lunedì 25 maggio 2020

ZUCCHINE ALLA SCAPECE


Il primo Maggio di questo 2020 surreale, Valentina  pubblica così senza preavviso alcuno la foto su Instagram di una insalatiera piena di invitanti zucchine e ohibò...son andata di corsa a leggere ricetta e varie, perchè io come mia nipote "la grande" adoro le zucchine in tutte le salse e alla parola "scapece" mi si è accesa una lampadina...sempre attratta da questa preparazione, ma mai fatta e ci voleva Vale con una delle sue bellissime foto per mettermi all'opera...e "ohibò2" avevo anche tutti gli ingredienti e così lette e fatte!!!
... 'na meraviglia....che ho già rifatto altre tre volte in praticamente tre settimane, del resto le zucchine ormai sono di stagione e le accompagni sia con la carne che con il pesce, insomma uno dei contorni perfetti, anche da portare a qualche pranzo da amici tra pochi amici, visto che da adesso si può
finalmente fare, ...con le dovute precauzioni.


ZUCCHINE ALLA SCAPECE (di Valentina di Profumo di Limoni)

4 zucchine medio-grandi
1 mazzetto di menta fresca
1 spicchio d'aglio
olio extra vergine di olive per condire 
olio di oliva leggero per friggere (in mancanza so che non è la stessa cosa ma va bene anche un olio di semi)
sale
2/3 cucchiai di aceto (come dice Valentina qua in realtà si dovrebbe andare a "sentimento")

Tagliate le zucchine a rondelle ad uno spessore di 2mm (io uso una mandolina). Tamponate le fettine con carta da cucina e mettete da parte. Portate abbondante olio a temperatura e friggete le rondelle di zucchine, facendole dorare ben bene, devono diventare croccanti, ma non bruciare quindi ance qua come per l'aceto andate a sentimento proprio.
Fate "scolare" l'olio di frittura in eccesso e poi mettetele in una ciotola. Preparate l'emulsione di olio extra vergine di oliva, l'aceto, il sale l'aglio e le foglie di menta spezzate grossolanamente e spargete sulle zucchine.

Coprite la ciotola e fate riposare almeno tre orette, io preferisco se posso farle anche la sera prima per il pranzo del giorno successivo, ne guadagnano i sapori che si saranno "mescolati" proprio bene.

giovedì 21 maggio 2020

LEMON BLONDIES


Sto pensando a cosa mi passerà per la testa quando penserò a questi due mesi chiusi a casa, cosa ricorderò, cosa mi resterà dentro di questa "pausa" che si è preso il mondo. E soprattutto mi chiedo che sensazione proverò a rileggere i post scritti in queste settimane tra uno o due anni. Mi spaventa l'idea di poter provare nostalgia, nostalgia di un tempo che scorre veloce, o nostalgia di un mondo un po' più "pulito" e rispettoso verso il prossimo e se stessi... o proverò sollievo finalmente perchè è finito...o no? O sarà peggio??? Non lo so. Quindi pensiamo a cose più "leggere" e questi blondies lo sono decisamente.

I Blondies non sono altro che la versione "bionda" o bianca dei Brownies, che contengono cacao o cioccolato.
Sono di una semplicità disarmante e disarmante è ancora di più la velocità cn cui si riesce a farli terminare.




LEMON BLONDIES

170 g di farina 00
150 g di burro fuso
290 g di zucchero semolato
1/4 cup di latticello (60 ml)
2 uva a temperatura ambiente
scorza grattugiata di 1 limone
3 cucchiai di succo di limone
1 cucchiano di estratto naturale di vaniglia
1/2 cucchiaino di sale

Pre riscaldate il forno a 170°C.
Rivestite di carta forno una teglia (io quadrata) da 21 cm x 21 cm.

Sbattete in una ciotolina le due uova con il latticello e mette da parte.
Nella ciotola della planetaria (io uso KitchenAid) con la frusta a filo mescolate il burro con lo zucchero e l'estratto di vaniglia, a velocità 1 e poi aggiungete il mix di uova e latticello e quando gli ingredienti saranno amalgamati versate la farina con il sale e mescolate con la macchina a velocità 1-2.  Aggiungete la scorza ed il suco del limone, lavorate un minuto a velocità 2 e poi versate il composto nella teglia.
Infornate per circa 35 minuti.
Fate raffreddare e poi sformate e tagliate a quadratini.
Conservate in un contenitore  a temperatura ambiente e spolverate di zucchero a velo prima di servire.



Enjoyyy!!!

venerdì 15 maggio 2020

RAGÚ di POLPO




Siamo al secondo weekend della cosiddetta "fase DUE", anche se a guardare le  immagini dei tg pare che la gente si sa data alla libertà assoluta, e allora mi chiedo perché i parrucchieri non hanno ancora aperto?
Sono onesta avendo optato per un taglio molto corto e un bel colore sfumato e soprattutto avendo avuto l'ultimo appuntamento con la parrucchiera cinque giorni prima dell'isolamento totale di tutta la nazione, i miei capelli hanno retto bene il colpo...ma diciamo che adesso inizio ad aver voglia di andare in quel bel salone con stanza a vetri che dà su un magnifico giardino all'interno, dove mi "instagnolano" tutti i capelli e nessuno ci vede, ho desiderio di ricevere quelle coccole, di passare qualche ora parlando del più e del meno con altre signore "instagnolate"...insomma inizio ad avere la necessità di avere i capelli un po' più corti.
Nel frattempo si continua a cucinare e fare esperimenti e a scambiarci ricette e consigli di cucina. Qualche giorno fa la mia Antonellina mi parla di un magnifico ragù di polpo preparato con la pasta a pranzo... allora indovinate cosa ho fatto io  il giorno seguente? Il ragù di polpo!!! E già domani lo rifaccio perchè è buonissimooooo.

Una cosa importante come consiglia lo chef il polpo va comprato freschissimo e poi messo in freezer un 24 ore perchè ne guadagnano dice, le fibre stesse del polpo.



 RAGÚ di POLPO ( di Casa Pappagallo)

700 g di polpo (comprato fresco e passato in freezer 24 ore)
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 macinata di pepe
prezzemolo (con i gambi)
1 spicchio d'aglio
50 ml di vino rosso
3  cucchiai di soffritto di sedano, carota, cipolla
1 1/2 cucchiaio di concentrato di pomodoro
4 cucchiai di salsa di pomodoro


Tagliate il polpo a tocchetti di circa 1-2 cm e mettete da parte.
In una padella abbastanza capiente soffriggete l'olio con i  gambi di prezzemolo e lo spicchio di aglio e una macinata di pepe nero al momento, per un paio di minuti.
Versate il polpo e cuocete per circa 25-30 minuti a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto. DIventerà tutto denso, di un bel color vinaccia... va bene così.
Togliete i gambi del prezzemolo e lo spicchio di aglio e sfumate il  vino rosso. Versate il soffritto di sedano, carota e cipolla con il concentrato di pomodoro e mescolate bene tutto. Aggiungete la salsa di pomodoro e fate cuocere altri 30/40 minuti, il polpo dovrà risultare morbidissimo.
Cuocete la pasta al dente e conditela con questo buonissimo ragù e spolverate del prezzemolo tritato fresco.


Buon weekend a tutti e come sempre enjoyyy!!!

mercoledì 13 maggio 2020

BAOZI, PANINI AL VAPORE RIPIENI DI CARNE DI MAIALE - BOA BUNS




Una settimana fa in una delle sue ormai bellissime dirette su InstagramPaoletta Sersante insieme a Vatinee Suvimol, hanno fatto i Bao buns, che sono conosciuti anche come Mantou.
Quando andai a Singapore li mangiai per la prima volta e me ne innamorai, tanto che durante il viaggio in Cina ne approfittai per mangiarne ancora e ancora, e quelli ripieni di carne di maiale sono rimasti i miei preferiti in assoluto. Va da dire che questi panini sono così buoni e leggeri che nessuno vieta di riempirli o accompagnarli con del dolce, che sia una confettura, o una crema o una pasta di nocciole... o con panna e fragole, insomma a mio avviso si può dare largo sfogo alla fantasia del gusto!
Ovviamente ho dovuto subito rifarli, li avevo già fatti quattro anni fa, ma non avevo segnato la ricetta e nemmeno li avevo fotografati, perché furono cotti e divorati, pensando che poi li avrei rifatti... e quindi doppiamente grazi a Paoletta e Vatinee per avermeli fatto "riprendere" nella memoria. La memoria appunto... volevo nuovamente quel sapore di Oriente che ancora le mie papille gustative conservavano.
Vatinee durante la diretta aveva dato delle basi e man mano che ne parlava riaffioravano nella mia testa gli ingredienti usati quattro anni fa che tanto si erano avvicinati agli originali e quindi, mascherina messa, guanti infilati, gel disinfettante in borsa e via al supermercato bio che ho la fortuna di avere a 200 metri da casa, e prendi lo zenzero fresco, l'olio di riso, ma ance quello di sesamo, e la farina di riso e poi via da macellaio e fruttivendolo per tutto il resto.
Per non farla troppo lunga, io vi dico che se non avete le vaporiere in bambù, acquisto dei miei viaggi del 2016 tra equatore e Cina, potete usare una bel pentolone con lo scolapasta in acciaio dentro. Cuociono davvero in 10 minuti, ma io per quanto riguarda i Baozi ripieni vi assicuro che anche a temperatura ambiente la sera quello unico e solo avanzato era ancora tanto buono.


RIPIENO per i BAOZI, con carne di maiale

500 g di carne di maiale macinata
2 cucchiai di olio di sesamo
40 g di zenzero fresco al netto
2 porri
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaio di zucchero di canna Demerara
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
200 ml di brodo di pollo

Grattugiate finemente lo zenzero e l'aglio. Pulite e tagliate a rondelle sottili i porri.



In un tegame fate soffriggere a fuoco dolcissimo l'olio di sesamo con i porri per circa 4-5 minuti. Aggiungete l'aglio e lo zenzero con lo zucchero, e cuocete mescolando un paio di minuti.
Aggiungete il concentrato di pomodoro e fatelo sciogliere un po', aggiungete la carne di maiale  e fate cuocere una decina di minuti prima di aggiungere il brodo di pollo, coprire con il coperchio e far cuocere per circa un'ora e mezza, ricordandosi di mescolare ogni tanto.Quando è ben cotto, spegnete il fuoco ed aggiungete la salsa di soia. Mescolate e fate raffreddare.



BAO buns, o MANTOU (ricetta impasto di Paoletta di Anice e Cannella)

impasto
(per circa 16 Bao)

500 g farina 00 (debole sui 200W , io avevo "la bassa" del Molino Dallagiovanna, che è 240W )
25 g di olio di riso
138 g di latte intero a temperatura ambiente
138 g di acqua a temperatura ambiente
5 g di latte in polvere (io magro che è quello che uso per le miscele dei gelati)- si può omettere, ma aiuta molto la sofficità ce è una prerogativa dei Bao
8 g di sale
35 g di zucchero ( va a gusti, ma mediamente si sta tra i 25 ed i 40 grammi)
5/6 g di lievito di birra secco (o 18 di quello fresco- in questo caso va sciolto nell'acqua)


In una brocca mescolate il latte con l'acqua, l'olio di riso e lo zucchero e mescolate.
Nella ciotola della planetaria (io uso il KitchenAid, quindi le velocità sono riferite a quello) con il gancio "K" (o foglia o piatta) mescolate le farine con il lievito ed il latte in polvere a velocità 1 per qualche secondo.
Aggiungete con la macchina in movimento i liquidi e fate andare la macchina a velocità 2 per un paio di minuti.
Cambiate il gancio ed utilizzate quello ad uncino, lavorate 2 minuti a velocità 3-4 ed aggiungete il sale a "spruzzi", dopo un paio di minuti, l'impasto è pronto, poiché è davvero velocissimo da preparare.
Lavorate l'impasto su un piano di lavoro giusto il tempo di formare una palla e mettetelo chiuso in una ciotola per 30/40 minuti.
Preparate 16 quadratini di carta forno e mettete da parte.
Passato questo tempo prendete l'impasto e dividetelo in palline da 50-55 grammi circa ognuna. Senza infarinare il piano di lavoro perché non serve, con un mattarello stendete le palline ad uno spessore di circa 5 mm ottenendo un diametro sui 12/13 cm. Prendete un disco di impasto sul palmo della mano, inserite al centro tre cucchiaini da tè di ripieno di carne e date dei pizzichi tutto intorno ai bordi dell'impasto, dopodiché partendo dal primo "pizzico" uniteli uno ad uno fino a chiuderli al centro.




Non tirate troppo la pasta perché se no vi trovereste troppo impasto da una parte.
Posizionate ogni panino su un quadratino di carta forno e coprite a campana e fare lievitare circa 30 minuti. Io una parte li ho posizionati direttamente nei cestini di bambù chiudendoli col coperchio.
In una pentola abbastanza grande e profonda da contenere i cestini (o nel caso non li aveste, lo scolapasta) mettete a bollire uno, due dita di acqua, quando vedrete che sbuffa vapore dal coperchio inserite i cestini di bambù, chiudete col coperchio e fate cuocere 10 minuti.

Mangiateli caldi.



NOTE:
- io ho utilizzato i cestini di bambù sovrapposti con il loro coperchio sempre in bambù, e non mi si è formata condensa acquosa all'interno del coperchio che a volte forma gocce che rovinano la parte superiore dei panini, ma se non avete il bambù allora secondo me dovreste posizionare tra la pentola ed il suo coperchio un panno di cotone, in modo che trattenga e goccine di acqua del vapore.


- Da Vatinee trovate i link per vedere tutti i passaggi e le formature dei Bao o Mantou vuoti
-Da Paoletta trovate le note per lavorare l'impasto volendo fare forme diverse.




lunedì 11 maggio 2020

MARMELLATA DI LIMONI



In questo periodo di "isolamento" sono accadute cose anche belle, come il trovare comunque il modo di sentirsi vicini agli amici. Pur non potendo stare insieme, con le video-chat abbiamo preso appuntamenti fissi, tipo il sabato nel tardo pomeriggio, per farci dei "video-aperitivi", chiacchierando, facendo battute, confrontandoci per le preoccupazioni che questo periodo così assurdo dà... e poi sono nati i "baratti"!!!Chi ci ha regalato cassette di arance favolose, chi di limoni belli come il sole, e per ricambiare ci siamo dati alla produzione di grissini, dolci e dolcetti, cannoli a Pasqua, e adesso marmellate e scorze candite.
La ricetta di questa marmellata davvero buona, dolce, setosa e delicata me l'ha regalata Giusy Quaranta, che mi ha seguita nella preparazione, consigliandomi e anche dandomi delle dritte fondamentali, come ad esempio quello di utilizzare limoni ben maturi, perchè se no la marmellata risulterebbe amara e poco piacevole.
Quindi miei cari inutile dirvi che i limoni debbano essere senza "cere", lucidanti o altro, qui in Sicilia per fortuna il problema non si pone anche perchè provengono dagli alberi di amici carissimi.



MARMELLATA DI LIMONI ( di Giusy Quaranta)

2 kg di limoni ( vanno pesati prima di lavarli e di iniziare qualsiasi cosa)
1300 di zucchero
500 ml di acqua

Lavate bene i limoni, e dopo aver eliminato il picciolo, tagliateli a fettine sottilissime, io ho utilizzato la mandolina, e man mano ho eliminato i semini.
Metteteli in un contenitore (io uso i Tupperware) e copriteli con acqua (non quella della ricetta) e chiudete con il coperchio. Per due giorni, due volte al giorno, scolate i limoni e cambiate l'acqua.
Sterilizzate i vasetti con i coperchi, io di solito li inforno e porto alla temperatura di 100°C e lascio raffreddare dentro al forno stesso. Dopo 48 ore circa, recuperate 500 ml dell'ultima acqua di "ammollo", che verserete in una pentola, insieme ai limoni e allo zucchero e mettete sul fuoco. Portate a bollore e fate cuocere per 15-20 minuti, vi risulterà liquido, ma vedrete ce si sarà formato come uno sciroppo, non andate troppo avanti con la cottura perchè poi raffreddandosi si addenserà molto. Con un frullatore ad immersione, o un robot da cucina frullate tutto, fino ad ottenere una sorta di purea.
Invasate subito nei vasetti, chiudeteli e posizionateli a testa in giù per creare il sottovuoto. Coprite con una tovaglia spessa o una coperta e lasciate così a raffreddare.
La vostra marmellata di limoni è pronta e soprattutto buonissima, si conserva bene in dispensa fino a due anni. Una volta aperta conservate in frigo.

ENJOYYY!!!

venerdì 8 maggio 2020

PASTA CON SUGO DI FAVETTE FRESCHE, POMODORINI e PECORINO



Come già scritto in qualche post recente con questa quarantena si è sviluppato un "mercato nero" e di "baratti" incredibile. Tra i vari doni giunti alla mia porta ci sono state delle favette fresche fresche appena raccolte dall'orto del papà di Laura, che non solo è una delle mie più care amiche, ma anche vicinissima di casa! sempre con mascherina, facciamo scambi merce sul pianerottolo... ridiamo per questa situazione alla 007, ma in fondo siamo anche un pochino tristi perchè non possiamo sederci in giardino insieme a berci un caffè...ma almeno dai balconi interni del palazzo ci sbracciamo in saluti. Poi ovviamente l'attività su whatsapp è sempre in movimento, consigli, "cortili", acquisti on line, e oltre a provare ricette varie ci siamo rimesse a cucire come se dovessimo fare otto corredi nel giro di una settimana!!!
E comunque suo padre ha un orticello che cura con passione e qualche giorno fa ha iniziato a raccogliere le favette, e ne ha date qualcosa come 10 kg a Laura, che me ne ha portata una busta, lei dice che le mangia solo crude e ben venga per me così ci ho potuto fare un sughetto per la pasta che spero di poter rifare prima che la stagione "fave" finisca!!!

Intanto vi avviso, vi pubblico un post anche sulle mascherine "homemade" che mi sono fatta, lavabili in lavatrice e con "filtro" ... e sono proprio contenta!!!


PASTA AL SUGO DI FAVETTE FRESCHE, POMODORINI e PECORINO

300 g di favette al netto (pulite dal baccello e dalla pellicina che le protegge)
2 cipollette fresche
6-7 pomodorini ciliegino
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero macinato fresco

Pecorino Siciliano grattugiato

160 g di pasta all'uovo

In una padella versate l'olio, macinate un po' di pepe e soffriggete velocemente le cipollette tagliate finemente. Dopo un paio di minuti aggiungete i pomodorini tagliati a spicchi, mescolate aggiungete il sale e dopo 3-4 minuti versate le favette e fate cuocere a fuoco vivace alcuni minuti, aggiungete qualche cucchiaio di acqua se serve e fate cuocere il tempo che le fave si ammorbidiscano. Aggiustate di sale e nel frattempo mettete sul fuoco la pentola con l'acqua per la pasta. Quando bolle salate l'acqua e buttate la pasta, che essendo all'uovo cuoce molto in fretta. Scolate la pasta e versatela nella padella con le fave , saltate qualche istante mescolando sul fuoco, servite con tanto buon Pecorino Siciliano grattugiato grossolanamente.

Enjoyyy!!!

mercoledì 6 maggio 2020

PIZZA DA "FARE IN FRETTA" di PAOLETTA, AL PIATTO!!!



Questa ricetta Paoletta Sersante l'ha ideata per farci una buonissima pizza in teglia e qui ne dà le istruzioni per ottenerla "sottile " o "alta" a seconda dei gusti.
Io seguendo alcune delle sue bellissime dirette su Instagram, mi sono convinta per la "setosità" dell'impasto che sarebbe stata ottima anche come pizza al piatto e beh... pensavo bene. 
In questa quarantena posso dire che il nostro sabato sera è stato quasi sempre a base di questa pizza, che abbiamo provato alla Norma, con i Wurstel, con stracchino e pancetta... o semplicemente con del prosciutto curdo, o acciughe e capperi. 
Io ho due pietre refrattarie, una la metto sul fondo del forno e uno nell'ultima tacca in alto e poi certo avere due pale aiuta ad avere nel giro di pochi minuti due pizze pronte e calde per essere gustate.
Poichè la ricetta è abbastanza lunga nella descrizione, vi lascio subito, ricordate però che se la fate in teglia come propone Paoletta viene una cosa magnifica ugualmente.


PIZZA DA FARE IN FRETTA (di Paoletta Sersante di Anice e Cannella)

300 g di farina W330 ( io ho usato “Far focaccia-forte del Molino Dallagiovanna) (Paoletta consiglia anche Caputo rossa o 50% di Manitoba + 50% farina 0 per pizza)
50 g di farina di semola di grano duro
50 g di farina Tritordeum “Uniqua verde” Molino Dallagiovanna ( ma ho anche usato in sostituzione farina di grano Saraceno- o Enkir o farro)
1 cucchiaio di fiocchi patate (quelli per i purè pronti)
320 g di acqua (del rubinetto a temperatura ambiente)
3,5 g di lievito di birra secco (oppure 10 g di quello fresco)
1 cucchiaino di malto d’orzo
8 g di sale
20 g di olio extra vergine di oliva
Se desiderate mangiare la pizza verso le 21.00 iniziate a lavorare l’impasto alle 16.30 circa.
Inserite nella ciotola della planetaria (io KitchenAid) le farine, inclusi i fiocchi di patate e il lievito di birra secco e con il gancio a “foglia” o “K” mescolare a velocità 2, alcuni attimi.
In una brocca mescolate l’acqua con il malto d’orzo (se usate il lievito di birra fresco, scioglietelo in acqua) e versate nella ciotola delle farina con la macchina a velocità 2; quando l’impasto si sarà aggrappato alla”foglia”, spegnete la macchina e con l’aiuto di una spatola di plastica ribaltate l’impasto, che significa raccogliere impasto con la spatola e girarlo sopra/sotto, spostarlo su una parete della ciotola e rimettere la macchina in movimento, aggiungete a pizzichi il sale ed aumentate la velocità a 4. Ribaltate nuovamente l’impasto e versate l’olio a filo, facendolo scivolare sulle pareti della ciotola, un po’ alla volta, aumentate la velocità e fate incordare. L’impasto risulta incordato quando sarà tutto aggrappato alla foglia, senza lasciare nulla nemmeno nel fondo della ciotola, se invece resta impasto ancora sul fondo, dovete fermate la macchina e ribaltare. Vedrete che facendo spesso l’operazione del “ribaltamento”, l’impasto vi risulterà liscio e semi lucido.
Rovesciate l’impasto (che risulterà appiccicoso, cosa del tutto normale dal momento che stiamo lavorando un impasto all’80% di idratazione) su un piano di lavoro, che se è di marmo o acciaio sarà ideale e con un raschietto in acciaio in maniera rapida e veloce arrotondate l’impasto, vedrete come cambia la consistenza e vedrete ance che inizierà ad inglobare aria. (vedi video)




Formate una palla e con la spatola trasferitelo dentro una ciotola leggermente unta (io uso dei contenitori Tupperware, ) e chiudete con il coperchio, o sigillate con pellicola trasparente e lasciate lievitare per due ore.
Verso le 19.00, infarinate con la farina di semola il piano di lavoro, rovesciate l’impasto e con un tarocco o spatola in metallo tagliate l’impasto in due pezzi da 280-290 grammi ognuno, ve ne avanzerà uno più piccolo, potete farci una focaccina, e fare la prova con la refrattaria. Ad ognuno dei pezzi di impasto fate le pieghe di sovrapposizione o pieghe del tipo 1, arrotondate e coprite a campana ogni panetto o mettete dentro un contenitore ben infarinato e lasciate lievitare per un’ora.
Mettete nel forno la pietra refrattaria, io ne ho due e ne metto una direttamente sul fondo del forno e l’altra in alto nell’ultima tacca, se ne avete una sola io vi consiglio di metterla sul forno e tenere una leccarda del forno stesso rovesciata, nella tacca più alta. Accendete il forno alla massima temperatura, io ho la funzione “pizza”, che ha il ventilato ma che porta il calore da sotto e arriva a 280°C, ma anche 250°C vanno bene, se è quella che avete nel vostro forno.
Preparate gli ingredienti, se metterete la salsa di pomodoro aggiungete un po’ di sale, mozzarella (scegliete quella che non fa acqua in cottura) e grattugiatela grossolanamente, insomma è la vostra pizza decidete voi come farla.
Io parto dalla Margherita e poi una volta cotta ci metto sopra il prosciutto crudo, oppure quando metto la mozzarella a metà cottura aggiungo dello stracchino … ma avete libero sfogo ai vostri gusti.
Infarinate molto bene il piano di lavoro e prendete il primo panetto di impasto, spolverate un po’ di semola anche sulla superficie di questo ed iniziate a stendere con i polpastrelli delle dita, allargandola e girandola, vedrete che il cornicione si formerà automaticamente, stante attenti a non schiacciare troppo e ad eliminare l’aria ce ha inglobato durante la lievitazione. Infarinate abbondantemente con la semola una pala e spostate la pizza sopra, conditela con la salsa ed infornate velocemente sulla refrattaria in basso, nel frattempo preparate il secondo disco di pizza (l’ideale sarebbe avere due pale); passati 4-5 minuti tirate fuori la pizza, aggiungete la mozzarella ed infornate in alto, prendete il secondo disco di impasto condite con il pomodoro ed infornate. Vedrete che la prima pizza sarà quasi pronta, insomma vedrete l bel colore tipico della pizza, tiratela fuori e mettetelo su un piatto e intanto mettete la mozzarella sulla seconda e trasferitela in alto. Nel mentre condite la prima pizza, con origano, prosciutto crudo, o se avete voglia di pizza alla Norma, mettete le melanzane fritte e tanta ricotta salata.
Nel giro di poco anche la seconda pizza sarà pronta per essere condita e insomma BUON APPETITO.




lunedì 4 maggio 2020

MILLEFOGLIE ...con crema pasticcera alla panna e "FINTA SFOGLIA" e fFRAGOLE



Cari amici da oggi inizia per il nostro paese la "fase 2" di questa quarantena ce ci ha letteralmente fermati. C'è chi ha perso il lavoro e chi non sa se il suo impiego sarà confermato al rientro, c'è chi ha perso persone care, chi si è ammalato ed è stato malissimo, c'è chi è rimasto solo a casa, ma spero davvero che per tanti sia stata una "pausa" d riflessione per capire quanto abbiamo e quali sono le cose fondamentali nella nostra vita.
Spero che la maggior parte di noi abbia colto al volo l'occasione di godersi quegli spazi delle nostre case, e che si sia riappropriato di hobby e passioni dimenticati per la mancanza di tempo.
In ogni caso mi auguro che in questa "fase 2" si sia abbastanza coscienziosi da avere ancora un po' di pazienza per poter poi ripartire davvero nel migliore dei modi.
Inutile ripetere che essendoci state le pasticcerie chiuse ed essendo mio marito abituato a portare ogni sabato o  domenica dei dolcetti alle sue zie che vivono nel nostro palazzo, si sia presa l'abitudine di preparare come appuntamento fisso un dolce.
Lo scorso weekend mi sono cimentata a fare la "millefoglie" con la crema, e la cosa diciamo "strana" è che ho preparato la "finta sfoglia" di Adriano che a parer mio non ha nulla da invidiare a quella "vera".
L'ho accompagnata con un'altra preparazione di Paoletta Sersante, la sua crema pasticcera alla panna e delle ottime fragole fresche!!!
Il bello di queste due preparazioni è che si possono congelare, la sfoglia stesa e pronta alla cottura e la crema così com'è, e ve lo spiego nelle note qui.



MILLEFOGLIE con crema pasticcera alla panna e "finta sfoglia"

1 dose di "finta sfoglia" di Adriano Cotinisio
1 dose di crema pasticcera alla panna di Paoletta Sersante
fragole fresche
zucchero a velo
zucchero di canna Demerara
1 tuorlo
2 cucchiaini di panna fresca

Accendete il forno a 200°C.
Prendete la vostra "finta sfoglia" e stendetela con il mattarello su un piano di lavoro leggermente infarinato, ad uno spessore di 5 mm. Preparate una teglia con carta forno, io mi sono trovata davvero bene con la teglia micro forata. Tagliatela delle forme che desiderate, io ho fatto sia triangoli che quadrati di circa 10 cm per lato. Spennellate la superficie con tuorlo sbattuto con la panna e spolverate dello zucchero di canna Demerara e con un coltello ben affilato ( se avete un bisturi ancora meglio) fate delle incisioni, questo eviterà che la sfoglia si gonfi in maniera eccessiva, cosa che non va bene per una millefoglie. Spolverate con zucchero a velo ed infornate a 200°C per 5 minuti; dopodiché abbassate la temperatura del forno a 180°C e cuocete per altri 5 minuti, abbassate ancora la temperatura a 170°C e cuocete per altri 5-6 minuti, insomma fino a quando la vostra sfoglia avrà preso un bel colore.



Tirate fuori dal forno e fate raffreddare, se non preparate subito il dolce conservate le sfoglie, una volta fredde, in un contenitore a chiusura ermetica, tipo Tupperware anche il giorno prima.
Lavate e mondate le fragole e tagliatele a tocchetti e mettete da parte.
Prendete la vostra crema pasticcera alla panna  dal frigo, mettetela in una sacca da pasticcere.
Posizionate un primo strato di sfoglia su un piatto da portata o su un vassoio e riempite con un primo strato di crema, alcuni pezzetti di fragole e appoggiate il secondo quadrato di sfoglia, ripetete ancora l'operazione della crema e delle fragole e coprite con una terza sfoglia, spolverate con zucchero a velo, decorate a vostro piacere, io ho messo un ciuffo di crema con una fragola e servite...e godete!!!

Enjoyyy!!!




sabato 2 maggio 2020

CROSTATINE con la PASTA FROLLA DI PAOLETTA


La pasta frolla così come la pasta brisèe non mi stancano mai e ne provo sempre tante ricette con entusiasmo, tant'è che qui su Cuocicucidici ne troverete tantissime.
Un mesetto fa ho provato quella di Paoletta, che devo riconoscere in questi quasi due mesi di isolamento da Covid19 mi ha accompagnato spesso nelle varie preparazioni in cucina, e anche uesta la rifarò.
L'ho voluta provare e quindi non avevo pensato a qualcosa di specifico, ma volendo regalare qaulche dolcetto alle zie di mio marito, l'ho usata delle piccole crostatine e devo dire che quelle con la marmellata di arance amare mi pento di non averne fatte di più.



PASTA FROLLA di (Paoletta di Anice e Cannella )

500 g farina 00
250 g di burro ( a temperatura ambiente, tagliato a tocchetti)
150 g di zucchero semolato
1 pizzico di sale
2 uova
6 g di lievito per dolci
scorza di arancia (o limone)
1 pizzico di semini di vaniglia

Nella ciotola della planetaria (io uso il KitchenAid) con la foglia col bordo in silicone se lo avete, mettere il burro, la scorza grattugiata dell'arancia (o limone) e lo zucchero ed avviare la macchina, a velocità 2. Quando gli ingredienti si saranno amalgamati aggiungere le uova, mescolare a velocità 1.
Subito dopo aggiungete la farina che avrete precedentemente setacciato con il lievito ed avviare la macchina a velocità 1, e quando aggiungete il sale alzate la velocità a 2.
Rovesciate su una spianatoia e formate una palla, che avvolgerete in pellicola e metterete in frigo a riposare minimo 3-4 ore, ma la cosa migliore sarebbe anche il giorno prima, in modo da dare ai sapori il tempo di maturare.
Stendete l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato, ad uno spessore di 0,5 mm. Ritagliate con un cutter a seconda della forma dei vostri stampini e rivestiteli  con l'impasto.
Preriscaldate il forno a 180°C.
Riempite le crostatine con marmellate e/o confetture a vostro gusto ed infornate per circa 20 minuti, o fino a quando la pasta frolla non avrà raggiunto un bel colore dorato.
Servite a temperatura ambiente, ma se conservate coperte o chiuse in una scatola, sono ottime anche due tre giorni dopo.





Enjoyyy!!!

venerdì 1 maggio 2020

"SFOGLIE" di Focaccia di Recco



Potrebbe far ridere, lo so, ma facendo la Focaccia di Recco , dai bordi avanza dell'impasto, e be, io il giorno dopo ci ho fatto delle "sfoglie" sovrapposte e inutile aggiungere che
accompagnano salumi e formaggi in maniera eccellente.


Praticamente la sera con i ritagli ed avanzi di impasto, ho formato una palla e l'ho chiusa in un Tupperware. Il giorno seguente mi sono ritrovata una pasta morbida che ho diviso in palline da 45-50 grammi e le ho tirate esattamente come avevo fatto la sera precedente per fare la Focaccia di Recco.
E man mano le ho stese una sopra l'altra in una teglia unta di olio, sovrapponendole dopo aver spennellato un filo d'olio su ognuna con una spolverata di pepe nero macinato al momento. Sull'ultimo strato mettete ance un pochino di sale grosso.




Preriscaldato il forno a 250°C (se avete la funzione "pizza", che  manda il calore dalla parte inferiore ancora meglio), infornato a temperatura e cotto pochissimi minuti, giusto il tempo che le sfoglie prendano un bel colore biscotto.



TUTTO IL PROCEDIMENTO LO TROVATE QUI

Sono una cosa meravigliosa!!!



Enjoy!!!