei golosi e di quelli " la dieta da lunedì..ma non si sa di quale anno"!!!
Seppure siamo ormai prossimo alla stagione delle ciliegie vi assicuro che questi grissini sono uno tira l'altro tutto l'anno, non hanno stagione, insomma sono una rovina, ottima, deliziosa, ma sempre rovina!!!


Lucia ha preso la ricetta dal libro di Carlo Cracco "Se vuoi fare il figo usa lo scalogno" e devo dire che ne sono piacevolmente sorpresa!!

Vi ricordo che con Lucia vi aspettiamo per THE RECIPE-TIONIST  con le sue ricette fino al 15 Giugno 2018.





GRISSINI ALLA PAPRIKA di Lucia  (da "se vuoi fare il figo usa lo scalogno " di Carlo Cracco)

Ingredienti (per 50 grissini circa)

480 g di farina 00
220 ml di acqua tiepida
75 ml di olio extra vergine di oliva
4 g di lievito di birra secco (Lucia usa 15 g di quello fresco)
12 g di malto (o un cucchiaino di miele)
10 g di sale fino
un pizzico di zucchero 

2 cucchiaini di paprika dolce abbondante (Lucia ne usa uno)


Nella ciotola della planetaria versate la farina con il lievito secco (se usate quello fresco scioglietelo nell'acqua tiepida) lo zucchero ed il sale.
In un'altra ciotolina sciogliete il malto nell'acqua tiepida e mescolate bene, aggiungete l'olio, mescolate e mettete in moto la planetaria (io uso il KitchenAid) con la farina, usando il gancio ad uncino. Aggiungete piano piano con la macchina in movimento i liquidi e lasciate lavorare per 5-6 minuti. Ribaltate l'impasto e fate lavorare a velocità media per altri 3-4minuti.
Formate una palla e mettete a lievitare nella ciotola coperto con un panno umido per circa 40 minuti (io un'oretta).


Se lavorate a mano, impastate bene e sbattete un paio di volte l'impasto sul piano di lavoro. Non è un impasto ostico anzi risulta morbido e facile da lavorare, dovrete metterci qualche minuto in più, ma non resterete delusi.
Una volta che l'impasto sarà lievitato, rovesciatelo su un piano di lavoro e stendetelo con il mattarello ad uno spessore di 1/2 cm. 
Preriscaldate il forno a 190°C.
In un bicchiere mescolate i 2 cucchiaino con un cucchiaio di olio extra vergine di oliva e due cucchiai di acqua, mescolate bene  spennellate su tutto l'impasto e tagliatelo a listarelle di circa 10 cm di lunghezza  e larghe 1-2 cm. 


Prendete una listarella di impasto e iniziate a tirarla dalle due estremità, facendo una piccola rotazione, cercate ti fare i grissini più o meno dello stesso spessore. Qualcuno all'inizio potrà spezzarsi, ma ci prenderete la mano e nel giro di poco avrete finito i grissini.


Preparate le leccarde del forno con carta forno e adagiateci sopra i grissini.
Infornate  per 10-12  minuti circa, e cercate di farli raffreddare prima di mangiarli.
Inutile dire che accompagnati ad un tagliere di salumi e formaggi, finirete nel girone dell'Inferno più felicemente, ma vi assicuro che anche semplici senza nulla diventano da dipendenza!!


N:B. Se riuscite a resistere, si conservano molto bene fino ad una settimana (secondo me anche di più, ma non ho avuto modo di provarlo) in in buon contenitore a chiusura ermetica, considerate che sono lunghetti, e questa volta la mia passione per i Tupperware mi è venuta incontro, grazie ad un contenitore dalle misure perfette.



Enjoy assai!!!

lunedì 14 maggio 2018

MAINE BLUEBERRY PIE



Stento a credere che dal mio viaggio nel Maine siano passati nove anni!!! Eppure è così. Quando vado negli Stati Uniti non manca mai l'acquisto da parte mia in qualche Farmer's Market di un cestino di mirtilli che mangio felice passeggiando per le strade dei vari posti che visito. Adoro i mirtilli quando sono nel posto giusto al momento giusto, perciò immaginate la mia immensa gioia quando arrivando nel Maine ho finalmente messo piede nella terra dei mirtilli e delle aragoste poi. Eh si, il Maine questo stato sull'Atlantico a confine con il Canada è uno dei posti in cui si coltivano più mirtilli in tutto il Nord America... e beh il dolce dello stato non può che essere una calda, morbida, confortante Blueberry Pie.
La migliore Blueberry Pie mangiata? In un carinissimo ristorantino sul mare a Barharbour, ma ad essere onesta nessuna pie ai mirtilli mangiata nell'intero New England mi ha mai delusa.


MAINE BLUEBERRY PIE

Per la Flaky Pie Crust

320 g di farina
1/4 di cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di lievito per dolci
200 gr di burro, freddo e tagliato a cubetti
5-7 cucchiai di acqua gelata
1 cucchiaio di aceto

In un robot da cucina con la lama di metallo, lavorate insieme brevemente la farina, il lievito e il sale. Unite il burro e azionate rapidamente il robot fino ad ottenere un impasto di briciole grandi quanto pisellini.
Unite l'aceto e la minor quantità possibile di acqua ghiacciata e azionate rapidamente il robot.
Il composto dovrà essere friabile ma rimanere attaccato se si pizzica tra le dita. Se necessario, unite ancora un po' d'acqua.
Trasferite in un sacchetto di plastica e impastate rapidamente attraverso il sacchetto finché il composto sta insieme. Dividete l’impasto di 2/3 e 1/3, con ognuno formate una palla  e  avvolgetele nella pellicola e appiattitele a disco. Mettete in frigorifero per almeno 1 ora (meglio per una notte) prima di stendere la pasta.


Per il ripieno

500 g di mirtilli freschi o anche congelati da freschi
3 cucchiai di maizena
150 g di zucchero
succo di mezzo limone
25 g di burro a fiocchetti

In una ciotola mescolate i mirtilli con la maizena e lo zucchero e con il succo di limone. Coprite con pellicola trasparente, mettete da parte e nel mentre preparate l'impasto nella teglia.

Per la pie 

tuorlo d'uovo 
zucchero di canna

Infarinate leggermente il piano di lavoro (se di marmo ancora meglio), stendete con il mattarello la palla di impasto più grande in un disco di 30 cm di diametro, ad uno spessore di circa 3-4 mm. Trasferite in una tortiera di 22 cm di diametro, pressando bene sul fondo, lasciando un bordo di circa 3-4 cm. Coprite con la pellicola e mettere in frigo per almeno 30 minuti.

Stendete il secondo disco di impasto ad un diametro di 23-24 cm circa e fate delle incisioni al centro o decori come preferite, che serviranno a fare uscire il vapore durante la cottura.
Prendete la teglia dal frigo versate il ripieno di mirtilli con tutti i succhi ottenuti durante il riposo, coprite il tutto con il secondo disco di impasto e richiudete i bordi del disco inferiore sopra quello superiore, fate riposare 15 minuti in frigo.


Preriscaldate il forno a 200°C.
Spennellate tutta la superficie con il tuorlo sbattuto, spargete lo zucchero di canna ed infornate per 45-50 minuti circa, o fino a che la vostra pie non avrà preso un bel colore dorato e i liquidi dell'iterno non sobbolliscono.


Servite calda o tiepida con dell'ottimo gelato al Fior di latte o Vaniglia o panna montata.

Proprio il caso di dirvi: ENJOY!!!

venerdì 11 maggio 2018

PASTA CALAMARATA




Siamo a metà Maggio e le belle passeggiate di mattina sul lungomare con il mio Ronald Reagan iniziano a farci desiderare l'ombra. Passeggiando da quelle parti c'è il Porticciolo di Ognina, dove attraccano spesso le barchette dei pescatori e se oltre alle sarde, polpi e alici capitano dei bei calamari freschi io dico che un buon piatto di pasta è d'obbligo.
Con il formato di pasta "Calamarata" direi che in poche parole il piatto è praticamente pronto.


PASTA CALAMARATA

2 calamari medi (puliti e tagliati ad anelli)
250 g di pomodorini Datterini
1 cucchiaio di capperi dissalati
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 spicchi d'aglio
Prezzemolo
sale
pepe

Mettete una pentola con acqua a bollire per la pasta e nel frattempo in una padella versate l'olio, e soffriggete gli spicchi d'aglio, gettate i pomodorini e i capperi, precedentemente lavati e mondati, tagliati a metà e il pepe, dopo 3-4 minuti a fuoco vivace versate  i calamari e saltateli. Assaggiate di sale.
Intanto versate la pasta nell'acqua bollente a cui avrete aggiunto il sale e fate cuocere.
Spegnete il sugo di calamari e coprite con il coperchio il tempo che la pasta è al dente e la scolate. Condite tutto aggiungete il prezzemolo tritato e servite.

ENJOY!!!

mercoledì 9 maggio 2018

PAN DI PANNA di PAOLETTA ANICE E CANNELLA



Qualcosa come un paio di settimane, più o meno, il tempo che ci ho messo dal leggere questa ricetta di Paoletta, pubblicata da lei stessa sul suo gruppo facebook, e sul suo blog in seguito, e ad eseguirla.
Meno di due giorni il tempo che ci ha messo questa ricetta a diventare un tormentone, e a ragione, eh!!! Questo Pan di Panna sta facendo furore e dovevo provarlo..e assaggiarlo, c'è da restare secchi dalla morbidezza e dalla semplicità per farlo.



Molti dicono che sia perfetta con il gelato, altri che sia favolosa con burro e marmellata, io dico che è versatile all'ennesima potenza, perchè mio marito se l'è gustata con la granita alla fragola e io non so perchè sono convinta che con un velo di burro e due fette di prosciutto di Parma o di salame, siano l'apoteosi per i miei party in giardino e i tè con gli amici.



PAN DI PANNA di Paoletta di Anice e Cannella

600 g di farina W280/W330 (io ho usato 400 g di W330 del Molino Rossetto e 200 g di 00)
1 uovo medio
250 g di latte intero
100 g di panna fresca
10 g di sale
80 g di zucchero
25 g di burro
4 g di lievito di birra secco (ma Paoletta usa 10 g di quello fresco da sciogliere nel latte)

Per la spennellatura finale

1 tuorlo + 1 cucchiaio di panna + 1 pizzico di sale 

Ci sono due possibilità, la prima è quella di mescolare tutto e procedere, la seconda ( che come consiglia Paoletta è la migliore, e come ho fatto io) è partire da un lievitino:

Lievitino
In una ciotola mescolate tutto il latte ( solo latte NO BURRO), con pari peso di farina (250 grammi prelevati dal totale) e il lievito di birra. Mescolate con una forchetta, coprite e  quando inizia a fare le prime fossette, versatelo nella ciotola della planetaria (io uso KitchenAid).
Con il gancio K o a foglia iniziate a mescolare e aggiungete il burro fuso ma fatto raffreddare, 1 uovo, 20 grammi dello zucchero previsto e lavorate per pochissimi, poi aggiungete  farina quanto basta a formare una massa morbida ma sostenuta, di seguito alternate in tre volte, e in questa sequenza 1/3 della panna, 1/3 dello zucchero/, farina q.b. a riportare l'impasto in corda.
Ribaltate ogni tanto l'impasto in ciotola, con l'aiuto di una spatola.
Terminate con l'ultima farina rimasta, quindi aggiungete il sale, cambiate con il gancio ad uncino e fate incordare bene l'impasto, ribaltando due o tre volte. Le pareti della ciotola devono rimanere pulite.
Coprite la ciotola con un panno umido o pellicola trasparente e fate riposare un'ora, un'ora e mezza circa. Rovesciate l'impasto su un piano di lavoro e allargatelo in  un rettangolo, fate una piega a 3 per ottenere un rettangolo, coprite con il panno umido e fate riposare venti minuti.





















Spezzate l'impasto in pezzi rettangolari da 90 grammi (otterrete 12 paninetti, se ne volete fare di più piccoli siete liberi ovviamente), allungateli delicatamente  e avvolgeteli su se stessi.


Foderate una teglia di circa 30 cmx 40 cm con carta forno e posizionate i pezzi formati. Coprite con pellicola trasparente e lasciate raddoppiare coperto con pellicola.





Preriscaldate il forno a 180°C, spennellate il mix di tuorlo, panna e sale sui paninetti ed infornate, fino a doratura, nel mio forno ci sono voluti una ventina di minuti circa.
Buon lavoro e buon assaggio!!!

Appena raffreddati conservateli dentro ad un contenitore Tuppeware o congelateli subito, così da mantenere la loro bontà e morbidezza praticamente intatte.

ENJOY!!!