sabato 30 aprile 2016

THE RECIPE-TIONIST di MAGGIO è:



Mi sento in rodaggio, dopo un mese a pubblicare praticamente solo dolci e biscotti non mi par vero tornare a parlare del THE RECIPE-TIONIST.
Stavolta torno più puntuale, ma Aprile è stato un mese davvero impegnativo tra la presentazione di "Torte Salate" e amici vari che mi son venuti a trovare ho davvero fatto fatica a gestire gli impegni del blog ultimamente, ma eccomi qui e chiedo per prima cosa scusa a Carla Emilia per aver fatto passare un intero mese prima di scegliere un suo "successore" al  suo THE RECIPE-TIONIST, tra i suoi finalisti. Quindi grazie per la pazienza e la sempre grande disponibiltà alla nostra "Arbanella di Basilico" e grazie anche a chi tra di voi è stato così carino da esserci con le sue ricette.
Questo che segue è quello che Carla Emilia  ci ha scritto:

"Sono molto contenta che THE RECIPE-TIONIST sia tornato attraverso il mio blog. E' stata la mia terza volta, ma continuerò a partecipare perché, come ho già avuto modo di dire, questo contest mi è entrato sotto la pelle e fa parte di me!
Allora ecco le nomination:

1.Anisja di "La cucina di Anjsia" ha riproposto una delle mie ricette preferite, il genovesissimo polpettone di fagiolini: grazie Ani, sei un mito :)
3.Elisa di "A tavola per sei" ha copiato la ricetta più copiata della blogosfera, cioè i muffin con olive e pomodori secchi, che io avevo copiato da Loredana che l'aveva copiata da non so chi altro e che hanno copiato diversi amici e blogger, come dire l'interpretazione del vero spirito di questo contest.
4.Gianni del blog "Cocogianni" ha rifatto i ventaglietti di pane, buonissimi ed eleganti, un pane niente affatto banale. 6.Antonietta del blog "La trappola golosa" ha riscritto la torta al cocco apportando alcune variazioni che da normale, l'hanno fatta diventare sublime ;)
7.Sarah di "Pancakes a colazione" ha riprodotto due ricette, ma la nomino per le polpette di salmone: avevo dimenticato quanto fossero buone, perciò grazie Sarah per avermelo ricordato!"





E adesso come al solito rullo di tamburi perchè il nuovo THE RECIPE-TIONIST del mese di Maggio 2016 è:



               La trappola golosa di Antonietta  


con la  Torta al cocco e amarene sciroppate 

Ora non vi resta che correre sul suo blog e cercare tra le sue tante e bellissime ricette cosa proporci, ricordate sempre che dovrete pubblicare le vostre scelte dal 15 al 31 Maggio 2016 e mettere i vostri link sotto a questo post!

QUI le ricette di Antonietta, scorrete nella barra laterale e troverete tutte le categorie dall'antipasto al dolce .

e QUI il regolamento di THE RECIPE-TIONIST ...vi aspettiamo come sempre! 


venerdì 29 aprile 2016

NZÚDDI (Vincenzini)- COOKIES



                 Scroll down for English version
 
Io vivendo in Sicilia avrei davvero una miniera di ricette di monasteri e conventi da cui attingere a piene mani, ma mi sono fermata su dei biscotti tipici di Catania, soprattutto semplici negli ingredienti e nell’esecuzione.
Nzùddi, dolcetti tipici del Catanese nel periodo dei Defunti, ma che ormai si trovano in diverse località della Sicilia Occidentale, oltre che nel Messinese.
Il nome sembra che derivi dal diminutivo di Vincenzo (in dialetto “Vincinzùddu”), perché sono dei biscotti creati dalle suore del Monastero di San Vincenzo di Catania.
Nei tempi passati, infatti, le vere pasticcerie erano i monasteri e i conventi, e le loro preparazioni erano un sostentamento per sopperire alla vita monacale di povertà. Ogni convento aveva le sue specialità e queste venivano indicate con preciso riferimento al monastero di origine, come per gli ‘Nzùddi di Catania.

Con questa ricetta partecipo al Calendario del cibo Italiano di AIFB


NZÚDDI (Vincenzini)
(per circa 30-32 biscotti)

500 g di farina debole (00)
500 g di zucchero
5 g di ammoniaca per dolci
50 g di mandorle tostate e tritate
½ cucchiaio di scorze candite di arancia (io ne metterei anche un cucchiaio)
1 cucchiaino di cannella
Acqua (circa 200-250 ml)

Preriscaldate il forno a 180°C.
Impastate tutte gli ingredienti, con l’acqua regolatevi per ottenere un impasto soffice.
Su una teglia da forno rivestita di carta forno formate delle palline, tipo amaretti, pressare al centro di ogni biscotto una mandorla intera cruda. 



Infornate per circa 15 minuti, dovranno formare una crosticina sia sopra che sotto.
Il risultato una volta freddi è quello di biscotti croccanti e non morbidi.

English version
 
"Nzùddi",Typical Sicilian cookies, the origin of the name is from San Vincenzo Monastry here in Catania( St.Vincent), where these cookies were created. Nzùddo is a nickname to say in Sicilian dialect Vincinzuddu, theat i sas saying “little Vince”.
They are easy and fast to make  and we usually find them in bakeries during the first days of November when here in Italy we commemorate ours “death” relatives.
I post it now just because for the Italian food calendartoday is the national day of the Monastry recipes.
Enjoy


NZÚDDI (Vincenzini)
(30-32 cookies)

4 cups all purpose flour
2 ½ cups of sugar
1 tsp of ammonia for sweets
2 oz  of toasted and chopped almonds
½ Tbsp candied orange peel (1 TBSP is better in my opinion)
1 tsp cinnamon
Water (1 cup –more or less )

Preheat oven to 350°F.
Mix all the ingredients , for water you have to get a soft dough.
On a baking sheet lined with parchment paper make small balls , such as macaroons , press an almond in  the center of each cookie.
Bake for about 15 minutes ,  they are ready when they get a crust both above and below .
When cool  the cookies must be crispy, not soft!

FONTI: "Profumi di Sicilia" di Giuseppe Coria- ed. Cavallotto

giovedì 28 aprile 2016

IL CANNOLO SICILIANO




           
                  Scroll down for English version
 
Il cannolo, Siciliano per antonomasia, deve il suo nome alle canne, che venivano usate proprio per dare alla cialda, in frittura la forma caratteristica della “scorcia”
 
Dolce tipico in origine per il periodo di Carnevale, ma ormai è divenuto così famoso che lo si trova tutto l’anno per festeggiare ogni occasione.
Come tutti i dolci di ricotta Siciliani, non andrebbero fatti e consumati nei mesi estivi, ma provate voi a spiegarlo ad un turista che arriva in Sicilia a Luglio e che non sa se mai ritornerà.
Oggi è la Giornata Nazionale del Cannolo Siciliano, per ilcalendario del Cibo Italiano di Aifb, nostra ambasciatrice che ci narra QUI la storia di questo dolce così caratteristico è Tamara Giorgetti.

In fondo alla pagina vi riporto la storia e le origine come riportato pedissequamente da Wikipedia, ma lasciatemi che vi dica un paio di cose che lì non troverete e cioè che a Catania non si usano i canditi, solo una scorzetta di arancia candita per decorare, ma è più d’uso metterci della granella o farina di pistacchi di Bronte.
Anche se ad essere onesti i cannoli buonissimi sono a Palermo, e anzi la patria sarebbe proprio Piana degli Albanesi dove oltre ad essere buonissimi sono veramente grandi!
La ricetta che segue è quella di Fina di l’Avvocato nel fornetto e mi sono trovata così bene che non la cambio più.


CANNOLI SICILIANI

500 g di farina 00
40 g di strutto
50 g di zucchero
1 tuorlo
3 cucchiai di aceto rosso
100 ml di caffè (io uso espresso)


Olio di arachidi (o mais in caso di allergie ed intolleranze) per friggere

Mescolate tutti gli ingredienti (lasciate il caffè alla fine) fino ad ottenere un impasto liscio.
Lasciate riposare (circa 2 ore, ma anche di più non è un problema) avvolto in pellicola trasparente per alimenti.
Stendete la pasta in una sfoglia sottile (2 mm), con la macchinetta è meglio, e con un tagliapasta rotondo (di circa 8 cm di diametro) tagliate l’impasto, con il mattarello (o sempre con la macchinetta) stendete ancora per ottenere una forma sottile e un po’ ovale, che risulterà perfetta per ottenere dei cannoli in piena regola.
Avvolgete attorno ai tubi speciali in acciaio per cannoli senza stringere, in maniera lenta, perché in cottura i gusci di impasto si gonfiano e potrebbero aprirsi, sigillate con un pochino di albume e friggete i "cannoli" in abbondante olio fino a doratura, abbiate l’accortezza di avere l’olio a temperatura, appena tuffate i cannoli nell’olio il tempo di fargli formare le bolle e abbassate il fuoco, perché rischiereste che si brucino. Scolate l'olio in eccesso, appoggiate i cannoli su carta assorbente e una volta tiepidi (attenzione perché i cannoli di acciaio sono ustionanti) rimuovete i tubi e lasciate che i gusci si raffreddino.
Si conservano perfettamente anche un mese in una scatola di latta o contenitore a chiusura ermetica, mettendo sul fondo un foglio di carta da cucina.

Per la farcia

1 kg ricotta fresca di pecora
500 g di zucchero
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia

Per decorare
Pistacchi tritati
Gocce di cioccolato
Scorza d'arancia candita
Zucchero a velo

Mescolate la ricotta (che avrete messo a scolare in un colino in frigo tutta la notte) con una forchetta e lo zucchero e aggiungete l’estratto di vaniglia. Setacciate la crema ottenuta e mettete in un sac à poche fino all’uso.
Riempite ogni guscio con il ripieno di ricotta e decorate con scorza d'arancia, farina di pistacchio o gocce di cioccolato e cospargete con zucchero a velo e servite.

Riempire conchiglie cannoli appena qualche minuto prima di servire, perché se lo fate prima la “scorza” diventerà morbida perdendo la croccantezza che è invece la sua caratteristica più apprezzata.


English version
 
Today it’s the Sicilian Cannolo National day for the Italianfood calendar, cannoli are not difficult to make just use very good ingredients …and they will be even easier to be eaten!!

SICILIAN CANNOLI

for the shells:

500 g (18oz) all purpose flour
40 g (1 1/2 oz) lard
50 g (1/4 cup) sugar
1 egg yolk
3 Tbsp red vinegar
100 ml ( 1/3 cup) coffee


peanuts oil for frying

Mix all the ingredients( let coffee at the end) to obtain a smooth dough.
Let it rest (2 hours) wrapped in cling paper. Roll the dough in a thin sheet and using a pastry cutter, make rounds and roll again to obtain an oval thin shape..
Wrap (not strong, because during frying they could open)around the special "cannoli" tubes and fry in plenty of oil till golden brown. Drain excess oil and remove the tubes and let the shells to cool.

For filling:

1 kg (36 oz) fresh ricotta cheese (sheep ricotta is the best)
500 g (2 1/2 cup) sugar
1/2 tsp vanilla extarct

to decorate:
ground pistachios
cholocate chips
candied orange zest
icing sugar

Mix Ricotta cheese (well drained) and sugar and add vanilla extract.  Cover and put in the fridge overnight. Sieve the cream and put in in a pastry bag.
Fill each shell with the ricotta filling and decorate with candied orange zest, pistachio flour or chocolate chips and sprinkle with icing sugar and serve.

Fill cannoli shells just few minutes before serving!


Storia del cannolo Siciliano

Il riferimento del nome è legato alle canne di fiume cui veniva arrotolata fino a pochi decenni fa la cialda durante la sua preparazione; quel che è certo è che il dolce fu inventato secondo una ipotesi in tempi remoti per festeggiare il carnevale. La prima descrizione risale al duca Alberto Denti di Pirajno che nel suo libro "Siciliani a tavola" scrive: "Tubus farinarius dulcissimo edulio ex lacte fartus". Secondo Pirajno la definizione è attribuibile a Cicerone (questore di Lilybeo, l'odierna Marsala, fra il 76 e il 75 a.C.). Nel Dizionario di Michele del Bono: Dizionario Siciliano-Italiano-Latino, Palermo 1751 si legge testualmente: «Cannola: capelli arricciati. ricci. cincinni [per pasta dilicatissima lavorata a foggia di cannello, pieni di bianco mangiare. Tubus farinarius dulcissimo edulio ex lacte fartus]», si nota chiaramente come il lemma in siciliano corrisponde alla definizione in lingua italiana e quindi in lingua latina.

Inoltre Pino Correnti, nel suo Libro d'oro della cucina e dei vini della Sicilia riportando la frase latina sopracitata dal De Bono, suggerirebbe solamente il fatto che la definizione è stata diffusa per secoli in una descrizione del cannolo in lingua latina. Egli sostiene, inoltre, che il cannolo sarebbe stato inventato dalle abili mani delle suore di clausura di un convento nei pressi di Caltanissetta, partendo da un'antica ricetta romana poi elaborata dagli arabi. Secondo una diffusa tradizione esso deve il proprio nome ad uno scherzo carnevalesco che consisteva nel far fuoriuscire dal cannolo la crema di ricotta al posto dell'acqua, cannolo è un termine dilettale che indica una sorta di rubinetto. Il dolce sebbene sia nato a Caltanissetta, deve comunque gran parte della sua notorietà e diffusione planetaria ai pasticceri di Palermo, che hanno contribuito a stabilizzarne la ricetta, così come la conosciamo oggi, unitamente ai pasticceri di Messina, che ne hanno anche inventato la variante con crema scura di ricotta e cioccolato.

Origini saracene

Si narra che furono per prime le donne dell'Harem del Castello delle donne del signore dell'allora Qalc'at al-Nissa (Caltanissetta) le inventrici della ricetta. In questo luogo, secondo la tradizione tramandata fino a noi, gli emiri saraceni tenevano i propri harem e fu qui che le donne dell'harem lo crearono per prime, forse come omaggio vagamente fallico ai propri uomini. Queste donne pare si fossero ispirate ad un dolce di origine romana, di cui già parlava Cicerone,[senza fonte] che lo descrive come consistente in un tubo farinaceo ripieno di un dolcissimo cibo a base di latte.

Le donne di questo harem, durante le lunghe assenze dei propri consorti, per ingannare l'attesa, si dedicavano alla preparazione di cibi e dolci elaborati; queste, sempre secondo la tradizione tramandata, avrebbero dunque modificato un dolce arabo già esistente, fatto di ricotta, mandorle e miele, rielaborandolo con la ricetta romana citata da Cicerone e dando così vita ad una specialità che sarebbe poi divenuta universalmente nota. Successivamente con la fine del dominio arabo in Sicilia gli harem scomparvero e non è da escludere che qualcuna delle favorite, convertita alla fede cristiana, si sia ritirata nei monasteri, portando con sé le ricette che avevano elaborato per le corti degli emiri.Quindi secondo la tradizione fu proprio quella del cannolo siciliano una delle ricette tramandate dalle donne musulmane alle consorelle cristiane, che lo iniziarono a produrre inizialmente durante il periodo carnevalesco, per poi diventare di uso e produzione durante tutto l'anno.

Preparazione

Si compone di una cialda di pasta fritta (detta scòrza e lunga da 15 a 20 cm con un diametro di 4–5 cm) ed un ripieno a base di ricotta di pecora. Per la scorza, si formano piccoli dischi di pasta (fatta di farina di grano tenero, vino, zucchero e strutto) che vengono arrotolati su piccoli tubi di metallo e poi fritti, tradizionalmente nello strutto, oggi anche in grassi meno costosi. Secondo ricercatori la farina in origine usata era la farina di grano tenero per dolci “maiorca” ampiamente diffusa in Sicilia fino agli anni 50. Prima delle moderne leggi in materia d'igiene, la pasta veniva arrotolata su piccoli cilindri ottenuti ritagliando normali canne di fiume, che diedero così il nome al dolce. Il ripieno tradizionale consiste di ricotta di pecora setacciata e zuccherata. Al ripieno vengono poi aggiunti canditi o gocce di cioccolata, ed infine il dolce viene spolverato di zucchero a velo.

Nella Sicilia orientale e in particolare nel ragusano, per tradizione, è usata la ricotta vaccina (spesso di mucca Modicana), dal sapore più delicato rispetto alla classica ricotta di pecora. I cannoli vanno riempiti al momento di mangiarli; questo perché, con il passar del tempo, l'umidità della ricotta viene assorbita dalla cialda facendole perdere la sua croccantezza. Per evitare questo inconveniente, alcuni pasticcieri rivestono la superficie interna del cannolo con cioccolato fuso: in questo modo, l'involucro non si impregna rimanendo croccante per più tempo.