lunedì 17 settembre 2018

MAINE SHRIMP CHOWDER ...MY WAY- Zuppa di gamberetti ispirata dal Maine



Dalle foto sembra chiaro che qua siamo ancora in Estate, quella di Settembre piacevole, tranquilla, ma che già accorcia le sue giornate, con le scuole aperte, e il sentore di un Autunno ancora un po' lontano, anche se dall'Etna iniziano ad arrivare i primi profumatissimi funghi Porcini.
Eppure la ricetta che segue mi è stata ispirata comprando dei bei gamberetti freschi, pensando al Maine e ai magnifici colori Autunnali che già staranno iniziando a colorare gli alberi, i boschi, i parchi e le campagne del New England, terra in cui la clam chowder è più famosa, ma in questa parte del Nord America esiste anche un'ottima e meno famosa "Shrimp Chowder", io l'ho leggermente. Modificata perchè non avevo un bel porro in casa  e anche perchè ho aggiunto 1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva, e non mi pento assolutamente di questi minimi cambiamenti.
Oltre ad essere facilissima a mio avviso risolve un pranzo come piatto unico, ma è anche un'idea da tenere in considerazione se ad una cena di pesce non si vuol proporre un primo a base di pasta o risotto. E per di più è anche senza glutine!!!



MAINE SHRIMP CHOWDER (my way)
per 4 porzioni

1 kg di gamberi freschi (con il carapace*)
2 lt d acqua
100 g di pancetta a strisce leggermente affumicata
60 g di scalogno finemente affettato (my way, in realtà ci vorrebbe un porro)
700 g di patate
60 g di burro
200 ml di panna fresca
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva (my way, non lo usano!)
sale e pepe nero macinato al momento
prezzemolo tritato per servire


Sbucciate i gamberi (* di solito lo faccio fare al pescivendolo, a cui chiedo di conservarmi i carapaci), metteteli in una ciotola, coprite e mettete in frigo a raffreddare bene.
In una pentola mettete i carapaci dei gamberi e cuoceteli nell'acqua facendo sobbollire per 10 minuti.
Filtrate questo "brodo" e mettete da parte.
In una padella versate la pancetta e fatela rosolare per un minuto circa, aggiungete lo scalogno con il cucchiaio di olio extra vergine di oliva e quando inizia a diventare morbido, circa 5 minuti, aggiungete le patate, mescolate e fate cuocere 7-8 minuti. Aggiungete metà del brodo di carapaci, mescolate nuovamente e coprite con un coperchio facendo cuocere per 10-15 minuti, fino a quando le patate non saranno tenere, spegnete il fuoco. Prelevate 1/3 delle patate stando attenti a non prendere anche la pancetta e frullatele con un frullatore ad immersione e versate nuovamente nella zuppa, coprite e mettete da parte.
In un tegame abbastanza capiente sciogliete il burro a fuoco medio, alzate il fuoco e aggiungete i gamberi belli freddi, versate la panna , mescolate e portate a bollore, lasciate bollire circa 30-40 secondi. A questo punto versate i gamberi con il loro mix nella zuppa di patate e pancetta e mescolate bene. Assaggiate di sale e macinate un bel po' di pepe nero. Coprite con un coperchio e lasciate riposare 10 minuti.
Servite in ciotole da zuppa con qualche foglia di prezzemolo.

Note:
questa zuppa può anche essere congelata, basterà scongelarla e scaldarla. Mescolate bene e servite.


Enjoyyyyyy!



venerdì 14 settembre 2018

VICTORIA- BRITISH COLUMBIA



Un viaggio di tre anni fa, ma difficile da dimenticare, soprattutto quando da Tofino siamo giunti nella magnifica e così "royal" Victoria, capitale della British Columbia!
La città che prende appunto nome dalla grande regina Victoria, ricordata in tutta downtown sia nelle costruzioni di alcuni palazzi, compreso il Parlamento che dai ricchi e favolosi tè del pomeriggio!
Il tempo in quei primi giorni di Settembre non è stato al massimo, spesso la pioggerellina l'ha fatta da padrone, ma complici i miei rainboots e un paio di comodi ombrelli fornitici dall'Hotel non ci siamo scoraggiati.



Il pomeriggio appena arrivati siamo andati di corsa fuori città a visitare i giardini tra i più belli mai visti, i Butchart Gardens e la pioggia ci ha dato tregua, è stata una passeggiata rilassante e piacevolissima, tra migliaia e migliaia di coloratissimi fiori, un luogo creato da un'appassionata Jennie Butchart più di 100 anni fa che è passato di generazione in generazione diventando ad oggi un "National Historic Site of Canada"!


I ristorantini sono in continuo fermento, molti utilizzano solo ed esclusivamente prodotti locali e come altrove abbiamo mangiato sempre bene, che fosse per uno spuntino o una cena, come il "10 Acres Farm", dove i prodotti utilizzati sono prodotti dalla loro fattoria e anche molto vicino al nostro ottimo Hotel il "Magnolia Hotel" vicinissimo al Parlamento della città che è nel centro storico dove poter visitare e girare tranquillamente a piedi, tanto che la mattina seguente abbiamo consegnato la macchina che ci aveva accompagnato per tutto il viaggio dalla partenza a Calgary. Nello stesso pomeriggio abbiamo visitato la Chinatown di Victoria carina e ricca di birrerie e bistrot.
Il giorno lo abbiamo dedicato al centro della città con il Parlamento bellissimo con visita guidata,che è anche un museo della città e dello Stato  e del centro storico nelle strade  piene di carinissimi negozi e boutique e dove è facilissimo infierire con lo shopping senza alcun ritegno per le carte di credito.


Visita assolutamente da fare perchè oltre che essere un sito storico è proprio bello da vedere è il Fairmont Empress Hotel, ormai avrete capito che i Fairmont in Canada durante questo viaggio me li sono visitati tutti perchè sono qualcosa di spettacolare ovunque vi troviate, anche se non ci alloggiate, ma hanno negozi, cafè, ristoranti che meritano, (e non mi vergogno a dire che un buon tè ce lo siamo bevuti anche in quello di Shanghai in Cina). La cosa migliore in assoluto da non perdere in questo Hotel oltre a girarlo e visitarlo è appunto il tè che potrete fare dalla mattina fino alle 18, e considerate di saltarci un pasto perchè non avete idea di cosa vi servono oltre al tè, noi non avendo calcolato bene i tempi ce lo siamo persi e non potete capire quanto io ci sia rimasta male, ma e qui il MA dà grandi speranze, abbiamo rimediato alla grandissima al Fairmont di Vancouver che vi racconterò alla prossima puntata.



Altra zona  da visitare a Victoria è dove si trovano le case galleggianti al Victoria Harbour, coloratissime, vivaci, allegre e avendo anche avuto la fortuna che finalmente il sole ha deciso di uscire vi assicuro che è davvero una passeggiata piacevole, tanto che viene voglia di sognare di comprare una di queste case e farci un B&B.




Altro posto da vedere è sicuramente il Beacon Hill Park, sul mare, con i totem altissimi della First Nation.





Unica pecca forse da parte nostra è stato passarci solo tre notti in una città così bella, però ad essere onesta benché si trovi dall'altra parte del mondo sento che ci tornerò perchè a noi quel lato del mondo è piaciuto davvero tanto e ci è restato nel cuore.




TRAVELS NOTES:

-HOTEL MAGNOLIA: eccellente il servizio, favolose le camere, con parcheggio se siete in auto.

-FAIRMONT EMPRESS HOTEL: DA NON PERDERE, soprattutto il tè nell'antica sala con servizio indimenticabile

-BUTCHART GARDENS: meritano assolutamente una visita, e non preoccupatevi se piove, forniscono ombrelli trasparenti comodi, parcheggi infiniti, bar, cafè, negozi e ristoranti ottimi, e per tutto lanno, TUTTO l'anno ripeto troverete fiori colorati.

-10 ACRES RESTAURANTS:a km zero, consigliato perchè oltre alla qualità dei prodotti anche il risultato in cucina è stato al TOP.

-HOUSE OF PARLIAMENT: molto interessante, che offre un quadro completo della storia di tutto il British Columbia come stato del Commonwealth (foto dell'attuale sovrana, Elisabetta si sprecano).

-FLOAT HOMES: una delle passeggiate più rilassate e piacevoli in città, CONSIGLIATISSIMA

-HISTORIC DOWNTON:bellissima

-BEACON HILL PARK: consigliatissimo

mercoledì 12 settembre 2018

TRECCIA DI BRIOCHE con CONFETTURA DI MIRTILLI



Spesso mi capita in Estate di fare le brioche col tuppo da accompagnare con la granita Siciliana  e mi capita anche di fare vedere ad amici come si fa. Per poter fare questo ed accorciare un poco i tempi in modo da poter anche fargli assaggiare le brioche calde, di solito preparo un impasto prima in modo che lieviti così da fargli vedere la formatura delle brioche, e poi rifaccio l'impasto per fare vedere appunto come si eseguono i vari passaggi, in questo caso aggiungo  meno di lievito di birra, così che dopo aver fatto partire la lievitazione, metto chiuso in frigo a procedere con una lenta lievitazione. Di regola con questo secondo impasto rifaccio le brioche che congelo così da averle pronte da ripassare in forno all'occorrenza, ma ogni tanto capita che voglia provare qualche cosa di un po' diverso e così è nata questa "trecciona" con confettura di mirtilli ottima a colazione e servita a fette.


TRECCIA di BRIOCHE  e CONFETTURA di MIRTILLI

500 g farina Manitoba
3 grammi di lievito di birra disidratato
200 g latte intero a temperatura ambiente
120 g di zucchero
1 uovo L
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di aroma Panettone*
1 cucchiaino estratto di vaniglia
80 g di burro a temperatura ambiente
200 g di confettura di mirtilli

1 uovo e latte da spennellare sulla superficie prima di infornare e zucchero


Mescolate il latte con lo zucchero.
Mettete la farina nella ciotola della planetaria (io KitchenAid) e con il gancio a uncino cominciate a mescolare insieme al lievito di birra a bassa velocità . Aggiungete il mix di latte e zucchero e fate assorbire tutto il liquido alla farina. Ogni tanto spegnete la macchina e date una girata all’impasto (ribaltate) con l’aiuto di una spatola. Dopo circa  3-4 minuti aggiungete l’uovo e fatelo assorbire completamente all’impasto, aumentando la velocità a 4-6 , per circa 4 minuti. A questo punto aggiungete il pizzico di sale e sempre con il gancio in movimento aggiungete gli aromi. Fate lavorare la planetaria ad alta velocità fino a che non vedrete che l’impasto sarà tutto attaccato la gancio, avendo lasciato pulite le pareti della ciotola. Infine abbassate la velocità a 6 e cominciate ad aggiungere il burro a tocchetti. Fate andare la planetaria per circa 7-8 minuti , fino a quando vedrete l’impasto ben incordato, tutto aggrappato al gancio , e le pareti della ciotola saranno completamente lucide.
Prendete l’impasto, fatene una palla, mettete in una ciotola chiudete con coperchio o pellicola trasparente per alimenti e fate partire la lievitazione, dopo 30 minuti circa riponete nella parte bassa del frigo tutta la notte ( fino ad un massimo di 20-22 ore).
Tirate fuori l’impasto dal frigo e portate a temperatura ambiente, ci vorranno circa un’ora, un’ora e mezza, dipende dalla temperatura della vostra cucina.
L’impasto sarà pronto quando sarà raddoppiato.
Spolverate un po’ di farina su un piano di lavoro e rovesciate l’impasto, ungetevi leggermente le mani con un filo di burro e formate un rettangolo, dallo spessore di 1 cm circa. Dividete l’impasto in due strisce per il lungo, spalmate su ogni striscia la confettura, lasciando liberi un cm di impasto per poter chiudere bene ogni pezzo, chiudete bene ed intrecciate i due “cilindri” di impasto. Imburrate una teglia da plum cake e adagiatevi dentro la brioche farcita.


Fate lievitare nuovamente circa un’ora. Preriscaldate il forno a 180*C.
Mescolate il tuorlo con il latte e spennellate la superficie del dolce, cospargete di zucchero semolato ed infornate per 30-40 minuti, o comunque fino a quando la brioche non avrà
À preso un bel colore dorato.
Servite tiepido a fette a colazione o con un buon tè.

*Qui da noi a Catania si trova questo aroma nei negozi specializzati per la fornitura di bar e pasticcerie, ma mi rendo conto che non è facile da reperire altrove, molti si chiederanno se è proprio necessario, in realtà direi proprio di si, perché dà alle brioches proprio il profumo caratteristico delle stesse. Però si può anche fare qualcosa di simile in maniera più casalinga, prendendo due noci di burro, e facendole scaldare giusto un minuto (non di più) con le zete di un’arancia e quelle di un limone . Fate raffreddare (non tenetelo in frigo più di due tre giorni) e sostituite un cucchiaio di questo aroma homemade all’aroma di panettone.