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lunedì 14 ottobre 2019

PASTA AI PEPERONI (buonissima)


Spesso quando mi capita di mangiare pasta condita con i peperoni, 'è l'aggiunta della panna, che per carità ammetto sia tanto buona, ma in realtà ho anche scoperto che con la ricetta giusta è possibile ottenere una salsa di peperoni che risulti cremosa e saporita senza aggiunta di altri grassi se non un paio di cucchiai di ottimo olio extra vergine di oliva.
Ultimamente stiamo cercando qui in casa di seguire un'alimentazione più "equilibrata" e questa comprende un piatto di pasta o riso per pranzo, come piatto unico e devo dire che ci stiamo trovando bene, soprattutto perchè sto scoprendo che con le verdure o ortaggi è una cosa che fa variare i condimenti e ci regalano gusto senza dover fare troppe rinunce.
Tutto è partito dai peperoni arrostiti che ho fatto qui, ma da noi spesso dai fruttivendoli o nei panifici si trovano in vendita insieme alle melanzane e alle cipolle, in modo che tornati a casa si deve solo sbucciare e condire a piacere.




PASTA AI PEPERONI (buonissima e volendo light)
(per 4 porzioni)

280 g di pennette lisce (ma vanno bene anche maccheroncini rigati, fusilli, quello che preferite)
3 peperoni arrostiti
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero
prezzemolo fresco

Per i peperoni seguite la ricetta che ho pubblicato qui , che potete preparare anche il giorno prima, omettendo ovviamente i capperi, che magari se piacciono li aggiungete dopo a decorazione del piatto.
Una volta che avrete i vostri filetti di peperoni, puliti e conditi, metteteli in una boccale o contenitore alto e stretto e frullate bene con un frullatore ad immersione fino ad ottenere una salsa cremosa e densa. Coprite e mettete da parte, in frigo se la preparate qualche ora prima di cuocere la pasta.
Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua, quando bolle aggiungete il sale grosso e versate la pasta, che cuocerete al dente.
Scolate la pasta e condite con la salsa di peperoni e servite subito accompagnata con dell'ottimo Parmigiano Reggiano grattugiato se vi piace.


Enjoyyy!!!

martedì 8 ottobre 2019

PEPERONI ARROSTITI o al FORNO


In casa nostra non esiste un secondo che sia di carne, o pesce, anche solo di salumi e formaggi che non sia accompagnato da un contorno di verdure o ortaggi.
I peperoni arrostiti, sono una delle cose che adoro di più in assoluto, anche perchè ho imparato il metodo che mi si addice di più per prepararli.
Sembra una cosa lunga ma vi assicuro che non lo è, io poi preferisco farli il giorno prima proprio perchè così si amalgamano bene i sapori e soprattutto, perchè in questo modo è già pronto!!!
Spesso nei buffet degli antipasti delle trattorie locali non mancano mai insieme alla Caponata Siciliana, alla Parmigiana, a formaggi e frittate, ma già da soli con una fetta di pane fresco sono un piatto "gourmet della semplicità"!!!
P.S. Digerendoli e dosando bene l'olio di condimento vi assicuro che sono anche un contorno molto light.



PEPERONI ARROSTITI

3 peperoni rossi grandi
olio d'oliva extra vergine
prezzemolo
sale
1 spicchio d'aglio
capperi (facoltativo)

Lavate i peperoni e metteteli così interi sulla placca del forno con carta forno.
Infornate, accendete il forno a 190°C e cuocete un'ora; girate i peperoni e continuate la cottura per altri 30 minuti e poi spegnete il forno e dimenticate i peperoni lì dentro almeno 4-5 ore (Se vi dovesse servire il forno, invece, prendete i peperoni bollenti e chiudeteli in un sacchetto di carta, tipo quello del pane, e anche in quel caso lasciateli raffreddare).


Prendete i peperoni, ben freddi e vedrete come la pellicina verrà via velocemente, senza alcuna resistenza, levate il picciolo, apriteli ed eliminate tutti i semini e anche le coste interne (che con la cottura sembreranno quasi scomparse). Pulite bene i filettini di peperone, adagiateli su un piatto, aggiungete l'aglio tagliato in due tre pezzetti, versate l'olio extra vergine di oliva, il sale, il prezzemolo e mescolate bene. Coprite e mettete in frigo fino al momento di servire.
Se vi piacciono aggiungete qualche cappero.

Enjoyyy!!!

martedì 10 settembre 2019

PEPERONI E PATATE (Pipi e Patate)


A metà Luglio Valentina, prima di mettersi in ferie con il blog, pubblica così a sangue freddo i PIPI e PATATE , e mi ha colpita e affondata. Credo di non aver nemmeno finito di leggere il suo post che ero già fuori dal fruttivendolo a comprare i peperoni e le patate.
Fatti, fotografati, messi a riposare quella mezza giornata per far si che si insaporiscano bene e mangiati e poi il resto è storia...sono andata in vacanze anche io e quindi eccomi qui ai primi di Settembre a pubblicare unna ricetta facilissima, ma superlativa. Inutile dirvi che lo so che la stagione dei peperoni sta per finire, ma appunto "sta per", significa che " non è ancora" finita, quindi andate di corsa dal fruttivendolo a comprarli e fate questa ricetta e non ve ne pentirete.



PEPERONI E PATATE ( da Profumo di Limoni)

5 peperoni rossi
6 patate medie
aceto di vino bianco
sale
olio d'oliva extra vergine

Sbucciate le patate, lavatele e tagliatele a spicchi.
Lavate i peperoni, tagliateli a losanghe, privandoli dei semini e delle "coste" bianche all'interno.
Riempite una padella con l'olio abbondante e friggete prima le patate, scolatele e mettetele in una ciotola, a seguire nello stesso olio friggete i peperoni.
Aggiungeteli nella ciotola con le patate e se serve aggiungete qualche cucchiaio di olio della cottura. Salate, aggiungete origano ed un cucchiaio di aceto di vino. Mescolate bene tutto, coprite e mettete a riposare mezza giornata.



Come dice Valentina, va bene che le patate si "ammoscino"...fidatevi gente, fidatevi!

ENJOY!!!

venerdì 14 giugno 2019

PEPERONI VERDI LUNGHI IN PADELLA (Cornetti fritti)



Ricetta tipica qua da noi quando inizia la stagione giusta. Complice il fatto che mi sia arrivata in regalo una busta di questi peperoni verdi lunghi, che non sono da confondere con quelli piccoli come peperoncini, e che non avevo mai cucinato. Ovvio che avrei potuto farli al forno, o anche ripieni di carne e/o riso, ma avendoli spesso trovati al ristorante ottimi per accompagnare carni arrostite, pesce, e antipastini a base di formaggi locali, ho voluto proprio farli così, in padella con ottimo olio extra vergine d'oliva. Per la ricetta mi è venuta in aiuto la mia Giusfina, come la chiamo affettuosamente io, che ormai fa parte della famiglia e che si occupa di casa nostra e anche di Ronald Reagan quando partiamo.



Quindi vi assicuro che quest ricetta è proprio Catanese, così come si sono sempre cotti questi peperoni verdi, che il mio fruttivendolo chiama "cornetti verdi" e quindi suppongo sia così che si chiamano nei vari mercati rionali della città.
Una ricetta estremamente facile, solo lunga nella cottura, ma praticamente ve la dovete scordare sul fuoco, quindi non fatevi prendere dal panico eh!


PEPERONI VERDI LUNGHI in PADELLA (Cornetti fritti)

8/9 peperoni verdi lunghi (cornetti)
olio extra vergine di oliva
sale


Tagliate il picciolo ai peperoni ed eliminate con l'aiuto di un coltello spilucchino i semini dall'interno, lasciando i peperoni interi. In una padella capiente versate un dito di olio extra vergine di oliva e accendete il fuoco e fate arrivare a temperatura. Posizionate bene incastrati i peperoni nella padella, coprite con un coperchio, abbassate il fuoco al minimo e fate cuocere un'ora, in pratica scordateveli. Passata un'ora salateli e girateli sull'altro lato, ricoprite con il coperchio e fate cuocere un'altra oretta sempre a fuoco bassissimo, cioè sul fornello più piccolo con la fiamma al minimo. Passata questa altra ora, togliete il coperchio, passate su un fornello più grande e fate evaporare l'acqua a fuoco vivace, basterà circa un quarto d'ora. aggiungete sale se occorre e servite sia caldi che a temperatura ambiente, e non dimenticate di aggiungere dell'ottimo pane perchè quell'olio rimasto è una cosa irresistibile.


Enjoy!!!

lunedì 25 giugno 2018

RISO FREDDO CON SALSA AI PEPERONI E NOCCIOLE


Una soluzione fresca che mi è tornata in mente trovandomi dei bei peperoni rossi da utilizzare, senza voler necessariamente usarli come contorno.
So che sembrerò monotona, ma durante l'Estate a me serve avere in frigo già il pranzo o la cena pronti dal ritorno dal mare o da qualche "giro in giro", perchè lo trovo così comodo e mi dà "serenità". Col caldo l'idea di non dover ricorrere alla solita insalata con qualche affettato per evitare di accendere i fornelli al rientro a casa mi rende felice. Si lo so mi accontento di poco, ma ditemi voi se non è una bella cosa?!


RISO FREDDO SALSA AI PEPERONI ARROSTITI

250 g di riso 
4 peperoni rossi
2 spicchio di aglio
40 g scalogno
90 ml di olio extra vergine di oliva
Sale
Pepe
40 g di nocciole tostate (più alte nocciole per presentazione del piatto)
3 cucchiai di aceto di mele


Lavate i peperoni e metteteli interi così come sono col picciolo, su una teglia ed infornate a 200°C, dopo circa mezz’ora vedrete che la pellicina sarà scura, girate e lasciate che anche l’altro lato dei peperoni si "bruci" bene, sembrerà che si stacchi.
Spegnete il forno e lasciate così per un paio d’ore.
Quando i peperoni saranno freddi dentro al lavandino e su un sacchetto di carta o una busta di plastica, eliminate la pellicina, ci starete un attimo, eliminate il picciolo e svuotate il peperone dei semini e delle coste bianche interne, vi dovrete lavare le mani un paio di volte, ma vedrete che velocità e soprattutto, vi troverete dei filettini di peperone magnifici.
Metteteli in un contenitore alto e stretto, con l’olio extra vergine di oliva, le nocciole, l’aglio, il sale, il pepe, l’aceto di sidro di mele, lo scalogno a pezzetti e frullate tutto molto bene con un frullatore ad immersione.

Assaggiate di sale e conservate in frigo. 

Cuocete il riso in acqua salata bollente e scolate. Sciacquate il riso sotto acqua corrente fredda. Scolate ancora bene e condite con la salsa di peperoni freddi. Potete servire subito o  mettere in frigo fino al momento di servire!

ENJOYYY!

martedì 14 febbraio 2017

POLLO FRITTO AL LATTICELLO CON SALSA DI PEPERONI ARROSTITI e NOCCIOLE



Per me pollo fritto non è il KFC, bensì proprio il pollo fritto degli Stati del Sud degli USA, quello mangiato in Georgia ed in South Carolina, quello di Jestine’s Kitchen a Charleston resta uno dei miei preferiti, così come quello imparato ad un corso a San Francisco, proprio sulla cucina del Sud, dove al magnifico pollo vennero affiancato gli old fashioned biscuit, le mashed potatoes, fino ad  un favoloso peach cobbler con tanto di gelato alla vaniglia.
Detto questo vi spiego la mia sfida: il mio pollo “creativo” in realtà non è nulla di così creativo, perché sono andata sulla classica ricetta imparata negli Stati Uniti, con il buttermilk che faccio ogni volta che non trovo quello vero e fritto nello strutto (ho la fortuna di averne di ottimo, prodotto dal grasso di maiali allevati allo stato brado sull’Appennino Emiliano), poiché lo ritengo molto migliore al Crisco, utilizzato invece negli USA, mentre per la seconda ricetta mi sono attenuta rigorosamente alla ricetta di Silvia, con pangrattato e uovo, come da regolamento sfida. La creatività l’ho messa tutta nella salsa di peperoni arrostiti e nocciole, ridotte in pasta, perché la nota croccante nel piatto l’ho voluta lasciare al pollo. Questa salsa mi ha convinta del tutto, del resto è liberamente ispirata a Yotam Ottolenghi, e la rifarò anche per accompagnare altri piatti, sto già pensando ad affiancarla alla salsa verde con il bollito, ma la vedo bene anche con delle cotolette al forno di pesce spada.
Infine ho messo anche un semplicissimo contorno, fatto di broccoletti Siciliani arrostiti alla piastra.

POLLO FRITTO e SALSA AI PEPERONI ARROSTITI , con contorno di BROCCOLI ALLA PIASTRA



POLLO FRITTO con farina di mais “SOUTHERN WAY”

Per 2 cosce di pollo ruspante (circa 500 g ognuna)
100 g di farina di mais (tipo fioretto –io ho usato cornmeal Americano)
100 g di farina 00
Sale
Pepe
Latticello fatto in casa
2 foglie di salvia finemente tritate
Paprika dolce
1 spicchio di aglio (finemente grattugiato)
Strutto per friggere

La sera prima preparate il latticello e quando è pronto aggiungete della paprica dolce e mettete le cosce e le sovra cosce di pollo, che avrete ovviamente preventivamente, tagliato e pulito, a marinare tutta la notte in frigo.
Il giorno seguente, mettete i pezzi di pollo a scolare su una gratella, circa 30 minuti, sotto cui avrete messo della carta forno per evitare di sporcare il piano di lavoro. Nel frattempo in un piatto fondo mescolate la farina di mais con la farina 00, aggiungete sale e pepe, la salvia tritata finissima con altra paprika e l’aglio grattugiato fine fine e mescolate bene tutto con una forchetta; preparate un piatto con carta forno per quando avrete impanato la carne. In una casseruola, dai bordi alti mettete lo strutto che non superi la metà del tegame, e portate a temperatura. Io ho un metodo molto “spartano” e semplice per sapere quando lo strutto (ma anche gli altri tipo di grassi e oli) è pronto per la frittura: inserisco il manico di un cucchiaio di legno, se si circonda subito di bollicine, siamo pronti!
Preriscaldate il forno a 120°C, così che sia a temperatura man mano che il pollo fritto è cotto e lo possiate tenere al caldo.
Prendete un pezzo di pollo alla volta, e passatelo bene su tutti i lati nelle farine, scuotete per eliminare le farine in eccesso, e poggiatelo sul piatto con carta forno. 


Quando avrete preparato tutti i pezzi di carne, cominciate a friggere, ma non più di due tre pezzi alla volta e fate cuocere 7-8 minuti su ogni lato, rigiratelo di tanto in tanto, ma a metà cottura abbassate lievemente la fiamma, perché così manterrete un bel colore della crosticina ma avendo la certezza che la carne all’interno sia cotto. In considerazione del fatto che le cosce che ho utilizzato io erano abbastanza grandi fidatevi che 15-20 minuti in totale ci vogliono tutti.
Mettete su un piatto con carta assorbente e passate subito in forno mentre continuate a cuocere il resto del pollo.



POLLO FRITTO con pangrattato e uova
Ingredienti per

2 cosce di pollo (da circa 500 g ognuna)
2 uova medie
100 g di farina
100 g di pane grattato
sale
pepe
1 l di olio di arachidi per la friggere


Latticello (secondo metodo di Silvia)

250 g latte parzialmente scremato
250 g yogurt magro
10 ml succo di limone filtrato
In una ciotola versate lo yogurt e il latte e stemperateli, infine aggiungete il limone. Lasciate a temperatura ambiente per 15 minuti circa.

Mettete il pollo a marinare nel latticello almeno quattro ore prima di cuocerlo, io ho messo a marinare tutta la notte.
Rimuovete il pollo dalla marinatura, lasciatelo scolare sopra una gratella posta su un foglio di carta da forno per mezz'ora almeno. Preparate un piatto fondo con la farina, una ciotola con le uova sbattute il sale e il pepe, e un altro piatto con il pangrattato. Preparate anche un piatto o vassoio con carta forno per appoggiare il pollo impanato e una pirofila, o teglia con carta assorbente per quando il pollo sarà pronto e lo terrete caldo in forno.
Infarinate i pezzi di pollo, scuoteteli dalla farina in eccesso, passateli nell'uovo sbattuto ed infine nel pangrattato su tutti i lati, pressando bene.
Poggiate i pezzi di pollo nel piatto o vassoio con carta forno e intanto portate l’olio a temperatura, sempre utilizzando una casseruola dai bordi alti e stretti, perché il pollo va cotto in profondità. Comunque l’olio se usate metodi più “professionali” deve raggiungere i 180°C circa.(ma io vado sempre con il mio cucchiaio di legno che non mi ha mai tradita)
Immergete nell'olio 2-3 pezzi di pollo alla volta. Osservate l’olio: il pollo appena immerso friggerà formando molte bolle grandi e man mano che si cucinerà le bolle diminuiranno sempre più. Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, ci vorranno circa 6/8 minuti di cottura a seconda della grandezza del pezzo (nel mio caso ce ne sono voluti 18-20 in totale), scolatelo dall'olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.
Una volta asciutto, se desiderate, potete tenerlo al caldo nel forno preriscaldato a 120°C circa, infornandolo sulla placca da forno.




SALSA AI PEPERONI ARROSTITI

2 peperoni rossi
1 spicchio di aglio
20 g scalogno
50 ml di olio
Sale
Pepe
20 g di nocciole tostate
2 cucchiaio di aceto di sidro di mele (se non lo avete va bene aceto di mele)


Preriscaldate il forno a 180-190°C.
Lavate i peperoni e metteteli interi così come sono col picciolo, su una teglia ed infornate, dopo circa mezz’ora vedrete che la pellicina sarà scura, girate e lasciate che anche l’altro lato dei peperoni si cuocia bene, sembrerà che si stacchi.
Spegnete il forno e lasciate così per un paio d’ore.
Quando i peroni saranno freddi dentro al lavandino e su un sacchetto di carta o una busta di plastica, eliminate la pellicina, ci starete un attimo, eliminate il picciolo e svuotate il peperone dei semini e delle coste bianche interne, vi dovrete lavare le mani un paio di volte, ma vedrete che velocità e soprattutto, vi troverete dei filettini di peperone magnifici.
Metteteli in un contenitore alto e stretto, con l’olio extra vergine di oliva, le nocciole, l’aglio, il sale, il pepe, l’aceto di sidro di mele, lo scalogno a pezzetti e frullate tutto molto bene con un frullatore ad immersione.
Assaggiate di sale e servite. Se lo conservate in frigo, andrebbe leggermente scaldato perché col freddo tende ad addensarsi.

BROCCOLI ARROSTITI alla PIASTRA

1 broccolo siciliano
Sale
Pepe
Olio extra vergine di oliva
Lavate bene e mondate il broccolo, tagliatelo a pezzetti e mettetelo con due dita di acqua in una ciotola di vetro e passate 2-3 minuti al microonde. O se non lo avete fate sbollentare in acqua bollente.
Mettete una piastra sul fuoco vivo e fatela scaldare bene. Scolate i pezzetti di broccolo e adagiateli sulla piastra rovente, con una pinza girateli nel giro di 1 minuto. Metteteli in una ciotola, conditeli con olio extra vergine di oliva, sale e pepe e servite con il vostro pollo fritto e la salsa di peperoni arrostiti





martedì 11 ottobre 2016

TAPAS: IL CANNOLO SICILIANO- cannoli di panelle(montadito)- cannoli di zucchine e pesce spada(tapas)- pasta coi broccoli (pinch da bere)



Una cosa avevo  in mente: la “Sicilia in bocca” ..ma poi mi si è accesa una lampadina e ho pensato che una delle cose siciliane più conosciute al mondo sono i cannoli, e così ne avrei messo uno tra Tapas, Montadito e Pincho, ma avevo tante idee, troppo mescolate e purtroppo questo mese abbiamo una sola possibilità e così ho tagliato la testa al toro (ma non prendetemi per un matador) e ho cambiato filo conduttore alla mia sfida, avrei fatto il “Cannolo Siciliano”, che di cannolo ha le forme, e di Siciliano i prodotti che ho utilizzato, ma non ho messo nemmeno una briciola dei veri cannoli che si trovano in bella mostra grandi  e piccoli, con ricotta, crema e cioccolato in tute le meravigliose pasticcerie Siciliane!



Montadino: servito su una fetta di pane o mini panino, con tanta roba, e direi che facendo le mafaldine con i semini di sesamo sopra, che qui chiamiamo giggiulena, non potevano mancare le panelle Palermitane, a forma di cannolo naturalmente, qui sorgeva un dubbio, a Catania le migliori mafaldine si devono mangiare per legge ed obbligo(degli intenditori) con la mortadella con il pistacchio di Bronte ed ecco che mi sono attenute alle regole, mai scritte, ma quei cannoli andavano riempiti con qualcosa di ricco e cosa c’è di meglio della Sicilianissima Caponata??Ne ho fatta una mia versione che sta tra quella di melanzane e quella Catanese che vuole peperoni e varie.


Pincho:  l’idea mi piaceva da impazzire e quindi ho osato! Si perché ho fatto un pincho “da bere”, e comunque non si devono usare posate e così come ti infilzo il “cannolo” di pacchero ripieno?? MA con la cannuccia con cui bere la vellutata di broccoli…per il miglior equilibrio di una pasta che “vruoccoli” come deve essere!


Tapas: questa è forse la più semplice nel senso che la zucchina con i pomodorini e il pesce spada qua da noi sono un “must” , e lo so che partivo avvantaggiata, ma per la semplicità di esecuzione credo che li proporrò spesso ai miei aperitivi in giardino…perché qua è ancora Estate per fortuna!!



TAPAS: CANNOLO SICILIANO




Per il “montadito” – Pane e cannoli di panelle ripieni di caponata con mortadella al pistacchio

Mini mafaldine
Cannoli di panelle
caponatina
Qualche fetta di mortadella con pistacchio

MAFALDINE
(circa 32 pezzi)

300 g  di semola rimacinata
100 g di farina manitoba
2 g di lievito di birra secco
225 ml circa di acqua
1 cucchiaino abbondante di sale
10 g di strutto
1 cucchiaino scarso di zucchero
semi di sesamo

Si può lavorare sia a mano che in planetaria.
Nella ciotola del KitchenAid (ma se lavorate a mano usate una ciotola capiente) mescolate bene le farine con il lievito di birra secco e lo zucchero, dopo di che con il gancio ad uncino in movimento a bassa velocità aggiungete l’acqua fino a fare amalgamare bene gli ingredienti, aggiungete l’olio ed aumentate la velocità, lavorate per 3-4 minuti ed aggiungete il sale. Continuate a lavorare per altri 4-5 minuti a velocità 4.
Dovrete ottenere un impasto morbido e compatto.
Formate una palla e mettete in una ciotola coperto con pellicola per alimenti a lievitare fino al raddoppio. Ci possono volere un paio d’ore, ma a seconda delle temperature e dell’umidità nell’ambiente anche un’ora  e mezza o tre, quindi vale sempre il fatto che l’impasto deve raddoppiare di volume.
Riprendete l'impasto e lavorate per un paio di minuti circa dando le pieghe del secondo tipo cercando di incorporare aria. Formate una palla e fate riposare coperto dalla ciotola a “campana” per una mezz’oretta circa.
Tagliate circa 32  pezzi del peso di 20 grammi ognuno e formate dei cordoncini a cui darete prima la forma di un serpente o una doppia “S” che unirete con il finale del cordoncino.
Metteteli su una teglia o sulla leccarda del forno rivestita di carta forno e fate riposare un’ora coperti con pellicola e a questo punto preriscaldate il forno a 220°C funzione “ventilato”; spennellate le mafaldine con un po’ di acqua e spargete sopra i semi di sesamo. Infornate a forno caldo abbassando la temperatura a 200° e cuocete fino a che prendono il classico colore dorato intenso.
NOTE: come tutto il pane se mangiato appena fatto è meraviglioso, ma potete anche congelarle dentro ad un sacchetto per alimenti. Essendo così piccoli si scongelano in un paio d’ore.

CAPONATINA

1 melanzana tagliata a fette e messa per almeno mezz’ ora in acqua e sale
1 peperone rosso (privato dei semini e delle "coste" bianche interne)                  
1 cipolla piccola di tropea (tagliata sottile)
2 cucchiaio di aceto
1 costa di sedano (sbollentato precedentemente)
1 cucchiai di zucchero
sale e pepe
capperi
olive
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva

In una padella fate soffriggere uno spicchio d'aglio nell’olio extra vergine di oliva e versate la melanzana tagliata a cubetti, quando questi saranno cotti e dorati, prelevateli con una ramina e metteteli in una ciotola, senza carta assorbente, nella stessa padella con lo stesso olio versate e  cuocete il  peperone, fino a quando sarà morbido, togliete i pezzetti di peperone sempre con una ramina e metteteli nella stessa ciotola con le melanzane, infine soffriggete nella stessa padella la cipolla finemente affettata, e quando sarà morbida e "passita" aggiungete capperi, sedano e olive ed insaporite 5 minuti,  aggiungete l'aceto e lo zucchero, che avrete mescolato insieme, amalgamate bene fino a che lo zucchero sarà sciolto sulle melanzane e peperoni, salate e pepate e mescolate bene e coprite e fate raffreddare, potete preparare la caponatina anche un paio di giorni in anticipo.
NOTE: Anche la caponatina può essere congelata.

PANELLE

125 g di farina di ceci
375 ml di acqua
Sale
Pepe
Prezzemolo tritato finemente
Oli di mais per friggere

Setacciate la farina in una pentola a fondo spesso e mescolando con una frusta iniziate ad aggiungere l’acqua a temperatura ambiente, continuate a mescolare fino a terminare il liquido. Aggiungete il sale e il pepe e mettete sul fuoco e mescolate sempre fino a quando il composto non inizierà a staccarsi dalle pareti.
Spegnete il fuoco ed aggiungete il prezzemolo tritato, mescolate e rovesciate su un piano di marno, o su un piano di lavoro dove avrete steso della carta forno, coprire con un altro foglio di carta forno e stendete con un mattarello, fino ad ottenere uno spessore di 3-4 mm. Tagliate delle losanghe e arrotolatele sui classici “cannoli” di alluminio di piccolo diametro (sono quelli che si usano per i cannolicchi mignon in pasticceria), e poi fermateli con un laccetto di silicone da cucina, o anche spago per arrosti, ma senza stringere, perché in cottura si gonfiano un po’.


Friggete in olio bollente in profondità, una volta dorati, lasciateli scolare e intiepidire prima di sfilare i cannoli (vi brucereste sicuramente) e levate il laccetto di silicone o lo spago.
Con un cucchiaino piccolo piccolo riempite delicatamente i cannoli di panelle con la caponatina.
Tagliate le mafalfine, mettete sulla parte inferiore un po’ di mortadella, poggiateci sopra il cannolo di panella ripieno di caponatina e chiudete con la parte superiore del panino e fermate con uno stuzzicadenti.

Per i Pinchos “da bere”- pasta coi “vruoccoli”

(per 6 pezzi)

6-8 Paccheri
3 cucchiai di ricotta di pecora
200 g di broccolo siciliano
1 cucchiaio di Cacio Ragusano stagionato grattugiato
1 cucchiaio di uvetta Sultatina,
1 cucchiaio di pinoli
1 ciuffetto di finocchietto selvatico
Sale
Pepe
Olio extra vergine di oliva

Cuocete in abbondante acqua i broccoli e non buttate l’acqua.
Ammollate l’uvetta in acqua.
Tostate velocemente, stando attentissimi a non bruciarli, i pinoli in un padellino.
Portate a bollore nuovamente l’acqua di cottura dei broccoli e quando bolle salate e versate i paccheri, nel frattempo preparate il ripieno mescolando la ricotta con l’uva Sultanina, i pinoli il finocchietto sminuzzato, un cucchiaio di broccoli, il Cacio Ragusano grattugiato, salate e pepate. E mettete in una sac à poche.
Versate in un boccale i broccoli lessati, 2-3 cucchiai di olio extra vergine di oliva e 2-3 mestoli di acqua di cottura dei paccheri e frullate tutto con un frullatore ad immersione, dovrete ottenere un composto abbastanza liquido, eventualmente aggiungete un altro po’ di acqua di cottura della pasta e aggiustate di sale.
Quando i paccheri son cotti al dente, scolateli e fateli intiepidire.
Versate la salsa di broccoli nei bicchierini piccoli.
Con un “tondino” in allumino (tipo quelli che si usano per i biscotti di Natale da appendere) o anche con le cannucce fate i fori su due lati dei paccheri, riempiteli con il composto di ricotta ed inserite le cannucce, avendo cura di pulirle perché da un lato la ricotta avrà fatto qualche “sbavatura”.


Appoggiate la cannuccia con il pacchero ripieno sul bordo del bicchierino.

Tapas “Cannolo di zucchina fritta con pesce spada, pomodorini e capperi”
(per 6 pezzi)

3 zucchine verdi medie
Olio di mais per friggere
1 fetta di pesce spada (150 grammi circa)
1 cucchiaio di capperi
1 spicchio di aglio
4-5 pomodorini datterini
1 cucchiaio di mandorle a lamelle
Olio extra vergine di oliva
Sale e pepe

Tagliate le zucchine a metà in obliquo così da dare la forma dei cannoli Siciliani, e svuotateli aiutandovi con i “cannoli” di alluminio da pasticceria. In ogni porzione di zucchina inserite il “cannolo” di alluminio e friggetele in olio di mais bollente, in profondità. Scolatele su carta assorbente appena avranno preso il dorato scuro.
Nel frattempo tagliate a dadini piccoli il pesce spada, lavate e mondate i pomodorini, tagliateli a pezzettini, dissalate i capperi.
In una padellina soffriggete due minuti lo spicchio di aglio nell’olio extra vergine d’oliva, aggiungete i pomodorini e dopo due minuti versate il pesce spada e i capperi, cuocete 3-4 minuti non di più aggiustate di sale se serve, una macinata di pepe e spegnete.
Tostate velocemente le mandorle a lamelle, avendo sempre l’attenzione a non bruciarle.
Riempite le zucchine con il composto di pesce spada, decorate una estremità dei cannoli con le mandorle.
NOTE: Possono esseri preparati ance la mattina per la sera, conservateli in frigo, ma in questo caso le lamelle di mandorle mettetele solo poco prima di servire.










domenica 2 ottobre 2016

EMPANADA GALLEGA da "Torte Salate" di MTC


                                 Scroll down for English version

Un libro (bellissimo) : Torte salate, nato dalla mia sfida da vincitrice dell'MTC n.46
Cinque amiche che posseggono il di cui sopra libro
Una serata di fine settembre, tiepida, piacevole
Una terrazza bellissima in centro città
...ed ecco che nasce la "torte salate night", dove ognuna sceglie una ricetta e la propone...non poteva che essere un successo.
Ora io di segreti sulle brisée, che siano italiane o francesi, con uovo, senza uovo, che le si chiami

pâte à foncer o frolle salate, non ne ho più, perciò ho lasciato queste basi alle mie amiche e ho scelto

l'empanada Gallega della mia Iberica preferita Mai Esteve, che neanche a farlo apposta proprio ieri 

è diventata la nuova vincitrice dell'MTC n.59.
Ho come sempre apportato qualche minima modifica* alla ricetta originale, tipo non ho sbollentato i pomodori per spellarli, e li ho anche tagliati.... per le origini di questa empanada buonissima vi rimando alla pagina 52 del libro "Torte salate".



EMPANADA GALLEGA (di Mai Esteve da "Torte Salate" ed.Gribaudo-Feltrinelli)


Per un'empanada di circa 25cm x 30cm

per il ripieno

2 cipolle medie
1 peperone rosso grande
10 pomodorini ciliegino*
350 g di tonno sott'olio sgocciolato
200 ml di olio extra vergine di oliva* (non lesinate perchè servirà per l'impasto della sfoglia)
4 uova sode
4/5 foglie di prezzemolo*
sale



per la sfoglia

500 g di farina (Manitoba)
200 ml di olio del soffritto (o se si vuole una sfoglia più friabile e "leggera" 150 ml di strutto sciolto)*
1 cucchiaio abbondante di paprika dolce
1 g di lievito di birra disidratato (o 5 di lievito di birra fresco)
100-150 ml di acqua a temperatura ambiente*
1 cucchiaino scarso di sale


per lucidare

1 tuorlo

Preparate il ripieno.
Mondate e tagliate a dadini le cipolle.Mondate e lavate il peperone, eliminando con cura i semini e le coste bianche interne e tagliatelo a dadini. Tagliate i pomodorini a metà.
Scaldate tutto l'olio in una padella capiente e soffriggetevi la cipolla, a fiamma bassissima, 4-5 minuti. Poi aggiungete il peperone , salate e continuate a cuocere a fiamma bassa fino a quando non si sarà ammorbidito, senza disfarsi. Unite i pomodorini, il prezzemolo e  mescolate, fate cuocere per una decina di minuti, sempre a fuoco moderato. Aggiungete il tonno e sminuzzatelo con un cucchiaio di legno. Cuocete per 5-6 minuti e con una ramina scolate tutto il ripieno per bene, conservando l'olio del soffritto , che servirà per fare l'impasto della sfoglia.
Preparate l'impasto: setacciate la farina in una ciotola e fate la fontana, versate la paprika, il sale, metà dell'olio del soffritto e metà dell'acqua, man mano che lavorate aggiungete i liquidi, impastate bene per una decina di minuti, o fate lavorare bene la planetaria con il gancio a uncino. Potrebbe avanzarvi dell'acqua, ma l'olio del soffritto usatelo tutto. Dovrete ottenere un impasto elastico e resistente.
Fate una palla, mettete nella ciotola coperta e fate lievitare per un'oretta.
Preriscaldate il forno a 180°C.
Infarinate una spianatoia e dividete l 'impasto in due pezzi e con un mattarello stendete due sfoglie sottili di circa 30 cm x 35 cm. Spalmate il ripieno di tonno e peperone su una delle due sfoglie lasciando 3-4 m di bordo, che spennellerete con un filo di acqua; tagliate a metà le uova e mettetele al centro del ripieno e coprite il tutto con la seconda sfoglia, facendo fuoriuscire bene l'aria, premete  i bordi e ripiegateli  verso l'interno in modo da sigillare. Mettete su una teglia leggermente unta. Bucherellate con uno stuzzicadenti qua e là.
Se vi è avanzato qualche pezzettino di impasto decorate la superficie a piacere e spennellate il tuorlo d'uovo ed infornate per circa 40-45 minuti, fino a completa doratura.Sfornate e copritela per circa 10 minuti con un panno di cotone.
Potete servirla calda, tiepida o a temperatura ambiente, la potete preparare anche la sera prima, basta che una volta fredda la conserviate in frigo e poi NON la serviate fredda.


Engish version

By our beautiful book “Torte salate”, the challenge I proposed when I was the winner, some friends of mine and me organized a "torte salate night” preparing some recipe from this book. I chose the Empanada Gallega by Mai, and now she is the new MTC winner..it must be the fate!!!


EMPANADA GALLEGA (by Mai Esteve)

for the stuffing

2 medium onions
1 large red bell pepper
10 cherry tomatoes
12 oz  tuna well drained from oil
¾ cup of extra virgin olive oil (it is not too much because you’ll need it for pastry dough)
4 hard-boiled eggs
4/5 of parsley leaves
salt

for the pastry dough

1 lb + 2 oz  of bread  flour
¾ cup of the stuffing  oil
1 Tbsp of sweet paprika
¼ tsp of dried yeast
2/3 cup  of water at room temperature
1 tsp of salt

1 egg yolk for brushing

Prepare the filling.
Peel and dice the onions . Wash the pepper, carefully removing the seeds and inner white ribs and cut into cubes. Cut the tomatoes in half.
Heat all the oil in a large skillet and cook onions, low heat, for 4-5 minutes. Then add the pepper, salt and continue to cook over low heat until it will not soften. Add the tomatoes, parsley and stir, cook for about ten minutes, still over medium heat. Add tuna and crumble it with a wooden spoon. Cook for 5-6 minutes and drain with a wire net, set all the oil apart,  it will serve to make the dough.
Prepare the dough: sift the flour into a bowl ,pour the sweet paprika, salt and half  of the oil and half of the water, mix all, add other liquids, mix well for about ten minutes or do work well with the KitchenAid with the hook. Maybe you won’t use all water, but mix all the oil. You'll have to get a strong elastic dough.
Form a ball, cover and let rise for an hour.
Preheat oven to 350°F.
Flour a work surface and divide the dough into two pieces and with a rolling pin, roll out two thin sheets of about 11 inches x 13 inches. Spread the tuna stuffing on one of the two sheets leaving 2 inches of the edges, bruch the edges with some water; cut in half the eggs and put them in the middle of the stuffing and cover everything with the second dough sheet, press the edges and seal. Place on a lightly greased baking sheet. Prick with a toothpick
Brush the egg yolk and bake for about 40-45 minutes, until completely golden. When ready cover for about 10 minutes with a cotton cloth.

You can serve hot, warm or at room temperature, you can also prepare it  the night before, just store in the fridge, but don’t serve it cold.

giovedì 15 ottobre 2015

PEPERONI RIPIENI DI YOTAM OTTOLENGHI- RUTH'S STUFFED ROMANO PEPPERS




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Finalmente sono riuscita a trovare il tempo di cucinare qualcosa per lo Starbooks,  e finalmente ho preso una ricetta dal libro “Jerusalem” di Yotam Ottolenghi, che già solo per le immagini e le storie che l’autore introduce ad ogni capitolo mi piace molto!
La ricetta che ho scelto è stata quella dei peperoni ripieni di Ruth, la mamma di Ottolenghi, quindi una ricetta di famiglia, come tante altre presenti nel libro, un piatto unico potremmo definirlo, perché dentor abbiamo la carne, il riso e i peperoni appunto. Non mancano le spezie che regalano alle ricette di quella zona, come di tutto il Medio Oriente, profumi e sapori inconfondibili.
Come da regolamento Starbooks ho eseguito la ricetta alla lettera, ho solo dovuto declinare la scelta dei peperoni, perché quelli che usa l’autore non li ho trovati, quindi devo aggiungere che i tempi di cottura si allungano un pochino per via dello spessore dei peperoni stessi, ma non credo di aver inficiato assolutamente il risultato finale.


Con questa ricetta partecipo allo "Starbooks- REDONE"


 
PEPERONI RIPIENI DI RUTH (da “Jerusalem” di Yotam Ottolenghi e Sami Tamimi)

8 peperoni medi “Romano”*
1 pomodoro grande, tagliato a cubetti grandi (170 grammi circa)
2 cipolle medie, tritate grossolanamente (250 grammi circa)
500 ml di brodo vegetale

Per il ripieno
140 g di riso Basmati
1 ½ cucchiaio di Baharat
½ cucchiaino di cardamomo in polvere
2 cucchiai di olio d’oliva (io uso sempre e solo extra vergine di oliva)
1 cipolla grande, affettata finemente (circa 200 grammi)
400 g di carne di agnello
2 ½ cucchiai di prezzemolo a foglia piatta
2 cucchiai di aneto (io 1 di aneto secco)
1 ½ cucchiaino di menta essiccata
Sale e pepe

Iniziate dal ripieno. Mattete il riso in un pentolino e copritelo con acqua leggermente salata. Portate ad ebollizione e cuocete per 4 minuti. Scolate il riso, passatelo sotto acqua fredda e mettete da parte.
In un padellino “asciugate” tutte le spezie. Aggiungete l’olio, la cipolla e cuocete, mescolando spesso, per 7 minuti o fino a che la cipolla non si ammorbidisce. Versate questo mix, con il riso, la carne, le erbe, lo zucchero e un cucchiaino di sale in una ciotola abbastanza capiente e mescolate usando le mani, per amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Iniziando dal la parte finale con un coltellino tagliate per la lunghezza i peperoni di tre quarti, senza eliminare il gambo, creando una lunga apertura. Senza forzare troppo  i peperoni  apriteli abbastanza da eliminare i semi (io levo anche le coste bianche per rendere il piatto ancora più digeribile)e riempirli con circa 100 grammi di ripieno.
In una padella o tegame abbastanza grandi ( provvisti del giusto coperchio) da contenere tutti i peperoni,  versate la cipolla e il pomodoro. Posizionate i peperoni ben stretti tra loro  e versate abbastanza brodo da coprirli di 1 cm. Aggiungete ½ cucchiaino di sale e pepe.
Coprite con il coperchio e fate sobbollire a fuoco bassissimo, per circa un’ora (* avendo usato peperoni normali cuocete un quarto d’ora in più).
E’ importante che il coperchio chiuda bene il tegame , poichè  il ripieno deve cuocere bene e quindi è necessario che sul fondo resti sempre un po’ di liquido.
Servite i peperoni tiepidi (non bollenti), oppure a temperatura ambiente.

NOTE:
-Unica nota su cui desidero fare una precisazione (ma probabilmente in Israele l’olio di oliva esiste solo extra vergine, non lo so però per certo, quindi preciso che è solo una mia supposizione)è che ci tengo a precisare che se uso olio d’oliva è SOLO extra vergine mentre nel libro in versione inglese questo non è specificato. Detto questo devo dire che il risultato è un piatto abbastanza leggero, ma completo.
Dai sapori molto equilibrati e ben bilanciati tra di loro.
Concordo sul fatto che è un piatto da mangiare tiepido o addirittura a temperatura ambiente per poterlo veramente assaporare al meglio.
Aggiungo che per il tipo di cottura se una volta freddo lo si conserva in un contenitore a chiusura ermetica lo si può anche congelare e poi scaldare leggermente, per avere così un piatto pronto ma saporito all’occorrenza.
Questa ricetta di Yotam Ottolenghi non mi ha delusa, anzi, mi ha proprio entusiasmato e quindi vi posso confermare che il libro “Jerusalem” per me è assolutamente 

                                      PROMOSSO

English version
 
The following recipe is a very very famud one, by Yotam Ottolenghi, it is his mother recipe. It is a complete dish sio I don’t think you need much else beside it.
As Ottolenghi wrote just make sure to have a frying pan or pot, with a lid,  wide enough to accomodate all the peppers snugly in one layer. Or consider cooking them in two separate pans.
Anyway the results was great and delectable. You can even froze them with they sauce and warm in the microwave…. Even if they are delicious even at room temperature.


RUTH’S STUFFED ROMANO PEPPER S (by “Jerusalem” –Yotam Ottolenghi and Sami Tamimi)

8 medium Romano peppers*
1 large tomato ,roughly chopped ( 6 oz in total)
2 medium onions, roughly chopped (8 oz)
2 cups vegetable stock

Stuffing
3/4 cup Basmati Rice
1 ½  Tbsp Baharat spicemix
1/2 tsp ground cardamom
2 Tbsp olive oil (I only use extra virgin olive oil)
1 large onion, finely chopped (7 oz)
14 oz ground lamb
2 ½  Tbsp chopped flat leaf parsley
2 Tbsp chopped dill
1 ½  Tbsn dried mint
1 ¼  tsp sugar
Salt and ground black pepper

Start with the stuffing. Place the rice in a saucepan and cover with lightly salted water. Bring to a boil, then cook for 4 minutes. Drain, refresh under cold water and set aside.
Dry fry the spices in a frying pan. Add the olive oil and onion and fry for about 7 minutes, stirring often, until the onion is soft. Pour this, along with the rice, meat, herbs, sugar and 1 tsp salt into a large mixing bowl. Use your hands to mix everything very well.
Starting form the stalk end, use a small knife to cut lengthwise three quarters of the way down each pepper, without removing the stalk, creating a long opening. Without forcing the pepper open too much, remove the seeds and then stuff each pepper with an equal amount of the mixture.
Place the chopped tomato and onion in a very large frying pan for which you have a tight fitting lid. Sit the peppers on top, close together, and pour in just enough stock so that it come 1/8 inch up the sides of the peppers.
Season with 1/2 tsp salt and some black pepper. Cover the pan with a lid and simmer over the lowest possible heat for an hour. It is important that the filling is just steamed, so he lid must fit tightly; make sure there is always a little bit of liquid at the bottom of the pan. Serve the peppers warm, not hot, or at room temperature.
*If you use bell peppers , you will need a deeper pot, and may want to steam them a bit longer, due to the thicker skin