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lunedì 2 aprile 2018

PASTA CON I MASCULINI AL FORNO


Aprile è il mese in cui si inizia la pesca delle piccole acciughe o alici, che in pratica nonostante il nome diverso sono la stessa cosa cambia solo l'aera geografica perchè il pesce di cui parliamo è "Engralis Encrasiolus". A volte, erroneamente, si pensa che la differenza stia nel fatto che le alici siano il pesce fresco o messo sott'olio, mentre le acciughe siano solo quelle conservate sotto sale. Ma non è così, perchè in pratica i due termini sono sinonimi.
Questo pesciolino ha un sapore dall'aroma intenso e gustoso ed è molto usato in cucina, anche perchè abbastanza economico. Qui a Catania vengono chiamati "masculini", e si pescano lungo tutta la costa del Golfo catanese, che passa anche ad un centinaio di metri da casa mia, il Porticciolo di San Giovanni Li Cuti, da dove salpano ancora piccole imbarcazioni a notte fonda per rientrare con le reti cariche di pesce alle prime luci dell'alba. 




Anche padron 'Ntoni ne "I Malavoglia" di Giovanni Verga, libro che ho amato tantissimo ne parlava dicendo, «sentono il grecale ventiquattr'ore prima di arrivare, (...) è sempre stato così, l'acciuga è un pesce che ha più giudizio del tonno».

Qui da noi c'è un primo piatto che a me piace moltissimo che si fa appunto in questo periodo fino all'Estate, ogni famiglia ha la sua ricetta, io faccio un mix con la ricetta di mia suocera e i consigli del mio pescivendolo e vi assicuro che il risultato, se amate il genere è favoloso.



PASTA CON I MASCULINI (Alici)

500 g di alici fresche, pulite e diliscate aperte a libro
500 g di penne lisce
2 acciughe dissalate          
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
5-6 cucchiai di olio extra vergine di oliva 
4-5 cipollette fresche
1 mazzo abbondante di finocchietto selvatico
Pepe
Sale
Pangrattato
1 spicchio d’aglio
Uvetta passa
300 g di formaggio Pepato fresco a fette
1 bicchiere di Marsala secco
Pinoli

Mettete l’uva passa n ammollo nel Marsala  e mettete da parte.
Lavate e mondate il finocchietto, eliminando i gambi centrali più grossi,; portate ad ebollizione abbondante acqua salata e sbollentate il finocchietto selvatico un paio di minuti. Prelevate il finocchietto, conservando l’acqua di cottura perché è dove cuocerete la pasta, e mettetelo in una ciotola.
In una padella larga soffriggete l’olio e le cipollette fresche tagliate finemente, con una bella macinata di pepe nero e fate sciogliere le due acciughe.  Dopo circa 5-6 minuti, versate le alici e lasciatele cuocere per circa 10 minuti, aggiungete l’estratto di pomodoro e mescolate. Non vi preoccupate se le alici si spezzetteranno, non è un problema.  Tagliuzzate grossolanamente il finocchietto selvatico sbollentato e aggiungetelo alle alici e mescolate, dopo un paio di minuti spegnete il fuoco.
Nel frattempo portate ad ebollizione l’acqua dove avete sbollentato il finocchietto e cuocete la pasta al dente!
In una padellina a parte tostate velocemente i pinoli, e metteteli da parte. Abbrustolite il pangrattato con lo spicchio d’aglio, che poi eliminerete.
Scolate e ripassate su carta assorbente l’uvetta passa.
Preriscaldate il forno a 180°C
Scolate la pasta e conditela con le alici e il finocchietto e aggiungete l’uvetta passa e i pinoli.
Ungete di olio extra vergine di oliva una teglia e ripassatela con il pangrattato aromatizzato all’aglio versate metà della pasta, fate uno strato di formaggio Pepato fresco e ricoprite con la pasta rimanente. Spolverate altro pangrattato ed infornate, avendo cura di coprire la superficie con della carta stagnola per non fare seccare troppo la pasta.
Cuocete circa 25-30 minuti e servite!

Enjoy!!!

lunedì 12 dicembre 2016

DARK CHRISTMAS PUDDING di Nigel Slater e CHRISTMAS RUM SAUCE di Delia Smith


                            Scroll down for English version

Eccomi qua, speravo di pubblicare più ricette in questi giorni, ma il tempo vola, il Natale si avvicina e io sono entrata nel “loop” di tempo da passare piacevolmente con gli amici per scambiarci gli auguri, di regali “homemade” da preparare, di menù da scegliere ed organizzare, e credetemi le ricette non mi mancano..ma le foto, beh quelle lasciano sempre un poco a desiderare, compatitemi per questo, ma non per la qualità delle ricette che vi propongo.
Erano anni che desideravo fare un tradizionale Pudding di Natale, all’inglese, tanto che avevo già da 3 anni anche lo stampo apposta, e finalmente quest’anno complice Roberta e la sua coinvolgente passione per il Natale, abbiamo messo su un gruppo di facebook ed esattamente il 20 Novembre, giorno in cui cadeva lo “Stir-up Sunday” nei paesi anglosassoni, abbiamo fatto i nostri Pudding tradizionali Inglesi.
Cos’è lo Stir-up Sunday?? È la domenica che precede la prima domenica d’avvento ed il giorno in cui per tradizione si prepara il Pudding e quando si uniscono tutti gli ingredienti, compresi quelli messi a macerare nell'alcol il giorno prima, si mescola tutti insieme esprimendo dei desideri. Quando poi il composto sarà versato nello stampo è tradizione inserire una monetina (che fa lavata bene, e poi chiusa in carta forno, io per esempio ho prima lavato e poi chiuso con ben due pezzetti di carta forno) così quando servite il vostro Pudding la persona che la troverà sarà fortunato!!
Io ho fatto due pudding diversi, questo che pubblico oggi e quello di Delia Smith, che però è ancora nel suo bellissimo stampo di ceramica originale Inglese da 0,900 ml e che servirò a Natale e di cui vi pubblicherò a breve la ricetta.
Questo di Slater l’ho servito qualche giorno fa per il primo tè di Natale che ho organizzato dopo l’Immacolata e devo dire che il sapore è buonissimo, si sente il Brandy, ma non dà fastidio, perché sono tutti sapori che sono maturati bene insieme e l’aggiunta della salsa al Rum ha completato l’opera. A fine anno vi dirò quale tra questo e quello di Delia mi è piaciuto di più
Ultima nota fondamentale secondo me, è che grazie ad una favolosa spedizione da parte di Roberta ho potuto utilizzare il Suet, ora immagino che vi farà impressione, quando vi dirò di cosa si tratta, è graso di rognone, ma davvero vi do la mia parola d’onore che non solo non se ne ha traccia nel sapore finale, ma credo sia la causa meravigliosa del risultato finale. Perché il Pudding che ne è venuto fuori ancora oggi a distanza di quattro giorni risulta ancora morbido e umido come ritengo debba essere un vero Pudding.
Anzi ne ho appena fatto ordine ad un’amica che sta tornando da Londra, per il prossimo anno, visto che fortunatamente ha una scadenza abbastanza lunga!
Considerando che il mio primo Pudding di Natale è stato aperto esattamente dopo 19 giorni da quando l’ho cotto…direi che se siete temerari potreste farlo oggi stesso, e se non avete uno stampo, va bene una ciotola di ceramica, o pyrex con dei bordi esterni per fermare lo spago da cucina.
E ora ecco a voi la ricetta!


DARK CHRISTMAS PUDDING- Nigel Slater

175 g di uva passa
175 g di uvetta di Corinto
125 g di scorze di limone candito
110 g di fichi secchi
110 g ciliegie candite rosse (Nigel consiglia nere, ma non le ho trovate)
150 ml di Brandy
1 carota grattugiata grossolanamente
Succo e scorza grattugiata di un’arancia
3 uova grandi, sbattute leggermente
125 g di Suet grattugiato
3 cucchiai di Black Treacle (melassa)
175 g di zucchero scuro Muscovado
125 g di pangrattato fresco (io ho usato quello classico)
110 g di farina auto lievitante
1 cucchiaino di spezie miste (io ho messo noce moscata, chiodi di garofano, cannella e all-spice)
1 stampo da pudding di 1,8 litri (io ho uno stampo antiaderente con coperchio, in caso aveste quello senza coperchio vi servirà carta forno, carta stagnola e spago da cucina).

Il giorno prima di cuocere il vostro pudding, mettete l’uva passa, l’uvetta di Corinto, le scorze di limone candito tritate grossolanamente in una ciotola con coperchio (tipo Tupperware). Sminuzzate i fichi e tagliate a metà le ciliegie e versatele nella ciotola. Versate il Brandy, chiudete il contenitore e lasciate assorbire tutta la notte. Ricordate solo di mescolare ogni tanto.
Il giorno successivo. Imburrate leggermente lo stampo da pudding, e mettete sul fuoco una pentola capiente riempita fino a metà di acqua e portate a bollore. Mescolate in una ciotola capiente le carote, il succo e la scorza di arancia, le uova e il suet. Aggiungete la melassa, lo zucchero, il pangrattato, la farina e le spezie, mescolate e versate tutto nella ciotola con l’uvetta e il brandy. Mescolate bene e riempite lo stampo da pudding. QUESTO È IL MOMENTO IN CUI DOVRETE INSERIRE LA MONETINA NELL’IMPASTO STESSO*!!


Chiudete con il coperchio bene, oppure coprite lo stampo con carta forno e sigillate bene i bordi con dello spago. Coprite anche con carta stagnola e stringete i bordi con altro spago da cucina, fate una maniglia, così che dopo la cottura possiate tirarlo fuori senza rischiare di bruciarvi.
Mettete lo stampo ben sigillato dentro la pentola capiente con l’acqua bollente. Abbassate il fuoco, chiudete con un coperchio la pentola e lasciate che si formi il vapore e che il Pudding cuocia, per tre ore e mezza, a fuoco bassissimo, deve sobbollire molto piano.


L’acqua deve stare a 2/3 rispetto allo stampo, quindi se durante la cottura il livello dell’acqua dovesse diminuire aggiungetene un poco.
Una volta cotto, levate lo stampo dal tegame, apritelo (*questo è il momento in cui vi foste dimenticati di inserire la monetina porta fortuna nel pudding, potete ancora farlo, perché risulta ancore umido e morbidissimo), e fate raffreddare o almeno intiepidire.


Richiudete con il coperchio, o sempre con carta forno e stagnola sigillando con lo spago da cucina e conservatelo al fresco e al buio, fino a massimo tre mesi.
Il giorno di Natale o quando desidererete servirlo rimettetelo nella pentola con acqua bollente fino a 2/3 rispetto alla stampo e fate cuocere a fuoco bassissimo per 3 ore.
Sformatelo e servitelo con la salsa al Rum, o con una salsa a vostro gusto, o panna montata, o crema chantilly.



CREMA AL RUM (di Delia Smith)

3 cucchiai di rum scuro  (io 5!!)
75 g di burro
60 g di farina 00
570 ml latte intero (io 500ml)
50 g di zucchero semolato (io zucchero di canna Demerara)
1 cucchiaio di panna liquida fresca (io 4 cucchiai)
In un pentolino dal fondo spesso mettete 60 grammi di burro con la farina, sul fuoco e mescolate, aggiungete il latte e con una frusta mescolate a fuoco medio.
Appena inizia a sobbollire e si comincia ad addensare, abbassate il fuoco al minimo, e mescolate con lo zucchero e fate cuocere la salsa per altri 10 minuti, sempre mescolando. Dopo di che aggiungete il Rum, i 15 grammi di burro rimasti 3 i cucchiai di panna liquida fresca. Mescolate e fate amalgamare bene tutto. Versate in una salsiera e coprite con pellicola trasparente per alimenti e mantenete caldo fino al momento di servirlo sul vostro divino Pudding di Natale.

INDOVINATE CHI HA TROVATO LA MONETINA??? IO...e non me lo ricordavo nemmeno più di averla messa.



English version

This is the first Christmas Pudding I made and the first one I ate…. And it was a great, amazing, terrific delicious surprise. The secondo ne is still in a fresh dark room waiting for Cristmas day and it is by Delia Smith…at the end of the year I am going to tell you which is my favourite.

DARK CHRISTMAS PUDDING- Nigel Slater

175g (6oz) sultanas
175g (6oz) raisins
125g (4.5oz) chopped candied peel
110g (4oz) soft dried figs
110g (4oz) dark glace cherries (ciliegie candite rosse)
150ml brandy (175 ml)
1 carrot, coarsely grated
juice and zest of 1 orange
3 large eggs, lightly beaten
125g (4.5oz) shredded suet
3 tablespoons black treacle
175g (6oz) dark muscavado sugar
125g (4.5oz) fresh breadcrumbs
110g (4oz) self-raising flour
scant teaspoon mixed spice

+ a 3 pint (1.75 litre) pudding basin – if you have the plastic one  with it’s own lid, it's ok,  otherwise you need the muslin/string/baking parchment combo

Put the sultanas, raisins, peel in a large mixing bowl. Roughly chop the figs and halve the cherries then add to the bowl. Pour over the brandy and leave to soak overnight. Stir it from time to time.

The next day, lightly butter the pudding basin and put a large pan half-filled with water on to boil. Mix the carrot, orange juice and zest, eggs and suet. Stir in the treacle, sugar, breadcrumbs, flour and spice. Fold in the soaked fruit and pour the whole mixture into a buttered basin. Put the lid onto the basin. Lower it into the boiling water, cover and leave to steam on a fast simmer for three and a half hours, topping up the water with boiling water from the kettle when it gets low.
You can keep the pudding for three months in a cool, dark place, once it’s cooked. Reheat it for 3 hours in the same way as it was cooked.

Serve warm with the Rum sauce.

CHRISTMAS RUM SAUCE (by DeliaSmith)

3 (or more) tablespoons dark rum (5TBSP)
3 oz (75 g) butter
2½ oz (60 g) plain flour
1 pint (570 ml) breakfast milk
2 oz (50 g) caster sugar
1 tablespoon double cream
Place 2½ oz (60 g) of the butter in a saucepan with 2½ oz (60 g) flour, pour in the milk, then, using a balloon whisk, whisk everything vigorously together over a medium heat.

As soon as it comes to simmering point and has thickened, turn the heat right down to its lowest setting, stir in the sugar and let the sauce cook for 10 minutes. After that add the rum, the remaining ½ oz (15 g) butter and 1 tablespoon cream.

Pour the hot sauce into a jug, then cover the surface with clingfilm and keep warm until required.


mercoledì 30 novembre 2016

BUCCELLATO- I DOLCI di NATALE SICILIANI

                         

Ci siamo, domani è il primo Dicembre, domenica scorsa è stata la prima domenica di Avvento, io come ogni anno già il giorno dopo il Thanksgiving trasporto su in casa alberi di Natale, scatoloni e presepi dal garage, in modo che l'8 Dicembre possa semplicemente accendere le lucine e godermi l'inizio delle feste. Si tratta di un mezzo trasloco ogni volta, ci metto circa 2-3 giorni a sistemare tutto, e poi ..beh e poi posso finalmente iniziare la mia produzione di dolci e dolcetti, tortellini e menu da organizzare!
E così visto che i Gingerbread sono già a "frollare" da due giorni in un bel contenitore, oggi me ne vado alla pescheria dal mio pusher a fornirmi degli ingredienti che mi servono per fare i buccellati di Natale. Mi piace creare sempre nuove tradizioni da aggiungere a quelle che seguo già e questo dolce di Natale tipico Siciliano, regala dei profumi "antichi" che mi piace invadano la mia casa. Dolci di antiche origine, devono il loro nome ad pani dolci di Natale, di varie forme, grandi e piccole, anche se la mia preferita è quella a forma di ciambella. Il nome deriva dal termine tardo latino buccellatum, cioè bocconi, per la morbidezza che denotano questo dolce ricco di frutta secca. 
Li ho fatti per la prima volta un anno fa, mio padre li ha graditi... speravo li potesse assaggiare anche mia madre, perchè sono certa le sarebbero piaciuti tanto, ma non ci siamo arrivate.. e allora diciamo che quando impasterò la frolla e preparerò il ripieno per quelli di quest'anno sono certa che almeno ne sentirà il profumo.
Bene cari amici che i preparativi abbiano inizio...i miei due alberi sono pronti, i miei due presepi anche.... restano da appendere le ghirlande alla porta d'ingresso e cominciare a regalare alla mia casa il profumo di Natale.


BUCCELLATI di Natale

200 g di mandorle tostate
650 g fichi secchi
200 g noci sgusciate
150 g uvetta sultanina
125 ml di Marsala secco
30 g di pistacchi di Bronte tritati
150 g di miele
50 g scorze di arance candite
1 cucchiaino di cannella
1/4 cucchiaino di chiodi di garofano
150 g di zuccata (zucca candita, verde)
200 g di mandorle tostate*

Mettete i fichi in ammollo in acqua tiepida (10 minuti perchè quelli che ho usato io sono morbidissimi) e poi li mettete su un panno ad asciugare.
In un tegame versate il miele e il Marsala e l'uvetta (che così nel frattempo si ammolla).
Tagliate, intanto i fichi, la zuccata, le scorze di arancia finemente; tritate le noci e le mandorle già tostate. Accendete il fuoco e fate sciogliere il miele nel Marsala; spegnete e mescolate tutti gli ingredienti aggiungendo le spezie e i pistacchi di Bronte. Fate raffreddare, e chiudete in un contenitore e fate riposare tutta la notte, ma vanno bene anche uno o due giorni.

*Mandorle tostate : mettete le mandorle spellate in una teglia e infornate con forno a 200°C per 7-8 minuti 

Per la frolla:

1 kg di farina 00
300 g di zucchero
300 g di strutto a temperatura ambiente
3 uova
100 ml di latte
Un cucchiaio di miele
10 g di ammoniaca per dolci
Semi di vaniglia
Un pizzico di sale

In una ciotola mescolate la farina con lo strutto e il pizzico di sale, aggiungete lo zucchero e le uova, il miele ed il latte, i semini di vaniglia, mescolate bene e aggiungete l’ammoniaca per dolci.
Formate una palla e chiudete in pellicola trasparente e fate riposare almeno un’oretta in frigo.        

Fate i buccellati:
(circa 8 con queste misure e dosi) 

latte e uovo per spennellare
granella di pistacchio e scorze di arancia per decorare

Preriscaldate il forno a 180°C.
Stendete la frolla a strisce lunghe 30 cm e larghe 15-20 cm, mettete il ripieno di frutta secca, lasciando un bordo su entrambi i lati e arrotolate in modo da creare dei salsicciotti, unite le sue estremità in modo da formare delle ciambelle mettendo la parte di chiusura sotto, spostate su una teglia rivestita di carta forno, con l’apposito attrezzo “pizzicate” la superficie, o fate dei taglietti, spennellate con latte e tuorlo, aggiungete granella di pistacchi ed infornate.




La cottura dipende dalla grandezza in cui farete i vostri buccellati, di questa grandezza, in circa 20 minuti dovrebbero essere pronti, ma fate sempre fede al colore della superficie, un bel dorato che vi dice che la frolla è pronta.
Fate raffreddare su una gratella e decorate con le scorze di arancia.
Se volete renderlo lucido basta scaldare del miele e spennellarlo sopra prima di decorare con i canditi.
Conservate coperti da pellicola per alimenti, si mantengono benissimo fino a 3-4 settimane.

E che le preparazioni per Natale abbiano inizio!!



mercoledì 2 novembre 2016

FUNERAL PIE- (Raisin Pie)




                 Scroll down for English version

Il nome di questa pie non è uno scherzo, perché gli Amish la portano sempre ai buffet del dopo funerale. Ci si chiederà del perché sia usanza non farla mia mancare ad un evento simile e ve lo spiego subito: gli Amish seguono le stagioni e utilizzano quelli che sono i frutti che i loro raccolti offrono, quindi in Estate ai funerali non mancheranno torte di pesche e mirtilli, così come in Autunno non mancheranno quelle di zucca, o in Inverno di pere e mele e così via, ma l’uva passa si conserva tutto l’anno e quindi la si può fare sempre in realtà.
Ma non fatevi spaventare dal nome perché in realtà è anche conosciuta come “Raisin pie” ovviamente, e adesso non storcete il naso, se avete superato la ritrosia causatavi dal nome, a leggere che ci va l’uvetta perché non l’amate nel panettone…. Vi posso assicurare che se già non la conoscete (e molti di voi come me l’hanno conosciuta grazie ad Alessandra) va provata perché risulta una magnifica e piacevolissima sorpresa!!
Ricordo ancora la prima volta che ho sentito parlare di questo dolce. e fu in uno dei post di Alessandra più esilaranti della storia, per questo sono felice che abbia ripreso in mano le redini del suo blog, perchè so che pubblicherà nuovamente il racconto di quel giorno in cui portò questo dolce in ufficio!!
Siamo così appassionati di cucina, vogliamo scoprire, assaggiare, spesso sorprendere e stupirci,  ed ecco qui una cosa semplice a dimostrarlo. E  come scrisse, appunto, Alessandra quando ci regalò questa ricetta stupenda, posso assicurare che: "una torta così è da… far resuscitare i morti!!!".
Buon 2 Novembre a tutti!


NOTA: fatela uno o due giorni prima così i sapori e i profumi “matureranno” alla perfezione!



Stampo con fondo amovibile da 26-28 cm di diametro

- burro e farina per lo stampo

pasta frolla 3-2-1

300 gr farina 00
200 gr burro freddo di frigo a cubetti
100 gr zucchero semolato
1 uovo
Buccia grattugiata di 1 limone

Mescolate velocemente il burro con lo zucchero, poi aggiungete la farina, la buccia grattugiata di limone e a seguire l’uovo.  Formate una palla, chiudetela in pellicola trasparente per alimenti e mettete a riposare in frigo per una mezz’oretta, o in freezer anche due settimane.

Ripieno

350 g di uvetta non reidratata
½ litro di acqua
100 g di zucchero di canna
100 g di zucchero semolato
3 cucchiai scarsi di maizena (ma va bene anche la fecola di patate)
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaino e mezzo di cannella
1 cucchiaino di allspice* (se non l’avete, potete usare un misto delle spezie che vi piacciono: zenzero, noce moscata, macis, un chiodo di garofano)
50 g di burro
un pizzico di sale

*allspice è una spezia che si riesce a trovare ormai nei posti più forniti, si trova in polvere, ma anche in grani essendo una specie di pepe molto profumata.


Procedimento

Imburrate ed infarinate lo stampo e rivestitelo con tre quarti della pasta frolla. Mettete in frigo per un'oretta circa.
Nel frattempo, preparate il ripieno.
In una casseruola della capacità di almeno un litro e mezzo mettete l'uvetta e 2/3 di acqua e fate scaldare a fiamma media per 5 minuti.
In una terrina, unite i due tipi di zucchero, l'amido, all spice ed il sale, aggiungete l'acqua rimanente a freddo e mescolate velocemente, fino ad amalgamare tutti gli ingredienti.
Versate questo composto nella casseruola dove c'è l'uvetta e mescolate continuamente, portando a bollore. A fiamma media. Appena bolle, aggiungete l'aceto e il burro e mantenete sul fuoco fino a quando il burro si è completamente sciolto.  Fate raffreddare il composto e versatelo nel guscio di frolla, quando è arrivato a temperatura ambiente, rimettete tutto in frigo. Nel frattempo stendete la frolla restante in un disco, Prendete la torta dal frigo, spennellate i bordi con tuorlo d’uovo e ricoprite con il disco di pasta frolla. Sigillate bene i bordi e rimettete in frigo.
Preriscaldate il forno a 180°.
Quando il forno è a temperatura, fate dei piccoli tagli obliqui in superficie alla pie, per permettere all'umido del ripieno di fuoriuscire in cottura e spennellate con il resto del tuorlo d'uovo allungato con un goccino di latte.
Infornate per circa 30-35 minuti, se vedete che la superficie si scurisce troppo coprite con un foglio di stagnola.
Lasciate raffreddare, e trasferitela su un piatto torta e coprite con una campana, giusto per proteggerla dalla polvere.
Una volta assaggiata…. Finirà in fretta!!!

English version

When I read for the first time the name of this pie I had to try it… and well it is so good and delicious that I don’t care about the name. The Funeral pie is a tipycal Amish pie, it is made with raisinds so you can make it all year round. In Summer you can make a peaches or blueberry pie, during Fall season you can bake a pumpkin pie…but a raisins pie avery time you want!
That’s propably the reason Amish bring it for the funeral dinner.
 Just an important note don’t make it and serve in the same day, make it and wait one or two days… you’ll enjoy ita t the best!!


FUNERAL PIE (Raisin Pie by Alessandra Gennaro)

For pie crust
11 oz all purpose flour
1 ¾ sticks of cold butter into cubes
½ cup caster sugar
1 egg
Grated rind of 1 lemon

plus butter and flour for pan.

Mix the butter with the sugar quickly, add the flour, lemon zest and egg. Form a ball and wrap with cling and store in the refrigerator for at least half an hour (but even overnight is good).

For filling

2 ½  cups raisins
2 cups water
2 oz butter
1/2 cup packed brown sugar
½ cup sugar
3 Tbsp cornstarch
1 ½ tsp ground cinnamon
1 tsp allspice
1 pinch of salt
1 Tbsp apple vinegar

Combine raisins and 2/3 of water in a saucepan. Cook 5 minutes. Blend brown sugar and sugar, cornstarch, cinnamon, allspice and salt together and mix with the left water. Add to hot raisins and cook and stir. Bring to a boil and add apple vinegar and butter and let melt everything.Remove from heat, and let cool.
Line ¾ of the dough on a baking pan with removable bottom and spread the raisin mix and store  in the refrigerator.
Make a disk with remaining dough and cover the cake with top crust. Brush with yolk egg and milk cut slits in the top crust and store in the fridge.
In the meantime preheat oven to 350°F
When oven is ready bake it for 30-35 minute or until golden brown.




venerdì 1 aprile 2016

PESCE LUNA AL FORNO (Pesce Castagna)




Se parlo di pesce al forno penso al pesce che posso trovare nella stagione “fredda”, perché qui in Sicilia un vero “must” è la grigliata di pesce, o i pesci marinati o le belle fritture di paranza. Attenzione non sto dicendo che qui pesci cotti nel forno di casa non siano usuali, tutt’altro perché in realtà chi vive in condominio non è che abbia la vita facile se desidera un pesce arrostito. Ecco che quindi il nostro elettrodomestico che sia a gas o elettrico è un grande alleato.
Amo molto il pesce, soprattutto se fresco come ho la fortuna di trovare qui, e adoro in maniera smisurata la pescheria di Catania, quella nella zona antica della città, quella nel centro storico a pochissimi passi dal Duomo. Ormai per chi mi legge è cosa nota che quel posto è uno dei miei preferiti e quando ho ospiti da fuori li devo portare obbligatoriamente lì, perché è così folcloristico, ricco di colori, voci, e banchi di pesce bellissimo. Andando lì uno già sa come cucinarlo e se non lo sa, basta chiedere al proprio pescivendolo,  perché hanno tutti una ricetta perfetta per la vostra spesa!!
Qui da noi le ricette di pesce non sono mai “complesse”, perché è così buono e fresco che non c’è bisogno altro che esaltare il suo sapore, non coprirlo, non nasconderlo!!
Una mattina di fine febbraio sono andata alla pescheria senza un’idea precisa di cosa cercare, ho lasciato che fosse il pescato del giorno a lasciarmi ispirare. Giunta al bancone del mio pescivendolo mi sono ritrovata questi pesci Luna ( pesce Mola) che non avevo mai notato prima e incuriosita ho chiesto al signor Franco com’era! La sua risposta è stata “ buonissimo se fatto al forno!”, mi sono fidata e ho fatto bene.NOTA: mi dicono nei commenti che in realtà questo è un pesce castagna, ma che nel Catanese chiamano Luna, perciò per me resta in gerco locale Pesce luna, ma per il resto del mondo è un pese Castagna (brama).
Il pesce luna  ( in Sicilia), ma Castagna (brama) da noi si trova numeroso nelle acqua dello Stretto di Messina, molti lo snobbano perché non trovano sia così buono, invece devo riconoscere che seguendo le dritte del mio pescivendolo è stata una rivelazione. Non si trova tutto l’anno, o meglio, dal mio pescivendolo lo si trova tra febbraio e marzo.

Mia suocera mi ha detto che lei lo fa al cartoccio, sempre al forno quindi, perciò credo che per la Giornata Nazionale  del pesce al forno del Calendario del ciboItaliano di AIFB è più che indicato, nozioni sul pesce al forno le trovate sul sito AIFB grazie ad Enrica Gouthier che proprio oggi è l’ambasciatrice.
Una cosa importantissima è che non va cotto troppo perché diventerebbe secco e stopposo perdendo la sua bontà!!
Alcune informazioni sul pesce Luna(Mola) dicono che vive in mare aperto, e predilige le acque costiere tropicali, temperate o fredde. Nell’emisfero australe è diffuso intorno al Sudafrica e all’Australia. E’ molto comune anche nel Mediterraneo e nelle acque italiane, soprattutto nella zona dello stretto di Messina, come vi ho scritto più su.
Si tratta di un pesce che ha una vita molto lunga: può vivere oltre 100 anni, arco di tempo durante il quale una femmina arriva a deporre anche 300 milioni di uova, da cui nascono i piccoli di pesce luna, non più lunghi di 2-3 mm. Del loro processo riproduttivo vero e proprio si sa poco.
Quando non nuota in profondità, il pesce luna ama galleggiare sull’acqua (soprattutto nelle giornate soleggiate, abitudine che gli è valsa il nome inglese di Sunfish) questo gli consente anche di liberarsi dei parassiti che abitano nella sua pelle, che vengono infatti mangiati dagli uccelli. Alle volte questo pesce compie anche dei piccoli salti fuori dall’acqua.
La sua alimentazione consiste principalmente di plancton, pesci di piccole dimensioni e meduse.



PESCE LUNA AL FORNO

1 pesce luna da circa 1 kg
Pangrattato
Olio extra vergine d’oliva
Uvetta passa
Capperi
Sale
Pepe

Preriscaldate il forno a 170°C
Pulite ed eviscerate bene il pesce (se non lo avete fatto fare dal pescivendolo) e sciacquatelo sotto acqua corrente.
Sfilettate il pesce  (Conservate teste e lische per un buon fumetto -mettetele in un contenitore e congelate), ungetelo con l’olio e passatelo nel pangrattato. Poggiatelo su una pirofila e aggiungete l’uvetta, i capperi, il sale e il pepe. Infornate per 15 massimo 20 minuti e servite subito


venerdì 15 marzo 2013

PESCE SPATOLA, con farina di riso Venere, UVETTA E GELATINA"BALSAMICA" -Spatula fish with raisins and Balsamic jelly


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Era da tempo che desideravo preparare del pesce spatola , che qui da noi arriva freschissimo ogni giorno. Una carne leggera, morbida, che si cuoce in pochissimi minuti.
Poi mi sono arrivati  i prodotti dell’Azienda Agricola Mariangela Prunotto e guardando quel vasetto di gelatina “Balsamica” a base di aceto balsamico di Modena e il pensiero è caduto proprio sul pesce spatola…trovare poi la farina di riso Venere , pensare che sarebbe stato perfetto per una ricetta gluten free da dedicare ad Emanuela e al suo contest è stato un attimo.

Chiedo scusa per le foto, ma già io sono negata, in più ho preparato questa meraviglia per cena e la luce è quella che è!!!

Con questa ricetta partecipo al contest di Arriciaspiccia in collaborazione con l’Azienda Agricola Mariangela Prunotto



Dolcemente-Salato-Arricciaspiccia

PESCE SPATOLA CON UVETTA E GELATINA “BALSAMICA”

1 pesce spatola sfilettato e tagliato a pezzi
50 gr di uvetta Sultanina
2 cucchiaini di gelatina “Balsamica” Az Agricola Mariangela Prunotto
Sale
½ cipolla
Farina di Riso Venere
2 cucchiai di olio EVO (extra vergine di olive)

Mettete l’uvetta Sultanina ad ammollare un quarto d’ora circa in acqua tiepida.
Tagliate la cipolla a fettine sottili e mettetela in una padella con l’olio EVO ad appassire, nel frattempo passate i filetti di pesce spatola nella farina di riso e poi mettete tutto nella padella con la cipolla, cuocete in tutto 3-4 minuti girando il pesce , aggiungete l’uvetta Sultanina , mescolate, salate e spegnete. Aggiungete la gelatina “Balsamica” e coprite un paio di minuti .
Mescolate leggermente e servite e assolutamente buon appetito.
Un piatto semplicismo, velocissimo e saporitissimo, devo riconoscere che l’uso della farina di riso Venere (che non è impalpabile, ma un po’ più spessa) ha dato una nota di gusto in più.

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Un’idea per un appetizer velocissimo è quello di passare dei tocchetti di spatola nella farina di riso Venere, cuocerli velocemente in un filo d’olio, salarli e servirli a strati con un po’ di gelatina “Balsamica”…et voilà !!!




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English version

It was such long time I wanted to eat some Spatula fish (I am not sure about the translation of this fish)…its meat is light and soft and it needs really few minutes to cook.
Thinking to a recipe with this fish, the “Mariangela Prunotto Farm” Balsamic jelly and black rice flour … made me thinking to a perfect gluten free recipe forEmanuela and her interesting contest.



prunotto4


SPATULA FISH  WITH RAISINS AND  "BALSAMIC" JELLY

Fillets of 1 spatula fish
½ cup  of raisins
2 teaspoons of  "Balsamic" jelly (I used  “ Mariangela Pruotto Farm” one)
Salt
½ onion
Black Rice Flour (we call it Venus Rice)
2 Tbsp extra virgin olive oil

Put the raisins to soak for 15 minutes in warm water.
Cut the onion into thin slices and place in a pan with EVO oil to wither, in the meantime, pass the fish fillets in  black flour rice and then put everything in the pan with the onion, cook 3-4 minutes, stirring all the fish, add  raisins, stir, add salt and turn off. Add the  "Balsamic" jelly  and cover a couple of minutes.
Stir gently and serve very good appetite.
A fast appetizer may be just to cook floured in black rice flour fish and then serve it only with “Balsamic” jelly. Enjoy and have a wonderful weekend.