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lunedì 11 aprile 2022

CRESCENTINE BOLOGNESI FRITTE


Avrei già una ricetta dell'ennesimo dolce da pubblicare, ma ho pensato che un po' di salato era preferibile, del resto ho finalmente trovato la ricetta delle crescentine fritte bolognesi come volevo io e quindi era giusto "garantirla" in questo mio archivio di ricette on line.
Qualche giorno fa ho avuto a cena alcuni carissimi amici a cui ho dedicato una serata Emiliano-Romagnola con crescentine fritte, tigelle e piadine, inutile dire che accompagnate con ottimo Prosciutto di Parma, cunza, salame  formaggi verdure saltate, salame e Mortadella mi hanno fatto fare un gran figurone

Il bello di questa ricetta, è che sono fatte con lievito chimico (io ho usato quello per dolci  e vi assicuro che il "vanigliato" non si sente assolutamente),  e quindi in realtà si può preparare l'impasto un bel po' di ore prima, così come le crescentine pronte da friggere basta conservarle bene dall'aria.

CRESCENTINE FRITTE BOLOGNESI


500 g farina 00

300 g latte intero

12 g sale

1 bustina lievito chimico ( quello per dolci va benissimo)

1 cucchiaio raso di strutto


Nella ciotola della planetaria ( io KitchenAid) versate la farina con la bustina di lievito  ed il sale mescolate con il gancio piatto ed aggiungete lo strutto e a seguire il latte, fate amalgamare bene gli ingredienti.

Dopo 5 minuti cambiate il gancio ci  quello adnuncino e lavorate altri 4-5 minuti a velocità 4. Fornate una palla, chiudete in pellicola trasparente per alimenti e fate riposare almeno un'ora  ma anche due tre ore va bene lo stesso.

Stendete l'impasto sottile  se avete la sfogliatrice della planetaria stessa arrivate alla tacca 4. Ricavate delle striscie e ritagliate con una rotella dei rettangolari.

Potete friggerle subito in olio di semi a temperatura ( io controllo sempre con il manico di un cucchiaio di legno, quando si riempie attorno di tante bollicine è pronto) oppure poggiatele su un vassoio di cartone per alimenti leggermente infarinato e coprite con pellicola per alimenti a strati  e conservatele così anche qualche oretta, basta che siamo ben sigillate nella pellicola che non prendano aria e si secchino.

Scolatele man mano su carta assorbente da cucina e servitele calde con tanti ottimi salumi a cl.inciare dal Prosciutto di Parma.




venerdì 20 settembre 2019

QUICHE di ZUCCHINE e GAMBERI



Questa quiche è una cosa "goduriosa" all'ennesima potenza, per chi ovviamente ama i gamberetti.
Avendo poi una scorta di Pasta Brisèe pronta in freezer sarà sufficiente andare in pescheria ed acquistare dei gamberetti freschissimi con delle belle zucchine, che da noi ancora si trovano molto buone.
Servita con un aperitivo o per aprire una cenetta a base di pesce la bella figura con i propri ospiti è assicurata, ma considerando che il meglio di sè lo dà a temperatura ambiente è validissima anche da portare a qualche picnic o ad un "porta-party" da amici.
Questa è una Quiche e non una torta salata, perchè nella preparazione del ripieno abbiamo la presenza dell'appareil che è il mix che si fa con panna o latte e uova e che si versa a finitura della quiche prima di infornarla.

QUICHE di ZUCCHINE e GAMBERI

Pasta Brisèe di Michel Roux 
500 g di gamberetti freschi
2-3  cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale pepe nero
prezzemolo
1 spicchio d'aglio
2 zucchine medie
100 g di formaggio Emmental tagliato a fettine sottili
200 ml di panna fresca
1 uovo


Stendete e cuocete in bianco la pasta Brisèe e nel frattempo cuocete le zucchine lavate e mondate, e tagliate a rondelle, in una padella con un filo d'olio e del pepe nero. Quando saranno tenere togliete dal fuoco e mettete da parte.
Sgusciate e pulite i gamberetti. In una padella fate rosolare l'olio con lo spicchio d'aglio e versate i gamberetti, mescolate, aggiungete un pizzico di sale ed il pepe e fate cuocere un paio di minuti non di più. Mettete il prezzemolo tritato finemente, eliminate lo spicchio d'aglio e mescolate bene.
Prendete la teglia con la pasta Brisée cotta in bianco, mettete sul fondo le fettine di Emmental, a seguire le zucchine, coprite con i gamberetti, ma non buttate via il sughetto che avranno prodotto in cottura.
Preriscaldate il forno a 190°C.
Preparate l'appareil montando leggermente la panna e poi aggiungendola all'uovo sbattuto con sale e pepe. Versate sui gamberetti ed infornate per circa 20-25 minuti.



Io di solito uso teglie con fondo amovibile, in modo che riesco poi a sformare le mie quiche senza problemi. Servite tiepida o a temperatura ambiente.


Enjoyyy!!!

lunedì 16 settembre 2019

CASSONI di verdure



I cassoni di verdura, si chiamano così a Riccione, mentre nella parte più su della Romagna, tipo nel Cesenate li chiamano "cascioni". Quindi per me che uso la ricetta Riccionese, non ci sono dubbi: sono i Cassoni, come li hanno sempre chiamati mia nonna e i miei zii.
I Cassoni in pratica sono delle piadine chiuse, ripiene di verdurine di campo selvatiche o anche formaggio e pomodoro. Finalmente ho trovato, nel reparto frigo, delle verdure campagnole, che si sono rivelate perfette per fare i Cassoni come ricordavo io.
Era un bel po' che non impastavo per le piadine e avevo quasi dimenticato quanto fossero facili e veloci da fare e ora riproporrò spesso anche i Cassoni in versione mini per qualche aperitivo, perchè ho fatto la prova e devo dire che fanno il loro effetto di gusto e presenza.
Bando alle ciance allora ed ecco a voi la ricetta!

CASSONI di VERDURE

Per circa 15 piadine

500 g farina 00
1 cucchiaio colmo di strutto ( possibilmente genuino e non quello industriale)
Sale
225 g di latte o acqua circa (dose indicativa, potrebbe servirne qualche grammo in più o in meno)

Impastate in una ciotola tutti gli ingredienti, dovrete ottenere un impasto morbido, per questo la dose del latte è all’incirca. Chiudetelo nella pellicola trasparente e fatelo riposare a temperatura ambiente una mezz’oretta (ma anche due ore va benissimo).

Nel frattempo preparate le verdure ed il ripieno.

400 g di verdurine di campo 
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
1 spicchio di aglio
sale e pepe

In una padella versate l'olio e fate dorare lo spicchio d'aglio. Aggiungete le verdurine e fatele cuocere circa dieci minuti, aggiungete il sale ed il pepe e mescolate. Spegnete il fuoco e fate raffreddare.
Prendete l'impasto e formate delle palline e stendetele una ad una molto sottili.


Mettete un paio di cucchiai di verdure sulle "piade", su una metà del disco, qualche tocchetto, se vi piace di formaggio a pasta morbida, o mozzarella, bagnate con un goccino di acqua i bordi, chiudete a mezza luna e sigillate bene con i rebbi di una forchetta, avendo cura di fare uscire l'aria. 




Mettete su il “testo” per le piadine (ma eventualmente va bene anche una crepiera) sul fuoco e quando sarà bello caldo cominciate a cuocere i cassoni. Quando inizierà a fare le bolle girate dall’altro lato. Quando da entrambi i lati sarà pieno di bollicine cotte e "colorate" cercate senza ustionarvi di mettere la parte della piega in piedi qualche secondo sul testo, in modo da essere certi che sia ben cotto tutto il Cassone.
 Conservateli al caldo dentro ad un canovaccio di cotone o lino fino a quando saranno tutti pronti per essere mangiati.


N.B. Ovviamente alle verdurine potrete sostituire con pomodoro e mozzarella, ricordandovi di condire un pochino il pomodoro con olio sale e pepe.


Enjoyyy!!!

martedì 10 settembre 2019

PEPERONI E PATATE (Pipi e Patate)


A metà Luglio Valentina, prima di mettersi in ferie con il blog, pubblica così a sangue freddo i PIPI e PATATE , e mi ha colpita e affondata. Credo di non aver nemmeno finito di leggere il suo post che ero già fuori dal fruttivendolo a comprare i peperoni e le patate.
Fatti, fotografati, messi a riposare quella mezza giornata per far si che si insaporiscano bene e mangiati e poi il resto è storia...sono andata in vacanze anche io e quindi eccomi qui ai primi di Settembre a pubblicare unna ricetta facilissima, ma superlativa. Inutile dirvi che lo so che la stagione dei peperoni sta per finire, ma appunto "sta per", significa che " non è ancora" finita, quindi andate di corsa dal fruttivendolo a comprarli e fate questa ricetta e non ve ne pentirete.



PEPERONI E PATATE ( da Profumo di Limoni)

5 peperoni rossi
6 patate medie
aceto di vino bianco
sale
olio d'oliva extra vergine

Sbucciate le patate, lavatele e tagliatele a spicchi.
Lavate i peperoni, tagliateli a losanghe, privandoli dei semini e delle "coste" bianche all'interno.
Riempite una padella con l'olio abbondante e friggete prima le patate, scolatele e mettetele in una ciotola, a seguire nello stesso olio friggete i peperoni.
Aggiungeteli nella ciotola con le patate e se serve aggiungete qualche cucchiaio di olio della cottura. Salate, aggiungete origano ed un cucchiaio di aceto di vino. Mescolate bene tutto, coprite e mettete a riposare mezza giornata.



Come dice Valentina, va bene che le patate si "ammoscino"...fidatevi gente, fidatevi!

ENJOY!!!

venerdì 5 ottobre 2018

CAKE SALATO CON BROCCOLI senza glutine



Ora ad essere sinceri riconosco che finalmente sento l'Autunno, temperature miti, non calde, al punto che il mare è bello da guardare ma non da desiderare di farci un tuffo, arriva il vento che cambia gli odori dell'aria e piove, non sempre ma ogni tanto piove, dando a volte quel colore cupo al cielo, che ammetto mi piace, e  mi mancava. Sono una di quelle persone che ama tutte e quattro le stagioni dell'anno, non soffro il freddo, non mi angoscio se piove, adoro mettere i maglioni caldi e gli stivali da pioggia, per poi ammirare il ritorno della bella stagione e dell'Estate amo il sole e il poter tuffarmi nel mare blu, ma se mi manca questo ecco odio il caldo torrido e umido con le zanzare che in questo ultimo decennio sono aumentate purtroppo, quindi lasciare lo spazio a temperature più basse, all'ombrello e a colori diversi nella luce delle giornate non mi strugge.
Con tutto ciò ho riacceso il forno più volentieri, non che in Estate io sia tra quelli che lo mette a riposo, se ho da fare una focaccia  o un dolcetto per colazione non mi tiro indietro, se mai accendo il climatizzatore.
In questi giorni perciò sono tornati sui banchi del fruttivendolo i miei amatissimi broccoli e non manca settimana che non me li compri e li cucini. Complice l'acquisto di una buona ricotta di capra ad uno dei mercatini dei contadini che si tiene in città la domenica ho voluto preparare qualcosa che fosse buono ma allo stesso tempo un po' light, cotto al forno in una teglia da plum cake e senza olio o pane ho tirato fuori una cosa ottima se mangiata tiepida per cena, o anche fredda come accompagnamento ad un aperitivo.


Naturalmente senza glutine come la nostra THE RECIPE-TIONIST di questo mese, Stefania di Cardamomo & co., per ricordarvi che vi aspettiamo fino al 15 Ottobre, perchè so che saprete sorprenderci!!!


CAKE SALATO CON BROCCOLI senza glutine

per 4 persone (teglia 24 cm x 10 cm- 1,5 lt di capienza)

6 uova fresche
200 g di broccoli lessati
200 g di ricotta di capra ( ma va bene una buona ricotta di pecora o vaccina ben scolata)
100 g di Pecorino Siciliano grattugiato
sale
pepe nero

Prendete un bel pezzo di carta forno, accartocciatelo e passatelo sotto all'acqua corrente. Strizzatelo e rivestiteci la teglia da plum cake.
Preriscaldate il forno a 160°C.
In un terrina sbattete le uova con una frusta a mano, aggiungete i broccoli  lessati e leggermente schiacciati con una forchetta, mescolate e versate la ricotta, il Pecorino e sbattete con una forchetta. Salate e pepate. Versate il composto nella teglia e infornate per circa un'ora, o fino a quando vedrete la superficie dorata e cotta.


Enjoy!

mercoledì 27 giugno 2018

QUICHE DI ZUCCHINE


Le quiche e le torte salate sono una delle mie preparazioni preferite quando devo organizzare un tè, un aperitivo o semplicemente da portare a casa di amici.
Il mio cavallo di battaglia sull'argomento è una semplicissima quiche con le zucchine e sono sincera piace sempre a tutti e la cosa mi rende felice. La temperatura ideale per gustarla è leggermente tiepida in modo che il formaggio resti morbido, ma anche a temperatura ambiente ha il suo perchè!
Di solito la pasta brisèe la preparo prima e la tengo pronta in freezer, così che sarà sufficiente scongelarla e il gioco è presso che fatto!
Come base ormai uso quella di Michel Roux perchè mi piace molto il tipo di impasto, ma sentitetvi liberi di utilizzare la ricetta della Brisèe che preferite.



QUICHE DI ZUCCHINE

Pasta Brisèe di Michel Roux

250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo
Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso.
-La Pasta Brisée si conserva benissimo in un contenitore a chiusura ermetica, per una settimana in frigo e fino a tre mesi in freezer.

Per la Quiche

3 zucchine
1/2 cipolla bianca tagliata finemente
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
200 g di formaggio Emmenthal tagliato a fettine
150 grammi di pancetta tagliata a fette
150 ml di panna fresca
1 uovo
sale 
pepe nero

Lavate, mondate e tagliate a rondelle le zucchine.
In una padella versate l'olio e soffriggete la cipolla, aggiungete le zucchine il sale e il pepe e coprite e fate cuocere una decina di minuti il tempo che le zucchine si ammorbidiscano.
Pre riscaldate il forno a 190°C.
Nel frattempo rivestite la teglia con la pasta Brisèe e cuocetela "in bianco"* per 15-20 minuti.
Appena la Brisèe è pronta, stendere sul fondo le fette di pancetta, e sopra le fette di formaggio, coprire con le rondelle cotte di zucchine ed infine aggiungere la panna, precedentemente sbattuta con l'uovo sale e pepe.
Infornate per circa 30 minuti o fino a quando non vdrete la superficie della Quiche ben dorata.
Servite tiepida, o fatela raffreddare e poi scaldatela velocemente prima di servirla.


*COTTURA IN BIANCO:Rivestite il guscio di pasta con la carta forno e riempitelo con uno strato di pesi ( dai pesi in ceramica da forno, ai fagioli o ceci secchi, o riso) che tenga schiacciato l’impasto  evitando che si gonfi in maniera non uniforme.
Cuocete “in bianco” nel forno alla temperatura indicata dalla ricetta (di solito 180°-190°C) per il tempo previsto, poi togliete i  pesi e la carta e rimettete in forno perché la pasta si asciughi e colori. Se il guscio non tornerà in forno per la cottura del ripieno, deve essere completamente cotto.



ENJOYYY!!!

mercoledì 20 giugno 2018

PESCE SPADA MARINATO



Estate, caldo e come non pensare al buonissimo pesce spada che qua in Sicilia è super ottimo???
Premettoo che non amo il pesce crudo e quindi non sono tra i patiti di sushi e sashimi, e nemmeno dei gamberetti o alici marinati...MA e c'è un grande MA il pesce spada marinato come dico io lo adoro!
Basta avere il pesce di ottima qualità e sicura provenienza.
Come sapete per mangiare il pesce crudo è necessario abbatterlo, o nel caso non si possegga un abbattitore di temperature si congela per 4-5 giorni ( per legge andrebbe messo nei congelatori casalinghi per un minimo di 96 ore), anche perchè per affettare il pesce spada o il tonno così sottili se sono congelati sarà un lavoro da ragazzi.
Ma se avete un pescivendolo che vi vuole bene lo fate abbattere a lui e anche affettare ahahahahha.
In ogni caso, questa è una ricetta che adoro trovare pronta al ritorno dal mare, così che devo solo apparecchiare la tavola e aprire il frigo.


PESCE SPADA MARINATO

300 g di pesce spada (affettato molto finemente, dopo averlo fatto abbattere o congelare minimo 4 giorni)
olio extra vergine d'oliva
foglioline di menta
succo di limoni
sale
pepe nero macinato fresco

Disponete su un piatto da portata le fette di pesce spada e salate, versate il succo di limone su tutte la superficie, condite con olio e decorate con foglie di menta e pepe nero.
coprite con pellicola per alimenti e mettere a marinare in frigo per minimo 2 orette, ma anche 5-6  non sarà un probema.
Servite con un prosecco bello fresco e se potete gustatevelo in giardino o in terrazza.

Enjoyyy!

venerdì 8 giugno 2018

STUFATO di MANZO con LATTE DI COCCO e PAPRIKA "alla MALESE"


Io dico sempre e lo sostengo anche seriamente che i soldi spesi nei viaggi sono i soldi meglio spesi in assoluto! Quindi ho il passaporto sempre pronto e la valigia sempre aperta sul letto nella stanzetta degli ospiti.
Ora al di là di quei viaggi che durano 2-3 settimane e che solitamente ci cominciamo a studiare un anno prima, a volte capita che così all'improvviso, spesso di sabato o domenica mattina, quando il relax a colazione è ai massimi livelli, o io o mio marito girovagando sul web, ce ne usciamo con una frase tipo: "ci facciamo qualche giorno lì?" E la risposta è sempre " si dai... oppure andiamo là?", insomma si parte!!!
Due anni fa è più o meno andata così, siamo stati una settimana a Singapore, con un'improvvisa puntata di due giorni a Kuala Lumpur! 



E dico mai e poi mai avrei pensato di andare in Malesia, proprio a Kuala Lumpr, che per me era famosa solo per le Petronas Twin Towers. Beh si in effetti è famosa per quelle, ma anche per le infinite distese di Palme da cui estraggono il "famigerato" olio di palma e non solo! Mi ha sorpresa la cucina, ottima, e più di tutto mi è rimasto nella memoria delle papille gustative uno stufato mangiato a cena in un ristorante davvero bello il Selera Ibunda ... e per dirvi quanto la mia memoria gastronomica ricorda quel piatto ho provato a riprodurlo con ottimi risultati, non è difficile da fare, richiede le ore di cottura, come ogni buono stufato vuole, ma credetemi se amate il sapore della paprika dolce e del cocco, potete farci un pensierino.





Mi rendo conto che potrebbe iniziare a fare caldo per uno stufato, ma a me lo hanno servito in una città dove la percentuale di umidità e caldo sono notevoli, in considerazione anche del fatto che Kuala Lumpur sta praticamente all'equatore, dico che si può fare.  



STUFATO di MANZO con LATTE DI COCCO "all' INDONESIANA"

2 kg di muscolo o cappello del prete di manzo
3 cucchiai  di olio di sesamo
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato finemente
2 spicchi di aglio grattugiati finemente
maizena
paprika affumicata dolce
sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 litro di latte di cocco
 50 g di  zucchero di palma ( 1 capsula)

Riso basmati cotto per accompagnare



Tagliate la carne a pezzi e passateli nella maizena e nella paprika dolce affumicata.
In un tegame dal fondo spesso e anche abbastanza capiente (io come sempre uso la mia STAUB da 30 cm di diametro) soffriggete l'olio di sesamo con lo zenzero* e l'aglio*. Versate i pezzetti di carne e rosolate bene per una decina di minuti. Aggiungete l'estratto di vaniglia, il latte di cocco e mescolate e di seguito mettete la capsula (50 g)  di zucchero di palma mescolate, coprite e lasciate cuocere per 3.1/2 ore circa, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete il sale altri due cucchiai di paprika dolce, fate cuocere ancora un'oretta e assaggiate di sale.
Il giorno dopo, secondo me è ancora più buono e comunque servitelo con riso Basmati cotto che con quella salsa di cottura diventa una cosa fantastica!


* per grattugiare finemente zenzero e aglio uso una delle mini grattuge prese in Giappone... per farvi capire cosa intendo per finemente


mercoledì 6 giugno 2018

INSALATA DI RISO ZUCCHINE E POMODORO

 


Direi che è proprio iniziata la stagione Estiva, almeno qui da noi e cominciamo a pensare a qualcosa di fresco da mettere a tavola, da preparare magari la sera prima. I ponti vacanzieri sono terminati, ma iniziano le giornate al mare a fare bagni e prendere il sole.
Questo per me è il periodo delle zucchine e delle angurie, che mangerei quotidianamente, ed ecco che dovendo improvvisare al volo un pranzo veloce in giardino ho tirato fuori un'insalata di riso, ottima, veloce e facilissima, che è piaciuta a tutti tantissimo.


Friggere le zucchine è un attimo e io sono stata così contenta del mio "colafritto" regalatomi un anno fa da Lucia a Napoli, la nostra THE RECIPE-TIONIST, che insomma non posso dire altro che la stagione delle zucchine fritte è appena cominciata a casa nostra!



Insomma io dico se amate le zucchine come me , provatela!!



INSALATA DI RISO ZUCCHINE E POMODORO

500  g di riso Carnaroli
5 zucchine verdi
400 g di pomodorini Ciliegino di Pachino
Ricotta salata Siciliana  o Cacio ricotta Pugliese
sale
pepe
olio extra vergine di oliva

In una padella capiente verta due dita di olio extra vergine di oliva e portate a temperatura (  se infiliate nell'olio il manico di un cucchiaio di legno e questo si circonda di tante bollicine, l'olio è pronto!). Lavate e mondate le zucchine ed i pomodorini. Tagliate le zucchine a rondelle e friggetele. Nel frattempo mettete su l'acqua per il riso e portatela a bollore. Salate e versate i riso, mescolate e tagliate a spicchi i pomodorini, conditeli con sale, olio e pepe.
Controllate le zucchine, scolatele e salatele. Conservate 2-3 cucchiai dell'olio di frittura che avrà preso il sapore delle zucchine.


Quando il riso è al dente, scolatelo e passatelo sotto acqua corrente fredda.
Mescolate con le zucchine, il loro olio, i pomodorini e mescolate bene tutto. Aggiungete della Ricotta salata o Cacioricotta e versate su una insalatiera Mettete in frigo.
Al momento di servire aggiungete altra Ricotta salata grattugiata a grana grossa. Decorate con del basilico se lo gradite.

Enjoy

mercoledì 23 maggio 2018

SFORMATO DI RISO




Tra la fine Aprile e i primi di Giugno i ponti di vacanza non mancano, e nemmeno le belle giornate per fare una scampagnata tra amici. Spesso mi chiedono di portare dolci, ma l'ultima volta non vi nego che ricevere la "richiesta" per un primo mi ha fatto piacere. Ora però non volevo fare troppa fatica a preparare lasagne, e nemmeno essere troppo "semplice" portando un'insalata di pasta, così ho avuto il lampo di genio di fare uno sformato di riso e oltre che a risolvermi il dilemma, ha fatto felici tutti, me per prima, per la comodità del trasporto, la possibilità di preparare tutto il giorno prima e poi per la bontà.



SFORMATO DI RISO


Per il risotto

500 g di riso Carnaroli
1 litro di brodo di carne di manzo
30 g di burro acido
1/2 cipolla
30 g di burro
2 cucchiai di olio extra vergine di olova
pepe
sale
100 g di Pecorino Siciliano grattugiato


1 litro besciamella
250 g di formaggio Primo sale, o Tuma fresca
400 g di piselli lessati
sale e pepe
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva

4 uova sode

100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
burro
pangrattato


Portate il brodo di carne a bollore.
In una casseruola fate stufare la cipolla finemente tritata con il burro e l'olio extra vergine di oliva  e il pepe. Appena diventa morbida versate il riso e fatelo tostare mescolando per un minuto circa. Aggiungete il brodo man mano che il riso lo assorbe e mescolate spesso. Assaggiate di sale e ad un paio di minuti di cottura del riso, aggiungete il burro acido e il Pecorino grattugiato e mantecate. Aggiungete un paio di cucchiai di besciamella.

Preriscaldate il forno a 200°C.

In una ciotolina condite i piselli con sale, pepe e olio extra vergine di oliva.
Imburrate una teglia e rivestite con il pangrattato. Versate metà del risotto, livellate con il dorso di un cucchiaio, coprite con le fette di formaggio Primo sale o Tuma fresca, coprite con i piselli, e versate metà della besciamella e fate uno strato con le uova sode affettate. Coprite tutto con il resto del risotto, versate la besciamella restate e spolverate con Parmigiano Reggiano grattugiato e qualche fiocchetto di burro.

Le strade ora sono due, se avete preriscaldato il forno infornate e cuocete fino a doratura della superficie dello sformato, oppure, coprite con carta stagnola e riponete in frigo una notte, il giorno seguente procedete alla cottura in forno.

Se desiderate portarlo ad una scampagnata, una volta pronto lo togliete dal forno e lo chiudete con carta stagnola, e fate uno strato con un paio di fogli di giornale "quotidiano" e rivestite ancora con la carta stagnola. Lo sigillate bene e poi avvolgete la teglia in un panno, vi assicuro che il vostro sformato arriverà a destinazione pronto e alla temperatura giusta per essere gustato al meglio.


Enjoy!!!

martedì 17 aprile 2018

EMPANADAS DI MANZO E FORMAGGIO di Michel ROUX


Facendo un giro nei vecchi archivi di foto del pc, mi sono ricordata di questa ricetta di Michel Roux, con l'intenzione di rifarla presto perchè oltre alla bontà si presta perfettamente per un aperitivo con amici o anche da portare a qualche scampagnata invece della solita torta salata.
In effetti queste empanadas le portai un pomeriggio d'Estate a casa di amici e ce le gustammo come aperitivo in giardino dopo aver inaugurato la loro bella piscina.. credo che dovremmo ripetere anche questo!!
Premetto subito che sia la pasta frolla che il ripieno li si può preparare con qualche giorno di anticipo, così che il grosso del lavoro lo avrete già fatto.

Spero vi stiate godendo la bella stagione, finalmente.

EMPANADAD DI MANZO E FORMAGGIO di Michel Roux (da "Frolla & Sfoglia" Guido Tommasi Editore)

720 g di Pasta Frolla di Michel Roux
150 ml di olio di arachidi (se ci sono allergici andate pure di olio di mais)
450 g di carne di manzo magra per brasato tritata
300 g di cipolle, tritate finemente
6 spicchi d'aglio, tritati finemente
300 g di pomodori, pelati, privati dei semi e tagliati a pezzetti
1/2 cucchiaino di cumino in polvere
1/2 cucchiaino di origano secco
1/2 cucchiaino di paprika dolce
600 ml di brodo di manzo (va bene anche quello già pronto, ma che sia di ottima qualità)
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaio di pepe macinato al momento (io ne ho messo molto ma molto meno)
300 g di Provolone dolce, grattugiato
150 g di formaggio morbido fresco
2 albumi, leggermente sbattuti
( facoltativo: 50 g di prezzemolo fritto in olio di arachidi per la guarnizione)

per il ripieno, scaldate metà dell'olio in una padella. Aggiungete la carne tritata e rosolatela sul fuoco alto, poi versatela in uno scolapasta, per fare scolare via l'olio.
Scaldate il resto dell'olio in una pentola bassa su fuoco medio, unite le cipolle e fatele sudare per 5 minuti, poi aggiungete l'aglio e i pomodori e lasciate sobbollire per 20 minuti. Aggiungete la carne, il cumino, l'origano, la paprika, il brodo, il sale e pepe e cuocete a fuoco basso per 30 minuti. Unite il Provolone ed il formaggio morbido e lasciate sobbollire 2-3 minuti. Trasferite il ripieno in una ciotola e lasciate raffreddare, poi tenetelo in frigorifero fino al momento dell'uso.
Per realizzare le empanadas, stendete un quinto della pasta a 1,5-2 mm di spessore e ricavate 6 dischetti con un tagliabiscotti di 9 cm di diametro. Mettete un cucchiaio abbondante (20 grammi circa) di ripieno al centrodei dischi e spennellate i bordi con l'albume. Richiudete la pasta sul ripieno e premete il bordo tra pollice ed indice, ripiegandolo verso il ripieno ogni 5 mm per ottenere un bordo intrecciato e sigillarlo bene. Ripetete l'operazione fino ad esaurire la pasta ed il ripieno. Mettete le empanadas in frigorifero per 20 minuti.
Scaldate il forno a 180°C. Mettete le empanadas su una teglia ed infornatele per 12-15 minuti, finchè sono dorate. Trasferitele su una griglia.
Sistematele in un cestino o su un vassoio e cospargetele di prezzemolo fritto e servite calde (ma vi assicuro che anche a temperatura ambiente sono veramente buone!).

ENJOY!!!


venerdì 23 marzo 2018

TORTA TRAMEZZINO AL TONNO



Adesso spero sinceramente che anche nel resto d'Italia arrivi la tanto agognata Primavera, ma ho una ricettina che già solo a vederla ve la porterà in casa.
Si tratta di una torta "tramezzino", da servire a fette, come aperitivo, ma anche per un tè con amici, come ho fatto io, qualche mese fa. Trovo che visivamente porti tanta allegria, ovvio poi che si può farcire come meglio si crede, fette di salmone affumicato, burro e scorzette grattugiate di limone, formaggio cremoso e salame, ma consiglio sempre di usare ingredienti che ben si sposino con l'erba cipollina che regala alla presentazione il vero colpo d'occhio.
Altro consiglio, che non essendo un panettone gastronomico, la farcia deve essere di un solo tipo, ciò però non vieta di farne più di una di queste deliziose torte salate, cambiando solo i gusti.



TORTA TRAMEZZINO AL TONNO

2 confezioni di fette lunghe di pan carré per tramezzini

360 g di tonno sott'olio ben sgocciolato
2 cucchiai di capperi dissalati
maionese (tanta perchè serve anche per ricoprire tutto l'esterno)

olive (io di Gaeta) e pomodorini per decorazione
100-150 g di erba cipollina
pepe nero macinato fresco



Prendete fuori tutte le fette di pan carré, e formate un quadrato a strati. Rifilate gli angoli in modo da ottenere una torta rotonda.
Frullate in un contenitore con un frullatore ad immersione, il tonno, i capperi e 4-5 cucchiai di maionese.
Sistemate il primo strato di fette di pan carré su un vassoio (sotto torta o anche un piatto da portata, ricordate che poi va messo in frigo se non servite subito) e spalmate con il composto di Tonno proseguite così fino ad avere almeno cinque strati.
Ricoprite tutta la "torta" con la maionese. A questo punto se servite dopo un'oretta procedete alla decorazione con i fili di erba cipollina sui bordi, la maionese, farà da ottimissimo "sostegno", e aggiungete al centro pomodorini tagliati a spicchi e qualche oliva per dare colore.
Se invece lo servirete mezza giornata dopo, coprite con una ciotola rovesciata sopra (usare pellicola si attaccherebbe tutta la maionese) o un copri torta e mettete in frigo fino ad un'ora prima di servire in cui procederete a decorare.
Si serve a fette proprio come una torta e finirà in un fiat!!



ENJOY!!!


sabato 15 aprile 2017

È NATO PRIMA IL SARTÚ O L’ARANCINO??


-“MA È NATO PRIMA IL SARTÚ O L’ARANCINO??

Mi sono chiesta dopo aver letto il post di Marina, nella ricetta della nuova sfida targata MTC.
-“e io che beata MIII….zzica ne so??” mi son prontamente risposta!!!

Però mentre elaboravo una ricetta per la mia preparazione ho provato ad immaginare cosa sia accaduto qualche secolo fa qua in Sicilia:
All’epoca dei Monsù, i cuochi eccelsi delle cucine delle tante case nobiliari quaggiù in terra di Trinacria (perché c’erano anche a Napoli eh, ma si chiamavano Monzù- tipico modo tuttora esistente al sud della nostra penisola di storpiare le parole, in quanto a dire il vero deriverebbe dal termine francese di Monsieur), che usavano fare una cucina “fusion” tra quella francese e quella napoletana o siciliana  fu creata una ricetta per poter rendere l’anemico riso, considerato cibo “triste” per i malati, un piatto gourmet, e così sulle tavole aristocratiche arrivò questo sublime involucro di riso condito e ripieno di ricche carni, formaggi, verdure, accompagnato da salse.
Ora se si osserva bene il sartù e lo si affetta, e se si fa lo stesso con l’arancino non notate delle somiglianze??
Qui a Catania l’arancino richiede il pezzettino di carne al sugo all’interno, poi c’è chi ci mette del ragù con carne macinata, il tocchetto di formaggio non manca mai, poi a discrezione della pasticceria c’è chi ci mette i pisellini o no…. Il riso forma un guscio, coperto da croccante pangrattato….. l’arancino a mio modestissimo avviso non è altro che un piccolo Sartù, ma fritto!!!
Come penso sia nato l’arancino??? Sempre come mia banale e “plebea” supposizione sono convinta che dalle ricche cucine dei palazzi nobiliari di cui ancora è ricchissima tutta la Sicilia qualcuno della servitù abbia assaggiato qualche avanzo e abbia pensato: “Marìììììììììììììììììììììììa ce la devo fare assaggiare macari a casa sta bontà divina!!! “, e così non avendo per le mani le segretissime ricette del monsù di turno, sarà andato a memoria e soprattutto di “accomodo”… fatto il riso, lo ha riempito di quel che passava il convento, un po’ di salsa di pomodoro cotta con qualche rimasuglio di carne a lungo per rendere il suddetto rimasuglio tenero, non avendo lo stampo ha dato la forma con le mani, non volendo levare le uova ad un altro pasto, avrà passato nella “lega” di acqua e farina e ripassato nelle briciole del pane duro e secco e …. E…. “uora comu comu lo cucino, che non è giornata per andare o’ funno(forno)???”, nel modo più semplice e veloce vista la fame, “lo friggo nella sugna e bonu cchiù!!”, e così secondo me è nato l’arancino, uno degli street food per eccellenza che qua in Sicilia ha di ben lunga superato il Sartù, più Partenopeo e nobile di origini…ma a conclusione di tutto sto papello vi regalo un finale da thriller di quelli seri, di quelli che quando leggete “THE END” vi guardate e pensate se ci sarà un seguito, o ancora peggio “che non ci avete capito una beata MII….zzica”: e se invece fosse nato prima l’arancino e qualche Monzù, sceso quaggiù a seguito del suo aristocratico signore Napoletano, passeggiando per mercati avesse assaggiato un arancino e fosse stato folgorato??? AAAAAAAAAAAAAAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAH….. Comunque il mio Sartù nasce dall’arancino, la base del risotto è quella colorata di zafferano e il ripieno è il sugo di carne accompagnato da polpettine, e fette di pepato fresco Siciliano…. Non ci sono melanzane che aggiungerei in Estate, e nemmeno pisellini che farebbero il mio Sartù di Primavera, non ci son funghi che mi regalerebbero i profumi dell’Autunno e non ci sono bietole o cavolfiori a ricordarmi l’Inverno…. È un Sartù di base sta a voi regalargli una stagione così come sicuramente facevano i Monsù qualche secolo fa!!
Con la ricetta in “bi-porzione” partecipo all’MTC n.65, sfida lanciataci da Marina!!



SARTÚ DI RISO SICILIANO

Per uno stampo  diam. 20 cm x 12 cm di altezza  e due da 12 cm di diametro e 9 cm di altezza

Risotto ( da 1 kg di riso originario crudo)
Carne al sugo (rispetto alla ricetta nel link ho messo metà carne di maiale e metà muscolo di vitello)
20-25 Polpettine di carne
400 g di Pepato fresco Siciliano
Burro
Per uno stampo  diam. 20 cm x 12 cm di altezza  e due da 12 cm di diametro e 9 cm di altezza



Per le polpettine
500 g di carne macinata di vitello
2 cipolletta fresche tagliate finemente
2 fette di pane in cassetta
3 cucchiai di Pecorino grattugiato
1 bicchiere di latte
1 uovo
Sale e pepe nero
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva per cuocere le polpettine

In una ciotolina ammollate il pane in cassetta nel latte, e nel frattempo mescolate la carne macinata con il Pecorino, il sale, il pepe e la cipolletta fresca. Strizzate bene il pane e aggiungetelo al composto di carne, mescolate bene ed aggiungete l’uovo. Amalgamate bene tutto. Versate l’olio in una padella e intanto formate delle palline di carne che rovescerete nell’olio caldo e cuocerete rigirandole pochi minuti. Lasciate a intiepidire su carta assorbente da cucina.


Per il riso
1 kg di riso originario o Carnaroli
3 litri di brodo di carne
3 scalogni
4 cucchiai  di olio extra vergine di oliva
Sale  e pepe q.b
6-7 pistilli di zafferano
1 cucchiaio di burro
200 g di Pecorino Siciliano grattugiato
3 scalogni
4 cucchiai  di olio extra vergine di oliva
Sale  e pepe q.b.
10 uova

In un tegame capiente versate l’olio e fate appassire gli scalogni affettati finemente e un’abbondante macinata di pepe nero. Versate il riso e fate tostare circa 1-2 minuti, mescolando, i chicchi devono diventare traslucidi. Versate nel tegame il brodo bollente mano a mano che il riso si asciuga. Fermate la cottura quando il riso sarà al dente e si presenterà piuttosto compatto. Togliete dal fuoco, aggiungete lo zafferano e mantecate con il burro e poi con il Pecorino mescolando bene tutto. Lasciate intiepidire leggermente ed aggiungete un uovo alla volta, mescolando molto bene tutto.


Assemblare il Sartù

Accendete il  forno a 180°.
Imburrate accuratamente e molto molto bene gli stampi e spolveratelo ancora più accuratamente con il pangrattato.
Mescolate il sugo di pomodoro, da cui avrete levate la carne con le polpettine.
Coprite il fondo dello stampo con uno strato di riso alto un cm circa. Livellate bene con il dorso del cucchiaio, io sono andata bella decisa con le mani. Riempire anche le pareti degli stampi, sempre dello spessore di 1 cm, e necessario aiutatevi o con le mani bagnate o con il dorso di un cucchiaio sempre bagnato. Arrivate a metà dell’altezza di ogni stampo se usate lo stampo grande mentre per quelli più piccoli arrivate al bordo. Riempite il fondo con le fette di Pepato e riempite con la metà del condimento di sugo e coprite con un altro strato di riso alto sempre un dito e rivestite le pareti fino all’orlo. Fate un altro strato il rimanente condimento nel caso dello stampo grande. Coprite con lo strato di riso alto sempre 1 cm. Livellate bene, cospargete di pangrattato e mettete di qua e di là qualche fiocchetto di burro.
Infornate e cuocete per 30-35 minuti (io 40, MA PER LO STAMPO GRANDE NE SERVONO ALMENO 60!!). Capirete che è cotto quando si vedrà chiaramente che i bordi si sono staccati dalle pareti, ma in realtà aspettate che la superficie sia proprio molto dorata, perchè se quella non è soda... inficiate tutto!
Lasciate riposare 30 minuti, e sformate direttamente su un piatto da portata o alzatina e se volete decorate con la besciamella e l'aiuto di una sacca da pasticcere con bocchetta a stella.





DOLENTI note (nel caso dello stampo grande):

-i tempi di cottura, sono troppo pochi!!! Per gli stampi piccoli i miei 40 minuti sono stati ottimi e sufficienti per quello grande NO!! Si è sformato benissimo, ma il fondo (inteso come la parte in alta in cottura) dopo 40 minuti, nonostante le pareti si fossero staccate, era “crudo” ed infatti sformato perfettamente, pareti sode e integre, da sotto (cioè dal fondo, e non le pareti) ha iniziato a cedere, rimesso subito in stampo, lo abbiamo mangiato lo stesso, ma ritengo che i minuti consigliati fossero insufficienti, tanto che prossima volta lo terrò come minimo un’ora e passa. L’errore è stato mio senza ombra di dubbio, perché avrei dovuto aspettare per un fondo ben ben dorato e non fidarmi del fatto che le pareti fossero perfette!! Ma come si dice sbagliando s’impara. Tutto questo mi ha insegnato a seguire pedissequamente una ricetta, fino a un certo punto, ma ciò non ha inficiato il gusto magnifico della Sicilia antica a casa nostra. E per fortuna mi ero progettata quelli bi-porzione (perchè non sono piccoli, con uno ci si mangia in due) per utilizzare i magnifici stampi " di un'età " della zia di mio marito presi in eredità...lei ci faceva i gelati..ma per me sono così belli anche per i Sartù dei Monsù, che dovevo necessariamente usarne un paio..... 



giovedì 23 marzo 2017

TERRINA DI CARNE con cipolle rosse al brown sugar e cavoletti di Bruxelles stufati


Terrina, non un contenitore o meglio anche un contenitore, che dà il nome ad una preparazione di carni o pesci o verdure. Intesa così non si può non pensare alla Francia, e se penso alla Francia penso ai grandi chef. Ho pensato a Paul Bocuse appena è uscita la sfida n. 64 dell’MTC, propostaci da Giuliana de La gallina vintage, e ho studiato dal libro del grande maestro “La cucina del Mercato”, e come per magia scopro che le terrine sono una preparazione semplice, comoda, perché la si prepara anche un paio di giorni in anticipo, cosa favolosa se si ha una cena importante con tante cose da cucinare e preparare, o ancora più gradevole se si rientra a casa dopo una giornata impegnativa e piena…cosa c’è di più bello che tornare a casa e avere pranzo o cena pronti e per di più tanto gustosa?
Poi nel mentre arriva anche la notizia in redazione che Paul Bocuse in persona ha accettato di fare l’intervista con Francesca Carloni perMTC e quindi capisci che la strada è segnata, che le idee arriveranno per la tua sfida. Sono rimasta alla base, perché se devo imparare è da quella che voglio partire, sempre , quindi non troverete voli empirici nella mia terrina, e nemmeno ingredienti ricercati o particolari, ma nella sua semplicità troverete il gusto di assaporare ben distintamente i sapori e il poterli amalgamare bene tutti partendo dalla coppa dell’involucro(che tra l’altro mantiene benissimo sia il gusto che il suo colore in cottura) per finire agli accompagnamenti. Ho cercato le consistenze e gli equilibri e lo so che ho giocato “facile”, ma la cosa per me fondamentale è che quello che metto sulla mia tavola sia non solo commestibile, ma principalmente gradevole.
In tutto ciò, tra le mille mila caccavelle che invadono la mia cucina non avevo una vera e propria terrina, ma non mi sono minimamente allarmata, perché alla “peggio” mi sarei buttata sulla versione in crosta, utilizzando una delle tante teglie da plum cake che fanno parte della mia collezione. In mio aiuto è venuto il caso, mentre passeggiavo nella deliziosa cittadina di Snohomish nello stato di Washington, dove mi trovavo una settimana fa, tra favolose bakery, pie factory e meravigliosi negozi di abiti e oggetti e mobili vintage, è avvenuto il colpo di fulmine con la mia terrina, tonda, col coperchio con quel foro perfetto, e soprattutto dalla dimensione adatta alla nostra piccola famiglia e soprattutto il prezzo: 12 dollari!!!
E così piano piano la mia prima terrina ha preso forma nella mente e poi eccola qua fatta e finita!
Il profumo in cucina mi ha riportato alle domeniche ai pranzi con tante persone, in cui qualcuno arrivava sempre con un vassoio di ricche e sontuose paste e la casa era invasa da cose cotte nel forno… e si, mi sono convinta, ora posso permettermi di comprare altre terrine quando me ne capiterà l’occasione, perché è una preparazione che mi ha conquistata e che ripeterò spesso, non la trovo per nulla “agè”, anzi trovo che il riscoprire queste cose sia la nuova frontiera nel mondo food. Grazie Giuliana!!

Con questa ricetta partecipo all’MTC n.64



NOTE per una terrina fatta bene  da “La cucina del Mercato “ di Paul Bocuse:

1.Quando preparate la farcia cuocetene un cucchiaino in un poco di acqua bollente, per controllare che il sale sia giusto. In questo modo sarete in tempo per rimediare.
2.L’acqua del bagnomaria deve arrivare a metà altezza della terrina e deve essere già abbastanza calda.
3.I tempi di cottura variano a seconda del tipo di carni utilizzate e dal quantitativo di queste stesse, e anche dalla forma della terrina stessa, quindi la cottura perfetta è raggiunta quando il sugo, che provenendo dalla terrina, sobbolle sull'orlo di questa, è completamente chiarificato.
4.Quando la terrina è pronta, si toglie il coperchio e va “scolata” dei liquidi di cottura. Il peso che va messo sopra per dare omogeneità alla terrina, in modo che al taglio poi non si sbricioli, non deve essere troppo eccessivo in proporzione perché espellerebbe il grasso, e la terrina risulterebbe asciutta.



TERRINA DI CARNE “semplice”

200 g di macinato di vitello tritata
150 g di carne di maiale Nero dei Nebrodi con il suo grasso tritata al coltello
20 ml di Cointreau
2 cucchiai di pecorino pepato Siciliano grattugiato
1 uovo piccolo
Sale
Pepe
Scorza di mezza arancia grattugiata
Semini di finocchietto pestati finemente
100 g di coppa a fettine sottili
1 cucchiaio di pistacchio di Bronte tritato grossolanamente
1 rametto di rosmarino
2 rametti di timo

Mettete a marinare per un paio di ore la carne di vitello tritata con il Cointreau, il sale e il pepe.
Passate due ore circa aggiungete il Pecorino e l’uovo e mescolate bene tutto.
Condite la carne di maiale con i semini di finocchio pestati al mortaio, il pepe e il sale.
Prelevate un cucchiaino di macinato di vitello e cuocetelo 3-4 minuti e assaggiate per stabilire se va bene di sale, eventualmente aggiustate il sapore.
Prendete la vostra terrina e rivestitela con le fettine di coppa, mettetene una sul fondo al centro e procedete a coprire i lati del contenitore fino a fuoriuscire dai bordi stessi. Riempite il fondo e i lati della terrina con la farcia di carne di vitello, livellate bene, ricoprite e pressate con il pistacchio anche sulle “pareti” e riempite con il macinato di maiale. Pressate bene e coprite la parte centrale con altro pistacchio. Chiudete con i lembi della coppa che fuoriesce dai bordi della terrina, premete bene da fare aderire tutto, fate un “buco” al centro con una leggera pressione e aggiungete i rametti di rosmarino e timo.


Chiudete la terrina con il suo coperchio. Pre riscaldate il forno a 180°C.
Riempite un contenitore adatto al forno di acqua calda, immergete la terrina fino a metà di acqua ed infornate.
Cuocete per 50-55 minuti circa, ma attenzione se utilizzate il doppio di dose di carne i tempi di cottura aumenteranno ad un’ora e mezza. Il trucco è che quando i grassi della carne risulteranno liquidi, chiarificati sui bordi, questo sarà il segnale che la carne è cotta.
Togliete la terrina dal forno,  e scolatela dai liquidi formati (che sono poi i grassi della carne stessa) coprite con un foglio di carta di alluminio e poggiateci sopra un piatto del diametro di poco inferiore a quello della terrina stessa (se utilizzate una terrina quadrata o rettangolare, lavorate di taglierini e tavolette), mettete un peso sopra e lasciate raffreddare e dimenticate la vostra terrina almeno per un giorno, due sarebbero l’ideale per gustare al meglio tutti i sapori maturati tra loro.



CIPOLLE ROSSE  AL BROWN SUGAR

300 g di cipolle rosse sbucciate e tagliati finemente
100 ml di aceto bianco di vino
100 g di brown sugar

Mettete tutti gli ingredienti in un tegamino dal fondo spesso, amalgamateli e mettete sul fuoco medio e cuocete mescolando di tanto in tanto per 30-35 minuti o fino a quando le cipolle risulteranno morbide e si sarà formato uno sciroppo. Mettete in un vasetto sterilizzato e chiudete. Conservate in frigo fino ad una settimana (è ottimo anche servito come accompagnamento a formaggi stagionati).


CAVOLETTI DI BRUXELLES STUFATI

300 g di cavoletti di Bruxelles mondati e lavati
30 g di burro
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 spicchio di aglio
½ bicchiere di acqua
Sale e pepe nero macinato fresco

In una padella sciogliete il burro con l’olio e il pepe macinato fresco e lo spicchio d’aglio, versate i cavoletti di Bruxelles, mescolate e dopo un paio di minuti aggiungete l’acqua e il sale. Fate cuocere per 15-20 minuti, tastate con una forchetta se i cavoletti sono morbidi, assaggiate di sale e se tutto coincide spegnete. Servite caldi o tiepidi.