giovedì 10 dicembre 2020

TORTELLINI di BOLOGNA ...nonna's rules

 



Una canzoncina dello Zecchino d'oro dice " il tortellino di Bologna col brodino senza panna...", è la mia anima Bolognese conferma che il tortellino di Bologna nasce in brodo PUNTO! Se poi è brodo di Cappone siamo ai livelli massimi. Però ricordo ancora la mia mamma, quando ne regalava un bel vassoio a persone meritevoli di cotanto regalo, perché si Signori e Signore, i tortellini fatti in casa con tutti i sacri Crismi sono un regalo pregiato, per la passione e il lavoro che ci si mette a produrne un kg, quindi se ne ricevete un vassoio vuol dire che siete meritevoli, dicevo la mia mamma era chiara sul metodo di cottura: assolutamente in brodo, anche uno vegetale, purchè brodo e MAI in semplice acqua bollente e sale.

Ovviamente se il brodo è quello giusto il piatto con una spolverata di Parmigiano diventa gourmet.

Il purista dice che va mangiato solo in brodo ed è vero, mi si accappona la pelle a vedere del ragù di carne alla bolognese sopra ai tortellini perché è mescolare due composti di carne già ricchi e molto saporiti... però faccio outing io i tortellini li adoro con la panna il prosciutto e il Parmigiano. Ma così li mangio solo a Bologna, a casa mia solo in brodo, io poco brodo ... asciutti con Parmigiano.

Per Natale la tradizione per me è che il 25 Dicembre si mangino i tortellini e quando non sono su a Bologna me li preparo ogni anno con qualche settimana di anticipo perché farli da soli il lavoro è lungo, quindi prendo un giorno, mando il marito a pranzo dai suoi ed entro in ritiro spirituale con i tortellini. Non devo avere nessuno tra i piedi ...io ed il silenzio assoluto. 

E così quest'anno ho già dato. Il mio sacchetto con 1.2 kg di tortellini è in freezer pronto per il giorno di Natale.

Ricetta di nonna, che è poi la ricetta Bolognese, puo variare la quantità di qualche ingrediente...ma quelli sono. La regola di mia nonna e dei Bolognesi DOC è che siano piccoli, del resto li si paragona all'ombelico di Venere e per sapere se sono piccoli il giusto ne vanno messi sette in un cucchiaio. 

Non so dirvi da bambina e da ragazzina quanti tortellini ho chiuso con mia nonna perché  i bambini avendo le dita piccine sono il top per ottenere i tortellini piccolini. Mia nonna era una scheggia sia ad impastare la sfoglia che a chiudere questi piccoli tesori di gusto e tradizione. Non avevo un bel rapporto con questa nonna, ma devo darle atto che come maestra sfoglina è stata eccezionale.


TORTELLINI di Bologna

( per circa 1 ½ kg )


Per la pasta sfoglia 

4 uova medie ( se avete la fortuna di trovare quelle con il tuorlo rossissimo vi invidio perché qua non si trovano) 

400 g di farina 0 o 00

Se impastate a mano leggete qui 

Se invece avete una planetaria KitchenAid versate la farina nella ciotola fate un buco al centro e versate le uova, e cominciate a lavorare con il gancio ad uncino, velocità 2 , e man mano che le uova prendono la farina con una scatolina sottile aiutate la farina sui bordi a scendere nell'impasto gradualmente. 

Aiutatevi con una spatola per raccogliere bene l'impasto e fate ripartire 2-3 volte. 

A seconda dell'umidità dell'aria o della dimensione delle uova potreste diver aggiungere qualche spolverata di farina.

Infarinate il piano di lavoro ( io prediligo quelli in legno) e versate l'impasto che andrete a impastare 1-2 minuti a mano per capire se avete bisogno di altra farina. Formate una palla posizionatela su un angolo del piano di lavoro infarinata e coprite a campana per una buona mezz'ora.

Nel frattempo, se per comodità non lo avete preparato il giorno prima conservandolo in frigo, preparate il ripieno.

Per il ripieno 

200 g di lonza di maiale macinata

200 g di Prosciutto di Parma macinato

200 g di Mortadella di Bologna ( se avete quello con i pistacchi destinato al mercato del Sud Italia...ELIMINATE i pistacchi) tritata 

200 g di Parmigiano Reggiano grattugiato 

2 uova medie 

Noce moscata

1 noce di burro 

2-3 cucchiai di vino 


In una casseruola fate soffriggere la noce di burro con la lonza di maiale, sfumate col vino, spegnete e fate raffreddare.

Mescolate tutti gli ingredienti, se avete un robot da cucina o un Bimby vi agevolate di moltissimo questa operazione. Assaggiste di sale e non dimenticate una grattugiata di noce moscata.

Preparate i tortellini, o tirando a mano la sfoglia o utilizzando una sfogliatrice come quella del KitchenAid o a manovella.




La sfoglia dei tortellini deve essere sottilissima, a Bologna diciamo che ci si deve vedere San Luca, il Saturno che sovrasta la città, o poterci leggere il giornale, quindi tacca 7 della sfogliatrice o la penultima per intenderci.





Il consiglio è di farne un po' alla volta perché la sfogliancosi sottile si asciugain fretta col.rischio che kon vi si chiudano bene i tortellini, che significa perdere il ripieno in cottura.

Tagliate dei quadratini sui 3 cm per lato, metterci sopra una pallina di ripieno ( che se è stato in frigo è più sodo e più maneggevole) chiudete a triangolo e con la.punta delle dita unite i due angoli estremi del triangolo. Dovrete ottenere la tipica pieghetta e panzotta dei tortellini.





Poggiate i tortellini su un vassoio di cartone ben infarinato ( nonnusate semola ma.la stessa farina utilizzata per la.sfoglia) e quandonlo avrete completato mettetelo in freezer. Il tempo di riempire un secondo vassoio e i tortellini del primo potete già sistemarli in un sacchetto per alimenti nel freezer e continuate.

Se li mangiare subito e freschi questa operazione del freezer non serve, se no non lasciate i tortellini troppo fuori perché l'umidità del ripieno potrebbe rendere la parte a contatto con taglieri o vassoi appiccicosa.

La cottura dei tortellini congelati va fatta nel brodo a bollore, però mi raccomando versateli un po' alla volta perché la reazione del gelo/bollente potrebbe invadere il piano cottura di brodo e poi pregate arrivi Mastro Lindo a pulire ahahahahha.


Io consiglio la congelazione perché è un lavoro lungo e a meno che non si facciano 300-400 grammi... dico un quantitativo per due persone... e non avete la nonna sfoglina che Superman scansare, diventa impegnativo.


BUON LAVORO!!!

sabato 5 dicembre 2020

GINGERBREAD HOUSE -CASETTA di Pan di zenzero




Ogni anno rifaccio l'impasto dei biscotti di Pan di Zenzero di Alda Muratore, l'idea che questa signora che tante belle ricette ha regalato continui ad essere ricordato mi fa stare bene. A parte il fatto che questo tipo di biscotto è davvero molto buono. 

Quest'anno avevi già progettato una casetta carina da tenere come centrotavola per questo periodo di feste. A Settembre speravo ancora di poter fare come da tradizione il mio tè di BTale con 40-45 amici come.ogni anno, ma azioni sappiamo tutti come sta andando a finire. E pazienza! Auguriamoci che questa pandemia e questa assurda situazione finisca presto e soprattutto la salute prima di tutto e sempre.

Questo non mi ha comunque frenata dal fare un albero di Natale e un presepe a casa, visto che l'altro albero e l'altro presepe sono rimasti in cantina ...lo chiamo il Natale a metà, ma farò i tortellini, il mio bell'articolo e i miei dolci il giorno di Natale e saremo solo in 6 ma va bene così. 

Il mio progetto architettonico di casetta di Pan di Zenzero è andato a buon fine!

Che la magia del Natale abbia inizio ...nonostante tutto! 


Biscotti di Panpepato o Pan di Zenzero di Alda Muratore 

(dose x 1 casetta e 2 teglie di biscotti – se si vuole fare solo 1 di queste cose, dimezzare le dosi)
200 g burro
500 g miele (possibilmente aromatico, non industriale)
250 g zucchero
almeno 3 cucchiaini di spezie in polvere (1/2 cucchiaino x ciascuno di: cannella, zenzero, chiodi di garofano , anice), noce moscata (poca)
1 bustina di lievito tipo pane degli angeli
15 g cacao
1200 g di farina
2 uova

Mettere in una pentolina il cacao e lo zucchero setacciati insieme; il miele, gli aromi e il burro a pezzetti ; fare fondere insieme a fuoco basso, amalgamare e far raffreddare a temperatura ambiente (non deve indurire). Mescolare la farina e il lievito in una terrina capace, fare il pozzo nel centro, battere leggermente le due uova, metterle nel pozzo, mescolarle con un po' di farina e aggiungere il composto di miele tutto in una volta; con il cucchiaio di legno o le fruste a gancio amalgamarlo con la farina, poi continuare ad impastare con le mani o nel robot da cucina. Quando la pasta è ben liscia, metterla in una terrina, coprire con pellicola trasparente e fare riposare una notte o mezza giornata (io in frigo..anche per un paio di giorni!!). Stendere la pasta non troppo sottile (5-7 mm) e ritagliare le forme; per il buchino attraverso cui far passare il filo per appenderli, inserire un pezzo di stuzzicandenti e lasciarlo per tutta la cottura. Cuocere a forno moderato (180-200 °C) per 15’, senza lasciare brunire. Importante è la decorazione: glassa bianca o cioccolato, zuccherini colorati o argentati, canditi. Attenzione a non cuocerli troppo: diventano duri per effetto del miele. Meglio sfornarli appena morbidi, poi induriscono comunque. Se la decorazione è fatta con la glassa, meglio farla subito prima di appenderli; se invece li decori con mandorle e canditi, puoi farlo prima della cottura (le mandorle non devono dorarsi in cottura). Farli raffreddare su una gratella e quando sono ben freddi conservarli nelle scatole di latta fino a Natale. Appenderli all’albero non più di 8 giorni prima, per evitare che prendano polvere. Questi biscotti vanno preparati in anticipo e lasciati ‘frollare’ (nella solita scatola di latta) prima di consumarli o appenderli: appena sformati sono troppo duri, con il tempo si ammorbidiscono e risultano più saporiti. Un trucco per accelerare il procedimento: mettere nella scatola, insieme ai biscotti, una o più (a seconda delle dimensioni della scatola) fettine di mela. Alda Muratore Luxembourg

Per fare una casetta come questa io ho ritagliato con una cartoncino le pareti, il tetto, che altro non sono che dei rettangoli, eil fronte/retro della casa. Ho steso l'impasto allo spessore di 0.5 cm di spessore ed infornato come da ricetta.
Una volta freddi o li riponete in una scatola di latta per qualche giorno oppure iniziate a fare la casetta.
Io ho ricoperto con pasta di zucchero e poi assemblato la casetta su un vassoio per torte, sempre rivestita di pasta di zucchero. I pezzi li  ho uniti usando cioccolato fuso tiepido. Dopodiché ho ricoperto le sbavature con una ghiaccia abbastanza densa usando albume d'uovo, zucchero a velo  e due goccia di limone. E con la stessa ghiaccia ho poi attaccato caramelline e zuccherini. 
Per decorare con i disegni ho utilizzato coloranti alimentari in polvere diluiti in pochissime gocce di alcol alimentare. Buon lavoro 

venerdì 16 ottobre 2020

CIABATTE di PANE senza impasto



Oggi sono esattamente dieci anni che ho il mio blog, DUE LUSTRI!!!

Quanta acqua è passata sotto ai ponti, quante belle persone incontrate, quante cose imparate sulla cucina, e anche sull'amicizia, quanti quintali di farine utilizzate, viaggi, esperienze, ma soprattutto quante ricette! Si perchè l'ho sempre detto, il mio blog per me è quell'archivio, quel ricettario pronto all'uso, dove a differenza del quaderno scritto a mano, trovo anche qualche foto, pessima eh, lo so, ma spesso mi aiuta a ricordare un passaggio o anche solo "quel " particolare che a molti non dirà nulla, ma che a me magari in quel momento dà quello sprint che ha reso la ricetta da rifare perchè un successo.

Il caso ha voluto, e lo scrivo ogni 16 ottobre, che aprissi, senza volerlo, Cuocicucidici il giorno mondiale del pane, che è poi il simbolo assoluto del cibo...della vita, la base, anzi le fondamenta!!! Quindi come ormai è tradizione io il 16 Ottobre pubblico un pane e quest'anno la scelta, non solo è stata un successo assoluto, ma è ricaduta sulle ciabatte, un pane che a me piace tantissimo, ma che pensavo fossero difficilissime da realizzare, ed invece no!!! Non c'è impasto, e nel giro di massimo due ore e mezza il pane buonissimo è pronto!!!

Ricetta presa da un video su Insatgram della Bread Ahead Bakery di Borough Market di Londra durante il lockdown, e beh, non riesco a contare quante volte da allora l'ho già fatto!

Con questa ricetta partecipo al World Bread Day 2020

#wbd2020 #worldbreadday #workdbreadday2020 




CIABATTE


400 di farina 00 (forte)

350 g di acqua

5 g lievito di birra secco

8 g di sale

olio di oliva 

In una ciotola mescolate velocemente la farina, il lievito, l'acqua e il sale, NON l'olio, che serve dopo, con un cucchiaio di legno. Con una spatola ripulite i bordi della ciotola e fate un giro di olio sui bordi e sempre con la spatola "rincalzate"   l'impasto, in modo da fare scendere un po' l'olio sui lati.




 Non vi preoccupate se l'impasto risulta "grumoso", è del tutto normale. Coprite e lasciate così per 30 minuti.  A questo punto, sempre lavorando dentro la ciotola, prendete i lembi dell'impasto da un lato e ripiegatelo verso di voi, girate la ciotola di 180° e ripiegate ancora, tipo a portafoglio, tipo le pieghe del tipo 1. E ribaltate sopra/sotto.




Coprite nuovamente e lasciate riposare altri 30 minuti. Ripetete l'operazione delle pieghe e vedrete che l'impasto inizia a cambiare, a diventare più liscio. 




Altri 30 minuti coperto di riposo e ripetete le pieghe, a questo punto dopo aver coperto la ciotola, accendete il forno a 250°C (io uso la funzione termo ventilato)  e dopo 30 minuti, in una teglia capiente, spolverata abbondantemente di farina di semola di grano duro rimacinata, e rovesciate l'impasto. 







Dividete con un tarocco in due e rotolate i due pezzi ottenuti nella farina, prendete il primo pezzo di impasto e tiratelo in modo da appiattirlo e mettetelo sulla leccarda del forno, rivestita di carta forno, e fate la stessa cosa anche con il secondo pezzo. Infornate subito e fate cuocere circa 15 minuti o fino a che vedrete il colore tipico del pane.

Di buona regola va tagliato e mangiato quando si è raffreddato, ma credo sarà difficile resistere.




Enjoyyy!!!


venerdì 9 ottobre 2020

FRISELLE con le COZZE




Anche se non è Quaresia a me e mio marito amiamo molto mangiare il pesce di venerdì, è una bella abitudine ormai a  cui non rinunciamo.

La ricetta delle friselle già c'è qui sul mio blog e anche di quelle con la farina di grano arso, e mi piace prepararle proprio da servire come appetizer con un bicchiere di prosecco prima di sedersi a tavola. 

La loro morte è ovviamente con pomodoro, olio, sale, pepe e origano, ma una sera servendo una cena a base di pesce ho voluto fare un nuovo esperimento, che sapevo sarebbe riuscitissimo, perchè aggiungendo le cozze avrei aggiunto un nuovo gusto piacevolissimo.



FRISELLE con le COZZE

20 friselle

500 g di cozze fresche pulite  e "raschiate" nel guscio

prezzemolo

1 spicchio di aglio

1 cucchiaino di paprica dolce

1/2 bicchiere di vino bianco

olio extra vergine di oliva

300 g di pomodorini datterini


In una padella soffriggere l'aglio con olio e il prezzemolo, e una bella macinata di pepe, versare le cozze, coprire con un coperchio e lasciare che queste si aprano.

Spegnete il fuoco, e prelevate le cozze, ma non gettate il liquido di cottura, che va filtrato da caldo e poi ci aggiungete la parka e mescolate bene e mettete da parte, e se necessario levate il bisso dalle cozze dove è rimasto.

Lavate e tagliate a pezzettini i pomodorini, conditeli con olio extra vergine di oliva, sale e pepe, mescolate bene.

Mettete le friselle su un vassoio o piatto da portata, bagnatele con il liquido delle cozze, conditele con i pomodorini e poi con le cozze. 

Servite e godete.

lunedì 5 ottobre 2020

KEY LIME PIE

Dolce ( e dalle foto direi che si vede!!!) preparato ad Agosto, ma la pigrizia che ho avuto qua sul blog si è palesemente notata. Ma questa Key Lime Pie andava pubblicata perchè ogni volta che la faccio finisce che poi passano le stagioni e non la scrivo mai qua sul blog e allora abbiate pazienza se la pubblico come prima ricetta di Ottobre!!! 

Che questa  passata sia stata una strana Estate si sa e credo anche di averlo già detto, il mare lo vedo tutti i giorni dal mio giardino, ma i bagni quest'anno sono  stati davvero pochi per i miei standard, ma pazienza, va così e me ne sto facendo una ragione. In realtà quello che soffro è il non poter viaggiare lontano, sfioro con le dite le guide dei viaggi che avrei iniziato a programmare nel periodo in cui è cominciata questa esperienza surreale della vita ai tempi del Covid19, le guardo e soffro... pensando che è tutto rimandato, che ho un anno in sospeso e che non so se si recupererà. Allora mi crogiolo nei ricordi e pensando a Key West, le prime cose che mi son venute in mente sono state la casa di Ernest Hemingway e la favolosa Key Lime pie, che richiede i minuscoli, qua introvabili, lime delle isole Keyes... ed è stata subito Estate!!!

In questi casi c'è solo una persona che mi viene in aiuto per ottenere quello che desidero, ed è lei la mitica Martha Stewart.

Questa pie è davvero semplicissima da fare e trovo che il suo gusto fresco sia adatto in qualsiasi periodo dell'anno. Detto questo andiamo a cominciare!!!



KEY LIME PIE ( di Martha Stewart)


Per la base

250 g di biscotti Digestive tritati finemente 

6 cucchiai di burro sciolto e fatto raffreddare 

45 g di zucchero (io uso uno zucchero di canna Demerara)


Per il ripieno

1 lattina di latte condensato (397 g)

4 tuorli di uova grandi

120 ml di succo di lime appena spremuti

1 cucchiaio di scorze grattugiate di lime (circa 4/5)


Per il topping

300 g di panna montata zuccherata con 3 cucchiai di zucchero


Preparate la base preriscaldando il forno a 180°C.

In una citola mescolate bene il burro con i biscotti finemente sbriciolati e lo zucchero e pressateli bene sul fondo e sui bordi di una teglia da crostate o pie sui 22-23 cm di diametro.  Infornate e cuocete circa 12 minuti o fino a che vedrete la crosta leggermente dorata.   Tirate fuori dal forno e fate raffreddare 

Preparate il ripieno, abbassando il forno a 170°C.

Nella ciotola della planetaria (io KitchenAid) con le fruste a filo e a velocità bassissima (1) _ ma potete anche lavorare a mano con una frusta-, mescolate il latte condensato, con il succo di lime, le uova e le scorzette grattugiate di lime. Versate il composto nel guscio di biscotti (raffreddata) e infornate per circa 15-16 minuti. Il centro del composto deve "tremolare" acora un pochino. 

Togliete dal forno e fate raffreddare molto bene, prima di trasferire la pie su un piatto da portata, oppure se avete utilizzato una bella teglia da pie potete lasciarla e servirla lì dentro.


Decorate con panna montata e qualche filetto di scorza di lime e servite molto fredda.




ENJOYYY!!!



venerdì 11 settembre 2020

9/11 NEVER FORGET

 Quest'anno il mio "Never Forget" sull'11 Settembre di diciannove anni fa lo lascio a questa foto trovata grazie alla mia amica Lisa ...



Penso ai tanti amici c

venerdì 14 agosto 2020

INSALATA PANTESCA



Quasi tre mesi sono passati dal mio ultimo post, eravamo quasi "liberi" di uscire di casa da questo "isolamento" surreale ce ci ha regalato questo assurdo 2020. In effetti abbiamo ripreso a vederci con gli amici, senza più baci e abbracci, lavandoci spesso le mani, usando la mascherina... ma rispetto al dover stare chiusi in casa ne abbiamo fatta di strada. Certo in questa strana Estate 2020 non sono stata al Lido di fronte casa, perchè troppo complicato poter prenotare un lettino, quindi il lettino da spiaggia ce lo siamo comprato e me lo godo in giardino. 
Non si può andare a fare viaggi lontani, ed in europa per l'attuale situazione Covid19  non credo sia nemmeno il caso di rischiare, e allora ci godiamo il mare Italiano che in alcun posti è sempre tanto bello.
Siamo stati nel Ragusano, a Scoglitti, ma lo scorso weekend abbiamo preso un breve volo diretto per Pantelleria, l'isola siciliana in mezzo al Mediterraneo, da dove al tramonto dei pomeriggi tersi si vedono anche le coste della Tunisia, l'Africa, mi sono così illusa di aver visto un altro continente in questo 2020.
Ma bando alle chiacchiere, Pantelleria ha i suoi tesori, e li conserva bene per quanto ancora sa essere spartana ed aspra. Ci è bastato affittare una barca per trovare calette deserte e fondali dai colori brillanti e splendidi. Senza dimenticare le passeggiate in auto tra le vigne che regalano vini e il famoso Passito, che si ritrova ovunque e con piacere. Ovviamente ance il cibo è  vero e buonissimo, genuino, tante ricette e tantissima scelta, ma inizio da quella forse più facile ma anche più conosciuta: l'insalata Pantesca, dove i capperi di Pantelleria non devono mancare!
Piatto fresco, estivo e perfetto per accompagnare del buon pesce fresco, come mi è piaciuto scrivere in una delle story su Instagram: TE SUMMER IS ON THE TABLE!!! 



INSALATA PANTESCA

1 kg di patate
1/2 cipolla di Tropea
15 pomodorini Datterino
30 g di olive nere infornate
1 cucchiaio di capperi (dissalati) di Pantelleria 
1/2 bicchiere di aceto rosso
sale
olio extra vergine di oliva
origano 

Lessate le patate con la buccia, fatele raffreddare e nel frattempo tagliate la cipolla a rondelle sottilissime e lasciatele nell'aceto per una trentina di minuti. Sbucciate le  patate e tagliatele a grossi tocchetti. 
Lavate i pomodorini e tagliateli in  quattro ed uniteli alle patate in una bella ciotola. Aggiungete la cipolla sgocciolata, le olive, i capperi  e condite con olio e sale.
Una spolverata di origano e se vi piace anche una macinata di pepe nero e servite, fredda è ancora più buona!!!


giovedì 28 maggio 2020

CREMA CIOCCOLATO E PANNA



Questa ricetta facile facile nasce perchè quando uno è goloso fin nel DNA , è una cosa che viene spontanea!

Da bambina andavamo spesso a mangiare la pizza in una pizzeria e a fine cena era d'obbligo (queste son quelle regole che non vanno mai strette, se mai poi vanno stretti i pantaloni, ma questa è un'altra storia!) prendere i profiteroles al cioccolato, che erano semplici bignè ripieni di crema al cioccolato e poi ricoperti di questa "cosa" deliziosa" che era una panna al cioccolato. Ecco quindi che
fatti i bignè e la crema al cioccolato quella parte di "golosità" intrinseca nel mio DNA ha avuto la pensata di mescolare l'avanzo di crema con quel po' di panna montata avanzata da credo come accompagnamento alle fragole...e beh ... niente mi sono ritrovata quella copertura setosa, buona che rivestiva i profiteroles che mangiavo dopo la pizza...ed è stato bello il sentire le mie endorfine correre felici e saltellare e danzare un po' come i fiori dei pioppi che volano nell'aria leggeri facendo credere stia nevicando a Primavera inoltrata senza sentire freddo, ma godendo solo di quella sensazione di pure benessere.
Per restare nel tema del DNA, ecco io l'ho trovata buonissima anche senza i bignè!!!


CREMA AL CIOCCOLATO E PANNA

400 g acqua
100 g latte intero
120 g zucchero
40 g cacao in polvere amaro

90 g farina 00
1 cucchiaio di Rum

Se avete il Bimby, o similari, in 5 minuti la vostra crema sarà pronta, basterà inserire nel boccale tutti gli ingredienti TRANNE il Rum, e mettere a 80°C per quattro minuti a velocità 4. Dopo di che aggiungete il Rum e date due colpi di Turbo. La crema è pronta e dovrete solo farla raffreddare con la pellicola per alimenti a contatto con la superficie per evitare si formi la "pellicina".
Se non avete il Bimby, versate tutti gli ingredienti in una pentolina, frullate tutto con un frullatore ad immersione e poi mettete sul fuoco e mescolate fono a che si sarà addensata. Spegnete il fuoco e aggiungete il Rum e date due colpi ancora con il frullatore ad immersione.

250 ml di panna fresca


Una volta che la vostra crema sarà a temperatura ambiente, montate a neve ben ferma la panna e con una spatola un po' alla volta mescolatela alla crema al cioccolato. conservate in frigo in un contenitore chiuso e poi fateci quello che volete, ma provate a rivestirci i profiteroles.

Enjoyyy!!!


lunedì 25 maggio 2020

ZUCCHINE ALLA SCAPECE


Il primo Maggio di questo 2020 surreale, Valentina  pubblica così senza preavviso alcuno la foto su Instagram di una insalatiera piena di invitanti zucchine e ohibò...son andata di corsa a leggere ricetta e varie, perchè io come mia nipote "la grande" adoro le zucchine in tutte le salse e alla parola "scapece" mi si è accesa una lampadina...sempre attratta da questa preparazione, ma mai fatta e ci voleva Vale con una delle sue bellissime foto per mettermi all'opera...e "ohibò2" avevo anche tutti gli ingredienti e così lette e fatte!!!
... 'na meraviglia....che ho già rifatto altre tre volte in praticamente tre settimane, del resto le zucchine ormai sono di stagione e le accompagni sia con la carne che con il pesce, insomma uno dei contorni perfetti, anche da portare a qualche pranzo da amici tra pochi amici, visto che da adesso si può
finalmente fare, ...con le dovute precauzioni.


ZUCCHINE ALLA SCAPECE (di Valentina di Profumo di Limoni)

4 zucchine medio-grandi
1 mazzetto di menta fresca
1 spicchio d'aglio
olio extra vergine di olive per condire 
olio di oliva leggero per friggere (in mancanza so che non è la stessa cosa ma va bene anche un olio di semi)
sale
2/3 cucchiai di aceto (come dice Valentina qua in realtà si dovrebbe andare a "sentimento")

Tagliate le zucchine a rondelle ad uno spessore di 2mm (io uso una mandolina). Tamponate le fettine con carta da cucina e mettete da parte. Portate abbondante olio a temperatura e friggete le rondelle di zucchine, facendole dorare ben bene, devono diventare croccanti, ma non bruciare quindi ance qua come per l'aceto andate a sentimento proprio.
Fate "scolare" l'olio di frittura in eccesso e poi mettetele in una ciotola. Preparate l'emulsione di olio extra vergine di oliva, l'aceto, il sale l'aglio e le foglie di menta spezzate grossolanamente e spargete sulle zucchine.

Coprite la ciotola e fate riposare almeno tre orette, io preferisco se posso farle anche la sera prima per il pranzo del giorno successivo, ne guadagnano i sapori che si saranno "mescolati" proprio bene.

giovedì 21 maggio 2020

LEMON BLONDIES


Sto pensando a cosa mi passerà per la testa quando penserò a questi due mesi chiusi a casa, cosa ricorderò, cosa mi resterà dentro di questa "pausa" che si è preso il mondo. E soprattutto mi chiedo che sensazione proverò a rileggere i post scritti in queste settimane tra uno o due anni. Mi spaventa l'idea di poter provare nostalgia, nostalgia di un tempo che scorre veloce, o nostalgia di un mondo un po' più "pulito" e rispettoso verso il prossimo e se stessi... o proverò sollievo finalmente perchè è finito...o no? O sarà peggio??? Non lo so. Quindi pensiamo a cose più "leggere" e questi blondies lo sono decisamente.

I Blondies non sono altro che la versione "bionda" o bianca dei Brownies, che contengono cacao o cioccolato.
Sono di una semplicità disarmante e disarmante è ancora di più la velocità cn cui si riesce a farli terminare.




LEMON BLONDIES

170 g di farina 00
150 g di burro fuso
250 g di zucchero semolato
1/4 cup di latticello (60 ml)
2 uva a temperatura ambiente
scorza grattugiata di 1 limone
3 cucchiai di succo di limone
1 cucchiano di estratto naturale di vaniglia
1/2 cucchiaino di sale

Pre riscaldate il forno a 170°C.
Rivestite di carta forno una teglia (io quadrata) da 21 cm x 21 cm.

Sbattete in una ciotolina le due uova con il latticello e mette da parte.
Nella ciotola della planetaria (io uso KitchenAid) con la frusta a filo mescolate il burro con lo zucchero e l'estratto di vaniglia, a velocità 1 e poi aggiungete il mix di uova e latticello e quando gli ingredienti saranno amalgamati versate la farina con il sale e mescolate con la macchina a velocità 1-2.  Aggiungete la scorza ed il suco del limone, lavorate un minuto a velocità 2 e poi versate il composto nella teglia.
Infornate per circa 35 minuti.
Fate raffreddare e poi sformate e tagliate a quadratini.
Conservate in un contenitore  a temperatura ambiente e spolverate di zucchero a velo prima di servire.



Enjoyyy!!!

venerdì 15 maggio 2020

RAGÚ di POLPO




Siamo al secondo weekend della cosiddetta "fase DUE", anche se a guardare le  immagini dei tg pare che la gente si sa data alla libertà assoluta, e allora mi chiedo perché i parrucchieri non hanno ancora aperto?
Sono onesta avendo optato per un taglio molto corto e un bel colore sfumato e soprattutto avendo avuto l'ultimo appuntamento con la parrucchiera cinque giorni prima dell'isolamento totale di tutta la nazione, i miei capelli hanno retto bene il colpo...ma diciamo che adesso inizio ad aver voglia di andare in quel bel salone con stanza a vetri che dà su un magnifico giardino all'interno, dove mi "instagnolano" tutti i capelli e nessuno ci vede, ho desiderio di ricevere quelle coccole, di passare qualche ora parlando del più e del meno con altre signore "instagnolate"...insomma inizio ad avere la necessità di avere i capelli un po' più corti.
Nel frattempo si continua a cucinare e fare esperimenti e a scambiarci ricette e consigli di cucina. Qualche giorno fa la mia Antonellina mi parla di un magnifico ragù di polpo preparato con la pasta a pranzo... allora indovinate cosa ho fatto io  il giorno seguente? Il ragù di polpo!!! E già domani lo rifaccio perchè è buonissimooooo.

Una cosa importante come consiglia lo chef il polpo va comprato freschissimo e poi messo in freezer un 24 ore perchè ne guadagnano dice, le fibre stesse del polpo.



 RAGÚ di POLPO ( di Casa Pappagallo)

700 g di polpo (comprato fresco e passato in freezer 24 ore)
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 macinata di pepe
prezzemolo (con i gambi)
1 spicchio d'aglio
50 ml di vino rosso
3  cucchiai di soffritto di sedano, carota, cipolla
1 1/2 cucchiaio di concentrato di pomodoro
4 cucchiai di salsa di pomodoro


Tagliate il polpo a tocchetti di circa 1-2 cm e mettete da parte.
In una padella abbastanza capiente soffriggete l'olio con i  gambi di prezzemolo e lo spicchio di aglio e una macinata di pepe nero al momento, per un paio di minuti.
Versate il polpo e cuocete per circa 25-30 minuti a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto. DIventerà tutto denso, di un bel color vinaccia... va bene così.
Togliete i gambi del prezzemolo e lo spicchio di aglio e sfumate il  vino rosso. Versate il soffritto di sedano, carota e cipolla con il concentrato di pomodoro e mescolate bene tutto. Aggiungete la salsa di pomodoro e fate cuocere altri 30/40 minuti, il polpo dovrà risultare morbidissimo.
Cuocete la pasta al dente e conditela con questo buonissimo ragù e spolverate del prezzemolo tritato fresco.


Buon weekend a tutti e come sempre enjoyyy!!!

mercoledì 13 maggio 2020

BAOZI, PANINI AL VAPORE RIPIENI DI CARNE DI MAIALE - BOA BUNS




Una settimana fa in una delle sue ormai bellissime dirette su InstagramPaoletta Sersante insieme a Vatinee Suvimol, hanno fatto i Bao buns, che sono conosciuti anche come Mantou.
Quando andai a Singapore li mangiai per la prima volta e me ne innamorai, tanto che durante il viaggio in Cina ne approfittai per mangiarne ancora e ancora, e quelli ripieni di carne di maiale sono rimasti i miei preferiti in assoluto. Va da dire che questi panini sono così buoni e leggeri che nessuno vieta di riempirli o accompagnarli con del dolce, che sia una confettura, o una crema o una pasta di nocciole... o con panna e fragole, insomma a mio avviso si può dare largo sfogo alla fantasia del gusto!
Ovviamente ho dovuto subito rifarli, li avevo già fatti quattro anni fa, ma non avevo segnato la ricetta e nemmeno li avevo fotografati, perché furono cotti e divorati, pensando che poi li avrei rifatti... e quindi doppiamente grazi a Paoletta e Vatinee per avermeli fatto "riprendere" nella memoria. La memoria appunto... volevo nuovamente quel sapore di Oriente che ancora le mie papille gustative conservavano.
Vatinee durante la diretta aveva dato delle basi e man mano che ne parlava riaffioravano nella mia testa gli ingredienti usati quattro anni fa che tanto si erano avvicinati agli originali e quindi, mascherina messa, guanti infilati, gel disinfettante in borsa e via al supermercato bio che ho la fortuna di avere a 200 metri da casa, e prendi lo zenzero fresco, l'olio di riso, ma ance quello di sesamo, e la farina di riso e poi via da macellaio e fruttivendolo per tutto il resto.
Per non farla troppo lunga, io vi dico che se non avete le vaporiere in bambù, acquisto dei miei viaggi del 2016 tra equatore e Cina, potete usare una bel pentolone con lo scolapasta in acciaio dentro. Cuociono davvero in 10 minuti, ma io per quanto riguarda i Baozi ripieni vi assicuro che anche a temperatura ambiente la sera quello unico e solo avanzato era ancora tanto buono.


RIPIENO per i BAOZI, con carne di maiale

500 g di carne di maiale macinata
2 cucchiai di olio di sesamo
40 g di zenzero fresco al netto
2 porri
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaio di zucchero di canna Demerara
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
200 ml di brodo di pollo

Grattugiate finemente lo zenzero e l'aglio. Pulite e tagliate a rondelle sottili i porri.



In un tegame fate soffriggere a fuoco dolcissimo l'olio di sesamo con i porri per circa 4-5 minuti. Aggiungete l'aglio e lo zenzero con lo zucchero, e cuocete mescolando un paio di minuti.
Aggiungete il concentrato di pomodoro e fatelo sciogliere un po', aggiungete la carne di maiale  e fate cuocere una decina di minuti prima di aggiungere il brodo di pollo, coprire con il coperchio e far cuocere per circa un'ora e mezza, ricordandosi di mescolare ogni tanto.Quando è ben cotto, spegnete il fuoco ed aggiungete la salsa di soia. Mescolate e fate raffreddare.



BAO buns, o MANTOU (ricetta impasto di Paoletta di Anice e Cannella)

impasto
(per circa 16 Bao)

500 g farina 00 (debole sui 200W , io avevo "la bassa" del Molino Dallagiovanna, che è 240W )
25 g di olio di riso
138 g di latte intero a temperatura ambiente
138 g di acqua a temperatura ambiente
5 g di latte in polvere (io magro che è quello che uso per le miscele dei gelati)- si può omettere, ma aiuta molto la sofficità ce è una prerogativa dei Bao
8 g di sale
35 g di zucchero ( va a gusti, ma mediamente si sta tra i 25 ed i 40 grammi)
5/6 g di lievito di birra secco (o 18 di quello fresco- in questo caso va sciolto nell'acqua)


In una brocca mescolate il latte con l'acqua, l'olio di riso e lo zucchero e mescolate.
Nella ciotola della planetaria (io uso il KitchenAid, quindi le velocità sono riferite a quello) con il gancio "K" (o foglia o piatta) mescolate le farine con il lievito ed il latte in polvere a velocità 1 per qualche secondo.
Aggiungete con la macchina in movimento i liquidi e fate andare la macchina a velocità 2 per un paio di minuti.
Cambiate il gancio ed utilizzate quello ad uncino, lavorate 2 minuti a velocità 3-4 ed aggiungete il sale a "spruzzi", dopo un paio di minuti, l'impasto è pronto, poiché è davvero velocissimo da preparare.
Lavorate l'impasto su un piano di lavoro giusto il tempo di formare una palla e mettetelo chiuso in una ciotola per 30/40 minuti.
Preparate 16 quadratini di carta forno e mettete da parte.
Passato questo tempo prendete l'impasto e dividetelo in palline da 50-55 grammi circa ognuna. Senza infarinare il piano di lavoro perché non serve, con un mattarello stendete le palline ad uno spessore di circa 5 mm ottenendo un diametro sui 12/13 cm. Prendete un disco di impasto sul palmo della mano, inserite al centro tre cucchiaini da tè di ripieno di carne e date dei pizzichi tutto intorno ai bordi dell'impasto, dopodiché partendo dal primo "pizzico" uniteli uno ad uno fino a chiuderli al centro.




Non tirate troppo la pasta perché se no vi trovereste troppo impasto da una parte.
Posizionate ogni panino su un quadratino di carta forno e coprite a campana e fare lievitare circa 30 minuti. Io una parte li ho posizionati direttamente nei cestini di bambù chiudendoli col coperchio.
In una pentola abbastanza grande e profonda da contenere i cestini (o nel caso non li aveste, lo scolapasta) mettete a bollire uno, due dita di acqua, quando vedrete che sbuffa vapore dal coperchio inserite i cestini di bambù, chiudete col coperchio e fate cuocere 10 minuti.

Mangiateli caldi.



NOTE:
- io ho utilizzato i cestini di bambù sovrapposti con il loro coperchio sempre in bambù, e non mi si è formata condensa acquosa all'interno del coperchio che a volte forma gocce che rovinano la parte superiore dei panini, ma se non avete il bambù allora secondo me dovreste posizionare tra la pentola ed il suo coperchio un panno di cotone, in modo che trattenga e goccine di acqua del vapore.


- Da Vatinee trovate i link per vedere tutti i passaggi e le formature dei Bao o Mantou vuoti
-Da Paoletta trovate le note per lavorare l'impasto volendo fare forme diverse.