lunedì 23 luglio 2018

BUONE VACANZE...

Con questo breve "comunicato stampa" (ahahahahahhahah) vi comunico che inizio ufficialmente le vacanze (perchè non ufficialmente le ho iniziate già da fine maggio) e che ci rivediamo a Settembre ... baci a tutti e godetevi l'Estate xoxoxoxoxo




venerdì 20 luglio 2018

THE RECIPE-TIONIST SETTEMBRE-OTTOBRE 2018 è:


Avevo preparato 6-7 ricette da pubblicare per il mese di Luglio, ma questo periodo mi è sfuggito di mano, perciò tutto rimandato a Settembre, al ritorno dalle vacanze, tranne l'acclamazione del nostro nuovo THE RECIPE-TIONIST scelto tra i 5 finalisti che la carissima Lucia di Le Ricette di Lucy  mi ha lasciato in eredità insieme a tante bellissime ricette prese dal suo blog.
Lucia è stata così presente e coinvolta da THE RECIPE-TIONIST che è davvero un piacere lasciare la parola a lei per le sue scelte:

"Mentre scrivo questo post ripenso a questi ultimi tre anni e mezzo..da quando è nato il mio blog ad oggi. In tanti mi hanno chiesto che senso avesse avere un blog se "tanto non ci guadagni niente..anzi impegni pure tutto il tuo tempo libero".
Ho sempre risposto facendo spallucce...come si fa a spiegare una passione?????? Non è facile spiegare che cucinare ti rilassa, che trascorrere un intero weekend a fotografare ti piace più che andare a fare shopping, che l'unico shopping a cui non sai dire di no è quello a base di caccavelle e pezzette per i set ma soprattutto che da quando esiste mi si è aperto un mondo molto diverso da quello in cui vivo che è poi diventato parte del mio mondo.

Ecco il posto giusto per dirlo. Perché? Perché molti di quelli che leggeranno questo post probabilmente sono stati spinti dagli stessi motivi e gli è stata posta la stessa domanda.

“Chi me lo ha fatto fare?????”
Questo gioco è uno dei motivi principali!!!! E non perché ho vinto, ma per tutto quello che rappresenta.
Quando ho scoperto di aver vinto ho pensato "C....o" ..."adesso verranno tutti da me a leggermi"...eh sì perché quando cucino e scrivo riesco ad estraniarmi dal mondo esterno al punto che qualche volta mi rendo conto di perdere di vista il fatto che qualcuno mi leggerà.
E’ stato un mese pazzesco, sotto molti punti di vista…avrei voluto cucinare come se non ci fosse un domani per ampliare la vostra scelta ma il tempo purtroppo mi è stato tiranno; ma ho letto ognuno di voi con molta attenzione, godendomi tutte le vostre parole e emozionandomi ogni volta alla vista della ricetta che avevate scelto per festeggiarmi.

A tutti voi quindi dico “GRAZIE!!”. Prima di tutto perché ci siete stati e quando delle persone ti dedicano del tempo è sempre un dono meraviglioso perché non è né dovuto né scontato; perché ad ogni ricetta mi sono riaffiorati un sacco di ricordi; perché avete riesumato vecchie ricette e avete avuto il coraggio di provarle nonostante la foto non vi invitasse a farlo; perché andando a pescare nel “passato del mio blog” mi avete portato alla mente ricette che non ricordavo di aver cucinato!!!!

E grazie a Flavia! Perché ha inventato questo gioco che io vedo come un salotto virtuale in cui ci si scambiano ricette e si chiacchiera tra amici alla scoperta di sapori, accostamenti e persone!

Tirando le somme di questo mese bellissimo vengo alle nomination. Ora che ho il mio foglietto con le ricette scelte e nella mia mente ho tutte le motivazioni mi accorgo che ha vinto la cucina del sud a cui sono legata visceralmente e hanno vinto i ricordi; attraverso le loro scelte sono riaffiorati gli amori di sempre, quelli indissolubili che nutro per le mie nonne; gli amici… perché quando cucino lo faccio sempre per le persone a cui voglio bene e sorrido pensando che non solo l’unica ad interpretare la cucina in questo modo e ne sono veramente felice.

6.La Frittata di Maccheroni  di Ricettelle di Luisa:
Che dire….un immenso grazie e un abbraccio virtuale fortissimo. Oltre ad avere cucinato quasi tutto il mio blog (…e se avesse avuto più tempo lo avrebbe cucinato proprio tutto) è il modo in cui lo ha fatto che mi ha onorato immensamente.
Noi due ci siamo conosciute da poco ma posso dire che questo gioco ci ha fatte conoscere abbastanza nel profondo.  Ci unisce la nostra terra e l’amore che nutriamo entrambe per l’Alto Adige e la sua cucina. E’ stato bello vederle preparare le ricette della tradizione napoletana raccontandomi le variazioni della sua famiglia e leggere il suo grande entusiasmo mi ha messo una grande carica. Vengo al dunque e vi dico con quale delle sue tante proposte la nomino.  Eh si, perché a Napoli la frittata di spaghetti si chiama comunque frittata di maccheroni. La adoro e leggere i ricordi delle estati di Luisa al mare con la nonna Lucia mi ha ricordato la mia infanzia quando andavamo al mare con la mia nonna Lucia e, dopo il bagno, facevamo lo spuntino con uno spicchio di frittata.

12.La Torta di Nonna Elena di Zibaldone Culinario di Elena:
Chiamatemi pure inguaribile romantica ma qui ho avuto un mancamento. Il primo quando ho letto il titolo della ricetta e ho appreso che Elena aveva preparato la Torta della mia nonna. A casa mia la nonna Elena l’aveva trascritta su un libro di ricette che ancora esiste su dettatura di qualcuno di cui ignoro il nome e l’avevano chiamata “La Torta con le 3 Erre”. Quando ho letto il post di Elena, che porta lo stesso nome della mia adorata nonnina, ero emozionata e i miei occhi credo ridessero senza far rumore. Lei l’ha preparata varie volte con mia immensa gioia perché è piaciuta a tutti e ha provato anche delle interessantissime varianti che proverà a mia volta. Grazie per esserci stata.

26.Polpettine siciliane in agrodolce di Katia Zeta di katia:
Una siciliana che cucina una mia ricetta siciliana e la gradisce già mi fa salire l’asticella dell’autostima a mille!! Se poi a farlo è Lei che di cucina se ne intende..vado in estasi 
Che io ami la Sicilia, i siciliani e la loro cucina è ormai cosa nota ma queste polpettine le ho nel cuore perché mi ricordano delle persone a cui tengo molto e anche Katia, senza conoscere il mio ricordo, le ha dedicate ad una persona a cui ha voluto molto bene. Ho apprezzato molto la sua aggiunta di mandorle tostate e tritate. Chissà che un giorno non riuscirò ad assaggiare proprio le sue in uno dei miei viaggetti in Sicilia.


27.Frittelle con i fiori di zucca di profumo d'arancia di Diana:
Lei è una new entry di questo gioco ed è una food blogger che ho conosciuto prima come persona che come proprietaria di un blog. Questo mi fa sorridere perché è uno dei pochi casi in cui è avvenuto questo. In genere, in questo mondo, si conosce prima il blog e poi la persona. Ci siamo conosciute a Napoli ad un corso di fotografia e abbiamo condiviso una giornata bellissima seguendo il Corso ma facendo anche tantissime chiacchiere piacevoli.
Diana ha fritto per me!!!!!! E Lei non frigge quasi mai. Lo so che sembro matta ma chi mi conosce sa che amo friggere. Le sue frittelle sono bellissime!!!! Grazie mille!!!

28.Pasta alla Puttanesca senza glutine di Cardamomo & co. di Stefania
La sua pasta con "aulive e cchiapparielle" è stupenda. E’arrivata sul gong proprio nei giorni in cui anche io ero super incasinata per lavoro e facevo la spesa per cucinare qualcosa di veloce a fine giornata. Stefania ha partecipato e lo ha fatto nel pieno del suo momento di iper lavoro. Sono felicissima che abbia pensato a me nonostante in questi momenti, e io la capisco benissimo, non si ha il tempo neanche per pensare. Sono onorata di averle fatto scoprire questo piatto che io adoro perché, nella sua semplicità disarmante, ha un gusto che ti fa perdere la testa; e sono soddisfatta che con la mia ricetta abbia raccolto i consensi della sua famiglia. Tanto di cappello per aver preparato questa meraviglia nonostante la mancanza di tempo. Ma si sa..le donne hanno una marcia in più perché, oltre al lavoro, non dimenticano mai di prendersi cura della propria famiglia e di riunirsi intorno ad un tavolo per cenare tutti insieme."


 Rullo di tamburi, perchè ne sono davvero felice, ecco a voi chi sarà il nuovo THE RECIPE-TIONIST di Settembre-Ottobre:






Le regole del gioco come sempre sono QUI
Le ricette di Stefania sono QUI

IMPORTANTE

Le ricette di Stefania sono senza glutine, non vi obbligo a rifarle senza glutine, per esempio se volete fare la Pasta vincitrice potete utilizzare anche la pasta con il glutine che avete in dispensa, se non siete celiaci, idem se volete fare la besciamella con la farina che usate di solito non ci sono problemi, però per gentilezza e cortesia nei confronti di Stefania e dei vostri lettori celiaci, vi pregherei di riportare anche la ricetta senza glutine come riportata da Stefania, si tratta di un mero copia-incolla, però secondo me fa la differenza tra essere solo blogger ed essere anche buoni amici di lettura, vi ringrazio e vi aspetto con tante bellissime ricette... e avete tempo fino a Ottobre...cioè!!!

Le ricette dovranno pervenire qui dal 15 Settembre al 15 ottobre 2018.

BUONE VACANZE A TUTTI!!!





venerdì 29 giugno 2018

ANACAPRESE



Continuo a spulciare nel mio pc e a trovare vecchie ricette da pubblicare e l'Anacaprese è una di quelle.
Molti probabilmente non conoscono la differenza tra una Caprese classica e una Caparese al limone e tra questa e un'Anacaprese...anzi in tanti conoscono solo la Caprese e mi rendo contro che chi legge sta pensando che io stia facendo il gioco delle tre torte, ma in effetti sono TRE e con le loro differenze ben chiare e precise e per farla semplice "rubo" pari pari la spiegazione di Valentina, di Profumo di Limoni, da cui ho anche preso la ricetta che segue:

"Col cioccolato si chiama Caprese. Senza cioccolato e col limone si chiama Caprese al limone. Col cioccolato bianco e il limone si chiama Anacaprese".




TORTA ANACAPRESE ( di Valentina- Profumo di Limoni)

200 gr di burro
150 gr di zucchero semolato
200 gr farina  di mandorle
100 gr di cioccolato bianco
1/2 bicchiere di succo di limone
1 limone, la buccia grattugiata
6 Uova

Imburrate ed infarinate con fecola di patate del diametro di 26 cm e mettete da parte.
Preriscaldate il forno a 180°C.
Grattugiate il cioccolato bianco con una grattugia a maglia larga in modo da ricavarne dei riccioli.
Montate il burro con lo zucchero per non meno di 15 minuti nella ciotola della planetaria con la frusta a filo (o con fruste elettriche). Aggiungete i tuorli uno alla volta e continuare a frullare. Aggiungete la scorza grattugiata di un limone, la farina di mandorle, il cioccolato bianco e per ultimo il mezzo bicchiere del succo ricavato dal limone.
Montate a neve ferma gli albumi e incorporateli al resto del composto con una spatola di silicone, con movimenti dal basso verso l’alto per incorporare aria e non smontare il composto.
Trasferite l’impasto ottenuto nella teglia e cuocete nel forno per 45 minuti circa.
Lasciate raffreddare e sformate.
La torta va coperta da zucchero a velo a pioggia e servita o assoluta o con una pallina di gelato alla vaniglia o al fior di latte.

mercoledì 27 giugno 2018

QUICHE DI ZUCCHINE


Le quiche e le torte salate sono una delle mie preparazioni preferite quando devo organizzare un tè, un aperitivo o semplicemente da portare a casa di amici.
Il mio cavallo di battaglia sull'argomento è una semplicissima quiche con le zucchine e sono sincera piace sempre a tutti e la cosa mi rende felice. La temperatura ideale per gustarla è leggermente tiepida in modo che il formaggio resti morbido, ma anche a temperatura ambiente ha il suo perchè!
Di solito la pasta brisèe la preparo prima e la tengo pronta in freezer, così che sarà sufficiente scongelarla e il gioco è presso che fatto!
Come base ormai uso quella di Michel Roux perchè mi piace molto il tipo di impasto, ma sentitetvi liberi di utilizzare la ricetta della Brisèe che preferite.



QUICHE DI ZUCCHINE

Pasta Brisèe di Michel Roux

250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo
Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso.
-La Pasta Brisée si conserva benissimo in un contenitore a chiusura ermetica, per una settimana in frigo e fino a tre mesi in freezer.

Per la Quiche

3 zucchine
1/2 cipolla bianca tagliata finemente
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
200 g di formaggio Emmenthal tagliato a fettine
150 grammi di pancetta tagliata a fette
150 ml di panna fresca
1 uovo
sale 
pepe nero

Lavate, mondate e tagliate a rondelle le zucchine.
In una padella versate l'olio e soffriggete la cipolla, aggiungete le zucchine il sale e il pepe e coprite e fate cuocere una decina di minuti il tempo che le zucchine si ammorbidiscano.
Pre riscaldate il forno a 190°C.
Nel frattempo rivestite la teglia con la pasta Brisèe e cuocetela "in bianco"* per 15-20 minuti.
Appena la Brisèe è pronta, stendere sul fondo le fette di pancetta, e sopra le fette di formaggio, coprire con le rondelle cotte di zucchine ed infine aggiungere la panna, precedentemente sbattuta con l'uovo sale e pepe.
Infornate per circa 30 minuti o fino a quando non vdrete la superficie della Quiche ben dorata.
Servite tiepida, o fatela raffreddare e poi scaldatela velocemente prima di servirla.


*COTTURA IN BIANCO:Rivestite il guscio di pasta con la carta forno e riempitelo con uno strato di pesi ( dai pesi in ceramica da forno, ai fagioli o ceci secchi, o riso) che tenga schiacciato l’impasto  evitando che si gonfi in maniera non uniforme.
Cuocete “in bianco” nel forno alla temperatura indicata dalla ricetta (di solito 180°-190°C) per il tempo previsto, poi togliete i  pesi e la carta e rimettete in forno perché la pasta si asciughi e colori. Se il guscio non tornerà in forno per la cottura del ripieno, deve essere completamente cotto.



ENJOYYY!!!

lunedì 25 giugno 2018

RISO FREDDO CON SALSA AI PEPERONI E NOCCIOLE


Una soluzione fresca che mi è tornata in mente trovandomi dei bei peperoni rossi da utilizzare, senza voler necessariamente usarli come contorno.
So che sembrerò monotona, ma durante l'Estate a me serve avere in frigo già il pranzo o la cena pronti dal ritorno dal mare o da qualche "giro in giro", perchè lo trovo così comodo e mi dà "serenità". Col caldo l'idea di non dover ricorrere alla solita insalata con qualche affettato per evitare di accendere i fornelli al rientro a casa mi rende felice. Si lo so mi accontento di poco, ma ditemi voi se non è una bella cosa?!


RISO FREDDO SALSA AI PEPERONI ARROSTITI

250 g di riso 
4 peperoni rossi
2 spicchio di aglio
40 g scalogno
90 ml di olio extra vergine di oliva
Sale
Pepe
40 g di nocciole tostate (più alte nocciole per presentazione del piatto)
3 cucchiai di aceto di mele


Lavate i peperoni e metteteli interi così come sono col picciolo, su una teglia ed infornate a 200°C, dopo circa mezz’ora vedrete che la pellicina sarà scura, girate e lasciate che anche l’altro lato dei peperoni si "bruci" bene, sembrerà che si stacchi.
Spegnete il forno e lasciate così per un paio d’ore.
Quando i peperoni saranno freddi dentro al lavandino e su un sacchetto di carta o una busta di plastica, eliminate la pellicina, ci starete un attimo, eliminate il picciolo e svuotate il peperone dei semini e delle coste bianche interne, vi dovrete lavare le mani un paio di volte, ma vedrete che velocità e soprattutto, vi troverete dei filettini di peperone magnifici.
Metteteli in un contenitore alto e stretto, con l’olio extra vergine di oliva, le nocciole, l’aglio, il sale, il pepe, l’aceto di sidro di mele, lo scalogno a pezzetti e frullate tutto molto bene con un frullatore ad immersione.

Assaggiate di sale e conservate in frigo. 

Cuocete il riso in acqua salata bollente e scolate. Sciacquate il riso sotto acqua corrente fredda. Scolate ancora bene e condite con la salsa di peperoni freddi. Potete servire subito o  mettere in frigo fino al momento di servire!

ENJOYYY!

venerdì 22 giugno 2018

GELATI di NOCCIOLA, GIANDUJA E PISTACCHIO di Grazia Citro




Già quando feci il gelato di Vaniglia e Fior di latte ero al settimo Cielo, ma quando una settimana fa ho rimesso in funzione la ciotola della gelatiera KitchenAid ho gridato al miracolo, perchè non potevo credere di aver prodotto gelati buonissimi da superare quelle di molte gelaterie professionali.
Ora in realtà il miracolo ha delle spiegazioni reali e "scientifiche" che ho appreso grazie ad un gruppo Facebook veramente utile per chi vuole utilizzare la gelatiera casalinga comprata anche anni fa e riposta di nascosto in qualche angolo buio della casa  o peggio della cantina o del garage, dopo averla usata una volta sola ed esserci rimasti male per il risultato. La colpa non era della gelatiera, sia chiaro, ma delle ricette.
Grazie al gruppo FB "Noi che il gelato lo facciamo in casa" ho capito che se una ricetta per gelato non è bilanciata in ingredienti, addensanti e zuccheri, c'è poco da fare il risultato sarà deludente. E sempre grazie a questo gruppone favoloso ho conosciuto un sito dove acquistare ingredienti come Destrosio (che si trova anche nei supermercati molto ben forniti), latte in polvere e farina di SEMI di carrube (che si trova nei negozi bio o nei reparti bio dei supermercati)... a prezzi ottimi. Sempre su "Pistacchio dell'Etna" ho anche acquistato le paste di pistacchio, nocciola e gianduja e coni piccoli tanti (troppi ... un cartone da 900 pezzi che ho diviso con due amiche) e mi sono data alla produzione industriale.
Per quanto riguarda le paste di frutta secca le si può fare anche in casa, ma bisogna avere elettrodomestici come il Bimby, in grado cioè di trasformare una nocciola in una crema.
Se ci volete provare ricordate che prima di passare da stato solido a "pastoso" bisogna scaldare qualche secondo in un pentolino i frutti secchi, come si fa per la tostatura e tritarli ancora caldi, così che si "riattivino" gli oli presenti nel frutto.
La ricetta che segue è di una bravissima professionista Grazia Citro della Gelateria Citrus di Battipaglia, che ha condiviso alcune sue favolose ricette nel gruppo di cui sopra, e che insieme ad altri gelatai condivide consigli e suggerimenti per avere ottimi risultati.




GELATI  di NOCCIOLA, GIANDUJA E PISTACCHIO di Grazia Citro

600 gr di latte intero
100 gr di panna fresca
40 gr di latte in polvere parzialmente scremato
150 gr di zucchero
50 di  destrosio
80/90 gr di pasta dinocciole / pistacchio /noci /gianduja amara
5 gr di farina di semi di carrube


Scaldare latte e panna a 85° versare sulle polveri **, mescolare e riportare sul fuoco x 2 minuti.
Raffreddare un pochino e aggiungere la pasta di frutta secca desiderata. Nel caso dei pistacchi è consigliato un pizzico di sale da aggiungere ai liquidi.
Mixare e mettere in frigo a maturare minimo 5/6 ore, meglio tutta la notte, fino ad un massimo di 48 ore.
Un volta che il mix ha maturato, mettete in azione la gelatiera per 25-30 minuti.
Conservate il gelato in contenitori ermetici da freezer e buon lavoro!!!


 ** se avete il Bimby potete pastorizzare mettendo il latte e la panna portando alla temperatura di 80°C vel. 1 per 12-14 minuti. Aggiungete le polveri e fate cuocere a vel. 6-7 per 2 minuti.



NOTE IMPORTANTI:
Se disponete di una gelatiera ad accumulo, cioè come la ciotola refrigerante del KitchenAid che inizialmente tenuta in freezer anche 24 ore ( per me il problema non si pone perchè quando inizia la stagione dei gelati la tengo perennemente nel freezer), ricordate che tra un gelato e l'altro la ciotola deve stare 12 ore in freezer, diversamente rischiate che il risultato non sia perfetto!


P.S. Piano piano proverò tante altre ricette perchè hanno tutte un aspetto magnifico.
ENJOY!!!

mercoledì 20 giugno 2018

PESCE SPADA MARINATO



Estate, caldo e come non pensare al buonissimo pesce spada che qua in Sicilia è super ottimo???
Premettoo che non amo il pesce crudo e quindi non sono tra i patiti di sushi e sashimi, e nemmeno dei gamberetti o alici marinati...MA e c'è un grande MA il pesce spada marinato come dico io lo adoro!
Basta avere il pesce di ottima qualità e sicura provenienza.
Come sapete per mangiare il pesce crudo è necessario abbatterlo, o nel caso non si possegga un abbattitore di temperature si congela per 4-5 giorni ( per legge andrebbe messo nei congelatori casalinghi per un minimo di 96 ore), anche perchè per affettare il pesce spada o il tonno così sottili se sono congelati sarà un lavoro da ragazzi.
Ma se avete un pescivendolo che vi vuole bene lo fate abbattere a lui e anche affettare ahahahahha.
In ogni caso, questa è una ricetta che adoro trovare pronta al ritorno dal mare, così che devo solo apparecchiare la tavola e aprire il frigo.


PESCE SPADA MARINATO

300 g di pesce spada (affettato molto finemente, dopo averlo fatto abbattere o congelare minimo 4 giorni)
olio extra vergine d'oliva
foglioline di menta
succo di limoni
sale
pepe nero macinato fresco

Disponete su un piatto da portata le fette di pesce spada e salate, versate il succo di limone su tutte la superficie, condite con olio e decorate con foglie di menta e pepe nero.
coprite con pellicola per alimenti e mettere a marinare in frigo per minimo 2 orette, ma anche 5-6  non sarà un probema.
Servite con un prosecco bello fresco e se potete gustatevelo in giardino o in terrazza.

Enjoyyy!

lunedì 18 giugno 2018

CORN BREAD


Una delle cose che adoro quando mi ritrovo in alcuni ristoranti oltreoceano sono i vari tipi di pane e lievitati che portano prima di servire i piatti ordinati, con l'immancabile burro morbido e salato da spalmare  in attesa di iniziare a mangiare.
In uno dei vari viaggi negli Stati Uniti ho apprezzato il Corn Bread che non manca mai nelle feste nazionali, come il Thanksgiving o nei vari BBQ del Memorial Day o per il 4 Luglio, la Festa dell'Indipendenza.
La versione che seguo io è questa e ora che ci penso siamo prossimi proprio al 4 Luglio, potrei organizzare un bbq in giardino!!



CORN BREAD

160 g di farina di mais “fioretto”
110 g farina 00
65 g di burro sciolto
270 ml di latte di Kefir (ma va benissimo anche il latticello)
2 uova medie
6 g baking powder (ho usato lievito Americano, che normalmente uso per i dolci)
3 g bicarbonato di soda
½ cucchiaino di zucchero
3 g di aneto secco
7-8 g di sale 

Preriscaldate il forno a 190°C.
Inserite nella teglia da muffin i pirottini da forno, o come ho fatto io ritagliate dei quadrati di carta forno che presserete negli spazi dei muffin della teglia , aiutandovi con un bicchiere (io ho usato i classici stampi per fare i babà).
In una ciotola setacciate le due farine con il lievito e il bicarbonato, aggiungete il sale e lo zucchero, e mettete da parte. In un’altra ciotola mescolate il burro sciolto, ma che avrete fatto tornare a temperatura ambiente, il latte di Kefir e con una frusta a mano mescolate insieme alle uova.
Aggiungete il composto di ingredienti liquidi al mix di farine, e con un cucchiaio di legno, mescolate il tutto, basteranno davvero poche girate di cucchiaio. Non preoccupatevi, come dice Francesca, se risulterà grumoso, vedrete che in cottura risulterà perfetto, non bisogna far perdere al lievito mescolato con il bicarbonato la loro azione lievitante.
Con un mestolino (che vi aiuterà ad avere tutti i muffin della stessa misura) riempite di 2/3 i pirottini, ‘’pigiate’’ sulla superficie, di taglio, tocchetti di pomodori verdi fritti ed infornate. Abbassate la temperatura a 180°C.
Nel mio forno ci sono voluti esattamente 22 minuti. Fate la prova stecchino, se una volta inserito ucendo risulterà solo leggermente umido i muffin sono pronti. Toglieteli dalla teglia e fateli intiepidire su una gratella.
Serviti semplici o con dei semplicissimi affettati, tipo la pancetta coppata, vi assicuro che ‘’ they will make your day”, perché mi piace pensare che in Alabama li possano mangiare a colazione, ma se fatti nei pirottini piccoli sono certa che sono dei perfetti bocconcini per un ottimo aperitivo.


Enjoyyy!!!

venerdì 15 giugno 2018

WEST CANADA: da Nord Ovest a Sud, da Prince Rupert a Tofino!


Pioggia, cielo ancora buio, ma nonostante questo armati di entusiasmo abbiamo proseguito il nostro viaggio ad Ovest, ritornando a Sud, verso la parte della British Columbia che ho amato ancora di più rispetto ai giorni precedenti.



Prince Rupert è il porto a Nord che riporta sulla Vancouver Island a Sud attraverso il magnifico Inside Passage tramite una nave/traghetti ben organizzata. Sembra un fiordo, in cui si incrociano balene, salmoni attraverso una natura spesso incontaminata.


Port Hardy lo abbiamo raggiunto a notte fonda e con una pioggia battente notevole così da arrivare subito in hotel fare una doccia calda e farci una bella dormita.


Al mattino fatto una brevissima passeggiata in paese, che non offre molto a nostro avviso, per fare una colazione veloce, ci siamo subito diretti verso Tofino sul Pacifico, e per arrivarci si passa da uno dei paesi più sereni che abbia mai visto con case sul mare bellissime e dove ho deciso con mio marito potremmo trasferirci un giorno tra tanti anni, Qualicum, una bella passeggiata sul molo con un farners Market carino e poi sulla spiaggia lunghissima. Sulla strada altra sosta da fare è a Coombs, una sosta carinissima dove c'è un negozio che vende ingredienti di tutto il mondo, con ristorante e gelateria annessa, sul cui tetto vivono le capre, avete letto bene  CAPRE!!! Sosta gradevole dove non nego si mangia anche tanto bene.














Da lì abbiamo attraversato la Cathedral Grove, di Port Alberni  con sequoie vecchie oltre 800 anni e abeti di Douglas, alberi immensi (credo i più grandi che io abbia mai visto in vita mia), anche passarci solo con la macchina sulla strada fa capire che cosa sia la natura.
Nel primo pomeriggio siamo finalmente giunti a Tofino, un paesino amatissimo dai surfer di tutto il mondo, dove l'Oceano Pacifico si mostra in tutto il suo splendore.









Ovviamente la pioggia ci ha seguito per tutti e due i giorni trascorsi in questo posto, ma non ci siamo abbattuti, armati di k-way e acquistati i miei amati rain boots, abbiamo fatto giri nei sentieri della foresta pluviale, passeggiate in spiaggia a guardare i serfisti, preso imbarcazioni per vedere orsi, balene, orche, lupi ed orsi e soprattutto cenato in due magnifici ristoranti, uno dei quali a mio avviso rientra già tra i migliori ristoranti del Canada in assoluto, THE WOLF IN THE FOG!!!
Dopo due giorni dirigendoci verso quella che è LA città della British Columbia, Victoria, abbiamo fatto sosta in un'altra località di mare sul Pacifico, Ucluelet che offre le stesse opportunità di Tofino, ma che è meno "selvaggia".
State pronti perchè a breve arrivo con il post sulla magnifica città della Regina del Canada Occidentale!


Se ci andrete vi lascio i miei posti preferiti e super consigliatissimi:

Ristoranti: The Wolf in the Fog
                 Tofino Ice House Oyster Bar
In entrambi ottimi piatti con prodotti e pesce locale, servizio eccellente e atmosfera favolosa

Hotel: Wickaninnish Inn

Stupendo Chateaux et Relais sull'oceano, nulla da aggiungere, se non che anche per un aperitivo o tè davanti al camino acceso rende la vacanza un vero sogno!!!

          Jamie's Rainforest 
Più spartano ma con ottimo personale e dentro alla foresta di Tofino, per chi desidera spendere un po' meno ma senza rinunciare alla comodità.

Per escursioni: Jamie's Whaling station
Unici nell'organizzazione, nella cortesia e se vi dicono che si vedranno orsi, lupi, orche e balene, state sicuri che si vedranno!!



mercoledì 13 giugno 2018

PANINI AL LATTE mini e SEMI DI PAPAVERO



Di pane, panini ed impasti vari non ne ho mai abbastanza. Quindi quando capita, e soprattutto ne ho voglia adoro impastare e infornare. Dalla ricetta del Danubio di Elisabetta Cuomo ho fatto dei semplici panini che farciti con robiola, rucola e Bresaola, per esempio, regalano attimi veramente piacevoli già al primo morso. NO ma che poi, se volete mettere formaggio cremoso tipo Philadelphia, salmone e aneto fresco, otterreste le stesse magnifiche soddisfazioni! Ma uno rubatevelo già appena tiepido quel quarto d'ora dopo averlo sfornato, ahahahahahah.



PANINI AL LATTE e SEMI DI PAPAVERO
250 gr farina manitoba
250 gr farina 00
100 g strutto 
2 uova
150 gr latte
20 gr zucchero
4 g lievito di birra secco
10 gr sale

1 tuorlo per spennellare
semi di papavero

Mescolate le farine con le uova e metà del latte, senza lavorare troppo l’impasto, fate riposare mezz’ora (autolisi)- io qui ho lavorato a mano dentro ad una ciotola.
Mettete  nella planetaria e con il gancio a uncino riprendete la lavorazione unendo il lievito e qualche cucchiaio di latte e lo zucchero, lavorate e fate prendere corda. Unite lo strutto un po’ alla volta, a fiocchetti, lavorate ancora e unite il latte rimasto un cucchiaio alla volta, fate assorbire e poi continuate ad impastare. Il sale va aggiunto quasi a fine lavorazione, sciolto in poca acqua tiepida (io lo sciolgo  solitamente in un goccio di latte ), continuate a lavorare fino a che non vedrete l'impasto ben incordato.
Dovrete ottenere un impasto lucido, liscio ed elastico. La quantità di latte può variare perché l’assorbimento dipende anche dal tipo di farina usata.
Una volta finita la lavorazione (che nella planetaria di solito dura una ventina di minuti) ponete il panetto a lievitare per 1 ora e mezza circa, o fino al raddoppio coperto nella ciotola stessa della planetaria.

Prendete l'impasto raddoppiato, formate tante piccole palline di circa 30-35 grammi cadauno, poggiatele su una teglia rivestita di carta forno**. Fate lievitare nuovamente un'oretta circa.

Preriscaldate il forno a 170°C.
Spennellate i panini con il tuorlo sbattuto e poi spargete sopra ad ogni panino i semi di papavero.
Infornate per 25-30 minuti, o fino a che i panini non avranno preso il bel colore tipico del pane cotto.
Tirate fuori dal forno e coprite con un panno di cotone per una decina di minuti. 


 **Dopo la formatura e prima dell'ultima lievitazione, potete anche coprire con pellicola per alimenti e congelare i panini. Basterà mezza giornata prima di servirli farli scongelare e portarli a temperatura ambiente per un'altra oretta, e procedere alla cottura come sopra.

lunedì 11 giugno 2018

TONNO CON LA CIPOLLATA




Il tonno fresco, buono di ottima qualità qua da noi non manca mai. Se si va in pescheria si trovano spesso dei magnifici tranci in bella mostra.
Una delle ricette di pesce che cucina mia suocera e che è tra le mie preferite c'è il Tonno con la cipollata, che tipo ne mangerei a kg!!
Ricetta locale, semplice e tipica mia suocera ne cucina sempre troppo poco per i miei gusti, poichè di solito lo serve come antipastino insieme a tante altre cose, ma io davvero quando l'ho preparato ho fatto si che fosse un piatto unico solo per me e mio marito!!!
Va però detto che in Estate servito freddo, accompagnato da un buon vino fresco e frizzantino e dell'ottimo pane di semola prende ancora più punti, insomma io le idee ve le do, sta a voi approfittarne!!!


TONNO CON CIPOLLATA

6-7 cipolle rosse
600 g di tonno rosso fresco (un trancio unico)
2-3 foglie di alloro essiccato
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero macinato fresco


In una padella grande mettete almeno un dito di olio extra vergine di oliva, e cuocete le cipolle affettate con il pepe, il sale e le foglio di alloro. dopo un quarto d'ora aggiungete mezzo bicchiere di acqua coprite la padella e fate appassire bene il tutto. Mescolate ogni tanto e controllate e serve aggiungere un po' di acqua in più, le cipolle devono diventare morbide.
nel frattempo tagliate il tonno a pezzettoni e quando le cipolle saranno stufate al punto gusto aggiungete il pesce, fate cuocere da entrambi i lati per pochissimo tempo, Assaggiate di sale ed in caso aggiustate. Spegnete e coprite fino al momento di servire.

Enjoy!!!