lunedì 11 novembre 2019

PASTA E LENTICCHIE



Finalmente a Novembre inoltrato posso dire che è Autunno. Diciamo che stiamo sui 20°C e che non c'è più il caldo torrido, umido e fastidioso che ancora ci tormentava fino a qualche settimana, poi abbiamo avuto un ottobre con quei magnifici 25°C che io amo, tanto che davvero fino alla settimana scorsa giravo ancora con le infradito e mi passavo i pomeriggi in giardini a guardare il mare...  ma finalmente è tornato l'Autunno, e lo dico con la consapevolezza che in realtà io le stagioni le amo tutte e quattro, e che vorrei fossero ben distinte e separate ogni anno che passa.
Quindi ora posso essere felice di preparare zuppe e zuppette e piatti caldi, cosa che non mi ispirava assolutamente fino a due settimane fa.
Ho iniziato anche a cuocere i legumi e una bella pasta con le lenticchie uno dei primi giorni di pioggia con le temperature leggermente più basse non ce l'ha tolta nessuno. Il profumo che sprigiona questa zuppa di legumi mi riporta a quando ero davvero piccola e capitava nel menu all'asilo, ricordo che amavo il profumo così quanto odiavo doverla mangiare, ora invece mi piace tantissimo e forse proprio perchè mi riporta indietro a quel periodo della mia vita senza pensieri.
Buon Autunno a tutti!!!


PASTA E LENTICCHIE

400 g di lenticchie secche
160 g di pasta piccola (tubetti)
1/2 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1/2 carota
1/2 cipolla piccola
1 spicchio d'aglio
1 costa piccola di sedano
2 cucchiai di olio extra vergine d oliva
1 foglia di alloro
sale
pepe nero
acqua

La sera prima mettete in ammollo in acqua le lenticchie.
Il giorno seguente in una pentola versate l'olio e o spicchio d'aglio, accendete il fuoco e dopo un minuti aggiungete la carota, il sedano e la cipolla tritate finemente, la foglia di alloro e una macinata di pepe nero. Fate rosolare, e poi versate le lenticchie ed aggiungete acqua fino a coprirle, mescolate, mettete il concentrato di pomodoro e fate cuocere per un'oretta abbondante, controllate la cottura, versate il sale, e dopo 5/10 minuti versate un po' d'acqua bollente e la pasta, che cuocerete al dente.
Servite subito.


Enjoyyy!

sabato 2 novembre 2019

FRUTTA MARTORANA



Chi arriva in Sicilia ed entra in un bar o in una pasticceria s troverà sempre, e ribadisco sempre, vetrinette dove i fruttini colorati di Pasta Reale, chiamata Frutta Martorana, fanno bella mostra di sè. 
Un tempo erano tipici solo del periodo dei Defunti, quindi a cavallo tra la fine di Ottobre e Novembre, ma ormai è un prodotto così tipico, identificativo e territoriale da trovarlo tutto l'anno, sono buonissimi e creano allegria.
La storia del nome deriva dal Monastero della Martorana di Palermo, dove nacquero questi fruttini a forma di agrumi, per decorare ed arricchire gli alberi di limoni e arance, privi dei loro frutti quando vi fece visita  un vescovo o re che rimase sorpreso dal trovare gli alberi ricchi di mandarini e limoni fuori stagione, scenograficamente facevano la loro bella figura, ma quando raccolse un frutto sentì profumo di mandorle e miele e scoprì che trattavasi di dolci, buonissimi e fu lui stesso ad esclamare "ma questa dolcetti sono proprio degni di un Re" e fu così che nacque la Pasta Reale. 


Oggi è la commemorazione dei Defunti ed è usanza nella notte tra il primo e il due Novembre portare in dono ai bambini giocattoli e dolci tipici tra cui questi frutti, che hanno anche una buona conservazione se conservati in scatole ermetiche o chiuse in pellicola alimentare.
Avevo comprato anni fa gli stampi di gessi in via del Calderai a Palermo, ma a parte l'agnello Pasquale  con la pasta di mandorle non avevo ancora osato provare a preparare la frutta, ma finalmente mi sono decisa e sono davvero soddisfatta per essere  la mia prima volta.
Buona Commemorazione dei Morti!!!
 

FRUTTA MARTORANA

500 g di  farina di mandorle 
500 g di  zucchero a velo 
75  g di glucosio ( o miele)
55 ml di acqua 
2 mandorle amare
Semi di mezzo baccello di vaniglia  

Colori in polvere alimentari 
Alcol alimentare 

Gomma arabica o lucidante alimentare spray

Pestate al mortaio le due mandorle amare ed unitele in una ciotola capiente alla farina di mandorle e mescolate. Aggiungete lo zucchero a velo e mescolate bene tutto, versate l'acqua e il glucosio. i semini di vaniglia  e cominciate ad amalgamare usando un cucchiaio.
Poi lavorate con le mani fino a che il composto non si sarà amalgamato molto bene. Conservare ben chiusa con pellicola trasparente per alimenti altrimenti si secca.
Per fare la frutta se avete gli stampi di gesso, spennellate bene la maizena così sarà più semplice staccare la pasta reale. Basterà che pressiate una pallina di impasto nello stampo e che livelliate, e con dei colpetti fate uscire il fruttino e procedete.



Lasciatelo un giorno ad asciugare su un vassoio di cartone e poi potrete procedere a colorare. Io ho usato prevalentemente i colori in polvere alimentari, perchè sono perfetti per creare sfumature, ma per le rifiniture, o per le fragole ho diluito i colori con alcol alimentare.

Lucidate i fruttini o con gomma arabica alimentare o più comodamente con uno spray (io ne uso uno a base di lecitina alimentare con alcol alimentare ).



Enjoyyy!


venerdì 1 novembre 2019

TETÚ



In questi giorni nelle pasticcerie, nei bar e nei panifici Siciliani è una gara a chi fa più dolci per le feste di Ognissanti e dei Defunti ...in ogni città dell'isola ci sono tradizioni da rispettare  e dolcetti da gustare.
È un " epidemia" di Frutta Martorana, Rame di Napoli, Pupi cu Zuccaru, Ossa dei Morti, 'Nzuddi, Totò e Tetù, che nonostante l'assonanza del nome, non sono la stessa cosa.
A Catania si fanno i Totò, biscotti al cioccolato, che nella forma potrebbero assomigliare ai Tetù di Palermo, che in realtà nascono bianchi, con glassa bianca o al cioccolato, la variante al cioccolato diciamo che è una liberissima interpretazione e a differenza dei dolcetti di Catania contengono anche farina di mandorle.
So che ora sto per fare una rivelazione assurda, ma io non ho mai assaggiato i Totò... e nemmeno i Tetù, ma ho iniziato a rimediare facendo i Tetù con anche la variante al cioccolato. Per il prossimo anno chissà che io non faccia i Totò. Per ora sappiate che i Tetù (Uno a te ed uno a me, a volerne fare una "traduzione")  ci sono piaciuti tantissimo.
Ho seguito "liberamente" la ricetta di Alba Allotta  modificando le quantità dei vari ingredienti rispetto a 500 grammi di farina, eliminando la vanillina, che proprio non amo, e appunto facendo una versione al cacao, che nella tradizione a quanto ho capito non è prevista, e mettendo l'ammoniaca per dolci, cosa trovata in tantissime ricette al posto del bicarbonato, l'unica cosa che si avvicina al cacao o cioccolato è che una parte dei Tetù si può glassare con una glassa a cacao appunto.


TETÚ 
(per 50 biscotti circa)

500 g di farina 00
100 g di farina di mandorle
100 g di strutto
150 g di zucchero
2 uova
15 g di ammoniaca per dolci
1  cucchiaino di estratto naturale di vaniglia

Per la versione al cacao ( da utilizzare in metà del totale dell' impasto sopra)

20 g di cacao amaro in polvere

Per le glasse:
Zucchero a velo
acqua bollente
cacao in polvere amaro

Setacciate la farina con l'ammoniaca per dolci nella ciotola della planetaria (potete lavorare agevolmente anche a mano), e poi aggiungete lo strutto, lo zucchero e la farina di mandorle, a seguire le ova ed il pizzico di sale con l'estratto di vaniglia. Fate lavorare bene con il gancio a "K" o foglia e quando il tutto sarà ben amalgamato e l'impasto risulterà morbido sarà pronto. A questo punto se vorrete anche la versione al cioccolato, dividete l'impasto a età e una parte mescolatela col cacao.
Preriscaldate il forno a 170°C.
Adagiate della carta forno sulle leccarde e cominciate a formare i biscotti.
Fate dei rotolini, dai quali ricavare delle palline poco più grandi di una noce e sistemarle man mano sulle leccarde.
Infornate per circa 30 minuti.

Fate raffreddare e nel frattempo fate le glasse. Mescolate lo zucchero a velo con qualche cucchiaio di acqua bollente, fino ad ottenere una consistenza liscia, lucida e bianca, questa sarà la glassa da colare sui biscotti bianchi, mentre aggiungendo un cucchiaio di cacao amaro (dosate l'acqua sempre bollente se risultasse troppo denso) otterrete quella al cacao.

Glassate i biscotti e lasciate asciugare.
I Tetù si conservano molto bene per alcuni giorni in una scatola di latta.

ENJOYYY!!!