martedì 16 ottobre 2018

GIRELLE di PANE con IMPASTO da ROSTICCERIA PALERMITANA OTTO ANNI di BLOG e il WORLD BREAD DAY 2018


Incredibile come io abbia questo blog da ben otto anni! Io sono una di quelle persone che perde la passione per qualcosa dopo un po' di tempo, che molla se non si diverte più, ma questo blog ha resistito. Si è vero che ha momenti di "abbandono", ma di fatto e nella realtà non lo abbandono mai, è il mio angolino dove trovo ricette che spesso avrei perso su foglietti mai più ritrovati, il luogo dove ho raccontato qualche piccolo aneddoto quotidiano, che sarebbe stato riposto in cassetti chiusi della mia mente, è l'archivio di tanti momenti a cui le mie ricette sono collegate.
Il 16 ottobre, e questa cosa mi ha sempre fatta sorridere per la casualità, è anche il giorno internazionale del PANE e da quando ho scoperto questa coincidenza mi piace sempre unire le due cose in questa data. In fondo il pane è il simbolo globale, storico di tutto quello che riporta al cibo in tutto il mondo.
La ricetta che propongo oggi non è nulla di nuovo se si frequenta il gruppo di Paoletta Sersante su facebook, perchè è quella della Rosticceria Palermitana, che io ho usato per fare delle semplicissime girelle di pane da accompagnare come appetizer a salumi e formaggi. È un impasto così versatile che davvero lo si può trasformare in "pane" invece che pizzette, rollò e quanto altro.



Con questa ricetta festeggio il mio blog e partecipo alla giornata Mondiale del Pane 2018. il World Bread Day


GIRELLE di PANE con olio, aglio e pepe (impasto della Rosticceria Palermitana) di Ecucinando

600g di manitoba 
400 g di farina 00

100 g di strutto
100 g di zucchero semolato (80 g se si vuole usare lo stesso impasto per fare cose fritte)
18 g di sale
3 g di lievito di birra disidratato (se usate quello fresco 10 g)
160 g di acqua*
500 g di latte
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva



Per farcire (ma qua siete liberi di fare come preferite con formaggi, salumi, salse etc etc)
olio extra vergine di oliva
polvere di aglio 
pepe macinato al mulinello


Nella ciotola della planetaria (o se lavorate a mano in una ciotola capiente) preparate il lievitino mescolando i 500 g di latte con 500 g di farina e il lievito di birra, coprire la ciotola con pellicola trasparente e lasciate riposare per circa 90 minuti.

Una volta pronto inserite tanta farina quanta ne basta a rendere l'impasto più consistente e lavorate, continuando ad inserire acqua, zucchero e farina. Con l'ultima parte di zucchero inserite anche il sale. Ricordate ogni tanto di ribaltare l'impasto dentro alla ciotola della planetaria con l'aiuto di una spatola o tarocco,
Quando la massa risulterà incordata e liscia inserite lo strutto poco per volta e alla fine il cucchiaio di olio.
Mettete in una ciotola a raddoppiare, coprendo con pellicola trasparente.
Oppure ( ma se optate per una lunga lievitazione in frigo dimezzate il peso del lievito), riponete in frigo anche tutta la notte, ricordandovi però di tirare fuori l'impasto almeno due ore prima di lavorarlo.
Rovesciate l'impasto su un piano di lavoro e allargatelo a rettangolo con l'aiuto di un mattarello, dello spessore di 1 cm, spennellate con olio extra vergine di oliva, spolverate con la polvere di aglio e spargete con pepe nero. Arrotolate l'impasto e tagliatelo a girelle dello spessore di 1 cm circa o a vostra preferenza (ricordate che più alti saranno e meno croccanti li otterrete, al contrario se li fate più sottili saranno meno morbidi).
Mettete le girelle di pane sulle leccarde del forno rivestite di carta forno, coprite con pellicola e lasciate lievitare un'oretta. 
Preriscaldate il forno a 180°C.
Infornate e a seconda di quanto spesse avete tagliato le girelle cuocetele fino ad una buona doratura.

Note: potete anche congelare le vostre girelle di pane conservandole in sacchetti per alimenti. prima di servirle sarà sufficiente ripassarle in forno ben caldo per un massimo di 8-10 minuti.

Enjoy!!!


giovedì 11 ottobre 2018

SYRNIKI e SAN PIETROBURGO





Qualche giorno prima di Pasqua siamo andati a San Pietroburgo e sono felice di averlo fatto giusto in tempo per poter camminare ancora sulla Nieva ghiacciata e anche sul mar Baltico, perchè dal 1 Aprile di ogni anno non si può più fare fino all'arrivo dell'Inverno, quando i canali e i corsi d'acqua che attraversano la città diventano vere e proprie strade da attraversare per risparmiare tempo.


Inutile dire di quanto bella sia questa città, e non a torto direi che il cittadino Putin avrebbe voluto riportare la capitale della Russia qui. Ricca di palazzi eleganti tutti con una storia e una famiglia blasonata di cui raccontare.


Musei, chiese ortodosse, case da tè e cafè che hanno mantenuto il fascino dei tempi d'oro dell'Impero Russo quello degli zar. L'oro, quello che svetta verso in cielo dalle cupole delle chiese, oro vero, e come dicono da queste parti: È tutto oro quello che luccica.


Anche il panorama gastronomico offre tantissimo, e non avrei mai creduto di poter dire che si mangia davvero bene, quasi sempre i prodotti sono locali e di stagione, come da Hamlet + Jacks, con chef giovanissimi e brigata di cucina attenta e precisa.
Ci siamo organizzati con una guida privata per tre giorni a nostra disposizione secondo i nostri tempi con autista privato, che consiglio assolutamente per la comodità sia di non dover perdere tempo con i mezzi pubblici e il traffico che con il saltare le file nelle maggiori attrazioni come i palazzi d'Estate di Pietro e di Caterina per fare un paio di esempi.


Abbiamo alloggiato in un hotel centralissimo il Pushka Inn, sulla Moika, tra l'Hermitage e la Neskvy Prospekt, dove le colazioni erano favolose e per la nostra compagna di viaggio Stefania, anche ottimamente gluten free. Tra le varie cose mangiate e assaggiate ci sono state queste strane frittelline, che non tradurrei con pancake anche se è quello che fanno i Russi stessi, e direi che sono state tra i "pezzi " di colazione preferiti, inondati di fantastica smetana (panna acida). Al ritorno cercando tra i miei libri di cucina russa a disposizione non trovavo nulla che mi ricordasse questi dolcetti, e così ho scritto al Pushka Inn per avere lumi e ho scoperto che si chiamano Syrnik e mi sono ripromessa di rifarli al più presto per poter poi scrivere sul blog qualche cosa su questa magnifica città che è San Pietroburgo!
I Syrniky si fanno con un formaggio simile alla ricotta ma molto più "asciutto" e leggermente acidulo che si chiama Tvorog, che qui è praticamente impossibile da trovare, ma diciamo che più che sostituirlo con la ricotta è preferibile il Quark, proprio perchè ha quella nota acida che si avvicina di più al Tvorog.


Dirvi che sono di una facilità assurda da fare è quasi banale, ma per convincervi credo che la cosa migliore sia quella di provare a farli.


A me piace molto l'abbinamento con panna acida e confettura di frutti rossi, ma vi assicuro che con una buona panna montata, o una crema o cioccolato fuso danno comunque un buon risultato per iniziare bene la giornata.


SYRNIKI
per 8 pezzi

450 g di formaggio Quark
2 uova medie
2 cucchiaio di olio di mais
4 cucchiai di zucchero
80 g di farina
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

4-5 cucchiai di olio di mais per friggere

In una ciotola con una forchetta lavorate il formaggio in modo da renderlo liscio, aggiungete lo zucchero, le uova, l'olio, la farina, il lievito e l'estratto di vaniglia e mescolate bene tutto con una frusta in modo da amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Scaldate l'olio in una padellina e quando sarà a temperatura, mettete a fiamma media il fuoco, prelevate l'impasto con un cucchiaio porzionatore da gelato e versatelo nella padella, quattro pezzi alla volta, fate cuocere per 4-5 minuti e poi con una spatola girate i Syrniky e fate cuocere dall'altro lato.



 Mettete in un piatto con carta assorbente da cucina e continuate a cuocere gli altri Syrniky.
Servite caldi con panna acida, o crème fraiche insieme a confetture di frutta che più preferite.


Syrniki del Pushka Inn

martedì 9 ottobre 2018

ACQUA ALLO ZAFFERANO E LIME - SAFFRON LIME WATER e lo ZIO di Persia



Avevo finito le mie scorte di Zafferano Persiano preso a Kashgar in Cina e anche quello preso in un stand del padiglione Persia all'Expo di Milano e già mi struggevo per dove trovarlo che non mi costasse un occhio della testa, perchè diciamocelo, lo Zafferano quello vero, di qualità costa e anche tanto! Non parliamo delle bustine di polverina, che vendono al supermercato, ma di Zafferano con la Zeta maiuscola.
Poi, parlandone con Valentina, nostra signora di Profumo di limoni, mi sento dire: "E che problema c'è??? Te ne mando un po' io, di quello che mi rifornisce regolarmente lo zio Shafigh da  Shiraz (Shīrāz- cioè dalla Persia veramente, capite?")!!!". Ora immaginate la mia faccia che lei non ha visto perchè eravamo al telefono!!! Arriva per posta il miglior Zafferano che si chiama Negin, cose che probabilmente non avrei mai saputo, se non avessi avuto questo prezioso regalo!
Quindi si continua a fare risotti alla Milanese, ma sta per finire, e ricomincia la disperazione.
Un paio di settimane fa sono uscita con alcune amiche a cena in un ristorante diciamo "fusion medio-orientale" e da bere ci hanno portato una bevanda fresca allo Zafferano, da non confondere con lo Sharbat Zafran, tipica bevanda Persiana a base di Zafferano, lime e acqua di rose, che proverò appena trovo l'acqua di rose che dico io eh, e ci è piaciuta così tanto che ho voluto provarla.
Nella ricetta che ci hanno portato c'era lo zucchero, ma chissà perchè ho voluto provare con il miele che secondo me viene usato di più dello zucchero in quelle zone del mondo, non è un dato di fatto sia chiaro, lo penso io ed il risultato, bevuto caldo come un infuso, mi è piaciuta, mentre sono convinta che servita fredda questa bevanda renda di più con lo zucchero. Insomma a voi la scelta!!!


Ah si certo lo zio di Persia non lo abbiamo tutti, ma spendendo un po' direi che in ottime drogherie e negozi di nicchia alimentari si trova dello Zafferano di ottima qualità.



ACQUA ALLO ZAFFERANO E LIME

500 ml di acqua naturale
1/2 cucchiaino di Zafferano Persiano in pistilli
50 g di miele se servita calda - 3 cucchiai di zucchero se servita fredda
succo di 1 lime
succo di 1/2 limone

fettine di lime per decorare

Fate scaldare l'acqua e poi mettete i pistilli di zafferano in infusione. Aggiungete e mescolate il miele. Lasciate raffreddare e versate il succo di lime e di limone e mescolate bene. Filtrate con un colino e servite caldo. Se invece volete berlo freddo usate lo zucchero e guarnite con foglioline di menta fresca e cubetti di ghiaccio e fettine di lime.

Enjoy!