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giovedì 16 ottobre 2025

MAFALDINE CATANESI di semola rimacinata





Ed eccoci qua, al 16 di Ottobre che è il compleanno del mio "blogghino", ma anche la Giornata Internazionale del Pane esattamente il XX anniversario del World Bread Day .. una bellissima data, legata a quello che rappresenta il cibo, la vita e la condivisione per eccellenza, e Cuocicucidici compie 15 anni; anni di tante ricette, anni in cui ho creato il mio "ricettario" online, anni di entusiasmo, ma anche racconti che sono diventati ricordi.

E oggi pubblico una buona ricetta  di Pane, avevo già scritto un post sulle Mafaldine Catanesi che già mi erano piaciute tantissimo, oggi ne propongo un'altra versione che è secondo me ancora più buona, queste sono solo di farina di semola rimacinata e vi assicuro che saranno quelle che farò più spesso, soprattutto in versione mini con della buonissima Mortadella, perchè su un buffet finiscono anche le briciole!


Con questa ricetta partecipo al 20 World Bread Day 




MAFALDINE CATANESI di farina di semola 



400 g di farina di semola rimacinata di grano duro

230 g di acqua

30 g di olio extravergine di oliva 

8 g di sale 

6 g di lievito di birra fresco

Semini di sesamo 


Sciogliete il lievito di birra nell'acqua.

Versate la farina di semola nella ciotola della planetaria ( io KitchenAid) con il gancio piatto ( foglia) e azionate a velocità 2 e nel frattempo aggiungete l'acqua col lievito e a seguire l'olio. Coprite con la.pellicola per alimenti la ciotola e lasciate riposare 30 minuti.

Aggiungete il sale e azionate la planetaria utilizzando il gancio ad uncino a velocità 3 e lavorate fino a che l'impasto non risulti bello liscio.

Formate una palla, rimettetela nella ciotola coprite con pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio.

Se volete le mafalde della dimensione che si trova nei panifici qua a Catania, prendete l'impasto e dividetelo in sei pezzi,  arrotolate ogni pezzo a formare un serpentello che ripiegherete come nella foto e tirate una delle estremità sovrapponendola al panino ( vedi foto). Coprite le mafalde e lasciate lievitare fino al raddoppio.





Accendete il forno portandolo alla temperatura di 190⁰C.

Spennellate la superficie dei panini con acqua e spargete sopra i semini di sesamo ed infornate per circa 25/30 minuti fino a doratura.




NOTE

-Se volete potete fare anche panini molto più piccoli e con questa dose ne potete ricavare anche circa 25-26. 

-Si possono anche congelare appena raffreddati e se volete usarli per un buffet, metteteli gia tagliati subentro ad un sacchetto prima.di metterli in freezer. Sarà sufficiente metterli qualche minuto in un forno preriscaldato a 80⁰C per servirli caldi e buonissimi.

-Sono ottimi e tipici serviti con della favolosa Mortadella 


ENJOYYY!!!




lunedì 16 ottobre 2023

PANINI ALL'OLIO - gemellini catanesi




È ormai tradizione per me, il 16 ottobre, pubblicare la ricetta di pane, perché è il giorno in cui nel 2010 aprii Cuocicucidici, allora non sapevo che in quel sabato pomeriggio autunnale seduta al tavolo della cucina che dava su una vetrata nel giardino della nostra casa di quegli anni, che il 16 ottobre fosse anche la giornata Internazionale del Pane. Pare sia stato un  caso ma a me piace pensare invece che sia stato un bel "segno del destino", perché come ho già detto tante volte il pane è il simbolo del cibo e della vita, di conseguenza, per eccellenza.

A Catania tra le tantissime forme e specie di pane ci sono dei panini a forma di barilotto ( forma di panini che quando passavo le vacanze dalla nonna a Riccione era tra i prediletti e si chiamava proprio "barilotto") che vengono infornati accoppiati e per questo si chiamano Gemellini, li si trova sia con che senza i semini di sesamo e sono ottimi sia con dei salumi e formaggi che con il classico connubio burro e marmellata che con cioccolato e crema spalmabile alle nocciole, ma dopo averli assaggiati appena fatti anche semplicemente con un filo di ottimo olio extra vergine di oliva direi che danno quei 5 minuti di felicità.


È quindi con tantissimo piacere che oggi pubblico questa ricetta facilissima e semplicissima, di Daniela Giorgio Bresciani Bassanetti, per il BREAD WORLD DAY 2023 





PANINI ALL'OLIO ( Daniela Giorgio Bresciani Bassanetti)


400 g farina 0 ( o Manitoba)

200 g farina 00

300  g acqua

7,5 g di lievito di birra fresco 

80g olio extra vergine di oliva

15 g sale 

1 cucchiaino da caffè di zucchero 


Nella brocchetta con l'acqua sciogliete il lievito con lo zucchero e lasciate da parte per una quindicina di minuti.

Nella ciotola della planetaria ( io uso KitchenAid)mescolate con il gancio piatto ( o K o foglia) le farine.

Azionate la macchina a velocità 1 ed iniziate a versare l'acqua, fate amalgamare gli ingredienti prima di versare l'olio a filo. Una volta che l'olio sarà stato assorbito fermate la macchina e ribaltate l'impasto. Aumentate la velocità a 4 e aggiungete il sale. Fate lavorare per 2-3 minuti. Fermate la macchina ribaltate ancora l'impasto e cambiate il gancio piatto con quello ad uncino e fate ripartire la macchina a velocità 2 per 7-8 minuti. 

Coprite la ciotola della planetaria con pellicola per alimenti e fare lievitare fino al raddoppio, curca 1½ ora o 2 ore.

Dividete l'impasto in palline da 50 g circa( potete farli più grandi sui 70-80 g o più piccolini, ma poi ricordate che cambiano i tempi di cottura) e posizionatele sul piano di lavoro leggermente infarinato.

Stendete ogni pallina di impasto con l'aiuto del mattarello e allungando con le mani formando delle strisce si circa 15/20 cm di lunghezza ( quesro se mantenete il peso di 50 grammi) dopodiché rotolatele su se stesse formando dei "barilotti"




Unitene due alla volta spennellando un po' di acqua, tenendo la parte della chiusura esternamente. Posizionate le coppie di panini sulla leccarda del forno rivestita si carta forno e coprite con un telo cerato o pellicola per alimenti e lasciate così per 30-40 .




Intanto accendete il forno a 210⁰C ( io uso la funzione termoventilato).

Spennellate la superficie dei panini con acqua e olio extravergine di oliva e se vi piace spargete semini di sesamo ed infornate per 15-18 minuti, dipende dal forno, ma devo prendere un bel colore dorato intenso.




ENJOYYY!!!






giovedì 31 agosto 2023

CASERECCE fatte in casa con PESCESPADA


A dire la verità anche se le temperature si sono leggermente abbassate e oggi sono arrivate alcune nuvole a coprire un po' questo sole di fine Agosto, sono certa che l'Estate non sia ancora finita. 
Il piatto di pasta di oggi per me è  ESTATE nel vero senso della parola, ma in realtà credo sia perfetto in qualsiasi periodo dell'anno.
La pasta l'ho fatta io con l'accessorio per la pasta del mio favoloso KitchenAid usando la trafila per caserecce di Pastidea.


CASERECCE fatte in casa con PESCESPADA 
Per 2 persone 

Per le caserecce 

150 g di farina di semola di grano duro ( non la rimacinata)
60 g di acqua tiepida

Per il condimento al Pescespada

300 g di pescespada ( in un'unica fetta )
60-70 g di cipolla finemente affettata 
100 g di pomodorini datteri
2 cucchiai di capperi
2 cucchiai di olive verdi
Un pezzetto di peperoncino
Sale
Origano
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva 

Iniziate a fare la pasta, anzi se la fate uno o due giorni prima è anche meglio!
Mettete la farina nella ciotola del KitchenAid e con il gancio piatto iniziate a mescolare a velocità 2 e aggiungete piano piano l'acqua fate amalgamare e mescolare per 7-8 minuti, otterrete delle briciole. Fermate la macchina coprite con pellicola per alimenti e lasciate riposare un'oretta.

Montate nel KitchenAid il torchio per la pasta, azionate a velocità 2 e versate piano piano il miscuglio di farina e acqua e man mano che la pasta fuoriesce tagliatela alla lunghezza preferita e posizionatela su un vassoio di cartone per alimenti.
Potete cuocerla subito, o farla essiccare all'aria anche per un paio di giorni.
Le Caserecce sono un formato di pasta che può essere conservata, una volta ben essiccata, anche dentro sacchetti per alimenti fino ad un mese ed  oltre.

Preparate il condimento.

In una padella mettete l'olio extra vergine di oliva e fate soffriggere dolcemente la cipolla, mescolate e se serve aggiungete uno due cucchiai di acqua. Aggiungete un po' di peperoncino, mescolate e non aggiungete le olive ed i capperi se non dopo che le cipolle si saranno ammorbidite per bene. Fate andare per un cinque minuti e poi versate i pomodorini tagliati a tocchetti, aggiungete una spolverata di origano e fate cuocere una decina di minuti.
Mentre il condimento procede nella cottura tagliate a cubetti il pescespada.

Mettete sul fuoco la pentola con l'acqua per cuocere la pasta.

Mentre aspettate che l'acqua arrivi a bollore, versate nel sugo il pesce spada e fate cuocere a fuoco vivace mescolando. Assaggiate se serve sale ed in vaso aggiungetelo.
Nel frattempo quando l'acqua bolle salate e versate le caserecce. Cuocetele al dente, se la pasta è stata fatta il giorno prima in 4-5 minuti sarà pronta per essere scolata e versata nella padella del condimento, mescolate bene tutto sul fuoco, impiattate, date un' altra spolverata di origano e servite!!!



sabato 22 ottobre 2022

GENOVESI di MARIA GRAMMATICO ERICE




Per chi è stato ad Erice in provincia di Trapani, sa di cosa parlo, di quei "biscotti" di frolla ripieni di favolosa crema che ti servono tiepidi e che non vorresti mai che terminassero.

La ricetta si trova proprio sul libro dove sono raccolte tante ottime preparazioni della pasticceria 'ericina', di Maria Grammatico, un'istituzione in questo paese così ricco di storia antica.

Insomma se vi trovate da quelle parti non rinunciate a farvi una bella passeggiata e ad assaggiare queste delizie locali.


GENOVESI DI ERICE ( da " Mandorle Amare " Mart Taylor Simeti e Maria Grammatico)



Per la frolla 

250 g di farina di semola rimacinata di grano duro
250 g di farina 00
200 g di zucchero semolato
200 g di burro tagliato a tocchetti
4 tuorli
Qualche cucchiaio di acqua fredda

Se lavorate con la planetaria( io KitchenAid), versate nella ciotola le farine e lo zucchero e con la frusta piatta e il bordo in silicone accendete e mescolate qualche secondi a velocità 1. Aggiungete il burro e mescolate sempre a velocità 1, e poi sempre con la macchina in movimento versate un tuorlo alla volta. A questo punto aggiungete qualche cucchiaio di acqua fredda e vedrete come si compatta subito e bene l'impasto.


Versate su un piano di lavoro infarinato, formate una palla e chiudetele in pellicola trasparente e mettete in frigo minimo 30 minuti, ma se la fate il giorno prima secondo me è meglio.
In frigo questa frolla ci può stare fino a 4-5 giorni, se la volete fare ancora prima potete conservarla in freezer anche un mese.
( con questo quantitativo volendo fate una crostata potete riveatite una tortiera da 28-30 cm).



Per la crema 


2 tuorli 
150 g di zucchero semolato
40 g di maizena
½ litro di latte intero 
Scorza grattugiata di 1 limone 


Dentro ad una casseruola dal fondo spesso sbattete con una frusta i tuorli con lo zucchero, aggiungete la maizena ed amalgamate bene, versate a filo il latte piano piano e mescolate benissimo con la frusta.
Cuocete a fiamma molto bassa, sempre mescolando con la frusta per 10-12 minuti, fino a quando la crema sarà molto molto densa, quasi come un budino. Spegnete il fuoco e aggiungete la scorza di limone. Coprite con pellicola trasparente per alimenti a contatto e lasciate raffreddare.
Se la fate il giorno prima, cosa che consiglio per praticità, ponetela in frigo.
In frigo può stare fino a tre giorni.


Composizione delle Genovesi 


Preriscaldate il forno a 220⁰C.

Infarinate il piano di lavoro e stendete la pasta frolla, io ho fatto dei rettangoli di circa ½ cm di spessore, su ognuno ho messo due cucchiaini di crema ben fredda e poi ho coperto on un'altra striscia si frolla. Premete bene sui bordi, facendo fuoriacire l'aria. Dopodiché con un coppa pasta di circa 8 cm di diametro ritagliate le Genovesi.






Man mano che le preprate mettetele su un  vassoio e poi ripassatele in freezer 5-10 minuti.




Quando saranno tutte pronte, rivestite di carta forno la leccarda ed infornate  per circa 7 minuti, il tempo che si dorino.
Fatele raffreddare su una griglia, spargete di zucchero a velo.
Se riuscite a mangiarle tiepide vi sentirete in Paradiso.


ENJOYYY!!!




giovedì 12 agosto 2021

IRIS CATANESI ALLA CREMA


Il caldo di questi giorni qui in Sicilia ci porta solo ad una scelta per i pasti: la granita siciliana con la brioche! PUNTO.

Ma una delle cose tipiche a Catania per la colazione che sia caldo o freddo sono gli Iris, che avevo già pubblicato al cioccolato , che sono i miei preferiti in assoluto, ma molti li amano alla crema ed in effetti hanno anche ragione eh. C'è un modo per distinguere quelli al cioccolato da quelli alla crema ed è che su quelle alla crema c'è un segno in cui manca il pangrattato.

 Il procedimento è esattamente lo stesso di quelli al cioccolato cambia solo il ripieno ed ecco qua completata l'opera.

Una volta pronti i panini, che si possono fare anche prima e tenere in freezer, e  la crema che si può preparare anche un giorno  prima cinservamdola in frigo, il gioco è fatto.

Io li ho fatti piccolini perché li trovo più u sfiziosi, ma a Vatania nascono veramente grandi e ricchi, se pensate ad un panino per hburgwr nella sua grandezza.

Vi auguro un buon ferragosto sperando che da voi non ci siano i 39⁰-40⁰C che stiamo subendo qua da noi.






IRIS CATANESI ALLA CREMA ( versione mignon)

12 panini al latte ( meglio se fatti il giorno prima, o se congelati e scongelati in un sacchetto alimentare la sera prima)

Lega di acqua e farina ( vedi sotto)

Pangrattato

Olio di semi per friggere 


CREMA 

200 g di latte intero 

50 g di acqua 

Semi di mezzo baccello di vaniglia 

1 uovo

30 g di maizena

124 g di zucchero

1 pizzico di sale 




Mettete a scaldare sul fuoco il latte con l'acqua e i semini di vaniglia e nel frattempo in un'altra pentola più capiente con una frusta sbattete l'uovo con lo zucchero e la maizena.

Versate tutto in un colpo i liquidi caldi e mescolate bene tutto con una frusta e riportate sul fuoco e fate addensare bene. Spegnete il fuoco, coprite a contatto con pellicola.per alimenti e fate raffreddare bene.


Per fare gli Iris : 


Preparate la lega 

100 g farina 
200 g di acqua

Con una frusta, o ancora meglio con un frullatore ad immersione a bassa velocità mescolate l'acqua  con la farina in una ciotola abbastanza capiente dove immergere gli iris, deve risultare bella liscia senza grumi.


Mettete sul fuoco un pentolino dai bordi alti e versate l'olio di semi e portate a temperatura ( io come sapete la prova la faccio immergendo il manico di un cucchiaio di legno che se si riempie subito di bollicine significa che l'olio è pronto alla frittura) ed intanto tagliate con un coltellino a punta un cerchio nella parte inferiore, conservate il cerchietto di pane e pareggiatelo perche vi servirà come tappo; con un cucchiaino svuotate l'interno



 


del panino così da ottenere giusto un guscio di pane. 
Quando avrete svuotato tutti i panini, riempiteli di crema con un cucchiaino ma ancora più facile se usate una sac à poche. Chiudete ogni panino con il tappo di pane messo da parte e premete bene. 



Passate un panino alla volta nella lega e poi nel pangrattato, e con la punta del dito fate un 'pallino' dove leverete il pangrattato, per dare all'iris alla crema il segno di distinzione da quelli al cioccolato.








Mettete su una gratella e iniziate a friggere i panini. Devono prendere un bel colore "arancino" e man mano che sono pronti metteteli su carta assorbente per alimenti.



Si gustano sia tiepidi che freddi. La lega lascia il " guscio" bello croccante per diverse ore.




domenica 21 febbraio 2021

SCORZE DI ARANCE CANDITE




Lo scorso anno esattamente tre giorni prima che venissimo messi tutti in lockdown totale per via di questa Pandemia dalla quale non siamo ancora usciti, e faccio davvero fatica a credere che sia possibile, ma vabbeh,   due carissimi amici, Clotilde e Michele, ci regalarono due casse di splendide magnifiche, ma soprattutto buonissime arance siciliane, le Lane Late, della famiglia delle Navel,  arance che maturano in questo periodo e sono un poi più 'tardive' rispetto alle Washington Navel, che vanno bene all'uso anche queste eh.

Io adoro le arance quando sono così buone, e mi si stringeva il cuore a vedere quelle scorze così belle finire nel bidone dell'umido così mi sono armata di coraggio e ho cercato ricette e prendendo spunta da una di qua e una di là sono arrivata a combinare una ricetta che mi fosse congeniale. Insomma sembra una fatica immane ma non lo è, dovete solo tagliare le scorze perché richiedono solo un 5-10 minuti per qualche giorno. 




SCORZE DI ARANCE SICILIANE CANDITE

1 kg di bucce di arancia

1 kg di zucchero semolato

Sbucciate le arance e prevalentemente le scorze con il loro albedo. Pesatele prima di fare qualsiasi operazione, perché il peso dello zucchero da utilizzare deve essere esattamente lo stesso delle bucce.

Lavate bene le scorze di arancia.  Mettetele in una bacinella con acqua e per tre giorni cambiare questa acqua due volte al giorno,  alla mattina e alla sera.

Trascorsi i tre giorni preparate una pentola con abbondante acqua e portate a bollore, versate le scorze di arancia precedentemente scolate e fate cuocere 5 minuti. Dopodiché scolate le scorze e versateli in una padella capiente e aggiungete lo zucchero. Cuocete a fiamma bassa e quando lo zucchero si sarà sciolto fate cuocere ancora 5 minuti, poi mescolate bene e spegnete il fuoco. Coprite la padella e mettete da parte. Ogni mattina ricuocete per  5 minuti e mescolate, spegnete e coprite. Questa operazione la dovrete ripetere fino a quando le scorze non avranno assorbito bene tutto lo zucchero e avranno iniziato a diventare traslucide.

Adagiate le scorze candite ad asciugare  su una gratella o su carta forno. 

Io le conservo dentro un contenitore di latta ben chiuso con carta forno sul fondo e le conservo in frigo per evitare spiacevoli muffe. 

Durano tranquillamente da uno a due anni.



Io le utilizzo nei dolci, nei biscotti di mandorla all'arancia appunto, ma non vi nego che a volte quando all'improvviso arriva la voglia di qualcosa di dolce ...me ne mangio un pezzetti tipo caramella e mi riconcilio col mondo! 

lunedì 1 febbraio 2021

CASTAGNOLE CATANESI di CRMA, RICOTTA e CIOCCOLATO

 



Da ieri è iniziato ufficialmente il Carnevale, quasi un anno fa ci preparavamo a pensare a  come vestirci per una festa in maschera e ricordo che quella sera mi fece letteralmente impazzire uno che aveva comprato un centinaio di guanti in lattice, li aveva gonfiati e se li era attaccati tutti attorno alla testa ... si era travestito da Corona Virus e noi tutti a ridere per la "genialata" e pure economica... senza immaginare che due giorni dopo avrebbero dichiarato la Lombardia zona rossa e dopo due settimane saremmo stati tutti in isolamento per pandemia. Pensare a come nel giro di undici mesi sia cambiato il nostro quotidiano e anche volendo lo stile di vita ...ecco questo mi fa impazzire. Io sono una persona che ama le tradizioni, adora il ripetersi annualmente di periodi che scandiscono il tempo, come il Carnevale... o la Festa di Sant'Agata e quest'anno nulla... nessuna festa di Sant'Agata per tre giorni in città, nessun devoto col sacco bianco che passeggia per strada, e nessun bambino in maschera con il suo pacchetto di coriandoli, questo solo per fare qualche esempio sia chiaro. So perfettamente quanto conti più di tutto la salute e lo rispetto, ma lasciatemi dire che mi manca il quotidiano di un anno fa!!!

Tutto questo per dire che appunto ieri è iniziato il Carnevale 2021, un Carnevale senza maschere, senza carri ...ma non senza dolcetti, "eccheccavolo!"...infatti qui da noi, ma sono certa per tutto lo stivale, nei panifici, ma anche nei bar e pasticcerie che finalmente riaprono stanno iniziando a spuntare vassoi ricchi di chiacchere, frappe, bugie e sfrappole e tutti i dolcetti fritti e abbondanti che sono concessi fino a Quaresima.

Quindi ieri mi sono data al fritto, ed in realtà non sono tipici dolci carnevaleschi, perché qui a Catania la domenica nelle pasticcerie si trovano sempre, tutto l'anno, perchè son troppo buone per concedergli solo  un breve periodo...parlo delle "castagnole", che altro non sono che bocconcini di pasta choux fritta e riempita fino alla quasi esplosione di creme e sono pericolose perché sono talmente buone che una tira l'altra.



CASTAGNOLE CATANESI 

-Crema pasticcera alla panna 

-Crema al cioccolato e panna 

- Crema di ricotta e cannella 

-Pate à choux


Iniziate a fare le creme anche il giorno prima e fatele riposare bene in frigo.

CREMA DI RICOTTA E CANNELLA

200 g di ricotta di pecora ( ma va bene anche quella vaccina)

100 g di zucchero semolato 

½ cucchiaino di cannella 


Se usate ricotta di pecora freschissima ( come nel mio caso) la sera prima mettetela a scolare su un colino, coperta in frigo.

Prendete la ricotta ben scolata e mescolatela con lo zucchero. Passatela ad un setaccio o colino a maglie fini ed aggiungete alla crema ottenuta la cannella. Mescolate bene e riponete in frigo.


Preparate la pate à choux. Io mi trovo benissimo con la ricetta di Pierre Hermé e vi assicuro che le castagnole sono delle nuvolette leggerissime benché fritte.

Qui trovate il metodo se lavorate a mano senza una planetaria. 


PATE Á CHOUX  (di Pierre Hermé) 
(per circa una trentina di choux dimezzate la dose)

125 g di latte intero

125 g d'acqua
115 g di burro
1/4 di cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di zucchero
140 g di farina 00 ben setacciata
4/5 uova*

*Per le uova, vale comunque la regola di incorporarle una per una all'impasto e di controllare dopo ogni aggiunta la consistenza della pasta, che deve risultare liscia e soda. Io per le castagnole usando uova L alla fine ne ho messe 3 e¾ .

Versate i liquidi in una casseruola, ionuso un pentolino dal fondo spesso, aggiungete il burro, il sale e lo zucchero e portate al completo bollore. Riducete l'intensità della fiamma e versate la farina in una sola volta mescolando per bene con un cucchiaio di legno. Continuate la cottura finché l'impasto si stacca dalle pareti del recipiente. Continuate per circa 2-3 minuti allo scopo di far asciugare la pasta. Trasferite l'impasto nella ciotola  della.planetaria ( io uso KitchenAid)con la frusta kappa o foglia ( io ho anche ed uso quella con il bordo in silicone) mescolatela per farla raffreddare un poco. Aggiungete le uova poco per volta. L'impasto sarà pronto quando, raccolto con una spatola, ricadrà pesantemente sulla pasta restante.
 






A questo punto fate le castagnole.

Mettete in un pentolino non troppo grande olio di arachidi ( o mais) in profondità ( io uso un pentolino di circa 14-15 cm di diametro alto 12 cm lo riempio fino a circa un paio di cm dal bordo)e porto a temperatura ( io, se mi leggete da un po', sapete che anche avendo il termometro uso il metodo della nonna e cioè inserisco il manico di un cucchiaio di legno nell'olio bollente e sale questo viene circondato da un'infinità di bollicine piccine è pronto per la frittura ).
Con due cucchiaini da caffè ( intendo proprio quelli piccoli, perché quelli classici che usiamo per la colazione vi assicuro vi farebbero produrre dei funghi atomici) iniziate a formare delle pallette( non saranno mai perfette tranquilli è normale) e tuffatevi nell'olio bello caldo. In un pentolino come quello che uso io ne arrivi a cuocere 4-5 alla volta.




 ATTENZIONE se serve abbassate la fimma perché devono prendere un bel colore bignè, ma devono anche SPACCARSI ( sentirete proprio un pouf) e gonfiarsi...se questo non lo fate accadere vi ritrovate delle pallette crude dentro.




Man mano che cuociono poi scolatele bene su carta assorbente da cucina e finite tutta l'impasto.
Una volta finita la frittura inserite le creme nelle sac à poche con il beccuccio a siringa ( se non l'avete usate una bocchetta liscia ma con diametro mio stretto e bucate la castagnola con una spiedino) e riempite bene le vostre castagnole.



Posizionatele su dei vassoio e quelle alla crema spolveratele di zucchero a velo, quelle al cioccolato con zucchero a velo e cacao e quelle di ricotta con zucchero a velo e cannella.




Mangiatele in giornata e gioite!!!

lunedì 11 maggio 2020

MARMELLATA DI LIMONI



In questo periodo di "isolamento" sono accadute cose anche belle, come il trovare comunque il modo di sentirsi vicini agli amici. Pur non potendo stare insieme, con le video-chat abbiamo preso appuntamenti fissi, tipo il sabato nel tardo pomeriggio, per farci dei "video-aperitivi", chiacchierando, facendo battute, confrontandoci per le preoccupazioni che questo periodo così assurdo dà... e poi sono nati i "baratti"!!!Chi ci ha regalato cassette di arance favolose, chi di limoni belli come il sole, e per ricambiare ci siamo dati alla produzione di grissini, dolci e dolcetti, cannoli a Pasqua, e adesso marmellate e scorze candite.
La ricetta di questa marmellata davvero buona, dolce, setosa e delicata me l'ha regalata Giusy Quaranta, che mi ha seguita nella preparazione, consigliandomi e anche dandomi delle dritte fondamentali, come ad esempio quello di utilizzare limoni ben maturi, perchè se no la marmellata risulterebbe amara e poco piacevole.
Quindi miei cari inutile dirvi che i limoni debbano essere senza "cere", lucidanti o altro, qui in Sicilia per fortuna il problema non si pone anche perchè provengono dagli alberi di amici carissimi.



MARMELLATA DI LIMONI ( di Giusy Quaranta)

2 kg di limoni ( vanno pesati prima di lavarli e di iniziare qualsiasi cosa)
1300 di zucchero
500 ml di acqua

Lavate bene i limoni, e dopo aver eliminato il picciolo, tagliateli a fettine sottilissime, io ho utilizzato la mandolina, e man mano ho eliminato i semini.
Metteteli in un contenitore (io uso i Tupperware) e copriteli con acqua (non quella della ricetta) e chiudete con il coperchio. Per due giorni, due volte al giorno, scolate i limoni e cambiate l'acqua.
Sterilizzate i vasetti con i coperchi, io di solito li inforno e porto alla temperatura di 100°C e lascio raffreddare dentro al forno stesso. Dopo 48 ore circa, recuperate 500 ml dell'ultima acqua di "ammollo", che verserete in una pentola, insieme ai limoni e allo zucchero e mettete sul fuoco. Portate a bollore e fate cuocere per 15-20 minuti, vi risulterà liquido, ma vedrete ce si sarà formato come uno sciroppo, non andate troppo avanti con la cottura perchè poi raffreddandosi si addenserà molto. Con un frullatore ad immersione, o un robot da cucina frullate tutto, fino ad ottenere una sorta di purea.
Invasate subito nei vasetti, chiudeteli e posizionateli a testa in giù per creare il sottovuoto. Coprite con una tovaglia spessa o una coperta e lasciate così a raffreddare.
La vostra marmellata di limoni è pronta e soprattutto buonissima, si conserva bene in dispensa fino a due anni. Una volta aperta conservate in frigo.

ENJOYYY!!!

venerdì 10 aprile 2020

TAGLIATELLE con BOTTARGA di TONNO e LIMONE


Oggi pasta fatta in casa, cotta e gustata con dell'ottima Bottarga di Tonno che prendo a Marzamemi ogni volta ce ci vado a fare una passeggiata. La conservo molto bene chiusa in frigo e ogni volta che la grattugiamo su qualcosa di buono non ci delude mai.
Le tagliatelle sono quelle classiche Bolognesi semplicemente fatte con uova e farina come nella tradizionale pasta sfoglia , così come mi ha insegnato mia nonna e di solito le preparo almeno un giorno prima, ma farle e cuocerle fresche devo ammetterlo è una cosa deliziosa.

Questa ricetta avendo appunto la Bottarga in frigo è quella ce i può fare nel giro di mezz'ora, almeno per me è stato così, fatto la sfoglia, tirato l'impasto, tagliato le tagliatelle, buttate nell'acqua bollente salata et voilà... pronto in tavola!!!


TAGLIATELLE FRESCHE con BOTTARGA di TONNO e LIMONE
(per 2 persone)

Tagliatelle fresche Bolognesi 
Bottarga di Tonno da grattugiare
1 limone
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale e pepe macinato fresco

Una volta che avete le tagliatelle pronte, mettete sul fuoco la pentola con l'acqua per cuocerle e nel frattempo in un padellino, scaldate l'olio,, con metà della scorza del limone grattugiata e fate  profumare l'olio. Spegnete in fuoco e grattugiate un pizzico di Bottarga che sfrigolerà, aggiungete qualche goccia di succo di limone, mescolate e cuocete le tagliatelle, che come sapete essendo fresche ci metteranno davvero 1 o 2 minuti.
Scolate la pasta e conditela subito con l'olio profumato , mescolate e servite con tanta tantissima Bottarga grattugiata sopra, una macinata di pepe e il resto della scorza di limone grattugiata e godetevi il vostro bel piattone  di tagliatelle... e gli auguri di Pasqua desidero farveli a Pasqua.

Enjoyyy!!!

 


venerdì 27 marzo 2020

PESCE SPADA CON ARANCE E CAPPERI


Siamo in Quarantena e questo lo sa tutto il mondo, ma spero molti ricordino anche che siamo in Quaresima e per me come già detto infinite volte di venerdì in questo periodo dell'anno, non si mangia carne, ma pesce si!!!
Complice l'ottimo pesce spada che si trova facilmente nelle nostre pescherie(al momento telefoniamo al pescivendolo, ordiniamo il pesce e gli diciamo a che ora passerà mio marito, munito di mascherina e guanti usa e getta, così da ritirare il pacchetto al volo) e il regalo prezioso di fantastiche arance Siciliane da parte di amici carissimi che vivono nel Ragusano ( queste sono la qualità che prediligo in assoluto e cari Clo' e Miki non avete idea di quanto mi avete fatta felice con questo dono ), esattamente quattro giorni prima che iniziasse l'isolamento forzato in tutta Italia, ho tirato fuori una ricetta facile, veloce e sfiziosa!!!


PESCE SPADA CON ARANCE E CAPPERI

2 fette di pesce spada (circa 200 g cad.)
1 arancia di Sicilia
2 cucchiai di capperi dissalati
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
origano
sale
pepe nere


Preriscaldate il forno a 165°C.
Lavate bene ed affettate a rondelle l'arancia con tutta la scorza. Preparate sulla leccarda del forno (o se preferite in una teglia) della carta di alluminio per alimenti con sopra della carta forno, adagiateci le fette di pesce spada sulle quali metterete le fette di arancia tagliate a metà, spargete i capperi, l'origano, il sale ed il pepe. Chiudete a cartoccio la carta di alluminio ed infornate per circa 20 minuti.
Aprite il "cartoccio" e alzate il forno a 180°C per 5 minuti. In questo modo il pesce resterà morbido e cotto.
Servite subito caldo.

ENJOYYY!!!

sabato 2 novembre 2019

FRUTTA MARTORANA



Chi arriva in Sicilia ed entra in un bar o in una pasticceria s troverà sempre, e ribadisco sempre, vetrinette dove i fruttini colorati di Pasta Reale, chiamata Frutta Martorana, fanno bella mostra di sè. 
Un tempo erano tipici solo del periodo dei Defunti, quindi a cavallo tra la fine di Ottobre e Novembre, ma ormai è un prodotto così tipico, identificativo e territoriale da trovarlo tutto l'anno, sono buonissimi e creano allegria.
La storia del nome deriva dal Monastero della Martorana di Palermo, dove nacquero questi fruttini a forma di agrumi, per decorare ed arricchire gli alberi di limoni e arance, privi dei loro frutti quando vi fece visita  un vescovo o re che rimase sorpreso dal trovare gli alberi ricchi di mandarini e limoni fuori stagione, scenograficamente facevano la loro bella figura, ma quando raccolse un frutto sentì profumo di mandorle e miele e scoprì che trattavasi di dolci, buonissimi e fu lui stesso ad esclamare "ma questa dolcetti sono proprio degni di un Re" e fu così che nacque la Pasta Reale. 


Oggi è la commemorazione dei Defunti ed è usanza nella notte tra il primo e il due Novembre portare in dono ai bambini giocattoli e dolci tipici tra cui questi frutti, che hanno anche una buona conservazione se conservati in scatole ermetiche o chiuse in pellicola alimentare.
Avevo comprato anni fa gli stampi di gessi in via del Calderai a Palermo, ma a parte l'agnello Pasquale  con la pasta di mandorle non avevo ancora osato provare a preparare la frutta, ma finalmente mi sono decisa e sono davvero soddisfatta per essere  la mia prima volta.
Buona Commemorazione dei Morti!!!
 

FRUTTA MARTORANA

500 g di  farina di mandorle 
500 g di  zucchero a velo 
75  g di glucosio ( o miele)
55 ml di acqua 
2 mandorle amare
Semi di mezzo baccello di vaniglia  

Colori in polvere alimentari 
Alcol alimentare 

Gomma arabica o lucidante alimentare spray

Pestate al mortaio le due mandorle amare ed unitele in una ciotola capiente alla farina di mandorle e mescolate. Aggiungete lo zucchero a velo e mescolate bene tutto, versate l'acqua e il glucosio. i semini di vaniglia  e cominciate ad amalgamare usando un cucchiaio.
Poi lavorate con le mani fino a che il composto non si sarà amalgamato molto bene. Conservare ben chiusa con pellicola trasparente per alimenti altrimenti si secca.
Per fare la frutta se avete gli stampi di gesso, spennellate bene la maizena così sarà più semplice staccare la pasta reale. Basterà che pressiate una pallina di impasto nello stampo e che livelliate, e con dei colpetti fate uscire il fruttino e procedete.



Lasciatelo un giorno ad asciugare su un vassoio di cartone e poi potrete procedere a colorare. Io ho usato prevalentemente i colori in polvere alimentari, perchè sono perfetti per creare sfumature, ma per le rifiniture, o per le fragole ho diluito i colori con alcol alimentare.

Lucidate i fruttini o con gomma arabica alimentare o più comodamente con uno spray (io ne uso uno a base di lecitina alimentare con alcol alimentare ).



Enjoyyy!