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mercoledì 9 ottobre 2024

TOMATOE SOUP- ZUPPA DI POMODORI ... A volte ritornano

 



"A volte ritornano" non è una minaccia, non è il titolo di un film dell'orrore e non è nemmeno il sequel di un romanzo da premio Bancarella... sono semplicemente io che quando cucino qualcosa di cui devo assolutamente ricordare la ricetta per le prossime volte vengo a scrivere un post sul blog che è di base il mio ricettario on line.

Sono praticamente sei mesi che non scrivo ma vi assicuro che cucino perché mi piace, perché adoro avere amici a casa tra un aperitivo  una cena o un pranzo e nel mentre mi faccio qualche viaggetto.

Sono stata a Salina sulle isole Eolie dove ho fatto bagni favolosi e cene superlative e dove ho gustato la granita di ricotta che mi ha fatto letteralmente impazzire e poi ...ho fatto uno dei miei viaggi da sogno... che non è un atollo nel Pacifico a bere cocktail sotto una palma da cocco... ma è stata un'esperienza di vita che non dimenticherò più e che desideravo da un po'!

Sono stata in Alaska, volevo godere del fresco, atterrare con un elicottero su un ghiacciaio e volevo stare tra gli orsi!!!

Abbiano camminato tantissimo in mezza alla natura incontaminata e ogni sera ci gustavamo ottime cene, e quasi sempre oltre al dolce includeva la "zuppa del giorno", che fosse di favoloso salmone o saporitissimo Halibut o di mais non importa ma ritempravano sempre.

Una delle mie preferite è stata quella di pomodori del Piper's ad Anchorage, dove si riuniscono tutti quelli che lavorano nell'ambito di aerei e aeroporti, perché in Alaska l'80% di chi ha la patente ha un aereo!!

Tornata a casa ho voluto fare una zuppa di pomodori, non proprio come quella del Piper's ma davvero tanto buona.



ZUPPA DI POMODORO

( dose per 2 persone)


600 g di pomodorini datterino 

Latte

40 g Burro

1 Cipolla rossa media

Prezzemolo

Sale 

Pepe nero

2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva


Rosolate in un tegame la cipolla affettata con l'olio, il burro e una bella macinata di pepe nero.

Nel frattempo lavate i pomodorini a metà e tritate il prezzemolo.

Aggiungete i pomodorini al soffritto, mettete il sale, mescolate e portate a bollore. Coprite col coperchio, abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere circa quarantacinque minuti. Dopodiché con un frullatore ad immersione frullate bene tutto e riducete ad una "passata", aggiungete il latte ed il prezzemolo e rimettete sul fuoco un quarti d'ora.

Servite la zuppa calda con dei crostini o con cracker ... vi assicuro che la prossima volta raddoppierete le dosi.




ENJOYYY!!!

venerdì 29 gennaio 2021

SEPPIE CON I PISELLI IN UMIDO


La Primavera scorsa non potendo andare liberamente  alla Pescheria della città, il bellissimo ed antico mercato nel centro storico, mi sono guardata attorno e ho provato il negozio di pesce ad un duecento metri da casa, e con grande sorpresa ho scoperto che ha pesce freschissimo e buonissimo.
Tra sogliole, polpi, pesce spada, spigole, vongole, alici, gamberi mi sono passata il tempo a cucinare anche questi prodotti dello splendido mare che ogni mattina vedo dal mio giardino.
Uno dei piatti che cucinava spesso mio papà sono le seppie con i pisellini, e visto che mi piacciono tantissimo ho voluto appropriarmi della sua ricetta e sono ripiombata a quando lo mangiavo insieme ai miei e spesso papà lo serviva sopra delle fette di polenta...ora che ci penso la prossima volta farò una buona polenta anche io!!!



SEPPIE CON I PISELLI (Ricetta di mio padre)

2 seppie (circa 700 grammi in totale)
300 grammi di pisellini 
sale
pepe
olio extra vergine di oliva
1 bottiglia passata di pomodoro
1 spicchio d'aglio

Ovviamente partiamo con le seppie pulite, private del nero, con cui ci si fanno  degli ottimi spaghetti e del loro osso, tagliate a tocchi e messe da parte il tempo di fare soffriggere un paio di cucchiai di ottimo olio extra vergine di oliva con lo spicchio d'aglio e i gambi del prezzemolo per dare profumo. Dopo un paio di minuti. Date una bella macinata di pepe nero, eliminate i gambi del prezzemolo e versate i pisellini. Mescolate, mettete il sale e dopo 4-5 minuti aggiungete la passata di pomodoro. 
Fate cuocere per una ventina di minuti poi versate i tentacolini delle seppie cuocete un paio di minuti, assaggiate di sale e poi versate il resto delle seppie.  Ci mettono davvero pochissimo a cuocere, pochi minuti, tostate la morbidezza con una forchetta. Spegnete il fuoco, aggiungete del prezzemolo tritato e servite subito.
Se avete la polenta servitela a fette, se sono abbrustolite su una griglia sarà tutto ancora più buono e gustoso.



mercoledì 22 aprile 2020

TORTELLONI con SALSA "BURRO E ORO"



In realtà questi sono venuti fuori perchè avevo preparato dei tortelloni per pranzo.
Il tortellone così con ricotta e prezzemolo va benissimo condito ance solo con burro aromatizzato con qualche foglia di salvia fresca, ma a me è un tipo di pasta ripiena che alla "burro e oro" piacciono al Top della classifica personale.
"Burro e oro" è una semplicissima salsa cotta con burro e sale et voilà...una volta cotti i tortelloni il pranzo è pronto!

La ricetta prevede quanto burro quanto pomodoro, ma sono sincera non sono stata così generosa nella ricetta fatta per questi tortelloni, perciò vi do la ricetta come va realmente fatta e in rosso le mie "modifiche" ben consapevole che la vera ricetta per avere il colore dell'oro vuole tantissimo burro.



TORTELLONI "BURRO E ORO"

(per 30-35 tortelloni)

per l'impasto 

2 uova
200  g di farina 00

Per la sfoglia bolognese a mano seguite questi consigli, ma decidete voi se impastare con una planetaria e tirare poi la pasta a mano o con la macchinetta.

per il ripieno

300 g di ricotta fresca
100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
25 g di prezzemolo tritato finemente
1 uovo piccolo
sale

per la salsa

250 g di pomodori pelati o anche di passata di pomodoro
250 g di burro (io molto ma molto meno)
sale grosso
noce moscata

Mescolate in una terrina tutti gli ingredienti, assaggiate di sale ed inserite in una sacca da pasticcere. e tenete da parte il tempo di tirare la sfoglia e tagliarla.

Una volta tirata la sfoglia, tagliatela a quadrati di circa 5 cm ognuno. Riempite il centro di ogni quadrato con il ripieno di ricotta e chiuderli prima a triangolo pressando bene sui bordi e poi unendo le due punte del lato più lungo. Poggiare ogni tortellone su un vassoio infarinato.

Preparate la salsa, mettendo il burro e i pomodori o la salsa ed il sale e fate cuocere alcuni minuti, con un frullatore ad immersione, mixate bene tutto e date una spolveratina di noce moscata.
Quando l'acqua della pasta bolle, salatela e cuocete i tortelloni, ci metteranno pochissimo eh, quindi occhio, appena vengono a galla scolateli e conditeli, e serviteli subito con una bella grattugiata di Parmigiano Reggiano.

Enjoyyy!!!

venerdì 4 maggio 2018

GNOCCHI ALLA SORRENTINA ... my way



Mia nonna faceva degli gnocchi favolosi, ancora ricordo, o meglio ho impressa nella memoria, la scena di lei che li prepara nella sua cucina rosa anni '50, mentre io scorrazzavo tra la casa e il giardino con i miei cugini. Quella che segue non posso dire che sia la sua ricetta perchè non le ho mai chiesto di insegnarmi a farli, diciamo che è quella che ci si avvicina di più, sulla "memoria gastronomica" di mio padre, che mi ha sempre raccontato che essendo sua madre, una donna che ha vissuto la guerra con tre bambini piccoli quando esisteva solo il mercato nero in una Venezia comunque bella nonostante le sirene anti aereo e tanta povertà, non aveva molti ingredienti a disposizione, ma sempre che riusciva a tirare fuori piatti da veri gourmet e non stento a crederlo perchè mia nonna cucinava benissimo e con un immenso gusto.
Ora dopo tutta questa premessa vi dico che a me gli gnocchi di patate piacciono in qualsiasi salsa, ma se proprio devo scegliere ecco quelli alla "Sorrentina" li battono tutti.
Non so se quella che segue sia esattamente come la vera ricetta, ma a me piace moltissimo in ogni caso, a voi non resta che provarci e decidere.


GNOCCHI ALLA SORRENTINA

Per gli gnocchi 
patate lesse  sbucciate ancora tiepide
farina
(farina di semola di grano duro per spolverare)



Formate una piccola fontana con la farina e schiacciateci al centro le patate, amalgamate tutto fino ad ottenere un impasto abbastanza lavorabile. La quantità della farina dipende dall'umidità trattenuta dalle patate e dalla quantità di queste ultime. Infarinate la spianatoia e formate un cilindretto da cui taglierete i tocchetti piccoli, passateli uno ad uno nel riga gnocchi e poggiateli su un vassoietto spolverato con farina di semola.

Per la salsa 

1 bottiglia di salsa passata di pomodoro (750ml)
basilico
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale
1 cipolla
1 cucchiaino di zucchero
pepe nero macinato fresco

In un tegame fate rosolare la cipolla intera con l'olio extra vergine di Oliva e il pepe, versate la passata di pomodoro ed il cucchiaino di zucchero. Fate cuocere una ventina di minuti ed aggiungete il sale ed il basilico e continuate a cuocere per un'altra mezz'ora. 


Per ultimare
Parmigiano reggiano grattugiato 
Mozzarella 

Preriscaldate il forno a 200°C.
Portate a bollore acqua in una pentola capiente e salate l'acqua. Versate gli gnocchi e appena salgono a galla scolateli.
Conditeli bene con la salsa di pomodoro, un po' di Parmigiano e la Mozzarella grattugiata grossolanamente.
Riempite una teglia in proporzione agli gnocchi preparati, spolverate con altra Mozzarella e Parmigiano Reggiano ed infornateper 15-20 minuti, o fino a quando inizierà a formarsi un'invitante crosticina sulla superficie.

Servite appena sfornati.

ENJOY!!!

martedì 29 agosto 2017

GAZPACHO di POMODORI



Più di vent’anni fa facemmo un viaggio “on the road” con mio marito, allora fidanzato, decidemmo di andare a Parigi e poi da lì attraversando Versailles e la Loira, di arrivare sull’Oceano Atlantico, esattamente a Biarritz, ma non avendo prenotato nulla in Estate sul mare è praticamente impossibile pensare di trovare alloggio e così varcammo il confine con la Spagna fino ad arrivare a Bilbao prima e Pamplona in seguito, rientrando in Francia dalla Costa Azzurra. Tutto questo per dire che fu a Bilbao e per caso che scoprii il Gazpacho, fresco, estivo e gustoso che ancora ricordo con piacere.
In Estate quello che faccio senza peperoni è ormai un altro “must” della mia tavola, soprattutto fatto la sera prima e messo in frigo, vi assicuro che al ritorno dal mare ha un suo notevole “perché”.
La ricetta è liberamente ispirata a quello del famoso Ferran Adrià, dal suo libro “Pranzo in famiglia”, la mia zuppetta fredda si discosta dalla sua perché non ho messo il peperone e come aceto uso quello “pebleo” di vino bianco anziché quello di Sherry, ma vi assicuro che la bontà è garantita!!
Ovviamente riproporrò anche quello fedele alla tradizione Iberica!!


GAZPACHO di POMODORI
Per 4 porzioni

1 spicchio d’aglio
1 cipolla rossa media (80 grammi circa)
100 g di cetriolo verde
600 g di pomodori Piccadilly maturi
45 g di pane raffermo integrale
4 cucchiai di acqua
5 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
2 cucchiai di aceto bianco di vino
Sale e pepe nero


Sbucciate lo spicchio d’aglio, tagliatelo a metà ed eliminate l’eventuale “anima”. Mettete in un pentolino un po’ di acqua fredda e aggiungete l’aglio, portate ad ebollizione, prelevate l’aglio ed immergetelo in acqua ghiacciata per raffreddarlo. Ripetete questa operazione per altre due volte dall’inizio.
Sbucciate la cipolla e tagliatela a pezzettini.
Pelate il cetriolo e tagliatelo a pezzetti.
Lavate e tagliate a pezzi i pomodori e metteteli in un recipiente insieme all’aglio, alla cipolla e al cetriolo.
Versate i 4 cucchiai di acqua e il pane raffermo a tocchetti. Frullate benissimo il tutto (io uso il fryllatore ad inmersione KitchenAi, ma ca benissimo anche il Bimby). Aggiungete olio e aceto, sale e pepe e frullate ancora qualche minuto. Filtrate tutto in un colino a maglie fini.

Mettete in frigo fino al momento di servire, perché i Gazpacho va gustato freddo!
A vostro gusto aggiungete crostini di pane.


lunedì 13 giugno 2016

MINESTRA DI POMODORO ARROSTITO


 
Settimana del pomodoro per il calendario nazionale del cibo Italiano di Aifb.
Adoro il pomodoro in ogni ricetta, forma, colore e ...situazione! ...e credo non potrei vivere senza.
per saperne di più vi rimando al post di Betulla Costantini , ambasciatrice di questa settimana.
Questa ricetta facile e veloce è adattissima a questa stagione, perché anche fredda può essere servita con qualche crostino di pane.
Con questa minestra di pomodori contribuisco alla settimana del Pomodoro del calendario del cibo italiano.

 
MINESTRA DI POMODORI ARROSTITI
(Per due persone)

10 pomodori medi maturi
2-3 cipollette fresche
Olio extra vergine di oliva
Sale
Pepe qualche fogliolina di basilico

 
Pre riscaldate il forno a 180 gradi C.
In una teglia rivestita di carta forno appoggiate i pomodori tagliati a metà ( in orizzontale), con il taglio verso l'alto, spargete sopra la vipolletta fresca sminuzzate e condite con sale, pepe e. Olio.
Infornate per 25-30 minuti.
Una volta cotti passateli con un frullatore  ( va bene anche quello ad immersione) e servite calda, tiepida o anche fredda con un filo di olio extra vergine di oliva e qualche crostino e decorate con qualche fogliolina di basilico.

 

venerdì 18 marzo 2016

SPAGHETTI AL POMODORO-GIORNATA NAZIONALE




                           Scroll down for English version
 
Sono l’emblema della cucina Italiana nel mondo, sono una delle nostre bandiere più belle (che richiamano anche nei colori la nostra bandiera a dirla tutta) ed oggi è la loro Giornata Nazionale: gli spaghetti al pomodoro.
Sulla loro storia, la loro origine vi rimando al post di AIFB, che cura il Calendario Nazionale del Cibo Italiano, dell’ambasciatrice di oggi Rosaria Orrù, io mi limiterò a pubblicarvi la mia versione base di una delle paste più poliedriche in assoluto, si perché basterebbe una grattugiata di bottarga, oppure due briciole di pane fritte con un’acciughina, per avere già due varianti incredibilmente semplici ma ugualmente favolose.
Aggiungo solo che era, è e sarà sempre uno dei miei piatti preferiti, quello che dopo una lunga vacanza all’estero desidero mangiare appena arrivata a casa, insieme alla pizza!! Quello che sa di Italia, di buone cose, di cultura, di gusto in assoluto, uno di quelli che tutto il mondo, ne sono certa, ci invidia!!
Con questa ricetta partecipo al Calendario Nazionale del Cibo Italiano



SPAGHETTI AL POMODORO
Per 4 persone
320 g di spaghetti


Salsa di pomodoro -   salsa madre (dal  “Cucchiaio d’Argento”)
1 kg di pomodori
2 grossi spicchi di aglio
Basilico
Olio extra vergine di oliva
Sale  e pepe nero

Incidete una croce sul fondo dei pomodori e dopo averli immersi qualche momento in acqua bollente, sbucciateli, privateli dei semini e tritate la polpa. Aggiungete in un tegame l’olio extra vergine d’oliva, il sale, il pepe macinato fresco, qualche foglia di basilico e l’aglio, che poi eliminerete. Lasciate cuocere ed insaporire la salsa per una trentina di minuti. Conservate in frigo qualche giorno o congelate.


Per gli spaghetti portate ad ebollizione abbondante acqua e nel frattempo scaldate la salsa a cui aggiungerete un cucchiaino di zucchero  se avvertite una nota di acidità.

Cuocete gli spaghetti in acqua salate e quando saranno al dente scolateli.
Condite e mescolate con la salsa di pomodoro e servite con una spolverata a piacere di Parmigiano Reggiano, o cacio ricotta o ricotta salata.

English version
 
If I tell you spaghetti al pomodoro you can only think to my country:Italy. 
Today in Italy it is the National Day of Spaghetti withtomato sauce and even if it is one of the easiest Italian recipe I think I have to post on my blog and here it is all for you, the way I make it!! May today be a great day and I wish you to taste asap a wonderful dish of Spaghetti al pomodoro.
Enjoy


SPAGHETTI WITH TOMATO SAUCE
For 4 people
11 oz  g of spaghetti

tomato sauce
2 lb of tomatoes
2 large cloves of garlic
Basil
Extra virgin olive oil
Salt and black pepper

Carve a cross on the bottom of the tomatoes and pour them in boiling water some time, peel them, remove the seeds and chop the pulp. Add in a pan extra virgin olive oil, salt, freshly ground pepper, a few leaves of basil and garlic ( remove it when sauce is ready). Cook for about thirty minutes. You can keep it in fridge for few days or in the freezer.

While bringing to a boil water for spaghetti, heat the sauce adding a teaspoon of sugar, just in caso of sourness of tomato. Cook the spaghetti in plenty of salted water and drain them when they are ready.
Mix pasta with the tomato sauce and serve with a sprinkling of Parmigiano Reggiano.


venerdì 15 gennaio 2016

SUGO DI SALSICCIA CARNE DI MAIALE per il Calendario del cibo Italiano




                            Scroll down for English version
 
Secondo il Calendario del Cibo Italiano (#calendarioaifb) indetto dall’AssociazioneItaliana Food Blogger ( #calendaridelciboitaliano #aifb ) questa è la settimanadel “Maiale”, il cui “ambasciatore” è il carissimo Corrado Tumminelli che ha pubblicato un interessantissimo articolo al riguardo proprio sul sito dell’AIFB,  e poiché da domenica prossima inizia il Carnevale vi ripropongo una ricetta a base di carne di maiale che qui a Catania va per la maggiore proprio per il giovedi e il martedì “grasso” : la pasta ai 5 o 7 buchi che va condita con il sugo di carne di maiale e salsiccia
Essendoci in questo sugo anche la salsiccia ed essendo proprio oggi 15 gennaio la Giornata Nazionale della Salsiccia (il cui ambasciatore è la socia Raffaella Caucci )Io lo preparo il giorno prima, perché per me un sugo così oltre che una lunga cottura va fatto riposare, per dargli il tempo di assorbire, assestare e amalgamare bene tutti i sapori e gli ingredienti.
Come vi dicevo lo scorso anno questa è la MIA ricetta, anche perché sono “cose di casa” ed ognuno nella sua famiglia la fa con qualcosa di diverso rispetto agli altri.
 L’uso di chiodi di garofano e cannella è richiesto perchè i sughi di carne più buoni e gustati qua a Catania, a mio avviso, hanno questi profumi, che sanno di “antico” e siccome di solito per me anche l’olfatto nella ricerca di una ricetta è fondamentale non mi sono posta il problema e li ho usati.


SUGO DI CARNE DI MAIALE E SALSICCIA
 
4 Puntine di maiale
6 Salsiccia di maiale
5 fette spesse di lonza di maiale
1,5 lt di passata di pomodoro
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
1 cipolla bionda
1 cucchiaio di zucchero
1 pezzetto (4 cm) di cannella
3 chiodi di garofano
Sale grosso
Pepe nero macinato al momento

In una casseruola capiente (io ormai per questo tipo di cotture uso solo la mia Staub in ghisa) versate l’olio, la cipolla affettata finemente e macinate il pepe nero e fate rosolare, mescolando con un cucchiaio di legno (circa 10 minuti). Aggiungete la carne e la salsiccia mescolate e fate sigillare per 4-5 minuti. Aggiungete il concentrato di pomodoro, la stecca di cannella e i chiodi di garofano, e fate andare a fuoco vivace per altri 5 minuti. A questo punto versate la passata di pomodoro, lo zucchero e il sale grosso, mescolate e coprite con il coperchio. Portate a bollore, mescolate e abbassate la fiamma e lasciate cuocere per circa 3 ore, ricordando di mescolare di tanto in tanto.
Servite caldo il giorno dopo.  Con il sugo, che è abbondante, di solito ci si condisce la pasta e come nel nostro caso del Martedì Grasso noi abbiamo mangiato la pasta ai “7 buchi”…con una spolverata di Pecorino stagionato!!!


English version

This is not a new recipe from my blog, I just post it again to celebrate the National day of sausage... you can find the translation of the above recipe HERE! Enjoy your Italian sausage National Day

martedì 24 novembre 2015

RAVIOLI CON LE BRACIOLE DI CARNE E IL LORO SUGO



Quando ero piccola, all’epoca della prima elementare, quando mio padre saliva per lavoro a Bologna e io e mio fratello restavamo con mamma, lei spesso ci dava appuntamento alla Trattoria da Emma, nel centro del paese in Puglia dove vivevo da bambina. Uscivamo da scuola e ci incamminavamo da scuola verso le strade che spesso percorrevamo per andare alla Villa, o al Largo di Corte dove c’era il Castello Normanno, con la vicina Cattedrale Romanica e soprattutto il bar con il gelato più buono del mondo e l’edicola del signor Bernardino dove compravamo i “giornalini”.
Arrivavamo alla Trattoria da Emma, dove Emma era la cuoca, suo marito il cameriere e le figlie aiutavano a lavare i piatti e sparecchiare, dove le lampade le avevano fatte loro con i bicchieri di carta (sembravano opere di alto design…non è uno scherzo)…. E più o meno in contemporanea arrivava la mia mamma, che si era presa la pausa pranzo dalla ditta, che quando papà non c’era era tutta sulle sue spalle, e ci sedevamo noi tre per stare insieme, per raccontarci quello che avevamo fatto e io ricordo che sempre sempre sempre ordinavo i miei MUST preferiti: le orecchiette al sugo per primo, e le braciole del cui sopra sugo con le patatine…. E cavoli, ragazzi, quanto mi piacevano. E mai una volta mamma ha cercato di cambiare il mio “menu tipo” della trattoria da Emma! Non chiedetemi cosa ordinassero lei e mio fratello..io avevo occhi e gola solo per quel sugo di braciole! Nella maggior parte dei casi in Puglia queste braciole sono fatte di carne di cavallo, e so che me l’hanno anche fatta mangiare la carne di cavallo…. Ma se vi devo dire la verità all’età di sei anni non ho idea se quelle mitiche braciole della Trattoria Emma fossero di carne equina o no!! Di sicuro c’è che io crescendo di carne di cavallo non ne ho mangiata più e quindi per farla breve, le braciole che ho infilato nella mia ricetta sono di vitello. 
Questi ravioli quindi sono un mix del mio amore per la Puglia e la presenza di Emilia nel DNA (la sfoglia è sfoglia,…PUNTO).

RAVIOLI CON LE BRACIOLE DI CARNE E IL LORO SUGO


Per le braciole e il loro sugo

500 g di fesa di vitello tagliate sottili
150 g di Provolone piccante
100 g di pancetta fresca tagliata a listarelle spesse
Prezzemolo
1 spicchio d’aglio
Sale
Pepe nero macinato al momento
2 bottiglie di passata di pomodoro
4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva pugliese
2 cipolle piccole
1 cucchiaino di zucchero
Lavate e mondate il prezzemolo e tritatelo finemente con lo spicchio d’aglio. Stendete una fetta di fesa di vitella e riempite il centro con un pezzetto di Provolone piccante, una striscia di pancetta fresca un pizzico del trito di prezzemolo e aglio e una macinata di pepe nero. Richiudete la fetta di carne a fagottino e fermate con uno stuzzicadenti. E procedete così con tutte le fette di carne fino ad esaurimento.
In una casseruola (io ho usato la mia Staub in ghisa) fate rosolare le cipolle intere con l’olio e una bella macinata di pepe, dopo una decina di minuti aggiungete le bracioline di carne e fatele rosolare bene da tutti i lati. A questo punto aggiungete la passata di pomodoro, il cucchiaino di zucchero, aggiustate di sale e fate cuocere per circa tre ore. Ogni tanto mescolate e controllate solo se c’è bisogno di sale.
Una parte delle braciole si dissolverà nel sugo che avrà preso un magnifico profumo. Quando il sugo sarà freddo, togliete le braciole (eliminate gli stuzzicadenti anche dal sugo, poiché nel caso delle bracioline che si saranno disfatte qualche stuzzicadenti si sarà adagiato sul fondo della casseruola) e mettetele da parte in un contenitore separato dal sugo e conservate tutto in frigo.

Per i ravioli
300 g di farina 00
100 g di farina di semola di grano duro
4 uova

Sulla spianatoia di legno formate una fontana con entrambe le farine e al centro rompete le uova con l’aiuto di una forchetta. E procedete a fare un impasto per la sfoglia come vi ho spiegato QUI,
“Si comincia formando al centro del tagliere un’ampia fontana di farina, si effettua un buco all’interno della fontana in cui sgusciare le uova. Con una forchetta si rompono le uova; si mescola piano piano, lasciano all’uovo il tempo di assorbire la farina e prestando attenzione e non rompere l’argine disperdendo tuorlo e albume sul tagliere.
Lentamente la farina si amalgama alle uova e l’impasto si raddensa. E’ a questo punto che ci si accorge se l’impasto è stato correttamente dosato, altrimenti si aggiunge un uovo oppure ancora farina.
Quando l’impasto ha raggiunto una certa consistenza e si procede a lavorarlo: lo si impasta donandogli elasticità per gradi con il calore delle mani e l’armonia del movimento ( sarà un ,movimento ritmico e regolare ..e a chi ci guarda sembrerà una “danza”).
Si maneggia con entrambe le mani, sollevandolo con le dita e spingendolo in avanti con il palmo , senza schiacciarlo o strapparlo. Dopo ogni movimento lo si gira dall’altra parte e si ripete di nuovo.
La pasta non deve essere né troppo dura né troppo tenera, ma morbida ed elastica, ma soprattutto non deve attaccarsi al tagliere. Più si lavora e più l’impasto acquista morbidezza ed elasticità. Contemporaneamente si formeranno delle bollicine d’aria nella pagnotta che le donano flessibilità.”
Lasciatelo riposare al riparo dall’aria, quindi o sotto una coppetta a campana o avvolto nella pellicola trasparente per 15-20 minuti almeno, più riposa e più sarà semplice da stendere.**
**Mentre l’impasto riposa preparate il ripieno, tagliando a pezzetti e frullando con un frullatore ad immersione le braciolette di vitello.  Mettete il composto in una sac-à-poche e conservate in frigo e riprendete la sfoglia.
Infarinate la spianatoia con un po’ di farina di semola e tirate la foglia in strisce dello spessore di 2-3 mm.

Io ho utilizzato lo stampo dei ravioli, quindi infarinate  abbondantemente e stendete  una striscia di impasto, riempendo le fossette con il ripieno, e coprite con una seconda striscia, premete sui bordi di ogni raviolo e sformate, rifinite con una rotella dentellata ricavando i raviolini.
Cuocete i ravioli in abbondante acqua salata e nel mentre scaldate il sugo.
Scolate la pasta e conditela con il sugo e una bella grattugiata di Cacioricotta fresco.