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venerdì 8 giugno 2018

STUFATO di MANZO con LATTE DI COCCO e PAPRIKA "alla MALESE"


Io dico sempre e lo sostengo anche seriamente che i soldi spesi nei viaggi sono i soldi meglio spesi in assoluto! Quindi ho il passaporto sempre pronto e la valigia sempre aperta sul letto nella stanzetta degli ospiti.
Ora al di là di quei viaggi che durano 2-3 settimane e che solitamente ci cominciamo a studiare un anno prima, a volte capita che così all'improvviso, spesso di sabato o domenica mattina, quando il relax a colazione è ai massimi livelli, o io o mio marito girovagando sul web, ce ne usciamo con una frase tipo: "ci facciamo qualche giorno lì?" E la risposta è sempre " si dai... oppure andiamo là?", insomma si parte!!!
Due anni fa è più o meno andata così, siamo stati una settimana a Singapore, con un'improvvisa puntata di due giorni a Kuala Lumpur! 



E dico mai e poi mai avrei pensato di andare in Malesia, proprio a Kuala Lumpr, che per me era famosa solo per le Petronas Twin Towers. Beh si in effetti è famosa per quelle, ma anche per le infinite distese di Palme da cui estraggono il "famigerato" olio di palma e non solo! Mi ha sorpresa la cucina, ottima, e più di tutto mi è rimasto nella memoria delle papille gustative uno stufato mangiato a cena in un ristorante davvero bello il Selera Ibunda ... e per dirvi quanto la mia memoria gastronomica ricorda quel piatto ho provato a riprodurlo con ottimi risultati, non è difficile da fare, richiede le ore di cottura, come ogni buono stufato vuole, ma credetemi se amate il sapore della paprika dolce e del cocco, potete farci un pensierino.





Mi rendo conto che potrebbe iniziare a fare caldo per uno stufato, ma a me lo hanno servito in una città dove la percentuale di umidità e caldo sono notevoli, in considerazione anche del fatto che Kuala Lumpur sta praticamente all'equatore, dico che si può fare.  



STUFATO di MANZO con LATTE DI COCCO "all' INDONESIANA"

2 kg di muscolo o cappello del prete di manzo
3 cucchiai  di olio di sesamo
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato finemente
2 spicchi di aglio grattugiati finemente
maizena
paprika affumicata dolce
sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 litro di latte di cocco
 50 g di  zucchero di palma ( 1 capsula)

Riso basmati cotto per accompagnare



Tagliate la carne a pezzi e passateli nella maizena e nella paprika dolce affumicata.
In un tegame dal fondo spesso e anche abbastanza capiente (io come sempre uso la mia STAUB da 30 cm di diametro) soffriggete l'olio di sesamo con lo zenzero* e l'aglio*. Versate i pezzetti di carne e rosolate bene per una decina di minuti. Aggiungete l'estratto di vaniglia, il latte di cocco e mescolate e di seguito mettete la capsula (50 g)  di zucchero di palma mescolate, coprite e lasciate cuocere per 3.1/2 ore circa, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete il sale altri due cucchiai di paprika dolce, fate cuocere ancora un'oretta e assaggiate di sale.
Il giorno dopo, secondo me è ancora più buono e comunque servitelo con riso Basmati cotto che con quella salsa di cottura diventa una cosa fantastica!


* per grattugiare finemente zenzero e aglio uso una delle mini grattuge prese in Giappone... per farvi capire cosa intendo per finemente


sabato 4 dicembre 2010

I BROWNIES AL CIOCCOLATO di Laurel Evans!!!!





                                                         Scroll down for English version

Prima o poi vi toccava sorbirvi qualcosa sui miei viaggi negli States..... dunque l'estate 2009 con il maritozzo abbiamo fatto uno dei viaggi più entusiasmanti mai fatti.... passando da Londra, siamo arrivati a Miami e da lì siamo saliti per tutta la East Coast fino all'Acadia National Park a Bar Harbour nel MAine (c'è stato anche un giro a Chicago nel mentre..... stupenda!!!).... di tutto questo ve ne parlerò......
Comunque prima di prendere la strada verso il nord, siamo scesi a sud...alle isole Keys, fino a Key West...fino al punto più a Sud degli Stati Uniti Continentali..... un posto magico...stupendo.... da sogno...dove dicono finisce l'arcobaleno...ed è vero!!!
Abbiamo capito al volo perchè Hemingway ci mise su casa...e che casa , ragazzi, per un posto così ci metterei la firma!!!
Comunque la domenica pomeriggio siamo arrivati sull'isola madre delle Keys e abbiamo cominciato a gironzolare tra tutti quei bellissimi cottages...incontrando qua e là per strada dei galli (avete letto bene...lì i galli girano liberamente per strada!!!)...e sentendo una gran bella musica provenire da un bar siamo entrati.... al Green Parrot...c'erano tante persone ...un posto incredibile...un bancone immenso e un gruppo che suonava...avevamo beccato il giorno in cui Billy Blue (un cantante blues) aveva deciso di suonare gratis per festeggiare il suo ritorno sull'isola....





è stato stupendo...ma ancora di più  è stato stare lì ad ascoltarlo e intanto qualcuno ci passava un cestino...con dentro i più buoni brownies mai mangiati in vita mia....... così oggi vi regalo la ricetta dei Brownies al cioccolato di Laurel Evans ..... ora capirete perchè questa mattina vi ho detto che forse rischiavate di non vedere nulla....perchè resistere a non  mangiare tutti questi meravigliosi quadrotti...è stata dura...davvero dura!!! Buon weekend miei cari.....fateli...si fanno in un nano secondo!!!!

 

 

Brownies al cacao

  • 150 g burro
  • 250 g zucchero
  • 75 g cacao amaro (in polvere)
  • 1/4 cucchiaino sale
  • 1/2 cucchiaino essenza di vaniglia (facoltativo)
  • 2 uova, fredde
  • 60 g farina
  • 50 g noci tritati (facoltativo)
Scaldate il forno a 180 gradi. Foderate di carta da forno una teglia quadrata di circa 20 cm.
Fondete a bagnomaria il burro, zucchero cacao, e sale, mescolando tanto in tanto finche’ il composto e liscio e caldo. Togliete dal fuoco il pentolino e lasciate  raffreddare un leggermente.
Quindi unite l’essenza di vaniglia e mescolate con un cucchiaio di legno. Poi incorporate le uova, una per volta, e mescolando vigorosamente dopo ogni aggiunta. Quando il composto e’ denso e omogeneo, aggiungete la farina e sbattete con forza per un paio di minuti. Se le usate, aggiungete le noci a questo punto.
Quindi versate il composto nella teglia e infornate per 20-25 minuti a 180 gradi. Cuocete finche’ un stecchino infilzato nel dolce ne esce ancora con qualche briciola attaccata.Tagliate in 16-25 quadratini.

 


Come sempre un grazie grande a Laurel!!!

 

 

 





English version

 

In 2009 summer hubby and me decided to have one of our best travel.... so from London we arrived in Miami, Fl and before going to North (we arrived to Acadia NAtional PArk in Bar Harbor , Maine..... going even to the beautiful Chicago)we went to Key West, a magic place, where they tell rainbow ends...and I think it's true.

Now I know because Hemingway had a very nice house on that island!!!

 While we were going for a walk we arrived to the Green PArrot Bar, it's an incredible place, and that Sunday Billy Blue ( blues singer) was offering a free concert to toast his coming back to Key West...it was wonderful...and even more fantastic was the basket full of the best brownies I ever ate in my life, that someone (a kind genius!!!) was offering to us!!! 

 So today I decided to cook my first cocoa brownies and I used Laurel Evans recipe..... (if you don't know Laurel yet....go soon to visit her website...you have to be proud of this fantastic american...in Italy!!!)...thanks Laurel!

 

 

Cocoa Brownies

  • 10 tablespoons (1 1/4 sticks) unsalted butter
  • 1 cup sugar
  • 3/4 cup unsweetened cocoa powder
  • 1/4 teaspoon salt
  • 1/2 teaspoon pure vanilla extract
  • 2 cold large eggs
  • 1/2 cup all-purpose flour
  • 2/3 cup walnut or pecan pieces, chopped (optional)
Preheat the oven to 325°F. Line the bottom and sides of an 8-inch square pan with aluminum foil, leaving an overhang on both sides.
Combine the butter, sugar, cocoa, and salt in double boiler. Stir from time to time until the butter is melted and the mixture is smooth and hot. Remove from heat and let cool slightly.
Stir in the vanilla, and then add the eggs one at a time, stirring vigorously after each one. When the batter looks thick and well blended, stir in the flour, then beat vigorously for one minute with a wooden spoon or rubber spatula. Stir in the nuts, if using. Spread evenly in the prepared pan.
Bake until a toothpick stuck into the center emerges only slightly moist with batter, 20 to 25 minutes. Let cool completely, then lift out the foil and peel it away. Cut the brownies into 16 or 25 squares.



They're easy and too good!!! Tomorrow I'm going to decorate my kitchen Xmas tree....have a very beautiful weekend....hugs and blessings, Flavia

lunedì 19 gennaio 2015

CANEDERLI CON CACIOCAVALLO E SALSICCIA SU VELLUTATA DI ZUCCA- DUMPLING with Cheese and Italian sausages




                                    Scroll down for English version
E finalmente vinco un po’ della mia proverbiale pigrizia (non avete idea di quante ricette abbia in archivio da pubblicare!) e posto la prima ricetta per l’MTC n.44, che grazie a Monica, di One in a million, vincitrice della sfida scorsa , ci immerge nel mondo dei canederli, si quelli che in Austria ho mangiato spesso e chiamano Knödel, quelle palle di pane speziate, saporite ..ma che non avevo mai fatto in casa! E come sempre grazie all’MTChallenge c’è sempre o quanto meno spesso la prima volta.
Penso ai miei viaggi in Austria, il primo da bambina con i miei genitori e dei carissimi amici, Onofrio, Velia e i loro figli Ketty e Bepi coetanei miei e di mio fratello. Papà aveva comprato un Ford Transit a 9 posti proprio per fare i viaggi insieme a questi carissimi amici e il primo fu proprio un viaggio in Sud Tirolo e Austria e fu un viaggio bellissimo! Tanti posti visitati, tante litigate tra bambini, tante riappacificazioni  nel giro di mezz’ora, tante ma tante risate e tante belle foto che conservo nel mio album dei ricordi. Andammo a Cortina d’Ampezzo, Bolzano, Brunico, Salisburg, Innsbruck, Vienna, e passammo anche da Trieste, mangiammo in tanti bei ristoranti, dormimmo in alberghi  e nelle “Zimmer”.. ricordo mamma che si innamorò dell’uso dei piumoni con il copripiumone al posto delle lenzuola, penso a quando scendemmo dal Ford e rubammo (si lo ammetto) le mele dagli alberi, ricordo Onofrio che non mangiava aglio che ordinò la trota al cartoccio e quando lo aprì…divenne del colore delle pareti, grigio…ricordo che papà faceva tutte le foto e che io pretesi una foto da sola con lui e che mentre ce la stavano facendo un bizzarro operaio austriaco si unì a noi…e così nemmeno in quel momento a Vienna ebbi la foto da sola con mio papà!! Sono passati  34 anni e una nostalgia immensa mi pervade. Onofrio l’ho voluto mio testimone di nozze…e meno di un anno fa ci ha lasciati…. Come passa il tempo… però  l’affetto per gli amici veri resta sempre, e ci sentiamo con Velia e Ketti… che spero di rivedere prestissimo… perché so che quando ci vedremo parleremo di questo viaggio, o di quando ci permisero di montare la tenda da campeggio nell’aia della casa di campagna, perché volevamo fare la vita del campeggio…delle Vigilie di Natale passate insieme, delle domeniche sempre a giocare e…ovviamente a mangiare!!!!
Dedico i miei canederli a quel viaggio memorabile, in quegli anni dove non esistevano Wii, telefonini cellulari, internet e dove viaggiare significava anche andare davvero all’avventura! Ma soprattutto lo dedico a mio padre, mia madre, Onofrio e Velia che ci hanno permesso una bellissima infanzia e una vita ancora più bella!
Con questa ricetta partecipo all’MTC n.44 


P.S. Il Caciocavallo utilizzato è stato fatto da una mia amica, Angela di Alberobello, nella sua azienda agricola, con il latte delle loro mucche che ancora pascolano libere nelle bellissime campagne pugliesi, dove il tempo sembra non essere passato mai! 

CANERDERLI Al CACIOCAVALLO  E SALSICCIA su VELLUTATA DI ZUCCA 

Per i canederli
150 g pane raffermo, a dadini (io ho usato dei panini comuni del fornaio)
100 ml latte intero
1 uovo XL
20 g  Parmigiano Reggiano grattugiato
100 g Caciocavallo  (Pugliese nel mio caso)
100 g di salsiccia
½  cucchiaio di  prezzemolo tritato finemente
½ cucchiaino di sale fino
Pepe nero macinato
2 cucchiaini di farina 00

Prendete una ciotola capiente e versatevi il pane raffermo.
In una ciotola unite l’ uova ed il latte a temperatura ambiente e sbattete leggermente per rendere il liquido omogeneo; versatelo sul pane, mescolate bene e lasciate riposare, mescolando ogni tanto, per almeno 20 minuti.
Intanto  tagliate il formaggio a pezzetti molto piccoli, nell'ordine dei 3-4 mm (più grandi sono, più renderanno disomogeneo l'impasto), io ho usato una delle mie microplane che crea scagliette di un certo spessore.
Prendete la ciotola col pane ammorbidito, saggiatene la consistenza con le mani dev'essere morbido, umido, ma non inzuppato, e compattandolo non dev'essere troppo appiccicoso.
E' importante questo passaggio, non fatevi ingannare dall'apparenza asciutta versando altri liquidi, pena la disfatta in cottura. Se seguite alla lettera le dosi e le misure il risultato finale sarà perfetto!!
Aggiungete il Parmigiano Reggiano, il prezzemolo tritato finemente al coltello, il sale, il pepe e il Caciocavallo. Mescolate velocemente ed aggiungete la farina.
Impastate a fondo con le mani, compattando e distribuendo in maniera omogenea gli ingredienti, amalgamando bene tutto.
Il composto sarà leggermente colloso, rimangono dei piccoli residui sulle mani, ma pochissimi.
Scaldate il brodo.

Inumiditevi leggermente le mani e formate una sfera, prima roteando e poi pressando a fondo con le mani, che abbia un diametro di 4- 4,5 cm
Fate subito la prova di cottura, con il brodo che sobbolle, per 5 minuti.
Il canederlo deve rimanere compatto, non sfaldarsi. Non deve perdere la sua forma, altrimenti significa che avete esagerato con i liquidi e la struttura non regge.
Se ciò dovesse capitare unite un cucchiaio di pane grattugiato e rifate il test,  ma nel mio caso queto non è servito.
Se supera il test di cottura, prelevatelo dal brodo, assaggiate la consistenza finale, eventualmente aggiustate gli aromi e procedete con la preparazione delle altre palline.


Cuoceteli in due tornate, non ammassateli nella pentola e lasciateli venire a galla senza stressare troppo la temperatura del brodo.
Servite dopo i 5-6  minuti di cottura.

Per il brodo :  io ne faccio una bella pentola, poi lo filtro e lo suddivido nei Tupperware e lo congelo, proprio per poterlo utilizzare quando mi serve.
1 kg di muscolo di manzo
½ gallina
1 carota grande
1 cipolla bionda grande
1 costa di sedano
Prezzemolo
2-3 chiodi di garofano
8-9 grani di pepe nero
1 foglia di alloro secca
Sale grosso
In una pentola molto capiente, mettete l'acqua , la carne gli “odori” e le spezie, e il sale grosso (vado sempre ad occhio, ma diciamo che almeno 2 cucchiai colmi ci vanno) e portate a bollore, e lasciate cuocere per circa 2 ½ - 3 ore.

Per la vellutata di zucca
500 g di zucca già pulita e tagliata a dadini
2 cipolle bionde piccole
30 g di prosciutto crudo tagliato a listarelle
100 ml latte fresco intero
2-3 cucchiai di brodo
1 cucchiaio olio EVO
1 noce di burro
1 rametto di rosmarino
Sale grosso e pepe nero
Mettete in una pentola l'olio e la cipolla tagliata finemente,  dopo 4-5 minuti, aggiungete le listarelle di prosciutto, fate rosolare un paio di minuti, aggiungete il rosmarino e  versate la zucca, mescolate ed aggiungete un po' di sale grosso (1 cucchiaino) . Fate cuocere con coperchio per circa mezz’ora o fino a che la zucca non si disfa, mescolando di tanto in tanto. Aggiustate di sale. Spegnete il fuoco. Frullate con un mixer ad immersione aggiungendo il latte e qualche cucchiaio di brodo.  Deve risultare una crema vellutata, morbida e non troppo densa.


Per servire i canederli in una ciotolina mettete sul fondo un paio di mestoli di vellutata di zucca e adagiate sopra 3-4 canederli caldi e servite!

English version
 
Canederli are a kind of bread dumplings typical in Dolomiti Mountains and south Tirol. When I was 9 I went for a wonderful trip to Austria by car from South Italy with my parents and a family of very dear friends. We had a lot of fun, and I want to dedicate these recipe to thet travel, to my parents and to Onofrio and Velia, who gave me, my brother and their kids a great childhood and a very special life, thanks to all their love.
Can you imagine something better than a Summer vacation with parents without any mobile phone, Wii or internet?? Can you imagine how wonderful could it be???
These dumplings are not the original version as in Cortina d’Ampezzo, because we have to change the recipe for MTchallenge, bute the directions are almost the same, and the flavor are made by the spices or vegetables you are going to use! Just remember that Canederli must be cooked in a broth, not in salted water!!
Have a great week xoxoxoxo.

CANEDERLI" Dumplings with CACIOCAVALLO CHEESE AND SAUSAGES

For the dumplings
5 + 1 Tbsp  stale bread, diced and finely chopped
1/3 cup whole milk
1 egg XL
1 Tbsp + 1 tsp grated Parmigiano Reggiano cheese
4 oz fresh Caciocavallo cheese
1 Italian sausage (4 oz)
½ Tbsp  finely chopped parsley
½ tsp  salt
Ground black pepper
2 tsp  all purpose flour
Take a large bowl and pour the stale bread.
In a bowl, mix the egg and milk at room temperature and beat lightly to make the liquid homogeneous ; pour over the bread, mix well and let stand, stirring occasionally, for 20 minutes.
Meanwhile, cut the cheese into very small pieces, in the order of 3-4 mm (larger they are, the inhomogeneous make the dough), I used one of my microplane that creates slivers of a certain thickness.
Take the bowl with the softened bread and " taste" the consistency with the hands to be soft, moist, but not soggy, and compacting it should not be too sticky.
This  stepsister important,  do not be fooled by dry pouring liquids, or risk defeat in cooking. Following doses and measures the end result will be perfect !!
Add Parmigiano Reggiano  cheese, finely chopped parsley, salt, pepper and Caciocavallo cheese. Stir quickly and add the flour.
Mix thoroughly with your hands, compacting and evenly distributing the ingredients, mixing well everything.
Heat the broth.
Wet your  hands slightly and form a ball, before rolling and then pressing down with your hands, which has a diameter of 2" in !
Do undergone the test firing, with the broth simmering for 5-6 minutes.
The dumplings should remain compact, they must not lose their shape, otherwise it means that you have exaggerated with the liquid and the structure does not hold.
If this should happen add a tablespoon of breadcrumbs and make the test again, but with my doses you won't need it.
After testing, you will know if you need to add salt, or aromas and could proceed with the preparation of the other balls.
Serve after 5-6 minutes of cooking.

For the broth: I make a nice pot, then sift it and I keep  in Tupperwares and freeze it, just to use it when I need it.
2 lb beef muscle
½ chicken
1 large carrot
1 big onion
1 celery
Parsley
2-3 cloves
8-9 black peppercorns
1 dried bay leaf
Coarse salt
In a very large pot, put the water, the meat the vegetables and spices, and salt ( it depends how many water you use so at least 2 heaping tablespoons) and bring to a boil, and cook for about 2 ½ - 3 hours.

For the pumpkin veloutè sauce
1 lb pumpkin already cleaned and cut into cubes
2 small onions
1 oz of Parma cut into strips
1/3 cup fresh whole milk
2-3 Tbsp of broth
1 tsp extra virgin olive oil
1 knob of butter
1 sprig of rosemary
Salt and black pepper
Put in a pot the oil and the finely chopped onions, after 4-5 minutes, add the ham strips, fry a couple of minutes, add the rosemary and pour the pumpkin, stir and add a little 'of salt (1/2 teaspoon). Cook with lid for about half an hour or until the pumpkin is not discarded, stirring occasionally. Season with salt. Turn off the heat. Puree with an immersion blender adding milk and a few tablespoons of broth. Must be a velvety cream, soft and not too thick.
To serve the dumplings in a bowl put the bottom a couple of ladles of pumpkin veloutè sauce  and lying above 3-4 dumplings. Serve hot!

giovedì 3 marzo 2011

CIOCCOLATA IN TAZZA PER DIRVI I 12 FINALISTI- HOT CHOCOLATE TO TELL YOU THE 12 FINALISTS

   



                                                        Scroll  down for English version

Oggi c’è un bellissimo sole, sembra veramente primavera inoltrata, ma non vorrei parlare troppo presto visto la pioggia eccessiva di due giorni fa e la neve copiosa di sabato sera. Anche se devo essere sincera …con questa giornata così bella non vedo l’ora di postarvi i nomi delle  12 prescelte dalle giudichesse  e correre a fare un po’ di shopping…tra cui i premi per i vincitori!!!
Pensate a che selezione è stata fatta per arrivare a 12 ricette tra 329!!!!
Grazie a Stefania (di Arabafelice in cucina), a Stefania (di Cardamomo & co.), a Patrizia (di La melagranata) e a Genny (di Al cibo commestibile)…le ho tempestate di mail, loro sempre gentili hanno risposto, selezionato…e mai detto nulla sulla mole di lavoro che le aspettava , mano mano che le ricette aumentavano!!
Premetto subito che non è stato facile per loro arrivare a questa selezione, perché come ammesso da loro stesse di ricette veramente belle ce n’erano tantissime.
DOMANI tra queste 12 saprete chi saranno le tre ricette a salire sul podio…..siamo quasi giunti alla fine ed intanto faccio i miei complimenti a questi blogger e gli faccio un grande in bocca al lupo:
(metto in ordine di arrivo , quindi quella che segue non è una graduatoria!!!)

E anche se qui c’è il sole, so che in molte parti della nostra bella e lunga Italia il tempo è pessimo ed inclemente, quindi vi lascio una bella tazza di cioccolata calda con la panna!!! E buon GIOVEDI’ GRASSO a tutti!!


CIOCCOLATA IN TAZZA CON LA PANNA
(per una dose)
3 cucchiai di cacao in polvere amaro di ottima qualità
½ cucchiaio di amido di grano
2 cucchiaini di zucchero (o q.b. secondo i vostri gusti)
200 ml di latte
Panna montata (non zuccherata)
Mescolate  bene il cacao, l’amido di grano e lo zucchero, aggiungete il latte un po’ alla volta mescolando , mettete sul fuoco e portare a bollore sempre mescolando, arrivate al punto di densità da voi desiderato Versare in tazza e guarnire con panna montata!!!

English version
Today here is a wonderful sunny Spring day, but I whisper it, because two days ago it rained too much and last Saturday it snowed (and here snow is a VISION…Sicily is the SUN ISLAND!!!!!). So I post you this and then I run out for shopping, even to buy the winner’s awards to deliver in the next days!!!
And now time to tell you who are the 12 recipe finalists for AWARDHEARTS  is HERE!!!
I thank the “JURY” (Sefania 1, Genny, Stefania 2 e Patrizia) for their big job to choose, they were very busy to select 12 recipes between 329 ones!!
And trust me it wasn’t easy for them to choose, because a lot of very good and beautiful recipes arrived for my romantic contest.
Now I wish to the following recipes GOOD LUCK, because tomorrow is the day when I’m going to tell who are the 3 Winners!!

And I’m going to give you “hot chocolate”recipe to warm who still have Winter and not Spring in their countries!!


HOT CHOCOLATE AND WHIPPED CREAM
(per dose)
3 Tbsp cocoa powder, bitter and good quality
½  Tbsp corn starch
2 tsp sugar (or to taste according to your taste)
1 cup milk
Whipped cream (unsweetened)

Mix well the cocoa, cornstarch and sugar, add the milk a bit 'at a time, stirring well, put on the heat and bring to a boil, stirring constantly, till you arrive at your desired point density. Pour into a nice cup  and garnish with whipped cream !

May you all have a great Thursday, hugs Flavia

venerdì 23 luglio 2021

PEACH COBBLER all'italiana



Scrivo davvero poco sul blog in questi ultimi mesi, lo so, ma cucino e ho un archivio di piatti pronti da pubblicare che basterebbe per i prossimi due anni, ma sono anche indolentemente pigra!!! Ho duemila progetti, e ovviamente molti impraticabili per via di questo Covid,  che niente non se ne va, non ci lascia vivere liberi e sì, so anche che posso uscire di casa e posso andare al mare e andare a mangiare una pizza... etc etc... ma sono libera di partire per dove voglio? Sono libera di fare gruppo con una ventina di amici fuori da un bar a fare chiacchere? Mi sento liberamente sicura se salgo su un autobus? Posso entrare in un negozio senza che mi venga misurata la temperatura corporea? Si ho fatto esempi probabilmente stupidi e banali... perchè scendere sul triste tipo non poter andare a trovare qualcuno che se ne sta andando, su un letto d'ospedale  lo trovo terribile, e mi è purtroppo successo!!! 

Qui siamo su un blogghettino dove archivio le mie ricette e  allora resto sul "leggero", ma se un anno fa ero stanca di questa situazione ora sono demoralizzata all'idea che dopo quasi un anno e mezzo ci siamo ancora  dentro in pieno con tutte le scarpe!!!

Comunque è Estate e allora approfitto delle cose belle che questa stagione, ancora "sospesa", ci regala, tipo i gelati fatti in casa ( adorooo) e cosa fare per creare un'accoppiata vincente e allora se parlo di gelato alla vaniglia penso ai crumble di frutta o al cobbler di pesca, mangiati, gustati e divorati nei miei tanti viaggi nel Nord America, oooh che nostalgia.

La settimana scorsa ho aggiunto al gelato  al Fiordilatte l'estratto puro di vaniglia e ne è uscito un delicatissimo gusto che ho deciso dovrà essere presente nel mio freezer fino ad ottobre perché a volte anche solo un cucchiaino rubato al volo è meglio di un antidepressivo, e visto il periodo è un bene di assoluta prima necessità. Poi ho comprato appositamente delle belle pesche gialle, ho preparato la frolla che utilizzo per la sbrisolona ed insomma è uscito fuori un dolce alle pesche buonissimo, facile super estivo.




PEACH COBBLER ALL'ITALIANA 

Gelato al Fiordilatte  + 2 cucchiai di estratto puro di vaniglia ( non è una fialetta all'arma di... e non è vanillina) 


Per la frolla

150 g di farina 00

50 g di zucchero

50 g burro a temperatura ambiente 

1 pizzico di sale 

1 uovo piccolo 

½ bustina dinlievito per dolci 

½ cucchiaino di estratto di vaniglia ( o 8 semini di mezzo baccello)

Scorza di limone grattugiato 


Potete ovviamente impastare a mano dentro una ciotola. Io accelero molto i tempi utilizzando il mio KitchenAid.

Versate la farina, lo zucchero e il lievito per dolci nella ciotola della planetaria e mescolate qualche secondo utilizzando il gancio "foglia", se avete quella con bordonin silicone vi assicuro che è ancora meglio. Aggiungete la scorza del limone grattugiata e a seguire il burro a fiocchetti, e mescolate una trentina di secondi, aggiungete l'estratto di vaniglia e mettete il pizzico di sale ed infine aggiungete l'uovo. Fate lavorare la macchina davvero il tempo che gli ingredienti si amalgamino.

Spegnete e formate una palla e chiudete in pellicola per alimenti e schiacciate a formare un disco e mettete in frigo almeno una mezz'ora


Per le pesche


4 pesche gialle

30 g di burro

3 cucchiai di zucchero semolato 

1 cucchiaio di zucchero di canna Demerara

1 cucchiaio raso di maizena 

Succo di 1 limone 

1 cucchiaino di estratto di vaniglia 


In una padella ( io ho lavorato direttamente nella mia Lodge in ghisa, che ho poi messo direttamente in forno quando ho cotto il cobbler, ma potete usare una padella antiaderent), sciogliete il burro e versateci le pesche sbucciate e tagliate a spicchi, il succo di limone,  versate gli zuccheri e mescolate, aggiungete la maizena, ed infine l'estratto di vaniglia. Mescolate e lasciate cuocere 10-15 minuti fino a che si sarà creato uno sciroppo denso. Fate intiepidire.







Preriscaldate il forno a 180⁰C.


Se non avete preparato le pesche  nella padella in ghisa, versatele in una teglia da forno imburrata ( va bene anche quella in ceramica per le pie o crostate), se invece avete fatto tutto nella padella di cui sopra ( che avendo anche il.manico in ghisa va tranquillamente in forno).


Prendete la frolla e grattugiatela letteralmente con una grattugia con i buchi molto larghi, sul mix di pesche ed infornate subito.

Lasciate che la frolla si colori bene, tra i 25 e 35 minuti.

Servite il cobbler tiepido con tanto buon gelato e BUONA ESTATE!!! 


venerdì 24 febbraio 2017

COLESLAW e PASSAGGIO a NORD-OVEST:da Jasper a Prince Rupert, British Columbia


Sono passati dei mesi dalla mia ultima puntata su quello che è stato uno dei mie viaggi preferiti, quello in Canada, (questo post era pronto sistemato, ma non l’ho salvato, e mi persi tutto…e così poi ho fatto passare mesi) e nel mentre si sono aggiunti nuovi ricordi, posti, luoghi e sapori nella mia valigia nel frattempo, ma sono cose che vi racconterò a tempo debito, fatemi finire con questa magnifica esperienza Canadese.
Via avevo lasciato a Jasper, la mattina che stavamo dirigendoci verso l’Oceano Pacifico, facendo involontariamente a ritroso il viaggio dei salmoni che proprio tra fine Agosto e i primi di Settembre tornano sui loro passi a deporre le uova.
Lasciatici il Parco Nazionale di Jasper alle spalle siamo entrati in British Columbia, che viene definita “beautiful” ed in effetti è così. I paesaggi sono qualcosa di stupendo, e poi più a Nord si va e meno traffico (se traffico si può definire) si incontra, la natura diventa ancora più incontaminata.
Per raggiungere Prince Rupert, la città a Nord della British Columbia a poche miglia dal confine con l’Alaska, dal cui porto partono i traghetti per approdare sulla Vancouver Island in 16 ore di navigazione attraverso l’inside passage, le miglia da percorrere sono veramente tante e quindi questo tragitto di “passaggio” lo abbiamo spezzato in due notti lungo la strada, dove abbiamo macinato miglia e miglia, ma riuscendo comunque a trovare posti dove fermarci a scoprire qualcosa.
Entrati nella British Columbia la prima sosta è stata per ammirare il Mount Robson e dove abbiamo preso informazioni presso il visitor center che ci ha dato il benvenuto con consigli, mappe, e altro.
Così dirigendoci verso Prince George per pernottare ci siamo fermati in un punto del fiume Fraisier per ammirare la risalita dei salmoni, è la parte più alta e difficili del fiume che dista dall’Oceano Pacifico ben 800 miglia (quasi 1300 km) dove solo i salmoni più grandi e forti riescono a giungere. Inutile dire che è uno spettacolo incredibile da ammirare vista la forza della corrente delle acque, e la resistenza di questi pesci.






Come sosta per sgranchirci le gambe e per rifocillarci ci siamo fermati in un piccolissimo villaggio, McBride, che sembra un piccolo villaggio uscito dal romanzo di Laura Ingalls Wilder “La casa nella prateria”, con un minuscolo ufficio postale, un piccolo emporio, una scuola formato tascabile, ma anche un ottimo pub con una buona cucina dove bere una bella birra fresca Canadese, il Gigglin’ grizzly pub.




Ripartiti in direzione di Prince George, una cittadina industriale e abbastanza anonima, famosa solo perché sosta per spezzare un lungo viaggio, infatti ci sono tanti business Hotel e Motel, per tutte le tasche, noi abbiamo optato per il Sandman Hotel, che dispone di un’ottima cucina, curata e frequentato anche molto dai locali.
La mattina seguente dopo colazione abbiamo ripreso la strada verso Smithers, ma non prima di aver fatto la deviazione per Fort Saint James, un forte fondato agli inizi dell’800 per il commercio e i gli scambi con i nativi locali. Un posto ben restaurato dove si riesce a comprendere lo stile di vita dei pionieri dell’epoca.





Per la sosta pranzo ci siamo fermati in un negozio di alimentari di Burns lake per poter fare un veloce pic nic sulle sponde del piccolo lago locale per ripartire subito verso Smithers, una cittadina da dove partono infinite gite per chi ama il tracking e le scalate, con una main street molto carina, piena di negozi, pub e ristoranti che durante il giorno organizza feste ed eventi legali alla stagionalità.




Abbiamo goduto di un aperitivo all’Alperhorn Bistro, in attesa della cena all’Hudson Bay hotel, visto che purtroppo da quel momento una leggera pioggerellina ha iniziato a farci compagnia per buona parte del viaggio. Rientrati all’Hotel Aspen Inn siamo crollati dal sonno.


Il mattino seguente abbiamo iniziato il cammino verso Ovest, verso l’oceano, fermandoci prima ad Hazelton un villaggio storico dove si insediarono i primi pionieri e dove all’interno della riserva Indiana si trova un piccolo, ma interessantissimo museo di reperti archeologici e suppellettili degli “antenati”, e dove si trovano bellissimi Totem in legno originali nel parco all’aperto.








Nonostante la pioggerellina incessante abbiamo goduto di questo magnifico posto e poi abbiamo ripreso il cammino, attraversando zone con ricchi corsi d’acqua avvicinandoci al mare.









Giunti a Prince Rupert e lasciato l’auto in hotel, il Prestige Prince Rupert Hotel, siamo andati di corsa (perché avrebbe chiuso di lì a breve) al Northern British Columbia Museum, incentrato sulla storia e la cultura della First Nation, come amano definirsi i nativi, e su quella dei pionieri che si avventurarono in queste zone, all’epoca estreme, per aprire nuove strade ai commerci.






Approfittando della tregua di qualche ora concessaci dalla pioggia abbiamo piacevolmente passeggiato a Cow Bay, un quartiere sul mare molto caratteristico dove a farla da padrone sono ristorantini, bar, negozi e decori che richiamano le mucche.











Non ci siamo fatti mancare un aperitivo con la vista su un nativo che intagliava legno, vicino ad un caldo camino al Crest Hotel, guardando le navi cargo passare.


Prince Rupert è una piacevolissima cittadina, che merita una giornata per godersela, quindi se pensate di fare l’Inside Passage col traghetto per raggiungere Port Hardy, calcolate i tempi per arrivarci.
La cena l’abbiamo prenotata al Dolly’s Fish Market, ristorantino spartano, ma di proprietà di pescatori odove il pesce freschissimo è cucinato in maniera ottima!
Siamo andati a letto abbastanza presto perché l’imbarco ai traghetti con l’auto iniziava alle 5.00 del mattino!!



Come ricetta vi lascio quella della Coleslaw un'insalata di cavolo cappuccio e carote che è uno dei più classici dei contorni di tanti piatti ordinati e gustati in questo viaggio meraviglioso.

Alla prossima puntata con l'approdo sulla Vancouver Island!!




 COLESLAW ( di Bertha McDonald)

400 g di cavolo cappuccio verde tagliato a listarelle sottilissime (io uso una mandolina)
200 g di carote grattugiate 
1/2 cipolla tagliata finemente
125 ml di maionese
50 ml di aceto di vino rosso
1/2 cucchiaino di semi di sedano
sale e pepe macinato fresco



Mescolate dentro una ciotola capiente il cavolo cappuccio con le carote e la cipolla (io adoro fare questa operazione con le mani).
In una ciotolina più piccola mescolate la maionese con l'aceto il sale, i semini di sedano e macinate il pepe nero. Unite questa emulsione al mix di cavolo cappuccio e mescolate bene. 
Coprite e mettete a riposare in frigo fino al momento di servirla. 
Si conserva molto bene in frigo fino a due giorni, se chiusa in un contenitore. In realtà il riposo minimo di alcune ore in frigo aumenta i sapori a questa freschissima insalata.



NOTE DI VIAGGIO:
-British Columbia Visitor Center(Mount Robson): disponibilità e ottimi consigli- VIVAMENTE CONSIGLIATO
-Giggling Grizzly Pub (McBride): perfetta sosta, per una strada lunga e con pochissimi villaggi di passaggio. -VIVAMENTE CONSIGLIATO
-Sandman Hotel, Prince George: classico business Hotel, ottime e stanze, ristorante annesso veramente buono. Da considerare solo come sosta per il viaggio: VIVAMENTE CONSIGLIATO
-Alperhorn Bistro, Smithers: atmosfera allegra, ottime birre e cocktail, accoglienza, cortesia e gentilezza : ALTAMENTE CONSIGLIATO
-Ristorante dell'Hudson Bay Hotel: buona cena, ambiente molto tipico: CONSIGLIATO (ma solo perchè avendo più tempo Smithers offre tante alternative, ma da prenotare per tempo)
-Hotel Aspen Inn: camere accoglienti, pulite, sempre valido come sosta del viaggio: CONSIGLIATO (come sopra)
-Prestige Prince Ruper Hotel, Prince Rupert: ottima posizione perchè in centro a pochi isolati da tutto e soprattutto a 5 minuti esatti di auto dall'imbarco dei traghetti. Camere accoglienti, munite di ogni comfort: VIVAMENTE CONSIGLIATO
-Dolly's fish market: locale spartano, ma la cucina di pesce assolutamente OTTIMA: ALTAMENTE CONSIGLIATO